A causa del suo governo giudicato fallimentare e odioso, l'imperatore Costanzo II, suo cugino e cognato, ne ordinò l'arresto e l'esecuzione.
Biografia Gioventù Nato nel 325 o 326 a Massa Veternensis, in Tuscia et Umbria,. Gallo era figlio di Giulio Costanzo, a sua volta figlio dell'imperatore dell'epoca tetrarchica Costanzo Cloro e di Teodora e pertanto fratellastro dell'imperatore Costantino I. È noto che avesse una sorella, dal nome sconosciuto e prima moglie di Costanzo II (335), un fratello, morto nelle purghe del 337, e un fratellastro, il futuro imperatore Giuliano, nato da un secondo matrimonio del padre.
Nel maggio 337, alla morte di Costantino I, l'impero passò nelle mani dei tre figli dell'imperatore (Costantino II, Costanzo II e Costante I) e di un loro cugino (Flavio Dalmazio). Durante l'estate si verificò un eccidio dei membri maschili della famiglia imperiale che potevano reclamare qualche diritto di successione: l'eccidio fu voluto e messo in atto dall'esercito, ma non venne ostacolato dai tre figli di Costantino, che furono gli unici a salvarsi oltre a Gallo e a Giuliano, all'epoca molto giovani. La ragione per la quale Gallo si salvò potrebbe essere legata al fatto che all'epoca soffriva di una malattia ritenuta mortale,; ; ; . ma è anche verosimile che Costanzo abbia interceduto in favore della vita del proprio cognato..
La ricostruzione della giovinezza di Gallo maggiormente condivisa dagli studiosi moderni è quella che lo vuole cresciuto assieme al fratellastro Giuliano: prima a Nicomedia, sotto la tutela di Eusebio di Nicomedia (parente di Giuliano e vescovo di Nicomedia);, che però si riferisce esplicitamente al solo Giuliano. poi a Costantinopoli, nel 340, a seguito della nomina di Eusebio a vescovo della capitale; infine dal 341, anno della morte di Eusebio, nella residenza imperiale di Macellum, in Cappadocia, per ordine di Costanzo II. Altre testimonianze suggeriscono che Gallo, prima di trasferirsi a Macellum, abbia studiato a Efeso, dove avrebbe ereditato dei possedimenti;. Forse si tratta delle terre donate dalla matrigna Basilina alla chiesa (). Giuliano afferma che Gallo fu richiamato a Macellum dal suo esilio a Tralle.. Sia Sozomeno che Gregorio Nazianzeno concordano che i due fratelli ricevettero un'educazione adeguata al loro rango, mostrando interesse per la religione cristiana; viene riportato un episodio in cui i due fratelli gareggiarono nella costruzione di un tempio per San Mamante martire: la parte costruita da Giuliano sarebbe poi crollata in occasione di un terremoto, mentre quella edificata da Gallo sarebbe rimasta in piedi.; . Giuliano racconta di come Gallo soffrisse la permanenza forzata a Macellum, dove era loro proibito frequentare giovani nati liberi della loro stessa età, fino a divenire talvolta violento. I due ricevettero probabilmente la visita del cugino Costanzo nel 347, mentre l'imperatore si recava da Ancira a Hierapolis Bambyce..
Cesare Elezione e matrimonio
Il 18 gennaio 350 le truppe romane di stanza in Gallia acclamarono il generale Magnenzio imperatore. Per neutralizzare l'usurpatore, che aveva ucciso l'augusto d'Occidente Costante I, Costanzo II decise di organizzare una campagna militare nell'ovest. Volendo garantire la presenza di un rappresentante imperiale in Oriente, e non avendo un erede, Costanzo scelse di elevare il cugino Gallo al rango di cesare (vice-imperatore) per l'Oriente. Gallo andò a Sirmio, forse con Giuliano, per sottoporsi alla cerimonia di elevazione, che avvenne il 15 marzo 351: per rafforzare i legami tra i due cugini, Gallo ricevette il nome di Costanzo,. fu nominato console assieme a Costanzo II per gli anni 352, 353 e 354, e sposò Costantina, sorella dell'imperatore..
