Sposerò Simon Le Bon è un film del 1986 diretto da Carlo Cotti.
È tratto dall'omonimo romanzo di Clizia Gurrado, pubblicato nell'ottobre 1985, che narra la storia della sedicenne Clizia, una fan sfegatata dei Duran Duran e in particolare del loro leader Simon Le Bon; il cantante non appare mai di persona nella pellicola, ma vengono mostrati vari spezzoni di vere interviste e videoclip.
Trama Milano, 1984. Clizia è un'adolescente che sogna di sposare il suo idolo Simon Le Bon, frontman dei Duran Duran: tutta la sua vita ruota attorno a questa passione che condivide con l'amica del cuore e compagna di classe Rossana Invernizzi, che invece predilige il bassista del gruppo, John Taylor.
Clizia è la tipica ragazza di buona famiglia che vive coi genitori, padre giornalista e madre casalinga, e il fratello minore Gipo – fan sfegatato di Madonna e dell' –, e sfoggia piumino Moncler, zaino Naj-Oleari e scarpe Timberland come tutte le sue coetanee paninare. Dopo una breve relazione con Cody, che ora sta con Elena (che, per punire la sua immaturità, finge una gravidanza per estorcergli del denaro), Clizia si trova al centro delle attenzioni di Alex, un ragazzo più grande che, sebbene sia fidanzato con Viviana, prova in tutti i modi a conquistarla.
1985. Scoperto che i Duran Duran saranno ospiti al Festival di Sanremo, Clizia, sperando di conoscere il suo idolo, ruba il tesserino da giornalista del padre e, insieme a Rossana, prende un treno per la riviera ligure; purtroppo nessuna delle due riuscirà nell'intento.
1986. Clizia e Alex stanno insieme, Rossana è diventata giornalista per poter conoscere i Duran Duran, Elena e Cody si sono sposati poiché lei è rimasta davvero incinta e Gipo inizia a interessarsi alle compagne di scuola.
Produzione Le riprese di questo «film-instant», messo in cantiere a poche settimane dal boom del romanzo progenitore, si sono svolte nell'inverno 1985-1986 tra Milano, Roma e Sanremo. Il ricorso a un cast composto pressoché da esordienti ha fatto sì che il budget si aggirasse su cifre modeste per l'epoca, intorno al miliardo di lire.
Clizia Gurrado, autrice del romanzo, ha supervisionato i dialoghi del film onde mantenere attinenza con il linguaggio paninaro che andava per la maggiore tra gli adolescenti italiani del tempo. Alla stessa Gurrado, inoltre, era stato inizialmente proposto d'interpretare la protagonista della pellicola, ipotesi scartata dal padre della ragazza, il giornalista Lello Gurrado – anche tra gli sceneggiatori del film –, dinanzi agli impegni scolastici della figlia; sicché la produzione si è indirizzata verso Barbara Blanc, all'esordio assoluto sul grande schermo.
Le riprese nel Nord Italia riflettono la trama dell'opera, con location milanesi come il liceo classico Giovanni Berchet realmente frequentato da Gurrado, il fast food Burghy di piazza San Babila e i negozi di dischi Messaggerie Musicali e Transex, punti di ritrovo abituali per le allora nascenti sottoculture paninara e metallara; tra quelle sanremesi figura il Royal Hotel affacciato sulla Riviera dei Fiori. Al contrario le sequenze girate nella capitale, come quella sulla scalinata dell'ospedale San Pietro lungo la via Cassia, sono state usate per simulare altre ambientazioni lombardo-liguri.
Note
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