Birkhall è una residenza di campagna privata della famiglia reale britannica situata nell'Aberdeenshire, in Scozia, nella tenuta di Balmoral, circa 11 km a est del castello omonimo. Costruita nel 1715 per il capitano Charles Gordon di Abergeldie e successivamente ampliata tra il XIX e il XX secolo, la casa, insieme ad alcune strutture del giardino, è tutelata come edificio classificato di categoria B.
Acquistata nel 1849 dal principe Alberto per il figlio Alberto Edoardo, futuro Edoardo VII, Birkhall entrò nelle proprietà reali del Deeside. Nel XX secolo divenne particolarmente legata a Elizabeth Bowes-Lyon, che vi soggiornò dapprima con il marito Giorgio VI e, dopo la morte di quest'ultimo nel 1952, la utilizzò regolarmente come propria residenza estiva fino agli ultimi anni della sua vita.
Oggi Birkhall fa parte della tenuta privata di Balmoral, proprietà di Carlo III, ed è la residenza privata utilizzata dal sovrano e dalla regina Camilla durante i loro soggiorni in Scozia.
Storia Le origini e i Gordon di Abergeldie Le origini di Birkhall sono legate ai Gordon di Abergeldie, nelle cui terre la proprietà si sviluppò ben prima di entrare nell'orbita della famiglia reale. Il luogo, anticamente noto come Stiren e attestato come Steirn in una carta del 1654, assunse una fisionomia più definita all'inizio del XVIII secolo, quando il capitano Charles Gordon vi fece costruire nel 1715 il nucleo della casa attuale.
Attorno alla residenza prese forma nel corso del Settecento una proprietà rurale nella quale boschi e pascoli convivevano con terreni progressivamente sottratti alle zone umide e messi a coltura. Opere di drenaggio e recinzione accompagnarono questa trasformazione, che interessò anche gli immediati dintorni della casa: la vegetazione fu diradata per aprire la vista sul paesaggio e al giardino furono affiancate coltivazioni di alberi da frutto. Alla fine del secolo Birkhall comprendeva circa 100 acri di terreno arabile e una superficie analoga destinata al pascolo.
La casa e le terre continuarono a far parte dei possedimenti di Abergeldie nella prima metà dell'Ottocento. Nel 1839 la residenza fu profondamente rinnovata e ampliata, mentre la proprietà conservò il carattere rurale maturato nel secolo precedente. Negli anni Quaranta Birkhall apparteneva a Michael Francis Gordon di Abergeldie.
L'acquisizione reale e l'età vittoriana Birkhall entrò nella storia della famiglia reale britannica durante i primi soggiorni della regina Vittoria e del principe Alberto al castello di Balmoral. Nel 1849 Alberto acquistò la proprietà da Michael Francis Gordon, XV di Abergeldie, destinandola al figlio Alberto Edoardo, principe di Galles e futuro Edoardo VII. La casa fu ampliata già nel 1850 su progetto di James Henderson di Kildrummy, che aggiunse una nuova ala al nucleo settecentesco.
Negli anni successivi Birkhall entrò nella vita della corte riunita periodicamente nel Deeside. Tra settembre e ottobre 1856 vi soggiornò Florence Nightingale, ospite di Sir James Clark, medico della regina Vittoria, che allora occupava la casa. Durante la permanenza in Scozia Nightingale incontrò a Balmoral Vittoria e Alberto, con i quali discusse delle condizioni degli ospedali militari e della loro organizzazione.
Con l'età adulta di Alberto Edoardo, tuttavia, Birkhall non divenne la residenza stabile che il padre aveva immaginato per lui. Il principe preferì soggiornare nella più ampia Abergeldie e conservò Birkhall fino al 1885, quando la vendette alla madre. Tornata sotto il diretto controllo di Vittoria, la casa fu utilizzata per ospitare membri della famiglia e persone legate alla corte durante i soggiorni a Balmoral.
