Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re (The Lord of the Rings: The Return of the King) è un film colossal del 2003 co-sceneggiato, diretto e co-prodotto da Peter Jackson.
La pellicola è l'adattamento cinematografico dell'omonima terza e ultima parte del romanzo di J. R. R. Tolkien, nonché terzo lungometraggio della trilogia de Il Signore degli Anelli, preceduto da Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello (2001) e Il Signore degli Anelli - Le due torri (2002).
Il film ha ottenuto un grande successo di critica e incassi, aggiudicandosi anche numerosi riconoscimenti, tra cui undici premi Oscar su altrettante candidature, diventando la pellicola più premiata di sempre, insieme a Ben-Hur e Titanic, e il primo film di genere fantasy ad aver vinto l'Oscar al miglior film. Con questo capitolo, inoltre, la saga risulta la più vittoriosa della storia, con diciassette statuette vinte.
Trama Due hobbit, Sméagol e Déagol, stanno pescando. All'amo di Déagol abbocca un pesce molto grande che trascina l'hobbit in acqua. Il pesce riesce a scappare, ma l'hobbit è attratto da un bagliore sul fondo, che si rivela essere l'Unico Anello. Quando Déagol torna a riva con l'Anello, Sméagol lo vede, ne desidera fortemente il possesso e glielo chiede come regalo di compleanno, ma Déagol si rifiuta. Nasce così uno scontro che sfocia nella morte di Déagol. Divenuto il Portatore dell'Anello, Sméagol è lentamente consumato e trasformato dal potere oscuro dell'oggetto e, rintanatosi a vivere nelle profondità della terra, diviene in seguito Gollum.
Nel presente, Gandalf, Théoden, Éomer, Aragorn, Gimli e Legolas si recano a Isengard e incontrano Merry e Pipino, i quali narrano loro il trionfo di Barbalbero e degli Ent su Saruman che, ormai a corto di poteri, è rinchiuso nella torre di Orthanc. Subito dopo Pipino trova il Palantír e lo prende, ma Gandalf glielo toglie di mano. Il gruppo torna a Edoras; Pipino, mentre tutti dormono, prende in mano il Palantír, attirando così su di sé l'occhio di Sauron. Fermato in extremis, riferisce a Gandalf quanto ha visto: l'albero bianco di Gondor; lo stregone Bianco e Pipino, così, partono per Minas Tirith, dove Gandalf cerca di convincere il sovrintendente, Denethor, a prepararsi all'attacco di Sauron, ma questi, sconvolto dalla morte del figlio Boromir, ha perso il lume della ragione. Nel frattempo, Frodo, Sam e Gollum arrivano a Minas Morgul, dove vedono uscire un grande esercito comandato dal Re stregone di Angmar. Mentre salgono le ripide scale di roccia che portano a Cirith Ungol, Gollum fa credere a Frodo, sconvolto dalla fatica e debilitato dall'Anello, che Sam voglia impadronirsi del potente oggetto; Frodo, quindi, dice a Sam di andarsene. Nel frattempo, Aragorn convince re Théoden ad accorrere in aiuto di Gondor; viene, quindi, radunato un esercito di 6000 Rohirrim. Su suggerimento di Elrond, Aragorn, con Gimli e Legolas, attraversa i Sentieri dei Morti, infestati da un antico popolo che avrebbe dovuto aiutare Isildur e che, non avendo mantenuto la promessa, potrà trovare pace solo dopo aver aiutato il suo erede, Aragorn.
Faramir, figlio di Denethor, posto a difesa di Osgiliath, subisce un violento attacco da parte degli orchi comandati da Gothmog e dai Nazgûl, che lo costringono a ritirarsi assieme ai suoi pochi uomini. Tornato a Minas Tirith, il capitano di Gondor è incolpato da suo padre Denethor della perdita di Osgiliath, ed è obbligato a un folle contrattacco per poterla riconquistare. Faramir riesce a salvarsi, ma è gravemente ferito e Denethor, ormai impazzito di dolore, quando vede l'esercito di Sauron in arrivo, decide di suicidarsi insieme al figlio e ordina ai servi di preparare un rogo. Frodo, nel frattempo, entra a Cirith Ungol dove, tradito da Gollum, è assalito da Shelob, un immenso ragno discendente da Ungoliant. Sam, accortosi del tradimento di Gollum, torna indietro ad aiutare l'amico, sconfiggendo Shelob, ma è costretto a prendere l'Anello da Frodo, apparentemente morto. La difesa di Minas Tirith è organizzata da Gandalf, ma la superiorità numerica degli orchi è schiacciante e il cancello della città viene abbattuto. Gandalf, avvertito da Pipino, raggiunge Faramir sulla sommità della cittadella, per salvarlo dalla pazzia di Denethor. Lo stregone riesce a salvare Faramir ma, a seguito della colluttazione, Denethor prende fuoco e si getta dalla rupe che sovrasta la città. Gli orchi, intanto, avanzano all'interno di Minas Tirith, ma all'alba giungono sul campo i cavalieri di Rohan che, con una carica travolgente, sbaragliano le file del nemico. A questo punto, però, arrivano gli enormi olifanti, che creano disordine e scompiglio tra i difensori.
