Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory è il quinto album in studio del gruppo musicale statunitense Dream Theater, pubblicato il 26 ottobre 1999 dalla Elektra Records.
Si tratta di un concept album incentrato sulla storia di un uomo chiamato Nicholas e la scoperta della sua vita passata, che coinvolge l'amore, l'omicidio e l'infedeltà. Si tratta inoltre del primo album realizzato con il tastierista Jordan Rudess, nonché l'ultimo per il quale il bassista John Myung ha scritto dei testi, fino all'album A Dramatic Turn of Events del 2011.
In un sondaggio del 2012, l'album è stato votato dai lettori di Rolling Stone come il miglior album rock progressivo di tutti i tempi, battendo album come 2112 dei Rush e Close to the Edge degli Yes. La stessa rivista nel giugno del 2015 ha collocato l'album alla ventinovesima posizione dei 50 migliori album di rock progressivo di tutti i tempi.
Antefatti Nel 1992 i Dream Theater pubblicarono il secondo album in studio Images and Words, nella cui lista tracce è presente il brano Metropolis–Part I: "The Miracle and the Sleeper", che da lì a breve sarebbe diventato uno dei pezzi più rappresentativi del gruppo, nonché uno dei più richiesti ed apprezzati durante i concerti. Nonostante il titolo, il gruppo non era realmente intenzionato a comporre una seconda parte ma, in seguito alle continue richieste da parte dei fan, nel 1996 il gruppo decise di iniziare a lavorare alla seconda parte durante le sessioni di registrazione del quarto album in studio Falling into Infinity. La prima versione della seconda parte presentò una durata di circa 25 minuti e risultò ancora incompleto al termine delle lavorazioni per Falling into Infinity: dopo aver preso in considerazione di ultimarla per un possibile EP previsto per l'estate 1998, il batterista Mike Portnoy rivelò l'intenzione del gruppo di utilizzare il brano come base per il futuro quinto album.
Il disco fu pertanto registrato tra febbraio e giugno 1999 presso i BearTracks Studios di New York; ulteriori sovraincisioni si svolsero nello stesso periodo presso i Little Bear Studios di Suffern e in seguito anche tra giugno e luglio dello stesso anno ai Metal Works Studios di Toronto. Tra luglio e agosto l'album è stato missato e masterizzato presso alcuni studi di registrazione situati a New York.
La versione originale di Metropolis Pt. 2 registrata nel 1996 circolò in versione incompleta attraverso la rete. Portnoy espresse il proprio disappunto per questo fatto, in quanto il brano non avrebbe mai dovuto essere ascoltato o presentato ad altre persone al di fuori dei Dream Theater stessi, ma venne trafugato illegalmente dai suoi archivi personali. Successivamente Portnoy pubblicò l'intero brano come bonus track del bootleg ufficiale Falling into Infinity Demos 1996-1997, specificando che esso non deve essere considerato una demo.
Ispirazione Dal titolo, l'album si presenta come il seguito ideale di Metropolis–Part I: "The Miracle and the Sleeper". La maggior parte dei rimandi al brano del 1992 sono di carattere puramente musicale, con numerose citazioni o variazioni che compaiono nel corso dell'album. Riguardo al testo, invece, la vicenda raccontata nell'album è completamente indipendente da quella di Metropolis Pt. 1. L'unico aspetto che accomuna le due storie è la presenza di due personaggi chiamati The Miracle e The Sleeper. Nel brano del 1992 tali personaggi non sono identificati e si sa solo che sono collegati da una sorta di legame mentale indissolubile. Nel disco, invece, sono i soprannomi attribuiti a due fratelli vissuti all'inizio del XX secolo e che si trovano al centro di una tragica storia basata su relazioni amorose, tradimenti, omicidi e reincarnazioni.
