Gli eletti di Mut è un romanzo fantasy storico del 1985 scritto da Jean M. Auel, terzo libro della serie comunemente nota come I figli della Terra.

Trama Ayla e Giondalar, in un giro esplorativo nel territorio attorno alla valle di Ayla, incontrano una tribù di Mamutoi, i Cacciatori di Mammut, che li invitano a visitare il loro accampamento, il Campo del Leone.

Qui, Ayla impara per la prima volta a confrontarsi con persone della sua stessa specie, ma i presupposti non sono subito positivi per la giovane donna.

Abituata al silenzio ed alla discrezione apprese nel Clan dell'Orso delle Caverne, rimane per un attimo scossa dall'atteggiamento irruente e confusionario che sembra regnare tra gli "Altri", che si affollano attorno a lei, incuriositi dai cavalli e dalle sue capacità.

Turbata, la ragazza si apparta con gli animali, ed il capotribù, Talut, chiede che sia lasciato spazio a lei ed a Giondalar per sistemarsi e riposarsi, e per evitare di agitare i cavalli, dai quali lui stesso è incuriosito ed affascinato.

Poco dopo, Ayla fa una scoperta per lei sconvolgente. Infatti, nel Campo del Leone vive Rideg, un bambino frutto dell'unione tra il Clan dell'Orso delle Caverne e gli Altri, definito di "Spiriti Misti", poiché generato dall'unione di uno spirito degli Altri ed uno dei Testapiatta, come vengono chiamati i membri del Clan.

Sbalordita e commossa, perché il bambino le ricorda il proprio figlio, Durc, rimasto con il Clan e mai più visto dalla sua fuga a seguito della Maledizione di Morte di Brud, Ayla lo prende da subito in grande simpatia, e gli permette di cavalcare Hinni, attirandosi lo stupore di tutti i presenti, e guadagnandosi l'affetto del bambino e la stima di Nezzie, moglie del capotribù, che ha cresciuto Rideg come un figlio suo, dopo averlo adottato alla nascita.

Accolti quindi nella dimora dei loro nuovi amici, Ayla e Giondalar conoscono anche altri membri della tribù...Tulie, sorella di Talut e con lui capotribù...Vimez, fratello di Nezzie, un abile artigiano della selce, come Giondalar...e Ranec, figlio di Vimez, un ragazzo affascinante e dalla pelle molto scura che da subito manifesta interesse per Ayla, e verso il quale Giondalar prova una gelosia immediata.

I due giovani incontrano anche Mamut, l'anziano sciamano del Campo del Leone, il più vecchio di tutti gli sciamani Mamutoi...quando lo vede, la sua aria venerabile spinge Ayla a comportarsi con lui come una donna del Clan, manifestando rispetto e sottomissione, scambiandolo per un attimo per Creb, e malgrado l'imbarazzo di Giondalar, la cosa mette la ragazza in buona luce con gli altri membri dell'accampamento.

Ma nessuno è più sorpreso di Ayla, quando Mamut la accoglie e la esorta ad accomodarsi dopo averle dato un colpetto sulla spalla, il segno del Clan che consente alle donne di essere accettate ed ascoltate.

Mentre la ragazza si chiede come possa un uomo degli Altri conoscere le usanze del Clan, nella prima sera con i Mamutoi lei e Giondalar scoprono la storia di Rideg...il bambino è figlio di una donna del Clan che, incinta e molto debole, si era messa a seguire i membri del Campo del Leone...quando era stata avvicinata, aveva fatto capire che stava per partorire, e che aveva bisogno di aiuto.

Nezzie l'aveva aiutata nel parto, assai difficile come era accaduto ad Ayla, e le aveva mostrato il piccolo poco prima che lei morisse...da lì la donna, materna e di gran cuore, aveva deciso di tenere con sé il piccino e di crescerlo con i suoi figli.

Ayla è commossa dalla storia, perché le sembra di risentire la propria, quando Iza la accolse come se fosse stata una figlia sua...quando Nezzie abbraccia Rideg, spiegando che per lei non è un animale, ma un bambino ed un figlio, anche se non può parlare, Ayla le spiega, senza accennare a Durc, che Rideg comprende e capisce tutto, ma che non parla perché è in parte del Clan - al contrario di Durc infatti, Rideg ha ereditato le corde vocali del Clan, impossibilitate a produrre suoni complessi - e che il suo linguaggio è gestuale.