L'arrivo di Aragorn, Legolas, Gimli e l'esercito dei morti, conclude la battaglia a favore di Gondor e Rohan. Théoden, però, resta gravemente ferito nello scontro con il Re stregone che Éowyn, prima della morte dello zio, riesce a uccidere con l'aiuto di Merry. Sconfitto l'esercito di Sauron, Aragorn ha l'idea di marciare verso Mordor, in modo da attirare su di loro l'attenzione di Sauron, distraendolo così da Frodo, il quale può recarsi all'interno del Monte Fato per distruggere l'Anello. Frodo, intanto, ancora vivo dopo l'attacco di Shelob, è catturato dagli orchi, ma, dopo essere stato salvato da Sam, recupera l'Anello e riprende il viaggio con il fedele amico. Arrivati alle pendici del Monte Fato, però, i due hobbit si scontrano nuovamente con Gollum e, mentre Sam combatte, Frodo entra nella voragine del vulcano per gettare l'Anello. Arrivato al momento cruciale, però, l'hobbit cede alla sua corruzione e lo indossa, rivelando così la sua posizione a Sauron, che invia immediatamente i Nazgûl contro di lui. Prima di loro, però, arriva Gollum che, con un morso, strappa il dito con l'Anello a Frodo e, durante la colluttazione che segue, cade nella lava trascinando con sé l'Unico Anello, che così è finalmente distrutto. Barad-dûr, così, crolla, l'esercito di Mordor viene spazzato via e lo spirito di Sauron è sconfitto definitivamente.
Frodo e Sam sono tratti in salvo dalle Aquile, arrivate in loro soccorso grazie a Gandalf, che li portano a Gondor, dove si ricongiungono con il resto della Compagnia. Tempo dopo, a Minas Tirith, si celebrano l'incoronazione di Aragorn come re di Gondor e il suo matrimonio con Arwen, figlia di Elrond. Gli hobbit tornano nella Contea e, pochi anni dopo, Frodo decide di partire insieme a Bilbo, Gandalf e gli ultimi elfi rimasti (tra cui Elrond, Celeborn e Galadriel) verso Valinor, chiudendo così la Terza Era della Terra di Mezzo.
Personaggi Come nei precedenti film della trilogia, Il ritorno del re è noto per il suo cast corale, in cui compaiono i seguenti personaggi:
Frodo Baggins, interpretato da Elijah Wood: l'hobbit che ha l'incarico di distruggere l'Unico Anello. Gandalf il Bianco, interpretato da Ian McKellen: lo stregone Istari che viaggia per aiutare gli uomini di Gondor. Arwen, interpretata da Liv Tyler: la figlia del Re degli elfi Elrond, è innamorata di Aragorn. Aragorn, interpretato da Viggo Mortensen: l'erede al trono di Gondor. Samvise Gamgee, interpretato da Sean Astin: un hobbit amico di Frodo Baggins, con cui condivide il viaggio verso Mordor. Galadriel, interpretata da Cate Blanchett: la sovrana di Lothlórien insieme a suo marito Celeborn. Gimli, interpretato da John Rhys-Davies: un nano che viaggia insieme ad Aragorn e Legolas. Théoden, interpretato da Bernard Hill: il re di Rohan. Saruman, interpretato da Sir Christopher Lee: il capo dei maghi Istari e alleato di Sauron. Peregrino Tuc, interpretato da Billy Boyd: un hobbit amico di Frodo e Sam. Meriadoc Brandibuck, interpretato da Dominic Monaghan: un hobbit amico di Frodo e Sam. Legolas, interpretato da Orlando Bloom: un elfo amico di Aragorn e Gimli. Elrond, interpretato da Hugo Weaving: il Signore di Gran Burrone. Éowyn, interpretata da Miranda Otto: la nipote di Théoden e sorella di Éomer. Faramir, interpretato da David Wenham: il secondo figlio del sovrintendente di Gondor, fratello di Boromir. Grima Vermilinguo, interpretato da Brad Dourif: il servo di Saruman. Éomer, interpretato da Karl Urban: il nipote di Théoden e fratello di Éowyn. Denethor, interpretato da John Noble: il sovrintendente di Gondor. Gollum, interpretato da Andy Serkis: un hobbit di nome