Biografia Gioventù Andronico II Paleologo era figlio secondogenito di Michele VIII Paleologo e Teodora Ducas Vatatzina, nipote di Giovanni III Ducas Vatatze. Andronico fu acclamato co-imperatore nel 1261, dopo che suo padre aveva riconquistato Costantinopoli all'impero latino, ma fu coronato ufficialmente solo nel 1272.

Nel 1278, Michele VIII inviò il figlio e co-reggente in Asia Minore allo scopo di contenere le sempre frequenti incursioni turche lungo la valle del fiume Meandro: insieme al gran domestico Michele Tarcaniota, Andronico riuscì a respingere i turchi e a riconquistare la città di Tralles, che fu nuovamente fortificata e ribattezzata "Andronicopoli"..

Sin dalla giovinezza furono evidenti le forti differenze caratteriali rispetto al padre: Andronico, infatti, era una persona profondamente religiosa, interessata alla cultura, alla scienza e alle controversie teologiche e, pur senza essere incompetente, era senz'altro maggiormente prono a seguire i consigli dei propri ministri, in particolare Teodoro Muzalon, Teodoro Metochite e Niceforo Gregora, piuttosto che ad imporre la propria volontà di autocrate..

Ascesa al trono Quando, l'11 dicembre 1282, Michele VIII morì e Andronico salì al trono, il ventiquattrenne imperatore trovò una situazione particolarmente precaria.

In primo luogo, l'organismo statale era stato irrimediabilmente minato a causa degli sforzi eccessivi cui Michele VIII aveva sottoposto l'impero: i lunghi anni di guerra contro i Latini, i Veneziani, il Regno di Sicilia ed i Turchi avevano gravemente compromesso il tesoro imperiale, sostanzialmente vuoto, e costretto l'imperatore ad aumentare notevolmente i gravami fiscali nei confronti dei suoi sudditi, fatto che, a sua volta, aveva avuto ripercussioni negative sull'economia bizantina..

In secondo luogo, ai confini europei così come a quelli asiatici aumentava la pressione dei popoli confinanti, con frequenti infiltrazioni e saccheggi nelle province imperiali. Infine la politica unionista nei confronti del clero romano e la concessione dell'eredità della pronoia e di notevoli privilegi fiscali alla nobiltà e alle città marinare da parte di Michele VIII indebolito la posizione del governo imperiale, approfondito i conflitti sociali con riflessi negativi anche sul gettito delle imposte fondiarie e dei dazi.

Regno Politica ecclesiastica

Durante il regno paterno, Andronico era stato costretto, in qualità di co-imperatore, ad appoggiare la politica unionista che era sfociata nel II concilio di Lione del 1274. Ben consapevole della forte opposizione del clero ortodosso e di buona parte della popolazione bizantina, il nuovo imperatore era ben deciso a non seguire le orme paterne, tanto più non dopo che il Papato aveva appoggiato le rivendicazioni di Carlo I d'Angiò ed agì di conseguenza: nel 1283 convocò il Concilio di Brussa, a seguito del quale dispose il ripudio dell'unione e fece richiamare il popolare Patriarca Giuseppe I, esiliato alcuni anni prima in un monastero a causa della sua opposizione alla politica religiosa del primo Paleologo...

Nel corso del regno, inoltre, l'imperatore cercò di sanare anche il cosiddetto scisma arsenita, che datava sin dalla deposizione del patriarca Arsenio Autoreiano, in reazione alla scomunica comminata dal patriarca stesso nei confronti di Michele VIII. Sebbene ormai deceduto, il patriarca manteneva un seguito consistente in Asia Minore e l'imperatore decise di convocare un sinodo ad Adramyteum ma non ottenne alcun esito..

Un primo passo per la riconciliazione fu compiuto nel 1290 quando il Basileus, recandosi in visita al monastero in cui era stato relegato l'ex imperatore deposto ed accecato Giovanni IV Lascaris, chiese perdono per quanto il padre aveva fatto ventinove anni prima. Lo scisma si risolse definitivamente nel 1310 con la promulgazione di una Bolla imperiale che consacrò la ritrovata unità della chiesa ortodossa.

