Pluridecorato durante la prima guerra mondiale quando fu un Asso dell'aviazione, iscritto al Partito Nazionale Fascista fin dalla sua fondazione, addestrò i piloti della Cina nazionalista tra il 1934 ed il 1949. Saliti al potere i comunisti, iniziò a subire intimidazioni fino a quando venne arrestato nel 1950 con l'accusa di aver organizzato un attentato alla vita dei massimi dirigenti comunisti e di aver rivelato i piani dell'invasione del Tibet agli Stati Uniti.
Biografia Antonio Riva ( "Li Andong", 李安東 nella grafia cinese ) era figlio di commercianti lombardi di Gorgonzola, Achille Riva e Teresa Barbaran Capra che si erano sposati nel 1893. Il padre Achille si era trasferito in Cina, a Shangai, nel 1880 per produrre e gestire al meglio l'importazione in Italia della seta, che a quei tempi costituiva uno dei traffici più redditizi.
Antonio nacque l’8 aprile 1896 nella città cinese, dove tutta la famiglia viveva, ma, per una precisa scelta del padre, a quindici anni, nel 1911, fece ritorno a Firenze per frequentare gli studi al liceo “Alle Querce”.
Conseguì il brevetto di pilota d'aviazione a Pisa. S'arruolò nel 1916 e partì volontario, partecipando col grado prima di Tenente e poi di capitano, alla prima guerra mondiale nell'aviazione sul fronte di Asiago, dove divenne amico anche dell'asso Francesco Baracca"Il Giornale" N°. 214 del 9 luglio 2008, pagina 14.. Militò dal 1917 nelle unità 29ª Squadriglia, 71ª Squadriglia Caccia, 73^ e dall'11 ottobre 1917 Comandante della 78ª Squadriglia Caccia e venne ferito due volte, a Oslavia, il 12 novembre 1915 ed il 30 giugno 1916, meritando la medaglia d'argento al valore militare e l'Ordine militare di Savoia. La sua prima vittoria fu il 24 agosto 1917 su un Nieuport 11 della 71ª Squadriglia contro l'Albatros D.III dell'asso Julius Kowalczik abbattuto a Forte Campo Luserna. Fu uno dei 41 assi italiani dell'aviazione della Grande Guerra, e collezionò 7 vittorie in duelli aerei.
Il 10 novembre 1918 passa al comando della 90ª Squadriglia. Terminata la guerra, fece ritorno in Cina nell'autunno del 1919, insieme a un gruppo di aviatori italiani per preparare i campi di atterraggio per un raid aviatorio Roma-Pechino, cui avrebbe dovuto partecipare addirittura Gabriele D'Annunzio, qui avviando una redditizia attività commerciale. Costituì una società a Tianjin, la "Asiatic Import Export Co.", che vendeva armamenti e - soprattutto - aeroplani ai vari leader cinesi in guerra uno contro l'altro. Iscritto al Partito Nazionale Fascista, Antonio Riva nel 1926 costituì la sezione della Cina del Nord del PNF, e nel 1934 fu nominato segretario della Missione militare aeronautica italiana traendo da entrambe le cariche, prestigio e influenza, oltre a vantaggi per le sue attività commerciali. Il console d'Italia a Shanghai nel 1930 era Galeazzo Ciano, genero di Benito Mussolini e marito di Edda Mussolini. Fu Ciano ad accreditare Riva presso il governo cinese come addestratore di piloti dell'aviazione della Cina nazionalista.
Sposatosi con la fiorentina Emi Coradi, che in seguito lo lasciò, si risposò, nel 1932 con la statunitense Catherine Lum, americana del Minnesota, da cui ebbe quattro figli. Riva rimase in Cina anche dopo la presa del potere del Partito Comunista Cinese, il 1º ottobre 1949, ma, per via del suo trascorso politico e dei suoi legami con lo sconfitto partito nazionalista, era inviso al nuovo regime e più d'una volta gli fu "consigliato" di tornare in ItaliaCorriere della Sera del 4 settembre 2008, pag. 40.. La retata scattò il 27 settembre 1950, pochi giorni prima della commemorazione solenne del 1º anniversario della Repubblica Popolare Cinese.
