Presidente del Consiglio del Portogallo dal 1932 al 1968, Salazar fondò e guidò l'Estado Novo ("Nuovo Stato"), il governo autoritario corporativista portoghese che durò fino al 1974.

Biografia Intellettuale conservatore

Nato da una famiglia di agricoltori, dopo gli studi presso il seminario di Viseu, nel 1914 conseguì la laurea in giurisprudenza presso l'Università di Coimbra. Specializzatosi in economia politica nel 1918, nello stesso anno iniziò la carriera accademica come professore di economia nello stesso ateneo.

Combatté l'anticlericalismo della prima repubblica scrivendo sui giornali cattolici e, forte dei suoi legami con la Gioventù Cattolica Portoghese, si presentò alle elezioni del 1921 nelle liste del Centro Católico Português; fu eletto, ma rinunciò al mandato dopo due soli giorni.

Ministro delle Finanze (1928-1932) Fin dall'instaurazione della repubblica (il 5 ottobre 1910) il Portogallo fu in preda ad una violenta instabilità politica: tra conflitti sindacali, lotte tra clericali ed anticlericali, riforme promesse e non realizzate, colpi di stato più o meno sanguinosi (ben due capi di governo vennero assassinati, nel 1918 e nel 1921), dal 1910 al 1926 si succedettero ben quarantacinque governi, quasi tutti sotto il controllo dei militari.

Nel 1926 una nuova dittatura militare, presieduta dal generale Carmona (che resterà capo dello Stato fino al 1951), pose fine al primo periodo repubblicano, trovandosi a fronteggiare una seria crisi economica.

A Salazar fu offerto il portafoglio delle Finanze, che tuttavia lasciò dopo solo tredici giorni, non ritenendo di avere le condizioni politiche per lavorare. Lo riprese nel 1928, questa volta con pieni poteri, e in un anno, applicando una politica di rigido contenimento della spesa, riuscì a riportare il bilancio non solo in pareggio, ma addirittura in attivo, risultato mai riuscito a nessuno per un secolo.

Presidente del Consiglio dellEstado Novo

Sull'onda di questo successo, Salazar nel 1932 fu nominato presidente del consiglio, sostituendo il generale Domingos Oliveira, con cui era entrato in contrasto. Nel 1931 aveva fondato União Nacional (Unione Nazionale), che diverrà partito unico e che il successore Caetano convertirá in Acção Nacional Popular (Azione Nazionale Popolare).

In questa veste introdusse una nuova Costituzione, che gli diede i pieni poteri ed il controllo totale dello stato: fu il fascismo portoghese, teorizzato come Estado Novo (Stato Nuovo), analogo, nella natura e nei princìpi corporativi, al fascismo di Benito Mussolini in Italia, al quale del resto esplicitamente si ispirava. Il suo modello ufficialmente dichiarato era invece la dottrina sociale della Chiesa cattolica. Le idee politiche di Salazar furono marcatamente conservatrici e autoritarie, volte contro quello che egli chiamava "il potere della folla" o "l'autorità della piazza". Per lui, infatti, "la vera libertà non può esistere se non nel profondo dell'animo umano", "può esserci un potere assoluto ma mai una libertà assoluta", mentre "l'ordine ha sempre rappresentato la condizione indispensabile della bellezza".Salazar Says, Secretariado de Propaganda Nacional, Lisbona, p. 31

Da allora Salazar mantenne il potere per oltre trentacinque anni, grazie al sostegno della Chiesa e degli agrari, sopprimendo i sindacati, la libertà di stampa ed ogni altro tipo di opposizione politica o di dissidenza che potesse danneggiare l'egemonia del regime. Il supporto politico del salazarismo fu il partito unico, l'Unione Nazionale, creato nel 1933. Il supporto repressivo fu la polizia politica segreta, creata nel 1933, la PIDE (Polícia Internacional e de Defesa do Estado), che sopravviverà alla morte dello stesso Salazar con il nome di DGS (Direção-Geral de Segurança). Durante gli anni della dittatura, la polizia effettuò un'ingente repressione degli oppositori politici, con continui arresti, incarcerazioni e deportazioni in centri di detenzione e di concentramento. Lo strumento della tortura, inoltre, fu abitualmente utilizzato contro i detenuti per estorcere confessioni e infliggere punizioni.

