Voenno-morskoj flot SSSR (in russo: Военно-морской флот СССР o semplicemente ВМФ СССР, cioè VMF URSS) era la denominazione della marina militare dell'Unione Sovietica dal 1937 al 1991, anno della sua dissoluzione; al suo apogeo, era la seconda marina militare del mondo in ordine di grandezza e potenza.

Nel corso della seconda guerra mondiale ebbe un ruolo di primo piano rendendosi anche protagonista di alcuni importanti affondamenti. La guerra fredda vide un notevolmente ampliamento della Marina dell'Unione Sovietica, che, soprattutto per impulso del suo comandante in capo, l'ammiraglio Sergej Georgievič Gorškov, divenne la seconda al mondo dopo la United States Navy e sembrò in grado di insidiare la supremazia navale del blocco occidentale.

Con la dissoluzione dell'Unione Sovietica alla fine del 1991, la sua eredità è stata raccolta dalla Marina russa, che ha ricevuto la stragrande maggioranza delle navi e degli aeromobili della Marina Sovietica, nonostante un enorme ridimensionamento.

Il primo periodo

La Marina sovietica ha raccolto l'eredità della Flotta imperiale russa che era stata quasi completamente distrutta durante la Rivoluzione del 1917, la guerra civile e la Rivolta di Kronštadt. Durante la rivoluzione, per quanto riguarda il personale, molti marinai abbandonarono le loro navi, mentre tra gli ufficiali molti vennero uccisi in massa durante il terrore rosso, altri aderirono all'Armata Bianca, altri ancora fuggirono all'estero. Per quanto riguarda il naviglio, a causa della sospensione dei lavori nei cantieri navali, le navi rimaste incompiute diventarono rapidamente rottami di ferro.

La Marina sovietica, nata sui resti della vecchia Flotta imperiale venne ufficialmente costituita come "Flotta Rossa degli operai e dei contadini" (Russo: Рабоче-Крестьянский Красный флот, Raboče-Krest'janskij Krasnyj Flot o RKKF) con decreto dell'11 febbraio 1918 del commissario del popolo per gli affari marittimi G. E. Dybenko "Уже на следующий день по всем флотам и флотилиям был разослан подписанный Народным комиссаром по морским делам П. Е. Дыбенко приказ, в котором был объявлен декрет:" - Il giorno dopo a tutte le flotte e flottiglie venne diramato un ordine firmato dal commissario del popolo per gli affari marittimi G. E. Dybenko: . con cui veniva dichiarata ufficialmente disciolta la flotta imperiale e creata la Marina rossa degli operai e contadini (rossa, non sovietica, da Красный = rosso), con arruolamento su base esclusivamente volontaria. Molti degli equipaggi rimasti fedeli al Soviet furono mandati a terra a combattere le armate bianche, e gran parte delle navi era obsoleta o inefficiente.

Il 13 maggio 1918, in seguito al trattato di Brest-Litovsk, le truppe tedesche occuparono la Crimea entrando a Sebastopoli via terra e disarmarono la flotta del Mar Nero, che già non aveva brillato come efficienza durante il periodo zarista. Alcune unità in condizioni più efficienti (tra cui le due navi da battaglia) furono condotte da equipaggi volontari da Sebastopoli presso il porto di Novorossijsk, dove, dopo un ultimatum tedesco vennero affondate su ordine di Lenin. La Flotta del Mar Nero si trovò quindi coinvolta nella guerra civile. Alcuni equipaggi si dichiararono fedeli alla neonata Repubblica Popolare Ucraina, issando su alcune navi la relativa bandiera. Poco tempo dopo un cacciatorpediniere, controllato dai bolscevichi, affondò con un siluro la corazzata Imperatrica Ekaterina Velikaja. Le navi superstiti quando i tedeschi lasciarono l'Ucraina nel novembre 1918, in seguito alla resa tedesca, il resto delle unità navali vennero catturate dagli inglesi e andarono quindi a costituire il nucleo di quelle armate bianche che tentarono di contrastare senza successo la rivoluzione.

