La strega, nella mitologia popolare, ma anche nella teologia cristiana medievale e moderna, è una donna dotata di poteri giudicati oscuri, derivanti da una unione e un patto col diavolo. A volte le streghe non sono viste soltanto come donne, ma addirittura come esseri soprannaturali di aspetto femminile. Il fenomeno non è solo occidentale o cristiano, ma è diffuso in molte altre culture di diversi paesi del mondo. "Streghe" o "stregoni" sono anche nomi dati a sciamani o ad esponenti del mondo pagano o contadino, a volte per definire semplici sperimentatori di erbologia o cristallomanzia, o persone dedite a pratiche e rituali di magia, soprattutto popolare.

In Occidente, le streghe vennero perseguitate tra la fine del Medioevo e l'inizio dell'età moderna, sia in ambito cattolico che protestante. A partire dalla metà del XVIII secolo l'esistenza stessa delle streghe fu messa in discussione per effetto della cultura illuminista, e il numero di uomini e soprattutto di donne processate e condannate (spesso anche alla morte sul rogo) calò drasticamente nel giro di pochi decenni, fino a ridursi quasi a zero.

Figure equivalenti a quella della strega sono quelle della antica lamia, della fattucchiera o dell'incantatrice.

Storia

Nel folclore popolare occidentale la figura della strega ha avuto solitamente un'accezione negativa: si riteneva che le streghe usassero i loro poteri per nuocere alla comunità, soprattutto a quella agricola, e che prendessero parte a dei raduni periodici chiamati sabba dove adoravano il Demonio e si univano carnalmente con lui.

La figura della strega ha radici antichissime, che precedono di molto il cristianesimo. Già nel II millennio a.C. vengono redatti degli atti d'inchiesta dove sono riportati gli antesignani dei riti vudù che ricordano i riti messi in atto dalle fattucchiere. Anche il codice di Hammurabi è fonte di informazioni riguardo all'atteggiamento che la reggenza tiene nei confronti della pratica magica, quindi plausibilmente diffusa nella società. Spostandosi poi in Assiria, nella biblioteca di Assurbanipal (VIII sec. a.C.) si trovano notizie di esorcismi per contrastare l'azione di streghe e stregoni.

Se si guarda all'epoca classica se ne incontra una presenza ricorrente nei decreti penali, nei quali si arriva a punire con la morte la magia nera. Ma il campo più florido dove viene dipinta la figura della strega è la letteratura. La mitologia sia greca che romana pullula di maghe e maliarde, descritte come esseri per metà umani e per metà animali, capaci di assumere aspetti diversi a seconda del proprio obiettivo e interessate a succhiare il sangue dei bambini e a sedurre gli uomini, non esonerati dalla stessa terribile fine. Esemplari sono le empuse o le lamiae della mitologia greca, queste ultime originate probabilmente dal mito della dea-uccello incarnata nel rilievo Burney (II millennio a.C.), che rappresenta una figura femminile con ali e artigli connessa presumibilmente a Lilith, divinità mesopotamica e presente nell'ebraismo sotto forma di civetta.. In Italia pieni di fascino tra i tanti, sono i racconti che si tramandano tra gli abitanti delle isole Eolie di queste donne eredi di un'antica sapienza che di notte, nude, cosparse di un unguento portentoso dà loro il potere di volare sino a terre lontane e dalle quali portano ai loro mariti frutti esotici non presenti nella loro terra d'origine.Ne accenna Aristofane nella commedia Le nuvole, parte II; o il latino Apuleio, nel romanzo L'asino d'oro, che a sua volta riprende un racconto di Luciano di Samosata, Lucio o l'asino.

Una particolare notorietà ebbe la descrizione di Canidia da parte del poeta latino Orazio.Paule, Maxwell Teitel. Canidia, Rome’s first witch. Bloomsbury Publishing, 2017.

