La Necropoli vaticana è un complesso funerario di epoca romana situato a circa 10 metri di profondità sotto la basilica di San Pietro in Vaticano, al di sotto dell’attuale livello delle Grotte Vaticane, in corrispondenza della navata centrale della basilica. La necropoli si sviluppò progressivamente a ridosso dell’antico circo di Nerone e comprende sepolture sia pagane sia cristiane, databili tra il I e il IV secolo dopo Cristo.

Il circo e la necropoli La zona del Vaticanum In età imperiale lAger Vaticanus, corrispondente all’odierna area vaticana, costituiva un vasto settore suburbano situato sulla riva destra del Tevere. La zona era particolarmente apprezzata dalle famiglie aristocratiche romane, che vi possedevano residenze e ampi horti, complessi di giardini monumentali arricchiti da fontane, edifici di culto e apparati decorativi. Tra questi, i più celebri erano gli Horti Agrippinæ, appartenuti a Agrippina Maggiore e successivamente ereditati dal figlio, l’imperatore Caligola. Essi occupavano la valle situata a sinistra dell’attuale basilica di San Pietro..

L’area era collegata al centro urbano mediante due attraversamenti del Tevere: il Pons Neronianus, oggi scomparso, e il Pons Aelius o Hadriani, identificabile con l’attuale Ponte Sant'Angelo..

Il circo di Caligola

Il circo noto come circus Gai et Neronis fu fatto edificare da Caligola nel 37 d.C. La struttura fu costruita all’interno degli Horti Agrippinæ, i giardini ereditati alla morte della madre nel 33 d.C. e, dopo la morte di Caligola, risistemata da Nerone.

Per segnare la spina del circo,La spina era un elemento degli ippodromi, particolarmente di quelli di epoca classica, attorno al quale giravano i carri in gara e su cui venivano posti obelischi, spesso opere d’arte, e segnacoli per contare i giri. Molto nota quella dell’ippodromo di Costantinopoli. (Cfr. G. Forni, S. Meschini, Circo e Ippodromo, in Enciclopedia dell’Arte Antica, 1959. l’imperatore fece trasportare da Alessandria d’Egitto un obelisco che in seguito sarebbe divenuto il celebre Obelisco Vaticano. Per gran parte della sua esistenza il circo rimase destinato a un utilizzo prevalentemente privato e non alle competizioni pubbliche.Della vita di Nerone sono giunte informazioni da parte di Svetonio (Cfr. Svetonio, In Nerone, 25) dove sembra che il Senato avesse vietato a Nerone, successore di Caligola, amante delle corse dei cavalli, di esibirsi in pubblico e limitare al solo circo del Vaticano la sua passione circense.

I sepolcri vaticani Nell’area oggi occupata dalla basilica di San Pietro si sviluppò una vasta necropoli suburbana, situata al di fuori del perimetro urbano, come prescritto dalla legislazione romana in materia funeraria.. Le sepolture appartenevano in larga misura a liberti e alle loro famiglie, che avevano acquisito sufficienti risorse economiche per edificare qui i propri monumenti funerari..

In seguito al grande incendio di Roma del 64 d.C., l’area del vicino circo fu utilizzata per le esecuzioni dei cristiani perseguitati sotto Nerone, accusati dall’imperatore di aver provocato il disastro. Nel corso dei decenni successivi il complesso circense perse progressivamente la propria funzione originaria e l’area fu sempre più interessata dall’espansione della necropoli.

Il trofeo di Gaio

L’apostolo Pietro, primo Papa, subì il martirio per crocifissione nell’area degli Horti neroniani. La sua sepoltura viene collocata tra il 64 e il 67 d.C. sulle pendici meridionali del Colle Vaticano, in prossimità del circo. La testimonianza più antica relativa a tale luogo di sepoltura è attribuita al presbitero Gaio, vissuto tra II e III secolo.La testimonianza più antica che attesta la sepoltura di Pietro in Vaticano sono le parole di un presbitero del III secolo, di nome Gaio, che esalta la Chiesa che è in Roma in quanto fondata dagli Apostoli Pietro e Paolo e riportate da Eusebio di Cesarea. Costui afferma che: “…. ‘‘io posso mostrarti i trofei (ossia sepolcri) degli apostoli. Se vorrai recarti nel Vaticano o sulla via Ostiense, troverai i trofei di coloro che fondarono questa Chiesa’’.”

