Il Fùcino è una vasta conca appenninica della Marsica, in provincia dell'Aquila, in Abruzzo, con una superficie pari a circa 160 km². È collocata tra i ed è circondata dai rilievi montuosi del Sirente-Velino a nord-nordest, del monte Salviano a ovest, della Vallelonga a sud e della valle del Giovenco a est-sudest.

Ha contenuto l'omonimo lago, esteso in media 155 km² nonché terzo in Italia per estensione dopo il Garda e il Maggiore, fino al totale prosciugamento avvenuto nella seconda metà dell'Ottocento ad opera di Alessandro Torlonia che fece ampliare e riutilizzare le preesistenti opere di ingegneria idraulica come il canale collettore, l'incile, l'emissario ipogeo e i cunicoli di Claudio, risalenti all'epoca romana.

Descrizione

La piana è una depressione geografica di origine tettonica formatasi durante l'orogenesi appenninica tra Pliocene e Quaternario.Cavinato e De Celles 1999

Prende il nome dal preesistente lago carsico del Fucino, che a causa dell'assenza di emissari e delle repentine variazioni del livello dell'acqua provocava inondazioni o malsane secche, tanto da essere oggetto di numerosi tentativi di regimazione. Il primo parziale prosciugamento del bacino endoreicoServidio A., Radmilli A.M., Letta C., Messineo G. et al., Fucino cento anni, ERSA, Avezzano, 1979, p.140 avvenne ad opera dell'imperatore Claudio nel 52 d.C., mentre si arrivò allo svuotamento totale della conca fucense nella seconda metà del XIX secolo grazie ad Alessandro Torlonia che ricalcò l'opera idraulica di epoca romana dei cunicoli di Claudio aumentando il numero dei pozzi e ampliando gli sfiatatoi e l'emissario ipogeo. Unitamente ad altre opere, questo comportò il prosciugamento del lago e il miglioramento delle condizioni socio-economiche, suggellato con la riforma agraria del 1950 e l'incremento demografico.

Lungo il bordo fucense, oltre ad Avezzano che è il centro più grande, sorgono popolosi comuni come Celano e Pescina. Ad ovest il Fucino confina con il territorio dei piani Palentini, mentre convergono verso la piana fucense la valle del Giovenco, la Vallelonga e la valle Roveto. Le località circostanti il bacino lacustre venivano scelte dai romani come luoghi di villeggiatura per il clima secco e la presenza di oliveti e vigneti. Dalla seconda metà dell'Ottocento la piana di circa 160 km² è dedita all'agricoltura, in cui il ruolo fondamentale hanno avuto inizialmente i cereali e le barbabietole da zucchero; ora si coltivano soprattutto vari ortaggi e tuberi, tra cui prodotti IGP come la patata del Fucino e la carota dell'altopiano del Fucino.

Oltre agli opifici e ai centri di condizionamento delle colture, vi si trova anche il Centro spaziale del Fucino Piero Fanti. Il teleporto, realizzato a cominciare dal 1963 dalla società Telespazio, è adibito alla gestione da terra delle telecomunicazioni satellitari con i rispettivi satelliti artificiali in orbita per le telecomunicazioni.

Geologia

Il bacino del Fucino è oggetto di numerosi studi geologici di tipo neotettonico, paleosismologico, archeosismologico e paleoambientale per la peculiare "visibilità" dei suoi sedimenti e delle strutture relative alla formazione ed evoluzione del bacino stesso. Nel tempo queste caratteristiche hanno consentito di interpretare inoltre altri settori appenninici il cui contesto era meno chiaro.

