Liboga (Tabernanthe iboga Baill., 1888) è un arbusto perenne della famiglia delle Apocinacee, originario dell'Africa centro-occidentale.
Questa specie ha proprietà allucinogene: se presa in piccole dosi, l'iboga stimola il sistema nervoso centrale; se presa in dosi maggiori, provoca visioni. Nelle zone dell'Africa in cui cresce la pianta, la sua corteccia viene masticata per scopi terapeutici e rituali. Le radici contengono almeno 12 alcaloidi. Tra questi, l'ibogaina è usata anche per il trattamento dell'abuso di sostanze stupefacenti.
Descrizione Normalmente cresce fino a 2 metri. Nelle giuste condizioni, può raggiungere un'altezza di 10 metri. Ha delle piccole foglie verdi. I fiori sono bianchi e rosa, i frutti sono arancioni ed hanno una forma ovale. Le sue radici gialle contengono diversi alcaloidi: in particolare l'ibogaina, che si trova maggiormente concentrata negli strati esterni. La radice, di sapore amaro, provoca una sensazione anestetica nella bocca e ridotta sensibilità della pelle.
Storia Si ritiene che i Pigmei utilizzino la radice di iboga da migliaia di anni.
Nel 1864, il chirurgo della marina militare francese Griffon du Bellay portò in Europa due esemplari della pianta, raccolti in Gabon. Durante la sua esplorazione, venne a conoscenza dell'utilizzo della radice come stimolante e afrodisiaco.
Scrisse della pianta:
"La radice di questa pianta è la parte che i gabonesi mangiano. Dicono che è inebriante, afrodisiaca, e che, con essa, non avvertono la necessità di dormire."Henri Baillon, 1889. Sur l'oubouélè du Gabon. Bulletin mensuel de la Société Linéenne de Paris vol. 1(98):782-783.
Nel 1889, il professor Henri Baillon del Muséum national d'histoire naturelle di Parigi fornì la prima descrizione botanica della pianta, che chiamò Tabernanthe iboga.
Nel 1901, J. Dybowski ed E. Landrin isolarono e cristallizzarono, per la prima volta, un alcaloide contenuto nella pianta, chiamandolo ibogaina.Concerning Iboga, its excitement-producing properties, its composition, and the new alkaloid it contains, ibogaine. Communication by Messrs. J. Dybowski and Ed. Landrin, presented by M. Henri Moissan. (Extract).Robert Goutarel, Pharmacodynamics and Therapeutic Applications of Iboga and Ibogaine (traduzione dal francese di William J. Gladstone)
L'uso della pianta fu consigliato per il trattamento della neurastenia e durante la convalescenza da Pouchet e Chevallier (1905). Kuborn ne consigliò l'uso nel trattamento dei disturbi del sonnoP. Barabe, The Religion of Iboga or the Bwiti of the Fangs .
Nel 1939, un estratto di Tabernanthe manii - l'unica altra specie del genere Tabernanthe ad avere proprietà psicoattive - venne commercializzato in Francia dal laboratorio Houdé, sotto forma di compresse da 8 mg di principio attivo, con il nome di LambareneChris Lovett, Ibogaine: A Retrospective and Current Analysis : uno stimolante neuromuscolare per il trattamento della stanchezza, della depressione e per il ricovero da malattie infettive. Intorno al 1966, venne ritirato dal mercato a causa degli eccessivi stimoli cardiaci che provocava in alcuni pazienti.
Uso tradizionale La ‘‘Tabernanthe iboga’’ occupa un ruolo centrale nella religione Bwiti, pratica spirituale diffusa in diverse aree dell’Africa centro-occidentale, in particolare in Gabon, Camerun e Repubblica del Congo.James W. Fernandez, ‘‘Bwiti: An Ethnography of the Religious Imagination in Africa’’, Princeton University Press, 1982.
Nella tradizione bwitista, l’iboga viene utilizzata durante rituali iniziatici, cerimonie collettive e pratiche di carattere spirituale e simbolico. La corteccia della radice viene assunta in quantità differenti a seconda del contesto rituale, spesso accompagnata da musica, canto e danza notturna.Mircea Eliade, ‘‘Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi’’, Roma, Mediterranee, 1974, ISBN 9788827201749.
Secondo alcune interpretazioni religiose locali, l’iboga rappresenta una pianta sacra associata alla conoscenza, alla trasformazione interiore e al contatto con il mondo spirituale. Nel corso del XX secolo il Bwiti e l’uso rituale dell’iboga furono osteggiati da parte delle autorità coloniali e di alcuni missionari cristiani.
Il 6 giugno 2000 il Consiglio dei ministri della Repubblica del Gabon ha dichiarato la ‘‘Tabernanthe iboga’’ patrimonio nazionale, riconoscendone il valore culturale e tradizionale.
Negli ultimi decenni l’iboga è stata oggetto di crescente interesse anche in ambito occidentale, sia per gli studi sugli stati non ordinari di coscienza sia per il suo impiego in contesti spirituali contemporanei ispirati alle pratiche sciamaniche.Don Paco Méndez, ‘‘Piante maestre e medicine sacre – La soglia della coscienza tra sciamanesimo e stati non ordinari’’, GV Edizioni, 2026.
Trattamento della dipendenza da stupefacenti Riconosciuta dal Ministro della Salute della Costa RicaIboga House, Centro di disintossicazione in Costa Rica con l'Iboga come trattamento per la dipendenza da droghe, al di fuori dell'Africa, gli estratti di iboga e l'ibogaina purificata sono usati nel trattamento della dipendenza da oppiacei, eroina, cocaina, etanolo, tabaccoSabah Rahmani, Cura tossicodipendenti. Iboga, la pianta non desiderata dall'industria farmaceutica . La terapia può durare diversi giorni e il soggetto, generalmente, non è più fisicamente dipendente dalla sostanza di cui abusava. Un paziente che precedentemente aveva seguito una cura a base di metadone ha affermato - nel corso della trasmissione olandese Twee Vandaag - di aver raggiunto, con l'ibogaina, una condizione che normalmente avrebbe raggiunto in tre mesi, ma senza l'agonia provocata da crisi d'astinenza. È stato osservato che l'ibogaina può aiutare anche ad interrompere la dipendenza da alcol e nicotina. A supporto delle qualità terapeutiche dell'ibogaina vi sono centinaia di articoli sottoposti a revisione paritaria, ma non sono stati portati a termine degli studi clinici formali.
Note
Voci correlate Ibogaina Bwiti Tossicodipendenza Sostanza psicoattiva
Altri progetti
Collegamenti esterni
Scheda dal sito The Vaults of Erowid. "Ibogaine – Rite of Passage", documentario di Ben De Loenen sulle proprietà terapeutiche dell'ibogaina e sull'uso della pianta nella tradizione Bwiti. "Tribe: Babongo", documentario di Bruce Parry (per la BBC) sull'uso che i Babongo fanno della pianta. Giorgio Samorini, Colliri visionari (2). Pubblicato originalmente su Eleusis, n. 5, pp. 27–32, 1996 Giorgio Samorini, (2).
Categoria:Flora dell'Africa Categoria:Apocynaceae Categoria:Taxa descritti nel 1888