Razza arianaDal sanscrito आर्य ārya, "quello nobile", attraverso il francese arien (Giacomo Devoto, Dizionario etimologico, voce "ariano2"). è stato il nome usato tra il tardo XIX secolo e la prima metà del XX secolo per indicare l'immaginaria razza umana dei popoli di origine indoeuropea; alcune ideologie hanno usato il termine per veicolare l'idea che si trattasse di una razza superiore.
Il termine venne infatti utilizzato da Adolf Hitler nel libro Mein Kampf per identificare, geneticamente, i popoli nord-europei come espressione di una razza nordica includendovi quelle popolazioni presenti fin dal III millennio a.C. sia nella Scandinavia meridionale che nella Germania settentrionale e le attuali popolazioni di Germania, Islanda, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia. In senso più lato, razza ariana indica anche le attuali popolazioni europee non nordiche discendenti, in parte, dai popoli nordici che durante le grandi migrazioni del V secolo (Völkerwanderung) hanno oltrepassato il Reno e il Danubio, invadendo tutta l'Europa.
Durante la Völkerwanderung, nelle isole britanniche si sono insediati gli Angli e i Sassoni, in Francia i Franchi, in Italia gli Ostrogoti e i Longobardi, nella penisola iberica i Vandali e i Visigoti, e nell'Europa centro-orientale varie altre popolazioni germaniche.
La suddivisione della specie umana in razze diverse è ritenuta non scientifica tanto che anche la Dichiarazione sulla razza dell'UNESCO del 1950 riconosce il concetto di etnia e non quello di razza, come unica suddivisione possibile della specie umana in cui sia riscontrabile una vera omogeneità tra gli individui.. Cfr. Guido Barbujani, L'invenzione delle razze, pagg. 7-13 et passim.
Storia
Origine del termine Mentre originariamente il termine intendeva semplicemente una classificazione etnolinguistica, a partire dalla fine del XIX secolo il concetto della razza ariana è stato usato come forma di razzismo scientifico, una pseudoscienza usata dai proponenti di un razzismo ideologicamente motivato e suprematista come ad esempio nelle dottrine del Nazismo e del neonazismo.
Il termine "ariano" indicava i popoli iranici e derivava dall'appellativo usato da questi popoli per chiamarsi fra di loro (dal sanscrito ariyà, cioè "signore"); il sanscrito veniva ritenuto in Europa la lingua originaria dalle quali le lingue indoeuropee si sarebbero originate, portata in India da gruppi antropologicamente omogenei emigrati in epoca preistorica dall'Europa centrosettentrionale; poiché i popoli di lingua indoiranica usavano chiamarsi Ari, l’uso del termine arisch fu esteso da parte dei teorici del nazismo a indicare una razza in diretta continuazione della antica popolazione ariana; si tratta di un falso storico in quanto basato sull'erronea identificazione della lingua con la razza e sul mito dell'esistenza di una razza e di una lingua pura. Essa deriva dall'idea che i protoindoeuropei e i loro discendenti costituiscano una "razza" distintiva della "razza Caucasica" (oggi indicata come europoide)Mish, Frederic C., Editor in Chief Webster's Tenth New Collegiate Dictionary Springfield, Massachusetts, U.S.A.:1994--Merriam-Webster See original definition (definition #1) of "Aryan" in English--Page 66, il tutto in un'erronea trasposizione sul piano biologico delle famiglie linguistiche.