Le streghe nel Medioevo Il Medioevo recepisce quel bagaglio culturale che si è andato accumulando per secoli anche attraverso fabliaux, omelie, novelle, e lo modella a propria immagine e misura. Le categorie sociali meno abbienti sono portatrici di una tradizione magico-superstiziosa che verrà sistematizzata solo alla luce delle teorie demonologiche delle élite.

La presenza di reati di stregoneria negli atti giudiziari precedenti al XIII secolo è piuttosto scarsa. La vera sistematizzazione di questa figura, con le sue caratteristiche uniche e distinguibili, si forma solo a partire dall'XI secolo grazie ai teologi e agli studiosi sulla base della demonologia. Si comincia in questo momento a distinguere tra maleficae e strigae, mentre si fa spazio la teoria che queste donne siano l'estrinsecazione della potenza del demonio. Nel 1233 il papa Gregorio IX promulga la bolla Vox in Rama in cui è esplicita la concezione forte e ormai abbastanza precisa dell'azione stregonesca, nel 1250 Stefano di Borbone descrive il sabba, nel 1258 arriva il primo processo, nel 1275 il primo rogo a Tolosa.

La caccia alle streghe

A partire dal tardo Medioevo e con l'inizio del Rinascimento, la Chiesa cattolica e, in seguito, anche numerose confessioni protestanti, supportate dal potere politico degli emergenti Stati moderni, hanno individuato nelle streghe delle figure eretiche, pericolose per la comunità e dedite al culto del Maligno, da perseguitare ed estirpare dalla società con la violenza. L'insieme dei fenomeni persecutori contro la presunta setta di adoratori del Demonio è noto come "caccia alle streghe" e in Italia l'ultimo caso di una donna che sia stata uccisa perché ritenuta una strega avvenne nel 1828 a Cervarolo in Valsesia. Per approfondimenti: C. Triglia, La strega di Cervarolo. Note storiche su un procedimento penale del 1828, Corradini, Borgosesia, 1983. Si stima che in Germania, nel solo secolo compreso tra il 1450 e il 1550, vennero condannate al rogo circa centomila donne, considerate streghe..

Il massimo acme della caccia alle streghe si verifica quando, nel 1486, il domenicano alsaziano Heinrich Kramer redige il Malleus Maleficarum, affiancando al suo nome quello di Jacob Sprenger per conferirgli maggior prestigio e credibilità. Questo trattato demonologico descrive per filo e per segno tutti gli attributi della strega, i metodi e gli strumenti della stregoneria e indica come meglio attuare la cattura, il processo e le pene.

Le storie delle donne accusate di stregoneria ci sono note solo attraverso gli interrogatori e i verbali dei processi a cui sono state sottoposte. Bisogna tenere in considerazione l'uso frequente, se non costante, della tortura come strumento di estorsione di confessioni. Come scrive Maria Serena Mazzi:

Esemplare la vicenda di Benvenuta Benincasa, inquisita a Modena nel 1370, che inizialmente reputa di essere una guaritrice capace di annullare i sortilegi grazie all'invocazione di spiriti benevoli e nel giro di un solo giorno trasforma l'intera versione all'opposto, finendo per confessare il suo legame con i demoni e la magia nera.

Dalle fonti giudiziarie e inquisitorie si ricava l'immaginario stregonico diffuso: le streghe si organizzano in una vera e propria società, con una propria gerarchia cui fa capo la «strea mastra». Oltre a essere nunzia e vicaria di Satana costei si occuperebbe di scegliere altre patrone che possano sorvegliare rispettivamente un gruppo di «scolare», suddivise per territorio. La base fondante di tutta l'organizzazione è la trasmissione continua di conoscenze di strega in strega, come risulta chiaro dalle parole di Bellezze Ursini: Ci si trova di fronte a una setta, con la propria «regula» e i propri riti d'iniziazione. Il modulo ricorre nei vari verbali: la strega maestra sputa in bocca alla nuova adepta, la unge e la manda al noce di Benevento. Lì troverà altre streghe e Satana da cui verrà ufficialmente iniziata.