Il 1º aprile 1919, quando l'Armata Rossa conquistò la Crimea, i britannici costretti a ritirarsi, affondarono le navi presenti nella base. Alcune di queste navi vennero poi salvate e recuperate dall'Armata Bianca che nel corso del 1919 aveva occupato la Crimea. Al termine della guerra civile, quando l'Armata Bianca venne sconfitta, le navi dell'Armata Bianca ancora in grado di navigare trasportarono 145.000 profughi e vennero poi internate dai francesi nella base di Biserta in Tunisia. I francesi dopo il riconoscimento dell'Unione Sovietica nel 1924 si dichiararono disponibili a restituire all'URSS la flotta, nota come flotta di Wrangel e composta da due corazzate, due incrociatori ed undici cacciatorpediniere oltre a quattro sommergibili ed alcune cannoniere, ma gli ispettori che dovevano sovraintendere alle riparazioni in grado di rimandare le navi in patria le giudicarono troppo onerose e la flotta venne demolita, con la maggior parte delle vecchie navi venduta per la demolizione dal governo sovietico ai cantieri tedeschi.

Solo dal 1924 ebbe inizio la ricostituzione della squadra navale; in precedenza i problemi non erano tanto legati alle navi, vista la disponibilità di unità recenti, come le navi da battaglia della classe Gangut, ma dell'organizzazione gerarchica. Conseguenza della rivoluzione era stata l'eliminazione dei gradi militari, oltre che del vecchio corpo ufficiali, con deleterie conseguenze sulla capacità operativa. Nel 1924 vengono ripristinati i gradi degli ufficiali, sotto il nome di "categorie di servizio", distinguendo in 13 livelli gerarchici (contro i 14 dell'Armata Rossa) da K-1 a K-13http://army.armor.kiev.ua/titul/rusflot_1925-35.shtml Таблицы воинских званий Русского Флота - Tabelle ranghi della Marina russa.. Dal punto di vista delle navi, venne costruita la classe Leningrad di cacciatorpediniere, e viene avviata la modernizzazione delle corazzate della classe Gangut, i cui nomi vennero cambiati in altri più aderenti al clima politico. Vennero anche costruite diverse classi di sommergibili, anche se con limitate capacità oceaniche.

La prima unità della Marina sovietica potrebbe essere considerata l'Aurora, il cui equipaggio unendosi ai bolscevichi, nell'ottobre del 1917 sparò il colpo che diede il segnale per la conquista del Palazzo d'Inverno di San Pietroburgo durante la Rivoluzione d'ottobre, alla quale parteciparono attivamente i marinai di tutta la Flotta del Baltico che aderirono in massa con i bolscevichi alla rivoluzione.

Negli anni 1930, con il procedere dell'industrializzazione dell'Unione Sovietica vennero pianificati i progetti di espansione della Marina sovietica in una delle più potenti nel mondo, con il numero di sottomarini che divenne il maggiore al mondohttp://army.armor.kiev.ua/titul/rusflot_1935-40.shtml Таблицы воинских званий Русского Флота - Рабоче-Крестьянский Красный Флот - 1935-1940 гг. - Tabelle ranghi della Marina russa 1935-1940.. Vennero impostate le corazzate della classe Sovetskij Sojuz (Unione Sovietica), gli incrociatori da battaglia della classe Kronštadt, gli incrociatori Progetto 68 e varie classi di unità minori. Per la loro costruzione si attinse largamente da tecnologia italiana e tedesca. Nel 1933 venne costituita la Flotta Militare del Nord che l'11 maggio 1937 assunse l'attuale denominazione di Flotta del Nord aggiungendosi alle flotte del Mar Nero, del Pacifico, del Baltico e alla Flottiglia del Caspio.

I programmi riguardanti le unità maggiori, tuttavia, rimasero in gran parte inattuati a causa dell'invasione tedesca del 1941, che costrinse i sovietici ad abbandonare incompleti parecchi scafi sugli scali.

Il primo conflitto in cui la Marina Sovietica venne impiegata fu la guerra russo-finlandese, combattuta nell'inverno 1939-1940, in cui le unità sovietiche ebbero un compito secondario, limitandosi al bombardamento delle coste finlandesi.