Quando Nezzie chiede spiegazioni, Ayla confessa di essere stata allevata dal Clan, sollevando un grande subbuglio...calmati gli animi grazie a Mamut, la giovane donna racconta di essere stata raccolta dal Clan quando era molto piccola, e di aver vissuto a lungo con loro.

Subito dopo, insegna a Rideg il gesto per la prima parola che, a suo tempo, lei imparò da sola...già all'arrivo di Ayla al campo infatti, Rideg le aveva visto compiere un gesto di saluto del Clan, ed aveva reagito con un moto di consapevolezza, Ayla è quindi certa che il ragazzino abbia le "memorie" del Clan, ed infatti, non appena gli mostra il gesto, Rideg lo comprende e lo ripete correttamente, utilizzandolo poi per rivolgersi a Nezzie, tra lo stupore generale e la commozione della donna, chiamandola "madre".

Nei giorni successivi, la giovane donna comincia ad insegnare a Rideg il linguaggio del Clan, e gli altri bambini del Campo, cresciuti con lui e non ancora avvezzi al pregiudizio degli adulti, si mostrano impazienti di impararlo a propria volta, per riuscire per la prima volta a comunicare con lui, rendendolo felice come mai in vita sua.

Nezzie ed Ayla parlano, la ragazza ha già compreso che il bambino soffre di cuore, e confessa a Nezzie di avere un figlio come lui, sebbene Durc sia sano ed addirittura in grado di parlare.

Passano i giorni, ed Ayla e Giondalar rimangono al Campo del Leone, partecipando ad una caccia al bisonte dove Ranec rimane ulteriormente affascinato da Ayla e non ne fa mistero, sollecitando di più la gelosia di Giondalar.

Nelle sere seguenti, Ayla interverrà per salvare da soffocamento la piccola Nuvie, e successivamente, sarà determinante in un attacco cardiaco di Rideg, in cui riuscirà a salvare il bambino...in questa occasione, Mamut chiederà ad Ayla di poter esaminare da vicino la sua borsa della medicina, fatta con una pelle di lontra intera, come da tradizione del Clan, e la ragazza gli parlerà della madre e della sorella adottive.

Quando Ayla fa il nome della sorella, Uba, Mamut le chiede, emozionato, se sia un nome comune...Ayla, sorpresa, gli risponde che era il nome della nonna di Iza, quindi della bisnonna di Uba...lo sciamano chiede ancora, alla ragazza sempre più sorpresa, di due giovani che corrispondono alla descrizione di Creb e Brun, giovani...alle sue risposte affermative, Mamut rivela ad Ayla quanto già sospettava da tempo.

Da giovane, Mamut aveva fatto un viaggio da solo, perché il ragazzo che doveva fare il Viaggio con lui si era ammalato prima della partenza, ed aveva deciso di attraversare, per fare prima, quello che sapeva essere il territorio dei "Testapiatta".

Un giorno aveva fatto una brutta caduta, perdendo le proprie cose e ritrovandosi con un trauma cranico ed una grave frattura al braccio, in cui l'osso era fuoriuscito dalla pelle...sconvolto dal dolore, dalla ferita alla testa e febbricitante, una sera aveva visto un chiarore, e pensando che fosse un campo di qualche tribù vi si era diretto, ma non appena raggiunto il fuoco era svenuto.

Al suo risveglio, aveva scoperto di trovarsi in un accampamento del Clan, dove la loro Donna Medicina lo aveva curato, rimettendogli a posto il braccio...il campo lo aveva poi ospitato per un po', fino a che, rimessosi in salute, l'uomo era ripartito qualche tempo dopo.

Per Ayla è una grande emozione, poiché Mamut è proprio "l'uomo con il braccio rotto" di cui Iza le parlava spesso, e grazie al quale lei era stata accolta perché solo conoscendolo, Brun aveva capito che anche gli Altri erano esseri umani.

Inoltre, Mamut le chiede di una donna, alla quale si era affezionato e che aveva quasi pensato di prendere come compagna, una donna senza figli...anche di lei Ayla ha notizie, sebbene non l'abbia conosciuta perché morta nel terremoto che aveva ucciso anche i suoi genitori...la donna, senza un compagno e senza figli, era rimasta nel Clan, ed aveva sempre avuto qualcuno che si occupasse di lei, pur avendo la posizione gerarchica più bassa di tutte...Iza aveva deciso di insegnare alla figlia adottiva l'arte medica proprio perché non finisse come lei, senza un focolare e senza un compagno, sempre sulle spalle di tutti e senza prestigio.

