Secondo la definizione corrente data dal Comune di Vicenza e dai progetti urbanistici connessiIl P.P.C.S. fu approvato con delibera del Consiglio Comunale di Vicenza n. 151 del 21-22.4.1970 e del Consiglio Regionale Veneto con delibera 1627 del 3.4.1979; la variante fu approvata dal Consiglio Comunale con delibera n. 3667 del 1.3.1988, il Centro storico è costituito:

dal nucleo centrale della città, delimitato tra il X e il XIII secolo dalla prima cinta muraria da Borgo San Pietro, racchiuso dalle mura scaligere costruite intorno al 1370 da Borgo Porta Nova, delimitato dalla seconda cinta di mura scaligere, anch'esso nella seconda metà del XIV secolo da Borgo Berga, racchiuso dalle mura veneziane del secondo decennio del Quattrocento da Borgo Pusterla, anch'esso delimitato da fortificazioni veneziane nella prima metà del XV secolo dalla parte a sud-ovest della città (il Borgo suburbano di San Felice, i Giardini Salvi e Campo Marzo) circoscritta dalla ferrovia, da viale Milano e dal primo tratto di viale Mazzini.

Il Centro storico è quindi sostanzialmente delimitato dall'anello della circonvallazione interna: viale Giuseppe Mazzini, viale Bartolomeo D'Alviano, viale Fratelli Bandiera, viale Ferdinando Rodolfi, via Legione Gallieno, viale Margherita, viale Risorgimento Nazionale, viale Venezia, viale Milano.

Sotto l'aspetto amministrativo appartiene alla Circoscrizione 1.

Storia

Il nucleo centrale della città esisteva in gran parte già in epoca romana sulla parte sinistra del fiume Retrone fino alla confluenza con il Bacchiglione. Nel I secolo d.C., quando Vicenza aveva acquisito una certa importanza, sulla sponda destra del Retrone fu costruito il grandioso Teatro Berga, in cui si svolgevano i ludi scenici e di cui si può riconoscere ancora il perimetro.

Tra il X e il XIII secolo il nucleo fu racchiuso dalla cinta muraria altomedievale. L'area, quasi circolare, è ancora chiaramente identificabile dalle diverse tracce di mura rimaste, da una delle antiche porte (il Porton del Luzo) e dalle strade interne ("pedemura") che costeggiavano la cinta.

Nel XIII e nel XIV secolo la città si popolò di signori feudali che lasciavano la campagna circostante, di nuovi aristocratici e di ricchi mercanti, che vi costruirono le proprie abitazioni. Dopo la dedizione alla Serenissima del 1404, e soprattutto nel Cinquecento e nel Seicento, Vicenza visse il suo periodo di maggior splendore. Le mura e le fortificazioni edificate in quest'epoca fornivano nei disegni e nelle mappe l'aspetto di una città signorile.

Quest'importanza contraddistinse Vicenza sino alla fine del Settecento quando, negli ultimi decenni del dominio veneziano e soprattutto durante l'occupazione napoleonica, vennero in breve tempo attuate radicali riforme come la soppressione degli ordini religiosi (i cui conventi e proprietà occupavano il 30% del centro storico), la creazione dei dipartimenti e poi delle province con l'equiparazione amministrativa della città e dei comuni del territorio, il notevole cambiamento della classe sociale dominante sotto l'aspetto politico e quello amministrativo.

Nell'Ottocento e nel Novecento la popolazione cittadina aumentò considerevolmente e la città dovette espandersi oltre le mura con la creazione, soprattutto dopo il secondo dopoguerra, di una moltitudine di nuovi quartieri; le porte e le mura secolari furono in gran parte abbattute. Il Centro storico resta comunque la parte più importante della città non tanto per consistenza demografica, quanto perché è comunque rimasto sede dei principali uffici amministrativi, oltre che per il suo valore artistico: infatti, all'interno del sito patrimonio dell'umanità dell'UNESCO denominato "Città di Vicenza e le ville palladiane del Veneto", l'intero centro storico di Vicenza risulta iscritto come area protetta, in virtù dei suoi monumenti progettati da Andrea Palladio.