La storia alla base del concept è stata ispirata dai film L'altro delitto (1991), Shining (1980) e Angel Heart - Ascensore per l'inferno (1987); dal lato musicale, il gruppo ha inserito tra le fonti di ispirazione alcuni tra i concept album più importanti della storia del rock: The Wall dei Pink Floyd, Tommy e Quadrophenia dei The Who, Operation: Mindcrime dei Queensrÿche, Misplaced Childhood e Brave dei Marillion, The Lamb Lies Down on Broadway dei Genesis, The Shaming of the True di Kevin Gilbert, Abigail e Them di King Diamond e Joe's Garage di Frank Zappa.
Caratteristiche Il disco è una vera e propria opera rock, con una trama narrativa che unisce i vari brani e durante la quale si avvicendano diversi personaggi, che interagiscono tra di loro. I brani, nella maggior parte dei casi, confluiscono l'uno nell'altro, senza pause nel flusso sonoro. L'unica reale cesura tra due brani è quella che sancisce la fine del primo atto e l'inizio del secondo. La teatralità dell'album è visibile fin dall'inizio: il disco, infatti, si apre con un ticchettio seguito da un monologo di quasi un minuto: è l'ipnoterapista, che invita il protagonista a rilassarsi per poter entrare in uno stato di trance. Solo dopo questo monologo inizia il disco vero e proprio.
Vi è un grande uso del leitmotiv: durante il disco molte melodie vengono riproposte in più brani, talvolta lievemente modificate, ma pur sempre riconoscibili. In particolare Overture 1928, come accade per le ouverture operistiche, è un brano che presenta in forma strumentale molte melodie che si sentiranno più avanti. Ma già all'inizio del disco, durante il monologo dell'ipnoterapista, è possibile ascoltare un pallido accenno di alcuni brani, in maniera volutamente confusa e poco riconoscibile, per simulare lo stato di trance in cui sta entrando il protagonista. La stessa Regression è basata sul giro di accordi di The Spirit Carries On, penultimo brano dell'album.
Numerose sono le citazioni dal brano Metropolis–Part I: "The Miracle and the Sleeper": se ne possono udire diverse in Overture 1928, in Home (in questo caso vengono anche riprese diverse frasi del testo) e in The Dance of Eternity. All'inizio di quest'ultima è possibile ascoltare un loop di alcuni campionamenti tratti da Metropolis Pt. 1 e riprodotti al contrario.
Anche il libretto dell'album è concepito in modo particolare: è infatti realizzato interamente in bianco e nero, senza presentare alcuna foto del gruppo e riportando esclusivamente i testi del disco, utilizzando uno stile rétro e decisamente spartano. I brani (talvolta a gruppi di due) vengono considerati come le varie scene dell'opera, suddivisa in due atti. Il libretto, di fatto, svolge le funzioni di un libretto d'opera: per ogni scena vengono indicati i personaggi presenti. Poiché, con il semplice ascolto dell'album, non è possibile capire quale personaggio stia recitando in quel momento (essendo tutti interpretati dal solo James LaBrie), il libretto diventa indispensabile per la comprensione del concept. Inoltre, grazie all'uso del corsivo, viene indicato se le scene si svolgono nel presente o nel passato, altro elemento che non è possibile dedurre con il solo ascolto.
Dal punto di vista del suono, l'album rappresenta una sorta di ritorno alle origini e soprattutto alle sonorità e alle strutture di Images and Words. Questa scelta può essere vista come un tentativo da parte della band di riconquistare il proprio pubblico, in parte deluso dall'album precedente, con il quale erano stati accusati di aver tentato di intraprendere una strada troppo commerciale, anche a causa dei vari compromessi a cui erano dovuti scendere durante la lavorazione del disco.
L'album presenta strutture estremamente complesse e un alto contenuto tecnico, in contrapposizione alle strutture più accessibili del predecessore. In particolare, alcuni brani come Overture 1928, Fatal Tragedy e soprattutto The Dance of Eternity, sono caratterizzate da un virtuosismo quasi estremo che si rifà alle sonorità dei Liquid Tension Experiment, progetto che tra il 1997 il 1999 ha coinvolto John Petrucci, Mike Portnoy e il nuovo entrato Jordan Rudess.
