Biografia Nato negli Stati Uniti da genitori italiani, Antonio Ferdinandi ed Ernestina Roefaro, trasferiti a New York all'inizio del secolo, fece ritorno in Italia, nei primi anni cinquanta. Fece esperienza e consolidò il suo stile presso la sartoria di Fernanda Gattinoni per poi aprire un atelier a Roma nella mondanissima Via Veneto, centro della Dolce Vita da cui Federico Fellini trasse ispirazione per il suo celebre film. Sposò Annamaria Malpieri ed ebbe tre figli.
Fu tra i primi grandi stilisti di alta moda a competere con i più blasonati couturier francesi in ambito internazionale. Nel 1949 fu chiamato a Parigi da Christian Dior per una collaborazione stilistica con la maison francese. Dopo quell'esperienza anche Londra lo chiamò per la progettazione di una linea di calzature che portò a termine con estro e creatività tutta italiana.
Partecipò nel 1952, con la Sartoria Antonelli, l'atelier Carosa, Roberto Capucci, Giovannelli-Sciarra, Germana Marucelli, Polinober, la Sartoria Vanna, Jole Veneziani e sedici ditte di sportswear e boutique alla prima storica sfilata presso la Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze. Una giovanissima Oriana Fallaci, inviata dal settimanale Epoca, ne raccontò la cronaca.
Nel 1953 concorse a fondare, insieme ad altri grandi nomi dell'epoca (tra cui Emilio Schuberth, le sorelle Fontana, Alberto Fabiani, Jole Veneziani, Giovannelli-Sciarra, Mingolini-Gugenheim, Eleonora Garnett, Simonetta), il SIAM - Sindacato Italiano Alta Moda (diventato poi Camera Nazionale della Moda Italiana), in disaccordo con il fondatore dell'Alta Moda in Italia, il nobile fiorentino Giovanni Battista Giorgini.. I "secessionisti", come venivano chiamati, erano gli stilisti romani che polemicamente facevano sfilare le loro creazioni nei propri atelier a Roma, due giorni prima delle sfilate di Palazzo Pitti a Firenze.
Nel luglio del 1954, insieme alle Sorelle Fontana, Emilio Schuberth, Giovannelli-Sciarra, Eleonora Garnett, Mingolini-Gugenheim e Clarette Gallotti, partecipò ad "Alta Moda a Castel Sant'Angelo" ambientato nella suggestiva cornice del celebre castello. In quella occasione furono premiate le statunitensi Sally Kirkland, Fashion Editor di Life e di Vogue USA, Alice Perkins, Fashion Editor di Women's Wear Daily per il loro ruolo di ambasciatrici della moda italiana negli Stati Uniti e la stilista Hannah Troy.
Il suo stile asciutto e privo di fronzoli gli valse riconoscimenti sempre più convinti tra gli addetti ai lavori e il pubblico. I suoi tailleur, impeccabili, lo fecero apprezzare in Italia e all'estero. Negli anni sessanta il produttore di moda tedesco Frederich gli chiese di disegnare una linea prêt-à-porter, cui diede spessore e validità stilistica.
Numerose furono le copertine e i servizi su riviste specializzate di moda e di settore tra cui Vogue USA, Harper's Bazaar e Marie Claire". Sfilò a Parigi, Milano, Roma, Londra, Firenze e fu il primo a portare su una passerella una modella di colore, Dolores Francine Rhiney, sfidando le convenzioni dell'epoca (si era nei primi anni cinquanta). Le sue creazioni furono indossate da attrici e mannequins di quegli anni. Virna Lisi, Sylva Koscina, Lucia Bosè, Luciana Angiolillo, Eloisa Cianni, Lilli Cerasoli, Jennifer Jones, Eliette von Karajan, May Britt, Ivy Nicholson, Joan Whelan, Joe Patterson, Janet Sprague, Loredana Pavone, Anna Maria Ghislanzoni, Marta Marzotto e una giovanissima Elsa Martinelli furono alcune di queste.
Vittorio Gallo realizzò per la "Astra Cinematografica" il docufilm Sete e Velluti sulla moda italiana degli anni '50 colta negli ateliers romani delle case di moda Ferdinandi, Gattinoni e Garnett.
Ferdinandi fu tra i primi ad intuire l'importanza dell'accessoristica applicata alla moda (borse, scarpe, cinture, profumi), marcata con una propria griffe.
Personaggio estroverso - nel pieno della Dolce vita capitolina è rimasta famosa una sua scommessa calcistica col pittore Antonio Privitera in occasione di un derby Lazio-Roma, persa la quale fece sfilare per la celebre strada undici mucche addobbate con mutandoni giallorossi - negli ultimi anni di vita si dedicò anche alla pittura, con un suo stile basato tutto sui contrasti e i chiaro-scuri, con una tecnica a olio e ad acquerello.
Nel 2014 il museo Maxxi di Roma all'interno della mostra "Bellissima" lo annoverò tra i pionieri della moda italiana.
Rosso Borbonico Nuance di rosso, creato dalla tradizione Ferdinandi per i Reali Borbone del Regno delle Due Sicilie.
Note
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