Seconda guerra mondiale

Con il trattato di Brest-Litovsk e la fine dell'Impero russo, i territori controllati dall'Unione Sovietica sulla costa del Baltico si erano ridotti notevolmente, limitandosi ormai all'ex capitale zarista San Pietroburgo (ribattezzata Leningrado) ed al tratto finale del golfo di Finlandia; ciò nonostante, il Baltico continuava a rivestire una notevole importanza strategica per lo stato sovietico come principale sbocco sulle acque europee (il transito delle navi sovietiche dal Mar Nero al Mediterraneo era invece fortemente ostacolato dai limiti imposti dalla convenzione di Montreux sui Dardanelli), e la stessa Leningrado continuava ad ospitare i primi e più importanti cantieri navali della nazione. La riconquista dei territori persi dopo la fine della prima guerra mondiale divenne uno degli assi portanti della politica espansionistica sovietica: con il patto Molotov-Ribbentrop dell'agosto 1939, l'Unione Sovietica si vide riconoscere le sue ambizioni territoriali dalla Germania.. Il 28 settembre seguente le tre repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania) vennero obbligate con un vero e proprio diktat a firmare un trattato che garantiva basi militari e libero accesso per le truppe sovietiche.; nel giugno del 1940, i sovietici proseguirono con la loro definitiva occupazione ed annessione.

L'annessione degli Stati baltici consentì alla marina sovietica di riguadagnare le importanti basi navali di Tallinn e Liepāja, già appartenute alla marina zarista; in particolare, il possesso di Tallinn, unito al controllo della base di Hanko (strappata alla Finlandia con il trattato di Mosca del 21 marzo 1940), consentiva ai sovietici di dominare l'accesso al golfo di Finlandia, garantendo una migliore protezione della strategica Leningrado. Altra importante base navale era quella di Kronštadt, posta su un'isola pesantemente fortificata davanti alla stessa Leningrado: fondata nel marzo del 1919, la base venne soppressa dopo la fine della guerra civile (anche in considerazione degli eventi della "rivolta di Kronštadt".), ma venne riattivata nel novembre del 1939 durante la guerra con la Finlandia, anche se ritornò completamente operativa solo nell'ottobre del 1941 come principale punto d'appoggio per le navi sovietiche nel Baltico..

Nel 1941 la Flotta del Baltico dell'ammiraglio Vladimir Tribuc era la più numerosa delle quattro flotteOltre a quella del Baltico, l'Unione Sovietica metteva in campo la Flotta del Mar Nero a Sebastopoli, la Flotta del Nord a Murmansk e la Flotta del Pacifico a Vladivostok. messe in campo dalla Raboče-Krest'janskij Krasnyj Flot.: le sue 225 navi da combattimento di vario tipo erano riunite in uno squadrone di navi di superficie, tre brigate di sommergibili, due brigate di torpediniere, un distaccamento battelli-faro ed un vasto schieramento di unità costiere e per la posa di mine..

Lo squadrone navi di superficie riuniva le principali unità da battaglia, un gruppo piuttosto eterogeneo che comprendeva navi appartenenti alla vecchia marina zarista e risalenti alla prima guerra mondiale, ed altre di più recente costruzione; lo squadrone allineava due navi da battaglia della classe Gangut (Oktjabr'skaja Revoljucija e Marat), entrate in servizio nel 1914 ma rimodernate negli anni '30, due incrociatori leggeri della classe Kirov (Kirov e Maksim Gor'kij), basati sul progetto degli incrociatori italiani classe Raimondo Montecuccoli e varati nel 1938, due cacciatorpediniere conduttore classe Leningrad (Leningrad e Minsk) entrati in servizio tra il 1936 ed il 1939, 17 cacciatorpediniere moderni (3 della classe Gnevnyj, entrati in servizio nel 1938; 13 della classe Soobrazitel'nyj, entrati in servizio tra il 1940 ed il 1941; ed il cacciatorpediniere Opytnyj, unico della sua classe, entrato in servizio nel 1941) e 7 obsoleti (tutti della classe Novik, entrati in servizio tra il 1911 ed il 1914) utilizzati come cacciatorpediniere scorta.