L'assassino abita al 21 (L'assassin habite... au 21) è un film del 1942 diretto da Henri-Georges Clouzot. Il film si basa sul romanzo omonimo dell'autore belga Stanislas-André Steeman che ha collaborato alla sceneggiatura.
Trama Un misterioso assassino terrorizza Parigi commettendo crimini seriali. Sigilla i suoi crimini con un biglietto da visita firmato Monsieur Durand. Wens è il commissario responsabile dell'indagine. Le sue indagini lo portano velocemente alla pensione Le Mimose, dove si trova il colpevole che è uno degli inquilini, ma alla fine il commissario scoprirà gradualmente che sotto il nome di Durand si celano tre degli inquilini della pensione che si coprono a vicenda fornendo gli alibi appena uno dei tre viene arrestato compiendo un nuovo omicidio con il biglietto da visita.
Produzione Il film è stato prodotto dalla Continental-Films casa di produzione francese direttamente controllata dal regime nazista tanto che attori e maestranze ebbero notevoli difficoltà a lavorare una volta finita la guerra. Nel romanzo originale l'azione si svolge a Londra mentre il film è ambientato a Parigi, di conseguenza anche l'assassino da mister Smith diventa monsieur Durand.
I personaggi principali il commissario Wens e la sua amica Mila Malou erano già comparsi nel film L'ultimo dei sei (Le Dernier des six) girato l'anno precedente sceneggiato proprio da Henri-Georges Clouzot.
Accoglienza A proposito di questo lungometraggio di Henri-Georges Clouzot, Giampiero Raganelli, scrivendo di un giallo alla Agatha Christie per lo schema narrativo e l'ambiente chiuso annotò che «ben presto la pensione in cui sono confinati tutti i potenziali colpevoli, presentati uno per uno come in una passerella – personaggi bizzarri, un professore, un pastore evangelista, un prestigiatore – si paleserà come un hotel di matti, una gabbia di folli. E il tono del film, anche nei gag all’interno della caserma dei gendarmi, si colloca quasi subito a livello di commedia, di parodia».
Su Libération Isabelle Potel scrive della dimensione fantastica che sovverte l'aspetto più convenzionale del genere giallo e, si legge nella pagina dove è ripresa la citazione, introduce il percorso del regista per quanto riguarda i film successivi.
Critica
Il regista, descritto come privo di una visione del mondo da Jacques Rivette, fu in toto disprezzato dalla rivista dei giovani turchi Cahiers du cinéma, con l'eccezione di François Truffaut. Girato durante l'occupazione della Francia di Vichy, «L'assassin habite… au 21 è devastante nella sua rappresentazione della società francese quanto La règle du jeu (Le regole del gioco, 1939) – sebbene non raggiunga il livello del capolavoro di Jean Renoir».
Riferimenti in altre opere La locandina del film compare in Bastardi senza gloria (Inglourious Basterds) diretto da Quentin Tarantino.
Note
Collegamenti esterni
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