Intorno al 160 d.C., circa un secolo dopo il martirio dell’apostolo, venne edificata una piccola struttura commemorativa costituita da due colonnine che sostenevano una lastra marmorea e da un ulteriore elemento lapideo posto a livello del terreno. Tale monumento, noto come Trofeo di Gaio,Eusebio di Cesarea, ‘’Storia ecclesiastica’’, II, 25, 6-7. divenne il principale punto di riferimento della necropoli e fu identificato dai primi cristiani come il luogo della sepoltura di Pietro. Attorno ad esso si svilupparono numerose sepolture e si consolidò un’importante meta di pellegrinaggio, antecedente alla costruzione della basilica costantiniana.

L’interramento La necropoli venne progressivamente interrata nel corso del IV secolo, quando Costantino avviò la costruzione della prima basilica di San Pietro. Per realizzare una superficie idonea all’edificazione, fu necessario modificare profondamente la morfologia del Colle Vaticano: le strutture funerarie emergenti vennero in parte demolite e le camere sepolcrali furono ricoperte mediante ingenti riporti di terreno provenienti dallo stesso colle. L’area risultante, trasformata in una vasta spianata nota come platea Sancti Petri, accolse le fondazioni del nuovo edificio basilicale.

L’interramento di una necropoli ancora frequentata, o comunque non del tutto abbandonata, rappresentò un intervento eccezionale sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello giuridico e religioso. La scelta viene generalmente ricondotta all’importanza attribuita alla sepoltura dell’apostolo Pietro, ritenuta autentica e individuata come fulcro del nuovo santuario costantiniano.

Gli scavi Le indagini archeologiche nella necropoli vaticana furono condotte durante il pontificato di papa Pio XII (1939-1958) tra il 1939 e il 1949. L’avvio degli scavi fu legato alle disposizioni testamentarie di Pio XI, che aveva espresso il desiderio di essere sepolto nelle Grotte vaticane il più vicino possibile alla tomba di san Pietro. Nel corso dei lavori di sistemazione dell’area destinata alla sepoltura emersero i primi elementi archeologici, che condussero all’avvio di una vasta campagna di scavo.

Le indagini portarono all’identificazione di una struttura funeraria del II secolo d.C., successivamente riconosciuta come il Trofeo di Gaio, e di numerosi resti architettonici appartenenti alla necropoli romana. Ulteriori approfondimenti consentirono di chiarire la natura di alcuni reperti inizialmente interpretati come parti di un sarcofago, ma successivamente identificati come elementi architettonici pertinenti a edifici funerari.

Lo scavo mise in luce una doppia fila di edifici sepolcrali disposti lungo il pendio del Colle Vaticano, orientati da ovest verso est e realizzati prevalentemente in muratura laterizia. Gli ambienti interni conservavano apparati decorativi costituiti da stucchi, pitture e mosaici.

Le ricerche consentirono di documentare una necropoli il cui nucleo principale risale al II secolo, ma il cui utilizzo si estese dal I secolo agli inizi del IV secolo.

La profondità delle strutture rinvenute varia tra i 5 e i 12 metri rispetto al piano pavimentale dell’attuale basilica. Soltanto una parte del complesso funerario è stata esplorata; ulteriori settori della necropoli rimangono ancora oggi sepolti.

I mausolei appartenevano prevalentemente a famiglie di ricchi liberti ed erano costituiti da ambienti coperti da volte, spesso preceduti da recinti funerari e dotati di terrazze accessibili mediante scale esterne. Le pratiche funerarie documentate comprendono sia la cremazione sia la inumazione. Gli interni presentano ricchi apparati decorativi costituiti da pitture, stucchi e, in alcuni casi, mosaici.

