La propaganda è "l'attività di disseminazione di idee e informazioni con lo scopo di indurre a specifici atteggiamenti e azioni" (Harwood Childs è Late Professor Emeritus di Politica alla Princeton University). ovvero il "conscio, metodico e pianificato utilizzo di tecniche di persuasione per raggiungere specifici obiettivi atti a beneficiare coloro che organizzano il processo"Philip M. Taylor, Munitions of the Mind. A History of Propaganda from the Ancient World to the Present Day, Manchester University Press, 2003, p. 6.. In antitesi alla propaganda dovrebbe essere la pura e semplice esposizione dei fatti nella loro completezza ovvero la descrizione della realtà nella sua interezza.

Origine del termine La propaganda, come azione intesa a conquistare il favore di un pubblico, è un'attività vecchia quanto l'uomo, presente in ogni tempo, luogo e dimensione sociale. Il termine propaganda nasce in contesto religioso quando la Chiesa cattolica nel XVI secolo organizza, come contrattacco alla diffusione del protestantesimo, una Congregatio de Propaganda Fide, un dipartimento preposto alla propagazione della fede cattolica.

Originariamente il termine non intendeva riferirsi a informazioni fuorvianti. Il moderno significato di propaganda, invece, risale all'uso che se ne fece a partire dalla prima guerra mondiale. La propaganda presuppone l'utilizzo della comunicazione per trasmettere un messaggio, un'idea o un'ideologia: il secondo Ottocento si pone quindi come un periodo storico sconvolgente per la propaganda e per il suo uso nelle società moderne, perché questo non solo è il periodo della rivoluzione delle comunicazioni (telegrafo, ferrovia, mezzi di comunicazione di massa, ecc.), ma anche della rivoluzione del ruolo del “pubblico” nella società, evoluto fino all'affermarsi dei totalitarismi tra le due guerre mondialiTommaso Dell'Era, La propaganda del regime fascista, Franco Angeli, Passato e presente : rivista di storia contemporanea. Fascicolo 71, 2007..

Storia Nel corso della storia dell'uomo parte delle produzioni culturali e delle attività informative hanno sempre svolto anche una funzione “propagandistica”. Solitamente le varie società, caratterizzate da determinate strutture economiche, sociali e istituzionali, hanno avuto bisogno (e fatto sì) che i sistemi formativi e informativi non andassero a interferire con tali strutture; al contrario, erano chiamati a rafforzarle.

La storia della propaganda affonda le radici nel Paleolitico, quando furono sfruttati simboli visivi per precisi scopi persuasivi, come nel caso di maschere, lamenti di guerra e gestualità minacciose atte a spaventare un nemico.

Una delle prime testimonianze scritte di propaganda a scopi politici e militari si ritrova nella Bibbia, nell'Antico Testamento, in occasione dell'assedio di Gerusalemme da parte degli assiri: nel secondo libro dei Re si narra di quando nel 701 a.C. Sennacherib, re di Assiria, tentò di sottomettere la popolazione giudea di Gerusalemme utilizzando propaganda intimidatoriaBibbia, A.T., 2 Re, 18: 9-37: «Gli Assiri arrivarono sotto le porte della capitale ebraica con un grosso esercito. Ezechia, re di Giuda, sperò di ovviare la minaccia con un tributo di trecento talenti d'argento, trenta talenti d'oro e con l'aiuto di Dio. Il popolo di Gerusalemme era affollato sulle mura della città, quando i rappresentanti del re giudeo e di quello assiro si incontrarono di fronte alla porta di Gerusalemme per discutere la faccenda. Il gran coppiere assiro si rivolse agli ufficiali di Ezechia in lingua giudaica, la lingua del popolo ebraico, e disse di riferire al re: "Che fiducia è quella su cui ti appoggi? [... Voi] mi dite: 'Noi confidiamo nel Signore nostro Dio' [...] Ora, non è forse secondo il volere del Signore che io sono venuto contro questo paese per distruggerlo?". Gli ufficiali giudei, preoccupati del fatto che le parole dell'Assiro potessero colpire la fede e l'animo della popolazione ebraica, risposero al gran coppiere: "Parla, ti prego, ai tuoi servi in aramaico, perché noi lo comprendiamo; non parlare in ebraico mentre il popolo che è sulle mura ascolta". Il gran coppiere allora si alzò e gridò a gran voce in ebraico: "Udite la parola del gran re, il re d'Assiria! Dice il re: 'Non vi inganni Ezechia, poiché non potrà liberarvi dalla mia mano. Ezechia non vi induca a confidare nel Signore, [...] Fate la pace con me e arrendetevi; allora ognuno potrà mangiare i frutti della sua vigna e dei suoi fichi, ognuno potrà bere l'acqua della sua cisterna, finché io non venga per condurvi in un paese come il vostro, in un paese che produce frumento e mosto, [...] in un paese di ulivi e di miele, voi vivrete e non morirete'. Non ascoltate Ezechia che vi inganna, dicendovi: il Signore ci libererà! Forse gli dèi delle nazioni hanno liberato ognuno il proprio paese dalla mano del re d'Assiria?"»..