Il Fucino è un'ampia depressione tettonica circondata da faglie normali e transtensive attive nel Pliocene superiore-Quaternario. È presente anche una fase deformativa compressiva tardo messiniano-pliocenica inferiore, schematicamente attribuita a quattro principali unità, a direzione grossolanamente NNO-SSE, convergenti a levante: "Costa Grande-Monte d'Aria", "Monte Cefalone-Monti della Magnola", "Altopiano delle Rocche-Gole di Aielli-Celano" e "Monte Sirente". Queste strutture compressive deformano sottostanti strati mesozoico-terziarie appartenenti a due domini deposizionali. Il primo raggruppa una sedimentazione persistente di piattaforma annegata nel Miocene, il secondo alcune aree annegate nel Mesozoico con sedimentazione persistente di scarpata e di bacino, quest'ultima immediatamente a NE del Fucino. In corrispondenza del primo dominio poggiano le calcareniti a briozoi del Langhiano-Tortoniano, mentre vi è una lacuna tra il Cretacico superiore e la fine del Miocene inferiore. Nel secondo dominio invece vi è una maggior continuità fino al Miocene medio. Questa discrepanza potrebbe essersi creata in concomitanza alla fase disgiuntiva legata al rifting liassico che si è mantenuta fino al Miocene medio.

Affiorano depositi continentali alluvio-colluviali attribuibili al Plio-Pleistocene e, in particolare in corrispondenza dell'antico fondo lacustre caratterizzato da sedimenti limosi, all'Olocene.

L'evoluzione quaternaria del bacino è legata all'attività di due principali faglie: una in direzione NO-SE e immersione occidentale, tangente l'ex lago a sudest, e l'altra in direzione OSO-ENE e immersione meridionale, tangente a nord.

Il territorio abruzzese è caratterizzato da una notevole attività sismica, legata prevalentemente a processi di distensione crostale. Il campo deformativo plio-quaternario è tuttora attivo.

Clima Il clima della piana del Fucino, data la sua conformazione a conca con fondo piatto, è caratterizzato dalle forti escursioni termiche tipiche delle doline e delle conche soggette a intense inversioni termiche, e in condizioni di cielo sereno con neve al suolo e vento debole o assente vi si possono raggiungere temperature estremamente basse dovute alla quota. La depressione della pianura coltivabile pari a una quarantina di metri favorisce localmente temperature minime bassissime: nel gennaio 1985 si rilevarono −26,5 °C a Telespazio e in località Borgo Ottomila.

Si presentano di seguito i dati ARSSA, registrati nel periodo 1951-2000 dalla stazione meteorologica di Borgo Ottomila (Celano).

Nella tabella climatica di Borgo Ottomila compare anche un dubbio estremo assoluto di −32 °C non pubblicato sugli annali idrologici, del quale non esistono prove attendibili.

Secco ai tempi dei romani, prima del drenaggio il clima della conca sarebbe stato più mite rispetto alle condizioni successive al prosciugamento. I dati osservati di temperatura e precipitazioni prima della bonifica sono abbastanza sparsi e non collegabili, mentre fu effettuata una registrazione giornaliera nel periodo 1854-1873 e ogni dieci giorni dal 1866 al 1906. I dati sembrano indicare anche un apparente incremento di fenomeni meteorologici estremi dopo il drenaggio, con precipitazioni più intense d'inverno ed estati più secche, non solo nel bacino ma in un'area più estesa.Tomassetti B, Giorgi F, Verdecchia M, Visconti G. Regional model simulation of the hydrometeorological effects of the Fucino Lake on the surrounding region Annales Geophysicae (2003) 21: 2219–2232

In autunno e inverno la conca è spesso soggetta a fenomeni di nebbia e galaverna per via delle basse temperature e l'alto tasso di umidità che si verificherebbe anche a causa della presenza di canali artificiali per l'irrigazione dei campi coltivati. D'inverno a volte compare la neve con accumuli al suolo, specie in occasione di ondate di freddo e perturbazioni provenienti da ovest. L'autunno è la stagione più piovosa, seguita dalla primavera, mentre l'estate è secca, calda e a tratti umida.

Comuni Aielli Avezzano Celano Cerchio Luco dei Marsi Ortucchio Pescina San Benedetto dei Marsi Trasacco Nella contigua area collinare, denominata "Fuori Fucino", si trovano i comuni di Collarmele, Gioia dei Marsi e Lecce nei Marsi.

Origini del nome Il toponimo Fucino deriverebbe dal termine latino Fūcinus che si ricollega all'etnico Fūcentēs, associato da Plinio il VecchioGaio Plinio Secondo, Naturalis historia, III, 106 ai Mārsī, popolo italico che viveva lungo le sponde sud orientali del lago. Il nome Fūcinus sarebbe riconducibile a una base fūk- (da feuk-, alternato con peuk-) che si ritrova anche nel nome Peucetia, in Puglia, con il significato probabile di "luogo melmoso".