Dall'età edoardiana agli York Tra la fine dell'età vittoriana e i primi decenni del XX secolo Birkhall fu occupata da Sir Dighton Probyn, già al servizio di Edoardo VII e successivamente controllore della casa della regina Alessandra. La sua presenza mantenne Birkhall nel sistema di residenze private gravitanti attorno a Balmoral, mentre la casa continuava a essere modificata: nel 1926-1927 furono installati un nuovo camino e una nuova pannellatura nella sala da pranzo.
Negli anni Trenta Giorgio V mise Birkhall a disposizione del secondogenito Alberto, duca di York, e della moglie Elizabeth Bowes-Lyon. La coppia ne fece la propria casa durante i soggiorni a Balmoral, ridecorandone gli ambienti e ripiantando i giardini; vi trascorse le vacanze con le figlie Elisabetta e Margaret.
Il legame della famiglia con Birkhall proseguì dopo l'ascesa al trono del duca di York come Giorgio VI nel 1936. All'inizio della seconda guerra mondiale Elisabetta e Margaret rimasero nella casa, prima di essere trasferite a Royal Lodge nel gennaio 1940. Birkhall tornò ad avere un ruolo nella vita di Elisabetta nel 1947, quando lei e Filippo di Edimburgo vi trascorsero parte della luna di miele dopo il soggiorno a Broadlands, nell'Hampshire.
La Regina Madre La morte di Giorgio VI nel 1952 riportò Birkhall al centro della vita di Elizabeth Bowes-Lyon. Rimasta vedova e divenuta regina madre, riprese a utilizzare regolarmente la casa come propria residenza estiva nella tenuta di Balmoral, ritrovandovi un ambiente legato agli anni trascorsi con il marito prima e dopo l'ascesa al trono.
Il ritorno della Regina Madre coincise con una nuova fase di trasformazione della proprietà. A metà degli anni Cinquanta fece ampliare la casa con una nuova ala e ne modernizzò gli ambienti; portò inoltre a compimento i progetti per il giardino elaborati con Giorgio VI negli anni Trenta. Per il mezzo secolo successivo Birkhall rimase strettamente associata alla Regina Madre e alla dimensione privata della famiglia reale in Scozia, conservando un carattere più raccolto rispetto al castello di Balmoral.
La Regina Madre continuò a utilizzare Birkhall fino agli ultimi anni della sua vita. Alla sua morte, il 30 marzo 2002, la casa non faceva parte del patrimonio personale trasmesso per testamento, ma apparteneva alla tenuta privata di Balmoral di Elisabetta II, che l'aveva messa a disposizione sia della madre sia del principe di Galles. Carlo continuò pertanto a utilizzarla dopo la morte della nonna.
Carlo III Legato a Birkhall fin dall'infanzia attraverso i soggiorni presso la nonna, Carlo ne fece progressivamente la propria principale dimora scozzese insieme a Camilla. Nel giardino proseguì il lavoro della Regina Madre, conservandone l'impianto ma introducendo nel tempo nuovi elementi e piantumazioni.
Nel 2020 Birkhall assunse temporaneamente anche un ruolo nella vita pubblica del principe. Durante la pandemia di COVID-19 Carlo e Camilla vi trascorsero il periodo di isolamento in Scozia e dalla casa il principe svolse impegni ufficiali a distanza; il 3 aprile aprì mediante collegamento video il NHS Nightingale Hospital di Londra.
L'ascesa al trono di Carlo nel settembre 2022 non modificò l'uso della casa. Birkhall continua a essere la residenza privata di Carlo III e della regina Camilla nella tenuta di Balmoral, dove la coppia trascorre periodi sia privatamente sia in occasione degli impegni svolti in Scozia.
Architettura Birkhall è il risultato di successive campagne edilizie sviluppatesi attorno al nucleo originario del 1715, una laird's house, tipologia di residenza storicamente associata ai proprietari terrieri scozzesi. Nella prima metà dell'Ottocento la casa conservava ancora i caratteri di una residenza rurale dell'Aberdeenshire: nel 1842 era descritta, insieme alle principali costruzioni della zona, come edificata in granito e calce, con coperture in ardesia e legname di abete scozzese impiegato per il tetto e le opere di carpenteria. La costruzione era stata profondamente riparata e ampliata nel 1839; a questo intervento seguì nel 1850 una nuova campagna affidata a James Henderson di Kildrummy, alla quale si aggiunsero ulteriori trasformazioni tra XIX e XX secolo.