Nel processo a Todi, nel 1426, Matteuccia di Francesco riferisce che la riunione al noce di Benevento deve essere svolta il lunedì, il sabato e la domenica per sei mesi all'anno. Grazie a un unguento le streghe acquisiscono la capacità di volare, recitando sempre gli stessi versetti:

Bernardino da Siena, riprendendo il Decretum Gratiani, racconta le cavalcate notturne delle streghe dietro Erodiade o Diana, figure mitologiche che rimandano ancora a quell'ancestrale mondo letterario da cui questo fenomeno prende le mosse. Arrivate al luogo deputato si compie il sabba. Le ancelle devono salutare il diavolo, spesso presentato sotto forma di capro, con losculum infame, baciando cioè il suo ano, dando così il via al tutta una serie di riti orgiastici, balli voluttuosi e infanticidi.

L'architettura della societas delle streghe sembra essere costruita in esatta antitesi rispetto alla tradizione cattolica, presentandosi come un'anti-religione. In cima si trova l'entita`satanica, i cui dettami sono fatti rispettare dalla strega-sacerdotessa, che presiede all'incontro rituale, appuntamento fisso per tutte le fedeli in cui si incontra di diavolo, lo si venera, si pronunciano formule-preghiere. Benevento è il punto di riferimento delle streghe come Roma lo è per i fedeli, è il punto da cui si dirama una fitta rete di patrone e alunne che ricalca la gerarchia ecclesiastica. Ci sono somiglianze anche tra i riti d'iniziazione stregonica e la cerimonia di monacazione, dove l'unico punto di demarcazione è l'antitesi tra vizi e virtù: le une, donne che rinunciano a tutto le une per ambizione; le altre, per umiltà e obbedienza. L'impegno eterno, suggellato da un patto sia orale che scritto, la sottomissione totale e perenne, la prostrazione ai piedi di tutte le colleghe, la vestizione di abiti caratteristici sono tutti punti di congiungimento con la Regola benedettina.

Il caso più eclatante di caccia alle streghe si verifica a Salem, negli USA, alla fine del Seicento. Possibile causa un consumo alimentare di segale cornuta (cioè infettata da Claviceps purpurea) i cui alcaloidi sono resistenti anche alle alte temperature dei forni di cottura del pane.

Età moderna Il medico olandese Johann Wier, con il suo libro De praestigiis daemonum del 1563, è stato uno dei primi a stabilire una connessione tra il possibile stato allucinatorio di anziane donne malate e frustrate e i tipici comportamenti di coloro che venivano ritenute delle stregheNel 1557 Girolamo Cardano, medico e filosofo nato a Pavia nel 1501, aveva già espresso l'opinione che le streghe potessero essere affette da disturbi psichici. Cfr. AA. VV., La stregoneria. Diavoli, streghe, inquisitori dal Trecento al Settecento, a cura di Sergio Abbiati, Attilio Agnoletto, Maria R. Lazzati, Mondadori, Milano, 1984, note ai testi di G. Tartarotti, pag. 326.. Tra i seguaci di questa visione scettica, ancorché non del tutto scientifica, vi fu l'inglese Reginald Scot, autore di un'opera intitolata The Discoverie of Witchcraft (1584)Marina Romanello, introduzione generale al volume antologico La stregoneria in Europa, Il Mulino, Bologna, 1975, pag. 31. Wier ammette in ogni caso che le allucinazioni possano essere provocate nelle donne dal Diavolo..

Pur con intenti tutt'altro che assolutori, l'inquisitore francese Pierre de Lancre, nel suo trattato Tableau de l'inconstance des mauvais anges et démons del 1612, ha riflettuto prima di ogni altro sulle caratteristiche che accomunavano le streghe da lui perseguite nella regione del Labourd e i "maghi" della Lapponia, ossia gli sciamani. Secondo il de Lancre, streghe e sciamani si abbandonavano a un'estasi di tipo diabolicoCarlo Ginzburg, Storia notturna. Una decifrazione del sabba, Einaudi, Torino, 1995, parte II, cap. II..