È ritenuto uno dei maggiori esponenti del rock italiano,( genere che ha spesso unito o alternato al blues, al folk, al punk e allo ska.

Nel 1974 è stato il primo italiano a ricevere l'etichetta di punk. Nel 1976, è stato il primo cantante solista italiano a esibirsi al Montreux Jazz Festival. Nel marzo del 1980 è stato il primo artista ad aver pubblicato due album a distanza di soli 15 giorni, Uffà! Uffà! e Sono solo canzonette.Aldo Foglia, Così è se vi pare, Baldini Castoldi Dalai Editore, Milano, 2008, pagg. 68-70. Il 19 luglio 1980 è stato il primo artista italiano a registrare un'affluenza di più di spettatori allo stadio Giuseppe Meazza, nel quartiere milanese di San Siro...

Bennato ha avuto un'esperienza musicale significativa a Londra, che ha influenzato profondamente la sua carriera. Durante il suo soggiorno ha iniziato a esibirsi come one-man-band, suonando contemporaneamente la chitarra, la batteria a pedale e il kazoo alternato all'armonica a bocca. Questa esperienza gli ha permesso di sviluppare uno stile musicale unico, influenzato dai grandi del blues e del rock, ma contaminato da accenti della musica mediterranea.

Bennato ha spesso espresso il suo interesse per la musica di Gioachino Rossini. In un'intervista, ha dichiarato che se Rossini fosse nato ai nostri tempi, sarebbe diventato uno dei Rolling Stones. Questo commento riflette la sua visione di Rossini come un compositore che avrebbe potuto adattarsi facilmente al mondo del rock moderno. Inoltre, Bennato ha integrato elementi della musica classica, inclusa quella di Rossini, nelle sue canzoni. Ad esempio, ha utilizzato orchestre d'archi e riferimenti alla musica settecentesca in brani come Dotti medici e sapienti e Un giorno credi. Questo connubio tra musica classica e popolare è una caratteristica distintiva del suo stile musicale.

I suoi testi sono spesso ironici e dissacranti, rivolti in modo graffiante contro il potere, a qualsiasi livello e in qualsiasi forma si manifesti, senza schieramenti politici o appartenenze a partiti.

Biografia Gli esordi Nato a Bagnoli il 23 luglio 1946 (anche se a lungo molte fonti citarono il 1949 come anno di nascita.) da Carlo, impiegato all'Italsider, e Adele Zito, è il fratello maggiore di Eugenio e di Giorgio. La madre avviò tutti e tre i figli alla fisarmonica,. anche se la passione di Edoardo era il rock'n'roll, assorbito dai militari statunitensi di stanza a Napoli. In particolare il giovane Edoardo è colpito da Paul Anka, Chuck Berry, Elvis Presley e Neil Sedaka; altri influssi provengono da cantanti napoletani, come Renato Carosone, Aurelio Fierro e, soprattutto per il modo di cantare, Peppino di Capri).

Con i fratelli forma nel 1958 il Trio Bennato, in cui Edoardo canta e suona la chitarra, Eugenio suona la fisarmonica e Giorgio le percussioni;. i tre iniziano a esibirsi in vari locali cittadini (il circolo Canottieri, il dopolavoro dell'Italsider, il Teatro Mediterraneo e altri), e nel 1959 vengono chiamati come ospiti nel programma televisivo Il nostro piccolo mondo, realizzato da Zietta Liù: è la prima apparizione televisiva per Bennato e i suoi fratelli.

Nello stesso anno, a luglio, grazie all'armatore Aldo Grimaldi, i tre fratelli eseguono una serie di spettacoli in una crociera verso il Sudamerica in particolare in Venezuela, apparendo anche nel programma televisivo Lo show de las doces, trasmesso da Canal 7..