Propaganda era il De bello Gallico, che servì a Cesare per accrescere la propria reputazione a Roma. LEneide di Virgilio accanto alle finalità estetiche ne aveva anche di “politiche”, vale a dire l'esaltazione di Roma (erede della mitica Troia) e dell'imperatore Ottaviano Augusto (della famiglia Iulia, fondata da Iulo figlio di Enea).

Paolo di Tarso, poi, fu uno tra i più "insigni" propagandisti della storia religiosa.

Nel Medioevo una delle propagande più famose è forse quella operata da certi ambienti della società europea dell'XI, XII e XIII secolo a favore della causa crociata. Non a caso il ruolo chiave lì fu svolto dal clero cristiano, depositario della cultura e quindi del sistema informativo e formativo dell'epoca (si veda il discorso di Urbano II a Clermont nel 1095).

Famose, in epoca moderna, la propaganda controriformistica e quella colonialista; ma anche i libelli di Martin Lutero furono in parte scritti con presupposti propagandistici.

In una certa misura propagandistiche furono le intenzioni e il significato della Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America, un "capolavoro di propaganda razionale", volto a cristallizzare l'opinione pubblica nordamericana e giustificare la rivoluzione all'esteroChilds, Propaganda. (si pensi in tal caso al “divario” tra lidea di democrazia e uguaglianza e la realtà effettiva di una classe dirigente eletta da una percentuale della popolazione che si aggirava intorno all'1,5% del totale).

In seguito all'estensione del diritto al voto e alle innovazioni tecnologiche nel campo delle comunicazioni, il XIX secolo ha assistito a "una costante crescita nel ruolo dell'opinione pubblica e nell'uso della propaganda da parte delle élite governative per influenzarla"Così Philip M. Taylor (docente di Comunicazioni Internazionali dell'Università di Leeds e uno dei maggiori studiosi viventi di propaganda), nella sua History of Propaganda, a p. 158..

Ma anche dalla parte opposta, gli scritti di Karl Marx contengono alcune declinazioni propagandistiche della sua filosofia politica.

Molti analisti sostengono che i media, oltre a "divertire, intrattenere e informare", hanno avuto la funzione (il più delle volte implicita) di "imprimere negli individui valori, credenze e codici di comportamento atti a integrarli nelle strutture istituzionali della società di cui fanno parte". Nel XX secolo ciò ha riguardato sia le élite politiche che quelle economiche, quando sono state in grado di controllare direttamente i mezzi di comunicazione.

Un tipico esempio di propaganda di fonte politica particolarmente dannosa è la propaganda nazista: tramite un uso sapiente dei mezzi di comunicazione di massa, Hitler aveva convinto le folle a massacrare degli innocenti e ha condotto un'intera nazione in una guerra che ha devastato la Germania e mezzo mondo producendo milioni di morti. Casi meno estremi, ma non meno dannosi di propaganda sono determinati dall'enfatizzazione dei moventi dell'azione politica a scopi di mera utilità della propria parte: Benito Mussolini, ad esempio, sosteneva che "in politica bastano tre centesimi di merce e novantasette di tamburo"Testimonianza di Ezio Riboldi, in .