Toponomastica La maggior parte dei luoghi del centro storico sono definiti da toponimi caratteristici come contrà (toponimo che deriva dalla contrazione della parola contrada), mure o pedemure (via che correva all'interno della cinta muraria), mottòn (strada rialzata su terrapieno), busa (luogo basso che si allagava facilmente), piarda (spazio compreso tra il fiume e le mura, originariamente tenuto libero da vegetazione per scopi difensivi, poi utilizzato anche per scaricare e depositare merci).

Monumenti e luoghi d'interesse

Quasi tutti i monumenti più importanti di Vicenza sono presenti nel nucleo centrale - e più antico - del Centro storico.

I due edifici al centro della città - sedi rispettivamente del potere civile e di quello ecclesiastico - intorno ai quali da un millennio ruota la vita cittadina sono la Basilica Palladiana (con il Palazzo del Podestà e la Torre Bissara) e, a meno di 200 metri a ovest, la Cattedrale di Santa Maria Annunciata.

Le piazze centrali

La Basilica Palladiana è da secoli circondata dalle piazze dei mercati, ancor oggi ricche di negozi e dove si svolgono molto spesso mercatini settimanali, mensili o specifici.

La più ampia e importante di esse è la piazza dei Signori, sulla quale si affacciano a nord la Loggia del Capitanio e il palazzo del Monte di Pietà che ingloba la chiesa di San Vincenzo.

A est di essa, dietro le due colonne con il leone di San Marco e la statua del Redentore, si apre la piazza delle Biade, con la chiesa dei Servi (l'area davanti alla chiesa si chiamava un tempo "piazza del vino").. Il lato meridionale della Basilica, collegata alla Torre del Girone dall'Arco degli Zavatteri, sovrasta la piccola Piazza delle Erbe, il "mercatus vetus" degli antichi statuti. A ovest delle logge vi è la piazzetta Andrea Palladio (fino alla seconda metà dell'Ottocento chiamata piazzetta della Rua)., con al centro il monumento dedicato al grande architetto.

Proseguendo dalla Basilica verso la Cattedrale si trovano ancora brevi contrade con tradizione di mercato, come contrà Muschieria, contrà delle Pescherie Vecchie e contrà Garibaldi (a suo tempo delle Beccarie, o delle carni)..

Il fianco meridionale della Cattedrale è delimitato dalla piazza del Duomo, racchiusa dal Palazzo delle Opere sociali (dove fino al Settecento vi era l'ospedale di Sant'Antonio abate) sovrastato dalla più antica torre medievale che resta a Vicenza. Sulla piazza si affacciano l'Oratorio del Gonfalone, i palazzetti sotto i quali è stata ritrovato il criptoportico di un'antica casa romana e il Palazzo vescovile.

Le vie principali, i palazzi aristocratici e le chiese del centro La principale strada che attraversa la città, il corso Andrea Palladio, si stacca a ovest da piazza del Castello, sulla quale si affacciano il torrione scaligero, i palazzi da Porto Breganze e Piovini Beltrame.

In questa e nelle vie trasversali si trova la maggior parte dei palazzi, fatti costruire dalle più importanti famiglie aristocratiche vicentine tra il XV e il XVII secolo.

Il lato settentrionale di corso Palladio

Il corso inizia con lo scamozziano palazzo Thiene Bonin Longare e continua, dopo la chiesa dei Filippini, con i quattrocenteschi palazzi Capra Clementi e Thiene. Al canton del pozzo rosso incrocia corso Antonio Fogazzaro (l'altra via principale della città) in cui si trovano i palazzi della famiglia Valmarana e i fastosi palazzi Caldogno Tecchio e Repeta, quest'ultimo che si affaccia sulla piazza di San Lorenzo, di fronte al tempio francescano con annesso monastero.

Continuando verso ovest, dopo una serie di altri palazzi contigui, corso Palladio incrocia contrà Porti, completamente racchiusa dai palazzi delle famiglie Thiene e da Porto. Subito dopo incrocia contrà San Gaetano Thiene, da cui si accede alla piazzetta Santo Stefano in cui si trova la omonima chiesa settecentesca.

Ancora, dopo aver superato la gotica Ca' d'Oro e la chiesa di San Gaetano, il corso incrocia contrà Santa Corona che, oltre a questo tempio duecentesco, è ricca di altri palazzi, tra cui il Leoni Montanari, uno dei pochi edifici barocchi di Vicenza.