Costantina era la sorella maggiore di Costanzo II, ed era di qualche anno più vecchia di Gallo. Era stata elevata al rango di augusta dal padre Costantino I ed era stata da questi data in moglie al cugino Annibaliano, «Re dei re e delle genti pontiche» e anch'egli vittima della purga del 337.. Sebbene alcune fonti sostengano che il matrimonio avesse lo scopo di garantire la lealtà di Gallo,. è possibile che fosse pure uno strumento per controllare Costantina. La figlia di Costantino, infatti, era stata al potere come moglie di Annibaliano, aveva organizzato la resistenza di Vetranione contro Magnenzio, e gli ambasciatori di quest'ultimo ne avevano chiesto la mano a Costanzo.Pietro Patrizio, frammento 16. Il matrimonio, quindi, avvantaggiò Costanzo, in quanto allontanava Costantina dalla corte e quindi dal centro del potere, ma anche la donna stessa, che si ritrovò in un ruolo che le permise di controllare il giovane cesare. A ogni modo il matrimonio, forse suggerito da Costantina stessa,. produsse una bambina, di nome e destino ignoti.
Sollevazione degli Ebrei
Secondo alcune fonti, i rapporti tra Costanzo II e Gallo non furono buoni sin dal primo momento. Teofilo indiano, un missionario ariano di origine indiana e ben visto da entrambi, fece da mediatore tra i due cognati, convincendoli a stringere un patto di non aggressione e aiutandoli attivamente a rispettarlo.. Costanzo nominò personalmente i ministri di Gallo, tra cui il prefetto del pretorio (Tallasio) e il quaestor sacri palatii (Monzio Magno), impedendo a Gallo di scegliere uomini di propria fiducia. Durante il viaggio da Sirmio ad Antiochia (la sua capitale), Gallo passò dal fratello Giuliano a Nicomedia,; . e forse in questa occasione invitò il fratellastro a comparire con lui a teatro, un atto che insospettì Costanzo..
Gallo arrivò ad Antiochia il 7 maggio 351: secondo alcune fonti, l'entrata in città fu caratterizzata dalla comparsa di una croce nel cielo.. Fu probabilmente all'inizio del suo governo che Gallo ordinò di traslare le reliquie del martire cristiano Babila nel recinto di Apollo a Dafne;; . Ammiano Marcellino, il cui racconto inizia nell'inverno 353-4, non nomina il fatto, per cui la traslazione deve essere avvenuta nel primo anno di governo di Gallo. In seguito Giuliano ebbe a dire che tale dissacrazione del tempio di Apollo causò la morte del fratello..
Durante il periodo tra il passaggio di Costanzo II in Occidente e l'arrivo di Gallo in Oriente, oppure immediatamente dopo l'arrivo del Cesare ad Antiochia, avvenne la sollevazione degli Ebrei in Palestina. La ribellione, che ebbe il suo epicentro nella città di Diocesarea,; . iniziò con l'assalto notturno alla guarnigione romana, che venne distrutta, e che permise agli Ebrei di procurarsi le armi necessarie; in seguito uccisero gli abitanti di etnia diversa, come gli Elleni e i Samaritani.San Girolamo, Chronica, 15-21; . Gallo inviò (351 o 352) il suo magister equitum Ursicino a sedare la rivolta nel sangue: ordinò che venissero uccisi molte migliaia di rivoltosi, anche quelli tanto giovani da non essere un pericolo, e che le città ribelli di Diocesarea, Tiberiade e Diospoli fossero distrutte. Non è da escludere che il successo in Palestina abbia indotto Gallo a considerare le possibilità di riuscita di un complotto contro Costanzo..
