Lo stato maggiore generale tedesco (Großer Generalstab) fu l'organismo decisionale massimo dell'esercito prussiano prima, di quello imperiale tedesco poi, sino alla Wehrmacht e al termine del secondo conflitto mondiale; la sua creazione e il suo rafforzamento diedero alla Germania un deciso vantaggio militare nei confronti degli avversari nell'arco di due secoli.
In senso stretto lo stato maggiore generale era un corpo unico responsabile dello studio continuativo di tutti gli aspetti della guerra, e della redazione e revisione di piani per la mobilitazione e la campagna. Esisteva in maniera non ufficiale già dal 1806, ed ebbe un'istituzione legale nel 1814, primo nella storia.
Lo stato maggiore prussiano godeva di maggiore libertà dal controllo politico rispetto ai suoi contemporanei, e la sua autonomia ricevette forza di legge alla nascita dell'Impero tedesco nel 1871. Fu considerato la casa del militarismo tedesco, e dopo la prima guerra mondiale i vincitori tentarono di sopprimerlo come istituzione; ciononostante sopravvisse e giocò il suo ruolo consueto nel riarmo della Germania nel secondo conflitto mondiale.
Lo stato maggiore prussiano si distingueva per la selezione dei suoi membri in base alla competenza ed al merito, piuttosto che al rango e agli appoggi politici, e per la formazione metodica ed esaustiva che richiedeva: l'istruzione non era concepita solo per escludere i candidati meno abili o poco motivati, ma anche per dar vita ad un organico di militari professionisti accomunati dal metodo e dalla visione, e con una dedizione quasi monastica al proprio lavoro. Gli ufficiali di stato maggiore si alternavano fra i compiti sul campo e quelli al comando, rimanendo comunque parte di questa speciale organizzazione. L'uniforme rispecchiava la distinzione mostrando sui pantaloni una striscia di colore carminio larga il doppio della norma.
Sino alla dissoluzione dell'Impero tedesco, mentre le convenzioni politiche e sociali spesso portavano i nobili o i reali al comando degli eserciti, la responsabilità di pianificare e condurre le operazioni poggiava sugli addestrati ufficiali dello Stato maggiore; per altri eserciti europei che mancavano della professionalità di un corpo di stato maggiore professionale, le stesse convenzioni erano spesso premessa di disastri. Anche l'esercito del Secondo Impero francese, i cui ufficiali superiori raggiunsero probabilmente gli alti gradi come risultato di valore e successo sul campo di battaglia, fu duramente sconfitto in una guerra (la guerra franco-prussiana) che ne mise in luce la poca capacità organizzativa e la carenza di formazione professionale.
Il capo di stato maggiore di una unità prussiana sul campo aveva il diritto di opporsi ai piani o agli ordini del comandante nominale dell'unità, e rivolgersi al comandante superiore, su sino al sovrano: per tali ragioni le vittorie prussiane e tedesche vennero spesso accreditate al capo di stato maggiore, più che al comandante nominale; spesso il comandante era egli stesso membro dello Stato maggiore, veniva comunque riconosciuta istituzionalmente l'importanza non solo della capacità di comando, ma piuttosto del lavoro di squadra, come chiave per il successo, sia per la pianificazione che per la condotta delle operazioni.
Storia Esordi Lo sviluppo di un corpo di militari professionisti al lavoro a tempo pieno, in pace e in guerra, per curarsi di tutti gli aspetti di pianificazione operativa e logistica fu conseguenza delle esperienze nate sui campi di battaglia del XVII e XVIII secolo. Prima del XIX secolo il successo sul campo era in gran parte legato alla competenza militare del sovrano; mentre Federico il Grande portò alla vittoria le armi prussiane, non così si può dire dei suoi successori che non ne possedevano il talento, il che portò ad un inevitabile declino dei quadri di comando dell'esercito. Senza una competente pianificazione operativa e logistica, la disciplina e il valore delle truppe non potevano più essere sufficienti nei confronti di un avversario sapientemente diretto.