Corso Palladio sbocca a est in piazza Matteotti (o dell'Isola), dove si trova il Teatro Olimpico, all'interno del palazzo del Territorio.

Il lato meridionale di corso Palladio

Partendo da piazza del Castello subito si trova il palazzetto Capra, progettato dal Palladio e ora inglobato nel fianco di palazzo Piovini; poco dopo, tra altri palazzi nobiliari, il maestoso palazzo Loschi Zileri Dal Verme; dopo qualche decina di metri si arriva all'incrocio con via Cesare Battisti, che porta alla Cattedrale e sulla quale si trova palazzo Trissino al Duomo.

Continuando per il corso, dopo palazzo Pojana, anch'esso attribuito al Palladio e al di sotto del quale si apre contrà Do Rode, si arriva all'incrocio con la prima delle cinque trasversali che portano alla piazza dei Signori. Tra contrà Cavour e contrà del Monte - che si ritiene essere l'antico cardo maximus dell'epoca romana e così denominata perché, quando sbocca in piazza dei Signori, sul suo lato sinistro si trova il palazzo del Monte di Pietà - vi è palazzo Trissino Baston, sede del Comune di Vicenza, cui è annesso palazzo Alidosio Conti.

Dopo gli incroci con le contrade delle Morette, Daniele Manin e Santa Barbara, l'ultimo tratto di corso Palladio - un tempo chiamato contrà Portici di Santa Corona, in ragione della fila ininterrotta dei portici di fronte al giardino di questa chiesa - sbocca in piazza Matteotti, dominata dal palazzo Chiericati.

Al di là del Retrone

Fa parte del nucleo centrale anche l'area al di là del fiume Retrone - racchiusa dalla prima cinta di mura medievali - cui si accede attraversando gli antichi ponte Furo, ponte San Paolo, ponte San Michele e ponte delle Barche.

Le due vie principali, ricche di palazzi prevalentemente gotici, sono contrà Santi Apostoli e contrà Paolo Lioy che contornano il perimetro del teatro romano; la seconda si apre in piazzetta Gualdi, dove si trovano i due omonimi palazzi.

Vicino a ponte San Michele vi è l'oratorio di San Nicola da Tolentino. Tutta la zona più a est, racchiusa nell'ansa del Retrone, fa parte del Borgo Berga, che nel Quattrocento fu fortificato con mura veneziane.

Le difese della città antica

Come mostrano le mappe della città fino a tutto l'Ottocento, il centro storico di Vicenza era difeso da varie cinte murarie costruite durante il Medioevo. A differenza di molte altre città storiche, però, nel corso del Novecento quasi tutte le fortificazioni - mura, porte, torri - sono state demolite per diversi motivi: il degrado, l'espansione della città, le esigenze del traffico.

Delle mura altomedievali, che racchiudevano il nucleo centrale, restano solo poche tracce, ad esempio in contrà Porton del Luzzo (dove resta anche l'antica Porta) e in contrà Motton San Lorenzo. Molto più evidenti tratti e torrette delle mura scaligere orientali - anche se utilizzate come pareti esterne delle abitazioni - in via Giovanni Ceccarini (con ancora la Porta di Santa Lucia) e in via Legione Gallieno.

Ben restaurati sono Porta Santa Croce e il tratto di mura scaligere occidentali lungo viale Giuseppe Mazzini. Praticamente nulla resta invece delle fortificazioni veneziane, a parte due torrioni lungo viale Bartolomeo d'Alviano.

Nonostante la distruzione, i percorsi delle mura sono chiaramente evidenziati dalle contrade che le costeggiavano all'interno, in buona parte contraddistinte dalla toponomastica con i nomi di "pedemure", "mure" o "motton".

Poche e rimaneggiate restano anche le fortificazioni e le case-torri all'interno del centro storico che, secondo il cronista Giambattista PagliarinoGiambattista Pagliarino, Croniche di Vicenza, 1663 durante il Medioevo sarebbero state più di cento. Ora vi sono ancora vicine alla Basilica la Torre dei Bissari e quella del Tormento e, più all'esterno, la Torre Coxina e i torrioni di Porta Castello e di Porta Santa Croce, costruiti a difesa degli ingressi della città.

I parchi e i giardini