L'arrivo di Gallo ad Antiochia fu probabilmente il periodo in cui avvenne un tentativo di assassinio del nuovo Cesare. Ammiano Marcellino riferisce che una donna ottenne udienza da Gallo e gli rivelò un complotto di alcuni soldati contro di lui; Costantina, felice come se la vita del marito fosse ora al sicuro, ricompensò la donna e la mise su un carro mandandola per le vie della città, contando che l'esempio spronasse altri delatori.. Probabilmente allo stesso episodio si riferisce Giovanni Zonara quando, dopo aver parlato della battaglia di Mursa Maggiore (28 settembre 351) afferma che Magnenzio organizzò un attentato contro Gallo per distogliere l'attenzione di Costanzo II dall'Occidente: gli assassini alloggiarono nella capanna di una vecchia ma, essendosi ubriacati durante la cena, le rivelarono i piani, pensando che la donna fosse innocua; la vecchia, invece, riferì il piano a Gallo, che mandò i suoi uomini ad arrestare i cospiratori e li mise a morte.. La versione di Ammiano sembra basarsi sulla conoscenza popolare derivata dalla parata della informatrice sulle strade di Antiochia; la versione di Zonara potrebbe mostrare la disponibilità di fonti più informate, o, più probabilmente, una rielaborazione letteraria della materia storica.
Ostilità contro i Persiani I primi anni del governo di Gallo furono caratterizzati dalla mancanza di scontri con i Sasanidi; sebbene alcune fonti riferiscano di vittorie di Gallo contro i tradizionali nemici dell'impero,. è plausibile che il periodo di pace non sia dipeso dalle capacità militari del cesare.
Dopo la firma di una pace nel 350 e il conseguente abbandono di Nisibis, il re sasanide Sapore II fu infatti impegnato a respingere gli attacchi delle tribù nomadi nelle regioni orientali del suo regno. Né Gallo è da connettere in alcun modo agli scontri che potrebbero essersi verificati nel 352 e 353, in base a quanto riferito da Ammiano Marcellino.
Sempre Ammiano, però, riferisce dell'azione di Gallo nella primavera del 354: il cesare aveva infatti l'intenzione di muoversi con l'esercito da Antiochia a Hierapolis Bambyce, da dove partivano di solito le campagne militari romane contro i Sasanidi;. non è noto però se raggiunse mai la città frontaliera e se l'azione fosse l'inizio di una vera campagna o una dimostrazione di forza per tenere a bada i Sasanidi. Di certo si sa di un fallito tentativo di attacco a sorpresa del comandante persiano Nohodare contro la città romana di Batne, in occasione di una fiera che aveva luogo a inizio settembre.
Nel tardo 354 avvenne un attacco delle popolazioni dell'Isauria contro Seleucia, impegnando il comes Castricio e tre legioni: Gallo inviò a difendere la città una forza comandata dal nuovo comes Orientis, Nebridio, che si mosse da Antiochia e disperse i ribelli..
Instaurazione di un regime del terrore
L'imperatore fu raggiunto nella sua corte di Milano da voci contro il governo di Gallo, le quali prefiguravano una possibile ribellione ad Antiochia contro il cesare, proprio mentre Costanzo era ancora impegnato nel debellare la minaccia costituita da Magnenzio; l'imperatore da una parte iniziò a richiedere al cugino di recarsi alla corte di Milano, dall'altra ridusse il numero di truppe dell'esercito orientale che facevano capo direttamente al cesare, in modo da ridurne il potere.. Intanto, gli uomini che Costanzo aveva piazzato nei posti vitali dell'amministrazione pubblica continuavano a controllare il cesare, creando un ovvio contrasto di poteri.
Nel 353 avvenne un episodio di questo sforzo di Gallo per sanzionare la propria autorità sui funzionari che almeno formalmente erano alle sue dipendenza. In questa occasione Gallo ordinò la condanna a morte di un certo Clemazio di Alessandria d'Egitto: il processo venne demandato al comes Orientis Onorato, ma siccome la suocera di Clemazio aveva versato una somma di denaro a Costantina per farlo condannare, la sentenza era stata già decisa. Onorato eseguì la condanna a morte, però andò poi a rapporto da Tallasio, prefetto del pretorio d'Oriente, che protestò a sua volta per l'ingerenza di Gallo in questioni che non lo riguardavano (il comminare una condanna a morte), sia con Gallo che direttamente con Costanzo.