Dagli ultimi anni del XVIII secolo divenne pratica comune assegnare esperti militari ad assistere i generali comandanti dell'esercito prussiano, ciò in gran parte per volere di alcuni relativamente giovani ma talentuosi ufficiali come Gerhard von Scharnhorst e August von Gneisenau; cionondimeno tali misure non furono sufficienti a vincere l'inefficienza dell'esercito, comandato da ufficiali anziani, veterani delle campagne di Federico il Grande.
Nel 1806 la Prussia fu sconfitta da Napoleone Bonaparte alla battaglia di Jena, e dopo la sconfitta sia lo Stato prussiano che l'esercito entrarono in una fase di profonda crisi. Dopo la pace di Tilsit del 1807 Federico Guglielmo III incaricò Scharnhorst, Gneisenau, il primo ministro barone von und zum Stein, ed altri promettenti giovani ufficiali di formare la Commissione per la riorganizzazione dell'esercitoDupuy, p. 20. Sebbene la forza militare della Prussia, così come la sua libertà d'azione, fossero notevolmente compresse dai termini del trattato di pace, la Commissione agì in tutto e per tutto come uno stato maggiore per pianificare e sostenere la ricostruzione dell'esercito.
Come parte di tali misure furono fondate le scuole propedeutiche alla carriera militare di Berlino, Königsberg e Breslavia, così come l'Accademia per i Giovani Ufficiali (più tardi Kriegsakademie), aperte a tutti i candidati in base al merito.Dupuy pp. 24-25, 28 La maggioranza delle accademie militari del tempo era solitamente dedita a formare ufficiali di artiglieria e del genio, e non esperti di strategia; una rimarchevole eccezione era rappresentata dal Senior Department del Reale accademia militare di Sandhurst.
Sebbene i comandanti prussiani fossero ancora scelti in base all'anzianità o al favore reale, ebbero da allora a guidarli e consigliarli ufficiali esperti. L'improbabile accoppiata tra il feldmaresciallo Blücher, ufficiale limitato ma popolare, come comandante in capo, col tenente generale von Gneisenau come suo capo di stato maggiore, mostrò immediatamente i vantaggi di tale sistema.
Istituzione Dopo la sconfitta di Napoleone lo stato maggiore fu istituito formalmente; l'aver completato, per accedervi, il corso alla Preußische Kriegsakademie (l'accademia militare prussiana) era uno degli aspetti più distintivi del modello prussiano.
Lo stato maggiore, organizzato dal riformatore Karl von Grolman nel 1816 nelle divisioni orientale (Russia), meridionale (Austria) ed occidentale (Francia ed eventualmente Stati tedeschi occidentali)Dupuy, p. 38, pianificò continuamente scenari bellici probabili ed improbabili sui diversi teatri. Nel 1843, con un'Europa in pace da quasi trent'anni e le maggiori nazioni del tutto dimentiche della guerra, il ministero della guerra prussiano predisponeva minuziosi piani atti a prevedere tutte le possibili contingenze ed in grado di essere attuati in qualsiasi momento.
Von Moltke il Vecchio
Nel 1857 Helmuth Karl Bernhard von Moltke, ufficiale di ampie vedute e consigliere di Guglielmo I, fu nominato capo dello Stato maggiore. Sotto la sua guida il sistema fu ingrandito e consolidato.
Ogni anno i migliori 120 ufficiali inferiori dell'esercito venivano selezionati con un difficile esame per accedere alla Kriegsakademie. Gli standard accademici erano sufficientemente rigorosi per escludere oltre metà degli ammessi. Dall'élite risultante von Moltke selezionava i migliori dodici elementi per istruirli personalmente: essi seguivano studi teorici, manovre annuali, simulazioni ed esercizi di topografia noti come Kriegsspiele (war game nella terminologia odierna).McElwee, p.67Howard, p.25
Sebbene questi ufficiali alternassero periodi di servizio reggimentale ed altri presso il comando, si poteva essere certi che agissero e pensassero secondo gli insegnamenti di von Moltke, una volta giunti a capo dello Stato maggiore delle grandi unità. Von Moltke stesso si riferiva ad essi come il "sistema nervoso" dell'esercito prussiano.