Durante la guerra civile spagnola (1936-1939) esibì una neutralità di facciata, ma sostenne attivamente le forze nazionaliste, permettendo il passaggio di materiale bellico in gran copia attraverso il territorio portoghese e promuovendo l'invio tra i volontari internazionali, dei "viriatos" a sostegno di Francisco Franco contro i repubblicani. La storiografia non ha fino a oggi fornito cifre certe della partecipazione di volontari portoghesi al fianco delle forze nazionaliste, così come dei portoghesi che presero parte alle Brigate Internazionali a sostegno della repubblica.

La neutralità nella seconda guerra mondiale

Nel 1936 Salazar assunse anche il portafogli del ministero degli esteri, che mantenne durante il corso di tutta la seconda guerra mondiale, improntando l'incarico all'imperativo della neutralità. Nel marzo 1939 fu siglato il Patto Iberico, un patto di non aggressione dal primo ministro Salazar, in rappresentanza del Portogallo, e dall'ambasciatore Nicolás Franco, in rappresentanza della Spagna franchista, poi ampliato nel 1948 e nel 1958.

Seppur prossimo ideologicamente al fascismo italiano e non ostile alle potenze dell'Asse, se ne distanziò presto, rendendo illegali sul territorio portoghese il movimento fascista e nazista e arrestando quei cittadini portoghesi che ne erano i maggiori punti di riferimento interno. Il Portogallo attenuò la sua affinità col fascismo anche attraverso l'alleanza con il Regno Unito, necessaria a garantire una politica di neutralità. Questa alleanza non era basata su alcuno sforzo bellico, ma proprio sul mantenimento della più stretta neutralità; questo, comunque, non impedì al Portogallo di commerciare anche con i Paesi dell'Asse tramite la Svizzera.

Come ministro degli esteri, inoltre, sviluppò un'intensa attività diplomatica per cercare di impedire l'entrata in guerra della Spagna, con la quale firmò un patto di neutralità a conflitto in corso, perché avrebbe allargato il teatro di guerra alla penisola iberica ed avrebbe potuto spingere le potenze dell'Asse ad occupare il Portogallo, decisivo per il controllo dell'Atlantico e dell'ingresso occidentale del Mediterraneo. Mantenne relazioni commerciali con entrambi i contendenti, a tutto beneficio dell'industria portoghese. Fornì tungsteno al regime nazista e contemporaneamente consentì agli anglo-statunitensi di installare basi militari nelle Azzorre per sorvegliare l'Atlantico.

Salazar diede istruzioni esplicite ai propri ambasciatori di limitare la concessione dei visti a persone che volevano fuggire dalla Francia invasa dalla Germania. Eppure, durante l'estate del 1940, Aristides de Sousa Mendes, console portoghese a Bordeaux, concesse visti ad un gran numero di ebrei (in tutto circa ebrei si rifugiarono in Portogallo, durante la guerra), salvandoli dalla Shoah. Salazar lo rimosse dalle sue funzioni e benché, finita la guerra, si compiacesse pubblicamente che il Portogallo avesse salvato tanti ebrei, non lo riabilitò mai. Nel 1945, dopo la morte di Mussolini, mandò un sentito messaggio di condoglianze in Italia, mentre quando fu annunciata la morte di Adolf Hitler, Salazar fece esporre le bandiere a lutto.