L'ultima traccia dell'album inizia un esperimento musicale da parte dei Dream Theater. Il fruscio con cui termina Finally Free verrà ripreso all'inizio di The Glass Prison, primo brano dell'album successivo, Six Degrees of Inner Turbulence. Il collegamento tra l'ultima traccia di un disco con il primo brano del disco seguente verrà utilizzato anche nei successivi album Train of Thought e Octavarium.
Storia Personaggi Presente Nicholas L'ipnoterapista
1928 Victoria Page Julian Baynes (The Sleeper) Senator Edward Baynes (The Miracle)
Primo atto Scene One: Regression L'album inizia con Nicholas che si rilassa al suono della voce dell'ipnoterapista, entrando in uno stato ipnotico. Il conto alla rovescia comincia da 10 e lentamente nella mente di Nicholas si materializzano le immagini che da tempo tormentano i suoi sogni.
Scene Two: Overture 1928/Strange Deja Vu Entrando in trance, Nicholas tenta di focalizzare la natura di alcune immagini che, ogni notte, si presentano nei suoi sogni. Egli si ritrova dentro una grande casa, che gli risulta stranamente familiare. Nicholas si avvicina ad uno specchio e vede se stesso riflesso con l'aspetto di una giovane donna. Sente che questa donna lo sta contattando per lanciargli una richiesta di aiuto. Nicholas, una volta risvegliatosi dallo stato ipnotico, tenta di capire chi sia questa donna, quale sia la sua storia e perché abbia scelto proprio lui.
Scene Three: Through My Words/Fatal Tragedy Nicholas si rende conto di essere una sorta di reincarnazione di Victoria: pur essendo due persone diverse, condividono lo stesso spirito, che ora tenta di raccontare la vita di Victoria attraverso le parole di Nicholas. Tormentato dagli incubi, Nicholas decide di indagare sulla storia di questa ragazza. Si reca nella casa vista nei suoi sogni, dove incontra un anziano: questi gli racconta che in quella casa fu uccisa una ragazza e che per molti anni si continuò a parlare di quell'episodio. L'anziano, di fronte alle domande di Nicholas, si rifiuta di proseguire il racconto, dicendogli che da quel momento in poi dovrà cavarsela da solo.
Scene Four: Beyond This Life Leggendo un giornale dell'epoca, Nicholas scopre ciò che è successo nel 1928, anno in cui è avvenuto l'omicidio. Il senatore Edward Baynes, testimone oculare, racconta di aver sentito degli spari nei pressi di Echo's Hill. Una volta giunto sul posto, ha trovato il cadavere di una donna (Victoria), davanti al quale vi era un tizio con una pistola in mano. Edward non fece in tempo ad intervenire: il tizio immediatamente rivolse l'arma contro se stesso, uccidendosi. Il suo corpo cadde disteso sul cadavere di Victoria.
Le indagini identificarono la vittima ed il carnefice come due amanti. Venne quindi formulata un'ipotesi, secondo la quale Victoria abbia voluto lasciare l'uomo a causa del suo stile di vita disordinato e che questi, incapace di accettare tale decisione, la uccidesse prima di togliersi la vita. Tuttavia il giornale esprime dei dubbi riguardo alla reale motivazione celata dietro l'incontro che avrebbe portato alla morte di entrambi. Infatti, un biglietto trovato nella tasca dell'uomo lasciò intendere la premeditazione dietro il suo suicidio: il biglietto rivela la sua intenzione di uccidersi piuttosto che continuare a vivere senza Victoria. Ma poiché nel luogo della tragedia venne ritrovato anche un coltello a serramanico (attribuito a Victoria, in quanto l'omicida utilizzò una pistola), si ipotizzò che la ragazza si fosse presentata armata, consapevole del potenziale rischio, e che prima dello sparo ci fosse stata una colluttazione tra i due.
Scene Five: Through Her Eyes