Nel 1965 Bennato si diploma presso il Liceo artistico di Napoli e, dopo aver partecipato al Festival di Castrocaro 1965 senza qualificarsi per la finale, decide di trasferirsi a Milano per frequentare la Facoltà di Architettura del Politecnico, ma anche per mettersi in contatto con il mondo della discografia: con questo obiettivo, su suggerimento della madre, contatta la Dischi Ricordi, di cui è direttore artistico Vincenzo Micocci, che è interessato all'artista. Vincenzo Micocci decide di ritornare a Roma e di fondare la Parade (insieme a Carlo Rossi e Ennio Morricone): Bennato viene messo sotto contratto da questa etichetta, per cui incide il primo 45 giri, Era solo un sogno/Le ombre. Inizialmente Micocci cerca di proporre Era solo un sogno a Bobby Solo ma, fallendo l'operazione, decide di farla incidere allo stesso Bennato. Sul retro viene inserita la canzone Le ombre, dove Edoardo suona l'armonica, diventando così il primo cantante italiano in assoluto a suonare questo strumento; entrambe le canzoni vengono scritte per quel che riguarda il testo insieme ad Alessandro Portelli, professore di letteratura angloamericana all'Università la Sapienza di Roma e musicologo. Il disco, pubblicato nel 1966, non riscuote il successo sperato. Bennato riprende gli studi a Milano e qui ritrova un giovane cantautore che ha già avuto modo di incontrare nei suoi soggiorni romani, Herbert Pagani, presentatogli da Mia Martini; Pagani si interessa alle sue musiche, scrivendogli dei testi da abbinare, ed è così che nascono i successi di Cin cin con gli occhiali (1968), Ahi le Hawai (1969) e Fuoco bianco (1970), cantati dallo stesso Pagani. Il buon esito commerciale di questi dischi fa sì che la Numero Uno, la nuova casa discografica fondata da Mogol e Lucio Battisti, lo metta sotto contratto, grazie soprattutto all'intuito di Alessandro Colombini, facendogli incidere un 45 giri, Marylou/La fine del mondo (Marylou è scritta insieme al fratello Eugenio, con testo di Mogol), con chiare influenze del rock'n'roll anni cinquanta, in particolare di Elvis Presley;. la canzone sul retro, La fine del mondo, è scritta da Edoardo su un testo di Herbert Pagani. Nel frattempo Edoardo si laurea in architettura.

Gli anni settanta e il successo In questo periodo Bennato scrive molte canzoni per vari interpreti: nel 1970 Perché... perché ti amo (insieme al fratello Eugenio per la musica, su testo di Mogol) per i Formula 3, nel 1971 Lei non è qui... non è là per Bruno Lauzi, che scrive il testo (nel disco di Lauzi Edoardo suona l'armonica a bocca). Nello stesso anno esce un secondo 45 giri, contenente 1941, cover di una canzone dallo stesso titolo di Harry Nilsson, scritta da Mogol e Alessandro Colombini, autore del testo del brano sul retro, Vince sempre l'amore. L'anno dopo è la volta di Good Bye Copenaghen e Marjorie, che sono le prime due canzoni a essere scritte interamente, testo e musica, da Edoardo. L'esito commerciale di questi dischi è però scarso e Bennato, spinto anche da Alessandro Colombini (il quale, a causa di alcuni attriti avuti con Mogol, ha abbandonato la Numero Uno in favore della Ricordi) che si propone come suo produttore,. decide di cambiare casa discografica e di passare alla Ricordi, ottenendo da questa, fiducia per la realizzazione di un intero LP. Scrive poi Un uomo senza una stella per Michele e The village per Bobby Solo; nel 1972 Perché perché, presentata da Giovanna a Un disco per l'estate e, nel 1973, Apri gli occhi bambina, ancora per I Nuovi Angeli.

Dopo aver trascorso qualche mese a Londra esibendosi suonando contemporaneamente oltre alla chitarra e all'armonica anche dei tamburelli, il kazoo e altre percussioni, Bennato torna a Milano e nel 1973 pubblica il primo album Non farti cadere le braccia. Questo album di esordio contiene alcune delle sue canzoni più significative, come Un giorno credi, Rinnegato e Campi Flegrei. Il disco è stato prodotto da Alessandro Colombini e arrangiato da Roberto De Simone, musicista e arrangiatore. Bennato ha tratto ispirazione da artisti internazionali, come Elton John, in particolare dagli album Madman Across the Water e Tumbleweed Connection. Il tema principale dell'album è la perseveranza e la determinazione di non arrendersi di fronte alle difficoltà della vita, come si evince dalla traccia che da il titolo all'album. Un giorno credi, tra le sue canzoni più amate, nasce dal sodalizio con Patrizio Trampetti, componente della Nuova Compagnia di Canto Popolare.. Nello stesso disco si trova Una settimana... Un giorno..., brano che verrà ripreso più volte dallo stesso autore con diversi arrangiamenti nel corso della sua carriera. Il disco non riscuote un gran successo di vendita: l'edizione originale, apribile con un fiammifero in rilievo, ultimo di un'ipotetica scatola di Minerva, diventa una rarità di valore nel mondo dei collezionisti.