Dopoguerra Nel 1949 il forte anticomunismo di Salazar lo spinse a far entrare il Portogallo nella NATO, pur praticando in generale una politica isolazionista all'insegna dello slogan «fieramente soli», il cui risultato fu una lunga stagnazione economica e culturale nel paese. Convinto colonialista, Salazar continuò a considerare territorio portoghese anche i territori d'oltremare (Guinea-Bissau, Mozambico, Angola, Capo Verde, São Tomé e Príncipe, nel 1951 ribattezzati "province") al punto da iniziare una lunga guerra contro i movimenti indipendentisti locali (in particolare quelli angolani, dopo la violenta insurrezione del 1961), benché tutto il resto dell'Europa stesse progressivamente lasciando l'Africa e i costi crescenti e la richiesta di soldati impoverissero ulteriormente il paese.

Da notare che, come Mussolini nel Regno d'Italia, Salazar non ricoprì la carica di capo dello Stato, ma fu sempre un altro personaggio politico ad essere presidente della repubblica: António Óscar Carmona fino al 1951, poi Francisco Craveiro Lopes e quindi Américo Thomaz. Solamente per quasi quattro mesi, dall'aprile all'agosto 1951, Salazar fu capo dello Stato ad interim, in attesa del successore di Carmona. Per venire incontro alle pressioni internazionali, cercò di riavvicinarsi alla democrazia, mutuando dalla Spagna franchista la democrazia organica, un sistema rigorosamente gerarchico, ma su base elettorale, fondato sul corporativismo.

Malattia e morte La fine del regime di Salazar fu propiziata da un episodio casuale. Il 3 agosto 1968, mentre era in vacanza presso la sua residenza estiva, il Forte de Santo António da Barra a Estoril, e si stava preparando per incontrare il suo podologo, Salazar cadde da una sedia di tela che cedette sotto il suo peso e battè violentemente la testa. Altre fonti indicano che la caduta avvenne nella vasca da bagno.

L'episodio gli provocò un'emorragia cerebrale all'emisfero destro, ma l'incidente venne insabbiato per ordine dello stesso Salazar, il quale, dopo essersi alzato, rifiutò le cure mediche, chiedendo riservatezza ai presenti. Rientrato a Lisbona, ammise di stare male solo 15 giorni dopo, e il 6 settembre fu trasportato d'urgenza in auto dalla sua residenza a São Bento, Lisbona, allHospital de São José, dove venne sottoposto ad un intervento chirurgico d'urgenza.

Il 16 settembre entrò in coma. Il 27 settembre il presidente Américo Tomás, preso atto dell'incapacità di intendere e di volere del primo ministro, chiamò il professor Marcello Caetano per sostituirlo.

Dopo oltre un mese Salazar si risvegliò dal coma, recuperando inaspettatamente la lucidità, ma nessuno osò avvisarlo del fatto che non fosse più al potere. Fino alla sua morte, avvenuta nel 1970, coloro che avevano a che fare con lui gli fecero credere che fosse ancora lui a governare il Paese...

Marcello Caetano resterà in carica fino alla "Rivoluzione dei garofani" del 25 aprile 1974, che portò, due anni dopo, al ritorno della democrazia.

Salazar spirò il 27 luglio 1970.

Vita privata Secondo varie testimonianze, egli sarebbe morto in stato di verginità e castità in conseguenza di un voto fatto alla Madonna quando era studente nel seminario di Viseu, vicino a Coimbra. Durante il suo regime, il culto della Madonna di Fátima venne enormemente incentivato.

Il salazarismo come "fascismo portoghese"

Il dibattito storiografico sulla natura filosofico-politica dell'Estado Novo salazarista è assai ampio. Stanley G. Payne, nel suo saggio Il fascismo (Universale Storica Newton), ha ben riassunto le tesi di quella corrente storiografica che vede nel salazarismo un esperimento di conservatorismo classico non fascista; medesima tesi è affermata da Antonio Costa Pinto, autore di un notevole saggio dal titolo Fascismo e nazionalsindacalismo in Portogallo. 1914-1945, pubblicato in lingua italiana da Rubbettino editore.