Accusato di complottare per assassinare il presidente cinese Mao Zedong durante la parata solenne del 1º ottobre 1950, primo anniversario della rivoluzione, nonché di dirigere una rete spionistica clandestina al soldo della CIA, tesa a fomentare disordini nel Tibet recentemente annesso (7 ottobre 1950), con l'aiuto di un suo vicino di nazionalità giapponese, dopo un processo-farsa sommario, fu dichiarato colpevole e condannato a morte. I due uomini vennero condotti, in piedi su una jeep, lungo la cosiddetta "Morrison Avenue", presso il Tempio del Cielo a Pechino, luogo prescelto per l'esecuzione, tra due ali di folla che li insultava. La condanna venne eseguita mediante fucilazione il tardo pomeriggio, ai piedi del Ponte del Cielo. I presunti complici, un vescovo italiano ed un libraio francese, assieme ad un cinese e ad altri due "sospetti", furono incarcerati, ma scamparono al patibolo. Riva venne giustiziato dopo esser stato ingiustamente accusato di spionaggio per sviare l'opinione pubblica cinese dal cattivo andamento della Guerra di Corea.
Durante il processo, egli aveva denunciato la montatura del caso, pubblicato con gran rilievo sul giornale del PCC Renmin Ribao (Quotidiano del Popolo). Questa "Caccia alle streghe" cinese contribuì a giustificare sia l'andamento poco favorevole del conflitto coreano, che l'imposizione di controlli sempre più stretti sulla società cinese da parte del Partito ComunistaPhilip Short: "Mao, l'uomo, il rivoluzionario, il tiranno". RCS Libri, 1999..
Il processo politico e la condanna a morte
Riva e le altre "sospette spie" erano stati arrestati
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. Durante la carcerazione, tutti gli imputati furono ripetutamente torturati, al fine di estorcere loro confessioni. Coloro i quali si salvarono dal patibolo, vennero torturati in carcere anche dopo il processo"Il Giornale, 7 settembre 2008..
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Secondo quanto comunicato dall'agenzia di stampa Nuova Cina l'esecuzione di Riva e di Ryuchi Yamaguchi avvenne alle ore 17 del 17 agosto 1951, mediante fucilazione. Il sinologo francese Jean Pierre Remy descrisse la fine in tutt'altro modo: «Una donna emerse di colpo davanti a lui dalla folla: gli balzò al viso e gli strappò un occhio dall'orbita, brandendolo ebbra di gioia sopra la testa, morto eppure ancora vivo e palpitante». I genitori sollevavano sulle spalle i bambini festanti affinché potessero vedere meglio. Un colpo di pistola alla nuca e l'osceno spettacolo era finito"."Il Giornale", 27 luglio 2008.
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. In Italia non ebbe aiuto alcuno da parte delle autorità. Visse lavorando presso il consolato americano di Genova dove s'era stabilita e morì nel 1983Il Giornale", 27 luglio 2008..
Nella cultura di massa Letteratura Sulla storia di Antonio Riva nel 2008 è stato pubblicato il libro L'uomo che doveva uccidere Mao di Barbara AlighieroBarbara Alighiero, L'uomo che doveva uccidere Mao, Ed. Excelsior 1881, 2008; ISBN 88-6158-046-7 / ISBN 978-88-6158-046-6 (http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-alighiero_barbara/sku-12834280/l_uomo_che_doveva_uccidere_mao_.htm).
Il figlio di Antonio Riva, Marco, ha pubblicato in Roma nel 2011, per i tipi de La Sapienza Editrice, un libro dal titolo Assassinio di Stato. Antonio Riva - Pechino, 17 agosto 1951, ISBN 978-88-97492-06-1.
Onorificenze
Note
Categoria:Assi dell'aviazione italiana della prima guerra mondiale Categoria:Persone giustiziate