Il prospetto sud-orientale conserva più chiaramente l'impianto della casa del 1715. Articolato in cinque campate, presenta al centro l'ingresso originario, raggiunto da una scala in granito con ringhiere decorative in ferro. Il portale, racchiuso da una cornice modanata, reca sull'architrave la data di costruzione e le iniziali «CG» e «RG» ed è sormontato da un pannello araldico quadrangolare entro una pesante cornice. Tre abbaini rivestiti in ardesia, aggiunti nella seconda metà dell'Ottocento, interrompono la falda del tetto. Sul prospetto posteriore una torre scalare circolare con copertura conica occupa l'angolo formato dal corpo originario e dalle aggiunte successive.
L'ampliamento progettato da James Henderson nel 1850 modificò sostanzialmente l'organizzazione della residenza. Una nuova ala a tre campate, disposta ad angolo retto rispetto alla casa preesistente, determinò il trasferimento dell'ingresso principale sul prospetto nord-orientale. L'accesso è preceduto da una porte-cochère lignea a timpano, sostenuta da quattro colonne ricavate da tronchi d'albero e completata da sedute agli angoli; sopra di essa si dispongono le finestre dei piani superiori e tre abbaini a timpano, questi ultimi aggiunti nella seconda metà dell'Ottocento. Sullo stesso prospetto un corpo di camino aggettante, databile intorno al 1850, occupa il centro della parete terminale del nucleo settecentesco.
Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento furono aggiunti ulteriori ambienti di servizio e un corpo a un solo piano sul lato sud-occidentale. Nel 1926-1927 la sala da pranzo fu rinnovata con l'installazione di un nuovo camino e di una nuova pannellatura. Nel 1933 furono inoltre elaborate da James Miller, con Richard Gunn come principale assistente, proposte di modifica che non vennero realizzate. Una nuova fase progettuale ebbe inizio nel 1953: Oliver Hill predispose alcuni disegni preliminari rimasti ineseguiti, mentre l'incarico passò ad Andrew Graham Henderson, autore dell'ampliamento successivamente realizzato. Le estensioni di Henderson, destinate alla Regina Madre, furono completate nel 1955.
L'intervento novecentesco incorporò e adattò il precedente corpo sud-occidentale, aggiungendo un'ala asimmetrica su due piani con sottotetto e seminterrato, disposta ad angolo retto rispetto alla costruzione esistente. Una seconda torre scalare circolare e alcuni avancorpi curvilinei articolano i nuovi prospetti, mentre gli spigoli smussati distinguono queste aggiunte dalle parti più antiche. La Regina Madre accompagnò l'ampliamento con una più generale modernizzazione della residenza.
Ulteriori aggiunte e modifiche furono affidate nel 1980-1981 allo studio Law & Dunbar-Nasmith, con Andrew P. K. Wright come architetto responsabile del progetto. Nell'insieme, le successive trasformazioni hanno conservato una sostanziale continuità nei materiali e nei principali elementi esterni. Le finestre presentano prevalentemente infissi a ghigliottina con partizione a dodici riquadri; i tetti sono rivestiti in ardesia grigia e completati da colmi in pietra, timpani con bordi lapidei e comignoli alle sommità. Historic Environment Scotland individua proprio nella progressiva integrazione delle diverse fasi edilizie uno degli elementi d'interesse della residenza.
Giardini e paesaggio I giardini di Birkhall occupano il pendio esposto a sud che dalla casa digrada verso il fiume Muick e sono caratterizzati dall'incontro fra sistemazioni formali, coltivazioni produttive e il paesaggio boschivo circostante. L'impianto attuale deriva in larga parte dal lavoro intrapreso negli anni Trenta da Giorgio VI e dalla consorte Elizabeth Bowes-Lyon, allora duca e duchessa di York, che ripiantarono i giardini e ne elaborarono insieme la sistemazione; dopo la morte del sovrano nel 1952, la Regina Madre ne proseguì lo sviluppo per il resto della sua lunga permanenza a Birkhall.