Sméagol, trasformatosi dopo essere entrato in possesso dell'Unico Anello. Serkis lo ha interpretato usando la tecnica del motion capture. Bilbo Baggins, interpretato da Ian Holm: un hobbit, zio di Frodo. Boromir, interpretato da Sean Bean: il figlio primogenito del sovrintendente di Gondor, fratello di Faramir. Gothmog, interpretato da Lawrence Makoare: un comandante degli orchi. Re stregone di Angmar, interpretato da Lawrence Makoare: il Signore dei Nazgûl. Re dei morti, interpretato da Paul Norell: il re di coloro che sono stati maledetti da Isildur, che ora infestano i Sentieri dei Morti. Celeborn, interpretato da Marton Csokas: il marito di Galadriel.
Produzione Sviluppo La produzione della trilogia è stata insolita, poiché ha combinato la stesura della sceneggiatura con le scadenze delle riprese (ad eccezione delle riprese aggiuntive). Peter Jackson ha dichiarato che Il ritorno del re è stato il più semplice dei tre film da realizzare, poiché rappresenta il climax della storia, a differenza degli altri due capitoli. Il ritorno del re era stato originariamente concepito come il secondo di due film pianificati da Miramax, tra gennaio 1997 e agosto 1998, e nella sua struttura quasi definitiva, il primo film avrebbe dovuto concludersi con la battaglia del Fosso di Helm, narrata nel secondo capitolo.
Riprese
Gran parte delle riprese del film si sono svolte in varie località della Nuova Zelanda tra l'11 ottobre 1999 e il 22 dicembre 2000, in concomitanza con quelle delle precedenti due pellicole, con ulteriori riprese della durata di sei settimane nel 2003, poco prima dell'uscita del film. L'ultimo giorno di riprese del terzo film si è svolto a casa di Peter Jackson, dove è stata filmata un'espressione facciale di Andy Serkis, l'attore che interpreta Gollum. Il video è stato inviato alla Weta, dove i tecnici decisero di incorporare l'espressione nel personaggio, precisamente nella scena in cui Gollum capisce che Frodo è intenzionato a distruggere l'anello.
Peter Jackson è stato sempre presente, in ogni episodio della trilogia, come cameo. Nel terzo episodio ricopre la parte di un pirata, ucciso dalla freccia di Legolas; tale scena però è presente solo nell'edizione estesa del film. La dipartita dello stregone Saruman, filmata inizialmente per essere impiegata nel precedente capitolo, è stata inserita all'inizio di questo film, ma successivamente tagliata quando Peter Jackson ha ritenuto che con quella sequenza il terzo capitolo non sarebbe iniziato in maniera abbastanza efficace. La scena ha comunque trovato posto nell'edizione estesa della pellicola.
Effetti speciali
Come per il Fosso di Helm nel secondo film, la città di Minas Tirith nel terzo film è una fedele ricostruzione alta circa 90 centimetri. Anche qui per le vicende che si svolgono dentro di essa, le scene sono state girate su dei set esterni e in seguito i personaggi e i combattimenti (questi ultimi girati in set attrezzati con la tecnologia green screen) sono stati inseriti nell'omonima ricostruzione con la tecnica digitale.
Post-produzione La post-produzione del film è durata quasi due anni ed è terminata solo nel mese di novembre 2003, un mese prima del debutto nelle sale com'era successo per il secondo capitolo. Le fasi finali di lavorazione sono state molto caotiche, tanto che Jackson è riuscito a vedere una proiezione integrale del film solo alla première di Wellington, nel dicembre 2003: la stampa della pellicola finale era stata completata appena cinque giorni prima.
Scene eliminate Molte scene girate sono state eliminate dal montaggio cinematografico e sono state aggiunte nell'edizione estesa del film.