Per Bennato arrivano i primi passaggi radiotelevisivi, a Per voi giovani e ad Alto gradimento, e i primi concerti. Le scarse vendite però (il disco vende appena 350 copie) spingono l'allora direttore artistico della Dischi Ricordi, Lucio Salvini, a invitare il cantautore a smettere di cantare per dedicarsi alla professione di architetto.L'episodio è stato raccontato dallo stesso Bennato in Maurizio Becker, Forever Young, intervista ad Edoardo Bennato pubblicata in Musica Leggera nº 10 di aprile 2010, pag. 6 Bennato però non si arrende e si sposta a Roma, dove crede di avere maggiori probabilità di essere notato, e così avviene: durante un concerto improvvisato davanti ad un famoso bar della capitale, viene segnalato alla redazione di Ciao 2001, dove viene condotto per incontrare l'allora direttore Saverio Rotondi, il quale lo manda direttamente al Festival Pop d'Avanguardia di Civitanova Marche, dove ottiene un riscontro di pubblico e di critica eccezionale, che lo individuano come rappresentante ideale dell'insoddisfazione giovanile in Italia. Da lì in poi comincia a girare tutti i festival rock dell'estate del 1974, ed è proprio in quel periodo che viene nuovamente contattato dal direttore della Ricordi, che si mostra stupito del grande successo ottenuto in così breve tempo.

La Ricordi, spinta dalla ritrovata fiducia nell'artista, pubblica nello stesso anno il secondo lavoro: si tratta di un concept album intitolato I buoni e i cattivi, sulla difficoltà di distinguere il bene dal male, e su come i concetti di buono e cattivo siano spesso intrecciati, come ben rappresenta la copertina, in cui compaiono due carabinieri (lo stesso Bennato e Raffaele Cascone) ammanettati tra loro.. Uno buono è dedicata al concittadino Giovanni Leone, presidente della Repubblica in carica. Anche la scuola è presa di mira come istituzione apportatrice di una cultura dominatrice. (In fila per tre); non mancano le critiche alle amministrazioni pubbliche (Ma che bella città), alle autorità (Bravi ragazzi) e alle classi dirigenti del dopoguerra (Arrivano i buoni). Viene riproposta Un giorno credi, già pubblicata nell'album d'esordio. Il disco riscuote un buon successo di vendite, entrando anche nelle classifiche.

Sempre nel 1974 esce un 45 giri contenente due nuove canzoni: Meno male che adesso non c'è Nerone e Parli di preghiere, di discreto successo; la prima sarà inserita nell'album successivo, Io che non sono l'imperatore, pubblicato dalla Ricordi agli inizi del 1975, mentre la seconda resterà inedita su LP (ma verrà inserita nella raccolta Le Origini). Anche Io che non sono l'imperatore vende discretamente: tra le canzoni più trasmesse dalle numerose trasmissioni radiofoniche ci sono Signor censore, Feste di piazza (con un testo scritto nuovamente da Patrizio Trampetti) e il "divertissement" di Io per te Margherita, dove Bennato si diverte a cantare ironicamente una triste storia d'amore. La canzone Affacciati affacciati è registrata dal vivo durante un concerto all'Università Bocconi di Milano e prende di mira il Papa. La copertina raffigura sia all'esterno sia all'interno la tesi di laurea di Bennato, cioè un progetto per la realizzazione di una rete capillare della metropolitana di Napoli.

La torre di Babele esce nel 1976 e prosegue sulla strada dell'impegno sociale dei testi, ma con venature musicali più vicine al rock e al blues, sempre in chiave acustica, grazie anche alla presenza del chitarrista Roberto Ciotti e di Dario Iori alla chitarra e banjo tenore. Il disco contiene tutti i temi cari a Bennato, che si schiera contro la guerra, l'arrivismo, l'arroganza e il divismo della sua categoria (in Cantautore).