Tale espressione è principalmente nota per essere stata utilizzata, nel corso degli anni trenta e quaranta, come una delle basi ideologiche del nazismo e per il tentativo di genocidio delle "razze non-ariane" presenti in Europa come ebrei (Shoah), e di eliminare presunti elementi "ariani degenerati" tra i Popolo romanì (Porajmos), nonostante entrambi i gruppi fossero di lingua indoeuropea (lingua yiddish degli ebrei è appartenente alle lingue germaniche, e la lingua romaní del popolo romanì è appartenente alle lingue indoarie); in entrambi i casi era comunque ampiamente diffuso l'uso, anche come madrelingua, di altre lingue indoeuropee come il tedesco, il polacco o il russo, fra le altre. Anche le popolazioni slave erano considerate inferiori a quella ariana germanica. Secondo tale teoria, la razza ariana sarebbe la diretta discendente biologica del popolo protoindoeuropeo il quale durante la Preistoria (tra il V millennio a.C. e il II millennio a.C.) si è frammentato in un vasto e complesso moto migratorio che l'ha portato, partendo dalla propria patria originale (spesso indicata con l'espressione tedesca di Urheimat protoindoeuropea), a diffondersi in gran parte dell'Eurasia, variamente mescolandosi con le popolazioni preesistenti, formando i popoli indoeuropei.
XIX secolo
L'idea di razza ariana nasce dalla trasposizione sul piano biologico di una delle maggiori conquiste della linguistica storica all'inizio del XIX secolo: l'identificazione della famiglia linguistica indoeuropea, alla quale appartengono numerose lingue eurasiatiche che condividono molte caratteristiche in comune nel vocabolario e nella grammatica; inoltre è stata rilevata una somiglianza notevole nella mitologia e nella religione di diversi popoli antichi di lingua indoeuropea.
I termini in lingua vedica e avestica sono derivati direttamente dall'"*arya" delle lingue indoiraniche, apparentemente un'autodenominazione dei proto-indoiranici. Poiché, nel XIX secolo, gli Indoiranici erano il popolo che parlava quella che all'epoca era ritenuta essere la più antica lingua indoeuropea, la parola "ariano" venne conseguentemente adottata per riferirsi non solo alla gente indoiranica, ma anche a tutti gli altri popoli indoeuropei.
Nel XIX secolo si passò a ritenere che gli esseri umani che parlano la lingua discendente dai protoindoeuropei (tra i quali gran parte degli europei) discendessero anche geneticamente da questo popolo. Di conseguenza gli esseri umani "bianchi" sono stati identificati come discendenti degli Ariani. Gli ebrei, sebbene in Europa siano indistinguibili dagli altri popoli (anche per il colore chiaro della pelle e degli occhi), vennero nel secolo successivo esclusi da questa definizione durante il periodo in cui il nazionalsocialismo fu al potere, perché non ritenuti di "pura origine indogermanica".
Nel contesto dell'antropologia fisica del XIX secolo e nel razzismo scientifico, il termine "razza ariana" venne erroneamente applicato a tutte le persone discendenti dai protoindoeuropei, un sottogruppo della razza caucasica (Europoide) europeaMish, Frederic C., Editor in Chief Webster's Tenth New Collegiate Dictionary Springfield, Massachusetts, U.S.A.:1994--Merriam-Webster Page 66Widney, Joseph P Race Life of the Aryan Peoples New York: Funk & Wagnalls. 1907 In Two Volumes: Volume One--The Old World Volume Two--The New World ISBN B000859S6O; oltre agli indoiranici (che sono le uniche popolazioni ad aver usato il termine Arya come un vero e proprio etnonimo per sé stessi nell'antichità: Iraniani).
Questo uso venne considerato inizialmente includere gli abitanti dell'Australasia, del Caucaso, dell'Asia centrale, dell'Europa, dell'America Latina, dell'America del Nord, della Siberia, dell'Asia meridionale, l'Africa meridionale ed infine anche dell'Asia occidentaleRand McNally’s World Atlas International Edition Chicago:1944 Rand McNally Map: "Races of Mankind" pp. 278–279.. Tali rivendicazioni divennero sempre più diffuse a partire dagli inizi del XIX secolo, quando si credette comunemente che gli ariani fossero originari delle steppa pontico-caspica euroasiatica sud-occidentali (Russia e Ucraina).