Il poeta greco Licofrone chiamò il luogo "palude di Forco" (Φόρκος, Phórkos, lucente), facendo derivare il nome da quello dell'omonima divinità marina;Nicola Corcia, Storia delle Due Sicilie: dall'antichità più remota al 1789, Napoli, Tipografia Virgilio, 1843, p. 228 altri autori antichi credevano erroneamente che fosse il lago dei Volsci, in memoria della sconfitta inflitta a loro dai Romani presso le sue rive in epoca repubblicana.

Secondo un'altra ipotesi, il nome deriverebbe dalla presenza di alghe che al tramonto in determinati periodi dell'anno conferivano alla superficie lacustre un riflesso rosso-fulvo, simile al colore proprio della fucìna.

Fino al XIX secolo il bacino era anche detto lago di Celano.

Storia Il Fucino era un sistema lacustre carsico, il cui unico immissario vero e proprio era il fiume Giovenco, entrante nel bacino da nord est, appena dopo l'abitato di Pescina. Il lago inoltre raccoglieva, soprattutto nel periodo invernale, le acque di torrenti di piccola portata dal massiccio del Velino-Sirente a nord e dai monti della Vallelonga a sud. Il regime idrico era regolato dall'attività degli inghiottitoi carsici, localizzati soprattutto a meridione alle pendici delle montagne come quello della Petogna nei pressi di Luco dei Marsi. L'assenza di un efficace emissario ha determinato un'alta variabilità del livello del lago. Tali fluttuazioni sono attribuibili in parte al drenaggio carsico o ai movimenti tettonici che interessano la zona, ma soprattutto alle variazioni climatiche come i cambiamenti stagionali delle precipitazioni e del grado d'insolazione.

Anno Profondità (m) Volumi (m³) 1783 13,49 1787 17,36 1816 23,01 (massima conosciuta) 1835 10,23 (minima conosciuta) 715.757.300 1852 14,05 1.123.224.800 1853 16,18 (accrescimento avvenuto in 40 giorni) 1.430.928.500 1859 17,78 1.818.113.500 1861 19,44 2.500.000.000 1876 prosciugamento completato 1876-1877 bonifica dell'area 1878 dichiarazione ufficiale del prosciugamento

Nel XIX secolo il lago ha presentato le massime variazioni che si conoscano (12,69 metri di escursione in vent'anni). Durante episodi di piena il lago invadeva in genere solo alcune aree pianeggianti a bassa quota, come quella tra Ortucchio e Venere dei Marsi a sud est, e non i conoidi e i terrazzamenti posti a quota superiore, seppur di pochi metri, a nord e ad est. Gli studi del geologo Carlo Giraudi permettono di localizzare la linea di riva, nei periodi immediatamente precedenti l'ultima bonifica, all'isoipsa a quota 660.

Non è possibile stabilire con precisione le variazioni durante la protostoria, ma probabilmente non si doveva discostare di molto da quella del XIX secolo. Secondo Giraudi,Giraudi C Lake levels and climate for the last 30,000 years in the Fucino area (Abruzzo-Central Italy) — A review Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, v. 70, aprile 1989, pp 249-260 tra 33 000 e 18-20 000 anni fa ci fu un generale aumento del livello lacustre, probabilmente il massimo mai raggiunto, seguito fino a 7 500-6 500 anni fa da un abbassamento, un successivo rialzo fino a 5 000 anni fa, un abbassamento fino a 2 800 anni fa, un innalzamento fino a 2 300 anni fa, un abbassamento fino a 1 800 anni fa, che è continuato fino al XVII secolo della nostra era, raggiungendo i limiti storici. Durante la piccola era glaciale del periodo 1750-1861 si ebbe l'ultimo importante rialzo.

Le acque sono drenate da un sistema di canali di scolo, costruiti nella piana dopo il prosciugamento torloniano e la successiva bonifica, che afferiscono alla galleria principale di drenaggio. Questa attraversa il monte Salviano e riversa le acque nel fiume Liri all'altezza del comune di Capistrello.

Epoca romana