Infine, fu estremamente importante il contributo fornito dall'imperatore nel rinnovamento della chiesa ortodossa: patrocinò la nomina del patriarca Atanasio I, grazie al quale tentò di promuovere, sebbene con successi altalenanti, uno stile di vita più morigerato ed ascetico e favorì i monasteri, in particolar modo le comunità di Monte Athos che, nel 1312, passarono sotto il controllo diretto del Patriarca di Costantinopoli..

Politica economica Avendo ereditato un tesoro completamente vuoto dal Padre, Andronico II cercò di porvi rimedio mediante una forte riduzione delle spese militari: dispose il licenziamento della quasi totalità delle truppe mercenarie di terra e smantellò l'intera marina da guerra, il cui mantenimento era insostenibile per la malandata economia imperiale. In ogni caso, la riduzione della forza militare, quantunque necessaria alla luce dello stato disastroso delle finanze, era stata attuata in modo eccessivo ed affrettato, giacché l'impero sarebbe stato costretto a ricorrere a frequenti tributi, allo scopo di tacitare le pretese degli stati balcanici, nonché a dipendere dall'aiuto navale dei Genovesi..

Solamente in seguito l'imperatore cercò di correggere l'errore riarmando una flotta di 20 vascelli ed istituendo un corpo militare permanente di 3.000 cavalieri, cui affiancare reclute tratte dalla popolazione cittadina, ma, in ogni caso, gli effettivi delle forze armate rimasero sottodimensionati.

Dopo aver smantellato le forze militari, l'imperatore cercò di riorganizzare il sistema tributario, ottenendo un discreto successo: impose un'imposta in natura sui prodotti agricoli, limitò le immunità di cui godevano nobili ed ecclesiastici e cercò di migliorare la riscossione dei medesimi, riuscendo ad aumentare gli introiti sino ad un milione di hyperperya; in campo monetario, a causa della difficoltà di reperire metalli pregiati, dovette procedere ad un'ulteriore svalutazione dell'Hyperpyron, fatto che provocò un forte aumento dell'inflazione..

Nel tentativo di ovviare all'aumento dei prezzi, il basileus dispose, nel 1295, una importante riforma monetaria: fissò definitivamente il valore dell'hyperperyon a 12 carati ed introdusse una nuova moneta in argento, il basilikon, equivalente ad un dodicesimo dell'hypeperyon ovvero ad un ducato veneziano.

Amministrazione Durante il suo lungo regno, Andronico cercò di combattere il fenomeno di feudalizzazione dell'impero bizantino, dovuto in particolare all'influenza culturale del mondo latino e alla concessione dell'ereditarietà della pronoia, con esiti alterni.

Infatti, nonostante le pressanti richieste provenienti dalla seconda moglie Violante di Monferrato, l'imperatore respinse ogni ipotesi di dividere l'impero o concedere territori in appannaggio ad ognuno dei figli e, nel 1295, associò al trono il figlio primogenito Michele IX Paleologo, al quale affidò il comando dell'esercito; l'imperatrice stessa, dopo feroci contrasti con il marito, decise di abbandonare la capitale e si ritirò a Tessalonica.

In campo amministrativo, decise di sostituire i governatori con mandato annuale in uso in Morea con la figura dell'"epitropos", dotata di un mandato più ampio e competenze maggiori, allo scopo di garantire un governo maggiormente stabile e concesse importanti privilegi commerciali al porto di Malvasia con la finalità di contrastare la potenza economica delle Repubbliche italiane..

Altrettanto rilevante fu la riforma giudiziaria del 1296: il Basileus istituì un Tribunale supremo, composto da dodici giudici o , selezionati tra i senatori ed i chierici, i cui giudizi erano inappellabili ed universalmente validi; sebbene il nuovo tribunale non fosse esente da corruzione, rimase comunque una testimonianza della necessità di una legge equa ed imparziale, tanto che lo stesso imperatore era tenuto a rispettare le sentenze emesse da questo speciale organo..

La guerra in Asia Minore

A differenza del padre, Andronico II riconobbe la gravità della situazione in Asia minore e cercò con ogni mezzo di cacciare i Turchi ottomani.