L’area archeologica riportata alla luce misura circa 69 × 18 metri. Il complesso si sviluppava originariamente all’aperto lungo una strada che risaliva il Colle Vaticano, ai cui lati si disponevano gli edifici funerari con facciate in laterizio. L’intero complesso era orientato verso il circo di Nerone, tradizionalmente identificato come il luogo del martirio dell’apostolo Pietro.

La tomba di Pietro La tradizionale identificazione della tomba di Pietro si colloca nel cosiddetto «Campo P», nel settore occidentale della necropoli. In questo punto, già verso la metà del II secolo, venne edificata una piccola struttura commemorativa destinata a segnalare il luogo della sepoltura dell’apostolo.

Tra i monumenti funerari rinvenuti nella necropoli, uno dei più significativi è il mausoleo dei Valeri, situato nella zona centrale del complesso. Databile alla seconda metà del II secolo, conserva un ricco apparato decorativo composto da stucchi, affreschi policromi e rivestimenti pittorici imitanti il marmo.

Il restauro

Nel 1998 furono avviati i lavori di restauro nella necropoli vaticana, sotto la responsabilità della Fabbrica di San Pietro e con il contributo dell'Enel. Scopo dei lavori era quello di conservare le strutture murarie, gli stucchi e gli affreschi, e di installare un impianto di illuminazione che valorizzasse gli edifici sepolcrali e in particolare la tomba di Pietro. Particolare cura venne posta nel generare un'illuminazione che riproducesse la situazione originaria della necropoli all'aperto.

Il restauro è stato preceduto da un'accurata indagine rivolta allo studio del microclima, all'individuazione dei microrganismi biodeteriogeni presenti, e all'analisi delle salificazioni rinvenute sui muri e sugli affreschi.

Allo scopo di proteggere l'equilibrio termoigrometrico tra l'interno delle strutture e l'ambiente circostante, alcuni mausolei sono stati chiusi con porte di cristallo. Barriere simili ma capaci di aprirsi automaticamente sono state collocate presso l'ingresso degli scavi e lungo il percorso della necropoli. Flussi di aria filtrata ed umidificata, spinte all'interno attraverso apposite botole, hanno migliorato altresì le condizioni microclimatiche degli scavi.

Durante il restauro sono stati individuati gli agenti migliori per evitare l'aggressione microbiologica (batteri, funghi e alghe) e chimica (sali, più precisamente solfati, nitrati e cloruri). Inoltre gli affreschi hanno ricevuto interventi consolidanti agli intonaci, e i pigmenti sono stati riancorati al loro substrato.

La visita alla necropoli Il flusso di visitatori non è stato interrotto durante i lavori di restauro.Oggi i visitatori sono ammessi in piccoli gruppi attorno alle dieci persone accompagnate da una guida. Occorre prenotarsiLe istruzioni si trovano in un'apposita pagina del sito della Città del Vaticano. con dovuto anticipo, perché le condizioni imposte per la conservazione limitano il flusso giornaliero di visitatori.

La visita guidata dura circa un'ora e mezza, e termina presso la tomba di Pietro. Da lì si risale quindi alla basilica vaticana.

È responsabile della conservazione e del restauro della necropoli la Fabbrica di San Pietro, presieduta dal cardinal Mauro Gambetti.

Elenco pontefici sepolti nella Necropoli vaticana Escludendo la Tomba di Pietro, la Necropoli ospita a tutt'oggi 11 sommi pontefici, di cui 7 probabili: San Lino; San Cleto; Sant'Evaristo; Alessandro I (?); San Sisto I (?); San Telesforo (?); Sant'Igino (?); San Pio I (?); San Sotero; Sant'Eleuterio (?); San Vittore I (?).

Note

Bibliografia

Voci correlate Tomba di Pietro Basilica di San Pietro in Vaticano Grotte vaticane Antica basilica di San Pietro in Vaticano

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Basilica di San Pietro in Vaticano Categoria:Siti archeologici della Città del Vaticano Vaticana