Nelle campagne vittoriose contro l'Austria-Ungheria e la Francia, von Moltke ebbe bisogno soltanto di emettere direttive di massima alle grandi unità, lasciando ai rispettivi Stati Maggiori il compito di tradurne in pratica i dettagli secondo le dottrine e i metodi consolidati, mentre il comando supremo degli avversari si trovava sommerso da una montagna di pratiche e questionari nel tentativo di controllare l'intero esercito da un singolo quartier generale.McElwee, p.50
La vasta esperienza di von Moltke spinse anche verso lo studio di discipline non puramente militari, e ad adattare queste all'uso militare. Immediatamente dopo la nomina stabilì un dipartimento (Abteilung) dedicato allo studio e allo sviluppo del sistema ferroviario prussiano nella prospettiva di includerlo nei piani di dispiegamento. Formò anche dipartimenti tecnici, come quello telegrafico.McElwee, p. 107
Lo stato maggiore riformato da von Moltke era il più efficiente d'Europa, un'istituzione autonoma dedicata unicamente alla condotta della guerra, in grado di avere anche una considerevole influenza sulla politica prussiana prima e tedesca poi.Wawro, 283-84
La guerra contro la Danimarca Questa guerra, le cui origini politiche risalivano al conflitto fra la Danimarca e la Confederazione tedesca riguardo alla questione dello Schleswig-Holstein, ebbe ragione del concetto operativo di von Moltke e portò ad una revisione dell'organizzazione di comando dell'esercito prussiano: mentre von Moltke aveva previsto un rapido attacco per impedire ai danesi di ritirarsi sfruttando ostacoli d'acqua che la marina prussiana non poteva superare, il generale von Wrangel, al comando delle operazioni in virtù del rango, ignorò tutte le direttive del suo staff, permettendo ai danesi di attestarsi comodamente, e prolungando con ciò la guerra di alcuni mesi. A posteriori si cercò un sistema migliore, sebbene non infallibile, di nominare i comandanti.
La Deutscher Krieg La guerra austro-prussiana divenne quasi inevitabile dopo la fine delle ostilità con la Danimarca. Von Moltke, spiegando le sue ragioni al ministro della guerra Albrecht von Roon, affermò: «Abbiamo l'inestimabile vantaggio di poter trasportare il nostro esercito di 285.000 uomini su cinque linee ferroviarie e di poterlo concentrare in venticinque giorni... L'Austria ha una sola linea e le occorreranno quarantacinque giorni per radunare 200.000 uomini». Nonostante inevitabili errori, il calcolo di von Moltke si dimostrò corretto, e l'esercito austriaco fu costretto alla battaglia a Sadowa e distrutto. In tutti gli aspetti della preparazione, pianificazione ed esecuzione, le azioni austriache furono deficitarie in rapporto a quelle dell'avversario prussiano.
Nel riesaminare le deficienze prussiane nei confronti degli austriaci, lo stato maggiore mise in atto svariati cambiamenti per accrescere l'efficienza strategica e tattica dell'esercito. La cavalleria non avrebbe più avuto un ruolo di riserva, ma avrebbe agito come schermo ai movimenti dell'esercito a tutti i livelli, preso il primo contatto col nemico, e costantemente osservato le attività ostili. L'artiglieria, con la recente introduzione della canna rigata, non si sarebbe impiegata dietro la massa della fanteria, bensì una sua parte significativa avrebbe marciato con l'avanguardia, ed una parte avrebbe marciato con il grosso dell'esercito, fornendo con ciò immediata copertura di fuoco ai reparti avanzati al momento del contatto col nemico, ed al resto delle truppe all'atto del dispiegamento sul terreno.
Nuova enfasi fu posta nel mantenimento del contatto fra i comandi superiori e i subordinati, cosicché i comandanti fossero sempre informati sulla posizione delle unità. Infine l'introduzione del fucile a canna rigata per la fanteria segnò una rivoluzione negli effetti delle armi; cosicché von Moltke fece la seguente analisi nel 1865:Dupuy, pp. 88-92
Guerra franco-prussiana