Mamut è felice di sapere che quella donna, che poi non aveva portato con sé perché sarebbe stata infelice in mezzo al suo popolo, non è morta sola...l'anziano Mamutoi e la giovane donna scoprono quindi un passato in comune che li lega.

A seguito dell'intervento risolutivo su Rideg, Nezzie propone a Talut di adottare Ayla, per fare di lei una Mamutoi...l'uomo accetta, proponendo alla ragazza di entrare a far parte della loro tribù.

Ayla, dopo un iniziale diverbio con Frebec, un uomo del campo che la guarda con diffidenza e sospetto, accetta e viene a sua volta accettata, e la sua decisione è avallata da Giondalar, sebbene il giovane sia in preda a sentimenti contrastanti.

Da una parte è contento che Ayla abbia un popolo da chiamare come proprio, ma teme che se viene adottata poi voglia rimanere per sempre con i Mamutoi, mentre lui vorrebbe tornare agli Zelandoni...dall'altra, spera che avendo un popolo da rivendicare, una volta tra la sua gente Ayla eviti di parlare del Clan, passato verso il quale Giondalar prova ancora vergogna e repulsione, pur amando la compagna.

Alla vigilia dell'adozione, Ayla si reca nella sua valle con Giondalar, malgrado le proteste della capotribù Tulie...infatti, sebbene abbia promesso ad ogni focolare del Campo del Leone una "Pietra del Fuoco", le è stato detto che diventando Mamutoi deve dar prova del proprio prestigio, per poter avere un giorno un elevato "Prezzo della Sposa"...durante l'adozione dovrà quindi esserci uno scambio di doni, per il quale Tulie, Talut e Nezzie si mostrano disponibili a darle degli oggetti da scambiare.

Ayla rifiuta decisamente, poiché la sua vecchia grotta trabocca di oggetti fabbricati negli anni trascorsi in solitudine, e perché in fondo la giovane donna vuole rivedere la valle un'ultima volta, ben sapendo che poi non vi tornerà più.

I due ragazzi approfittano dell'insperata vacanza per rinsaldare il loro legame, e nel corso dei giorni in cui Ayla decide cosa portare con sé e cosa lasciare per sempre, Giondalar le racconta qualcosa in più del proprio passato.

Rivela così ad Ayla un segreto che lo angoscia da anni, e che pensa che gli abbia impedito da sempre di provare il piacere supremo, e di innamorarsi di una donna...l'uomo infatti ha imparato a dare piacere alle donne da Zolena, la Donna-Donai che lo aveva iniziato ritualmente ai piaceri del sesso...frustrato per non essere riuscito ad avere la donna di cui si era innamorato perdutamente - sebbene la sapesse votata allo sciamanesimo ed al suo popolo - lui aveva lasciato la sua gente, dopo aver picchiato l'uomo che aveva reso pubblica la loro relazione "proibita" quando era proseguita, spezzandogli i denti, e chiedendo asilo alla tribù fondata dall'uomo del suo Focolare dopo la separazione da sua madre, i Lanzadoni.

Sua madre infatti, messa in difficoltà dalla famiglia del ragazzo picchiato, era stata costretta a pagare un risarcimento e ad allontanarlo, mandandolo a vivere con il padre per soffocare lo scandalo.

Qui aveva imparato l'arte di lavorare la selce, ma si era accorto di non provare più "l'Incanto" con le donne, se non con il "Primo Rito", per il quale veniva scelto spesso, anche da altre tribù - ne celebra uno anche con il popolo degli Adumai, nella prima parte del viaggio con il fratello - per la sua bellezza e prestanza.

Convinto di aver compiuto sacrilegio per aver sfruttato per i propri fini e la propria gratificazione il Dono del Piacere, si era quindi persuaso che la Madre volesse punirlo, negandogli la possibilità di trovare una donna da amare e con la quale provare l'Incanto, anche perché spesso si accorgeva che le ragazze con le quali celebrava i Primi Riti si innamoravano di lui, per il Piacere che lui riusciva a far provare loro.