Friedrich Max Müller viene spesso identificato per essere stato il primo scrittore a citare una "razza ariana" in lingua inglese; nelle sue Lezioni sulla scienza del linguaggio (1861) Müller si riferì agli ariani come essere una "razza umana". All'epoca il termine "razza" aveva il significato di "gruppo di tribù o di popoli, gruppo etnico"OED under race, n.6 I.1.c has "A group of several tribes or peoples, regarded as forming a distinct ethnic set. Esp. used in 19th-cent. anthropological classification, sometimes in conjunction with linguistic groupings.".
Il concetto di "Aryan" di Müller fu successivamente interpretato per indicare un sottogruppo biologico distinto di umanità, da parte di scrittori come Joseph Arthur de Gobineau il quale nel suo Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane pubblicato nel 1854 sostenne che gli ariani rappresentassero un ramo superiore dell'umanità. In lui si trova la prima definizione di razza ariana come "razza bianca pura"; al saggista francese interessò affermare la superiorità dell'aristocrazia ariana rispetto al popolo, secondo lui invece frutto della mescolanza degli Ariani con razze inferiori.
L'idea che gli europei fossero i più puri è stata successivamente affermata anche da altri scrittori come Houston Stewart Chamberlain (discepolo di Gobineau e autore de I fondamenti del diciannovesimo secolo, 1899) che ha scritto della razza ariana come di «colei che ha parlato le lingue indoeuropee ed è stata prescelta per essere il più nobile dei popoli».
Müller si oppose però alla mescolanza della linguistica con l'antropologia: «devo continuare a ripetere quello che ho già detto molte altre volte e cioè che sarebbe sbagliato parlare del sangue ariano come della grammatica dolicocefala»Speech before the University of Stassbourg, 1872, Chaudhuri, Nirad, Scholar Extraordinary: The Life of Professor the Rt. Hon. Freidrich Max Muller, Chatto and Windus, 1974, p.313. Riprese la sua opposizione a questo ancora nel 1888 nel suo saggio intitolato Biografie delle parole e delle sedi originarie degli arianiAndrea Orsucci, "Ariani, indogermani, stirpi mediterranee: aspetti del dibattito sulle razze europee (1870-1914) ", in Cromohs, 1998 .
Verso la fine del XIX secolo la teoria sulle origini indoerupee dalla steppa fu contestata dalla prospettiva che vedeva invece gli Indoeuropei originatisi nei territori dell'antica Germania Magna o, in alternativa, nella penisola scandinava e che in tali paesi l'origine indoeuropea ancestrale fosse stata conservata. La parola Aryan venne pertanto utilizzata ancora più restrittivamente - ed ancor meno in linea con le sue origini indo-iraniche - per significare "germanico", "nordico" o i paesi nordici europei.
Questa implicita suddivisione dei caucasoidi (Europoide) in ariani, Semiti e Camiti si basò molto più sulla ricerca linguistica che sull'antropologa fisica; ma in parallelo ad una divisione tripartita arcaica in antropologia tra razza nordica, razza alpina e razza mediterranea.
Un certo numero di scrittori successivi, tra cui l'antropologo francese Georges Vacher de Lapouge con il suo libro L'Aryen, sostennero che questo ramo superiore avrebbe potuto essere identificato biologicamente utilizzando l'indice cefalico (una misurazione della forma della testa) assieme ad altri indicatori. Sostenne anche che gli europei dolicocefali-biondi con forma della testa allungata, tipicamente presenti nell'Europa settentrionale, fossero i dominatori naturali destinati a governare a breve termine tutti i popoli caratterizzati da brachicefalia..
L'origine tedesca degli ariani fu promossa soprattutto dall'archeologo Gustaf Kossinna il quale affermò che i protoindoeuropei fossero identici a quelli della Cultura della ceramica cordata della Germania neolitica. Quest'idea venne ampiamente diffusa nella cultura intellettuale e popolare fin dall'inizio del XX secoloArvidsson, Stefan (2006). Aryan Idols. USA: University of Chicago Press, 143. . e si riflette nel concetto di "Corded-Nordics" sviluppato in seguito dallo statunitense Carleton Stevens Coon tramite il suo libro The Races of Europe (Coon) del 1939.