Il decreto dell'incendio del Reichstag (in tedesco: Reichstagsbrandverordnung) è il nome attribuito al provvedimento preso dal governo nazista in risposta diretta all'incendio del Reichstag del 27 febbraio 1933.
Il nome originale del decreto è Verordnung des Reichspräsidenten zum Schutz von Volk und Staat (decreto del presidente del Reich per la protezione del Popolo e dello Stato).
Storia Occorse solo un giorno al governo per la sua approvazione, il 28 febbraio, dopo di che fu emanato dall'ormai anziano presidente Paul von Hindenburg: questi agì sulla base dell'articolo 48, sottosezione 2, della Costituzione di Weimar, che consentiva al Reichspräsident di adottare ogni misura appropriata per rimediare ai pericoli per la pubblica sicurezza. L'atto rappresenta uno dei principali passi compiuti dal governo nazista per stabilire il suo dominio; tali passi vengono normalmente indicati col termine Gleichschaltung.
Il decreto sospese gran parte dei diritti civili garantiti dalla costituzione del 1919 della Repubblica di Weimar.
Il decreto servì ad Adolf Hitler per ottenere l'arresto dei capi comunisti prima delle imminenti elezioni. Quando il neoeletto Reichstag si riunì per la prima volta, il 23 marzo 1933, per votare sul Decreto dei pieni poteri, gran parte dei deputati comunisti era già in prigione e a 107 deputati, tra comunisti e socialdemocratici, fu impedito di partecipare alla votazione.
Testo e traduzione
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Collegamenti esterni Il Reichstag in fiamme di Roberto Roggero, dal sito web www.icsm.it The Reichstag Burns dal sito web The History Place The Reichstag Fire Decree di Jonathan Rick
Categoria:Nazismo Categoria:Repubblica di Weimar Incendio del Reichstag Categoria:Partito Comunista di Germania