Il suo primo provvedimento fu quello di spostare la sua corte in Asia Minore, a Nicea, dove poteva meglio sorvegliare la costruzione di fortificazioni e sollevare il morale delle truppe ma l'iniziativa non ebbe successo giacché nel 1293 dovette rientrare precipitosamente a Costantinopoli per sopprimere un tentativo di colpo di stato orchestrato dal proprio fratello Costantino Paleologo con la complicità del generale Michele Strategopulo.

A seguito della congiura, l'imperatore ripristinò gli acriti e delegò al generale Alessio Filantropeno il compito di scacciare i turchi dalla valle del Meandro: nel corso di una fortunata campagna, Filantropeno riuscì a riconquistare la Lidia e la città di Mileto ma il successo fu di breve durata in quanto, nel 1295, il generale cercò di aspirare al soglio imperiale e dovette essere accecato..

Nel 1298, fu nominato Giovanni Tarcaniota il quale riuscì a consolidare il dominio bizantino in Asia Minore, grazie anche ad un'abile riorganizzazione dell'amministrazione locale e alla redistribuzione di numerose proprietà in pronoia tra i soldati; tali iniziative, tuttavia, furono ferocemente ostacolate dal clero e dalla nobiltà che, infine, indussero l'imperatore a richiamare il capace generale..

Nel 1302, Andronico decise di inviare il proprio figlio e co-imperatore Michele IX, insieme ad un nutrito contingente di mercenari mongoli ed alani: il co-imperatore ottenne alcuni successi iniziali, avanzando fino alla città di Magnesia ma quando un contingente di 2.000 alani, partito da Nicomedia, fu sconfitto nella battaglia di Bafeo, Michele non poté far altro se non ritirarsi in Bitinia..

I Balcani Avendo disposto il ripudio della politica unionista, Andronico II cercò di cautelarsi da possibili ritorsioni occidentali mediante un'accorta politica matrimoniale: nel 1284, in seconde nozze, sposò Violante, figlia del marchese Guglielmo VII del Monferrato, alla quale, ribattezzata Irene, il marchese trasferì i suoi diritti sul Regno di Tessalonica..

Con la stessa intenzione, il Basileus cercò di negoziare le nozze tra il figlio Michele e Caterina di Courtenay, erede della corona dell'Impero latino ma, non avendo ottenuto successo e volendo approfittare del fatto che gli Angioini erano impegnati nella Guerra del Vespro, dispose una ripresa delle operazioni militari paterne contro l'Epiro e la Tessaglia: nel 1290, un esercito bizantino penetrò profondamente in Tessaglia ed assediò la città epirota di Arta, costringendo il Despota d'Epiro ed il sebastocratore di Tessaglia a rinnovare il giuramento di fedeltà verso Costantinopoli.

Tale situazione si sarebbe protratta, con esiti alterni, fino al primo decennio del XIV secolo, giacché i tentativi di riconquista avanzati da Filippo I d'Angiò, che aveva ricevuto dal padre Carlo I e dal fratello Carlo II i diritti sull'impero latino d'Oriente, rimasero sostanzialmente circoscritti all'isola di Corfù e all'Acarnania, che aveva ricevuto quale dote dal Despota d'Epiro.

La debolezza degli Angioini, tuttavia, rafforzò anche la nascente potenza serba che riuscì ad assicurarsi Durazzo; Andronico II, dopo una fallita spedizione militare, inviò una delegazione di pace, offrendo in sposa al re serbo Stefano Milutin sua sorella Eudocia; la principessa, tuttavia, rifiutò categoricamente le nozze e perciò l'imperatore, nel 1299, fu costretto ad offrire in moglie sua figlia Simonis..

Nei confronti con l'Impero Bulgaro, Bisanzio, nel 1304, a seguito della pesante sconfitta nella Battaglia di Skafida fu costretta a restituire diverse importanti posizioni, in particolare le città di Anchialo e di Mesembria, che era riuscita a strappare approfittando delle invasioni mongole e della rivolta di Ivailo..

L'Egeo Se le manovre diplomatiche poterono risolvere tali problemi, lo smantellamento della flotta aveva stretto ancora maggiormente il rapporto tra Costantinopoli e Genova, cui Michele aveva concesso un quartiere a Galata.