L'utilità può consistere nella conquista del potere ovvero nell'arricchimento di pochi "eletti" a discapito dell'impoverimento delle masse, rese miopi da una propaganda fatta di promesse non mantenute. In questo caso i leader, con un sapiente uso dei sondaggi, conoscono quali sono i desideri e i bisogni delle persone, promettono loro di esaudirli, ma poi nei fatti compiono azioni atte ad esaudire i loro propri desideri, spesso in antitesi con i desideri delle persone, danneggiandole.

Ma anche quando i media sono stati espressione di grosse imprese economiche, controllate da forze orientate al mercato e al profitto, o del potere politico ad esse collegato, l'informazione da essi fornita ha risentito degli interessi di chi li finanzia e li controlla: in Italia, ad esempio, fu il caso della loggia massonica P2 - la sua sigla, non a caso, era l'abbreviazione della denominazione "Propaganda 2" - e dei suoi tentativi di influenzare la linea editoriale del Corriere della sera.

Descrizione La propaganda può presentare i fatti in modo selettivo (così possibilmente mentendo per omissione) onde incoraggiare una sintesi (una conclusione) particolare, oppure usa messaggi caricati onde produrre risposte emozionali piuttosto che razionali alle informazioni presentate. L'uso della propaganda è dannoso per la libera e naturale formazione dell'opinione personale e pubblica e il danno poi si riflette sulla persona stessa e sulla società.

Il successo della propaganda necessita di una efficace censura sui fatti esposti, altrimenti essa sarebbe facilmente smantellata. La presenza di una situazione di censura è un pesante indizio di una propaganda in corso. La propaganda ha la capacità di esaltare e rendere più importanti i sogni, i pensieri, i desideri rispetto alla realtà dei fatti, facendo spesso uso di simboli in modo da indurre le persone a far coincidere l'obiettivo della propaganda con i simboli utilizzati, anche quando talvolta in realtà fra loro non c'è nessun nesso. Sul fronte contrapposto, la contropropaganda si identifica come attività volta a rilevare e contrastare le azioni di propaganda svolte da attori ostili e include le iniziative finalizzate a neutralizzare o mitigare gli effetti della propaganda avversaria ovvero a sfruttarla a proprio vantaggio.Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica (2013), Il linguaggio degli organismi informativi – Glossario intelligence. P. 38. Disponibile online in https://www.sicurezzanazionale.gov.it/sisr.nsf/quaderni-di-intelligence/glossario-intelligence.html

Tipologie di propaganda

La propaganda, in attività “storicamente rilevanti”, si è manifestata in relazione ad ambiti diversi e quindi in tipologie diverse, spesso intrecciate fra loro. La propaganda religiosa è solo una delle forme storicamente più definite e diffuse di propaganda, connessa con il proselitismo.

La propaganda culturale, e in particolare quella letteraria, è tra le più importanti, essendo la propaganda un fatto essenzialmente “comunicativo”. Questa tipologia di propaganda si è dunque intrecciata spesso con quella religiosa o ancor più con la propaganda politica. In questo caso la finalità politica si aggiunge a quella prettamente estetica-artistica, in misura ovviamente variabile (nei casi “più estremi” la finalità artistica può essere solo un velo posto su quella primaria, politica).

Più delicata appare storicamente la questione della propaganda economica, soprattutto nelle forme assunte a partire dalla fine del XIX secolo. Secondo alcuni studiosi la pubblicità è una sorta di propaganda economica, mentre secondo altri essa presuppone un beneficio anche per chi riceve il processo persuasivo, il che la dovrebbe distinguere dalla propaganda vera e propria, in cui il beneficio per il ricevente può crearsi solo accidentalmente.