Il Gran Premio del Belgio 1981 è stata la quinta prova della stagione 1981 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 17 maggio 1981 sul Circuito di Zolder. La gara è stata vinta dall'argentino Carlos Reutemann su Williams-Ford Cosworth, alla sua dodicesima e ultima affermazione iridata. Alle sue spalle si piazzarono il francese Jacques Laffite su Ligier-Matra e il britannico Nigel Mansell su Lotus-Ford Cosworth, con quest’ultimo al primo podio in una gara di F1.
Il weekend di gara fu funestato dalla morte di un meccanico dell'Osella, Giovanni Amadeo, travolto nella corsia dei box dalla vettura di Carlos Reutemann, durante le prove ufficiali. Ciò portò a una forte critica nei confronti della sicurezza del circuito; la gara ebbe anche una caotica partenza, ove un altro meccanico, questa volta dell'Arrows fu vittima di un serio incidente. Il Gran Premio venne interrotto per consentire di soccorrere il meccanico, su pressione degli stessi piloti. La corsa, una volta ripresa, venne nuovamente e definitivamente interrotta per l'arrivo della pioggia, concludendosi dopo soli 54 giri (dei 70 previsti).
Vigilia Sviluppi futuri Il 7 maggio la federazione depennò definitivamente dal calendario mondiale il Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Est, che si sarebbe dovuto disputare il 4 ottobre a Watkins Glen. La cancellazione fu dovuta al mancato versamento degli organizzatori di quanto pattuito alle scuderie per l'edizione del 1980, circa 800.000 dollari. La Formula 1 non è mai più tornata su quel tracciato statunitense.
Aspetti tecnici La Lotus, non potendo più schierare la monoposto 88 (giudicata irregolare), riportò in pista la 81B, già utilizzata in alcune occasioni nella stagione . La Renault fece debuttare la RE30, affidata al solo René Arnoux, mentre l'ATS portò in pista la D5.
Viste le decisioni prese dai commissari a Imola e dalla Federazione in merito all'utilizzo dei correttori variabili d'assetto, ideati dalla Brabham, tutte le altre scuderie si adeguarono e progettarono meccanismi simili per le proprie monoposto. Al sabato Jean-Marie Balestre, presidente della Federazione Internazionale Sport Automobilistico annunciò l'accordo per legalizzare definitivamente il correttore d'altezza delle monoposto, montato dalla Brabham BT49C. Ciò diede il via libera anche a tutti i sistemi simili, già sperimentati da altri costruttori.
Aspetti sportivi La Lotus rientrò nel mondiale, dopo l'assenza nel Gran Premio di San Marino, dovuta alla mancata disponibilità di una vettura competitiva.
I 32 iscritti rendevano necessarie le prequalifiche, procedura che non si teneva dal Gran Premio di Monaco 1979. Dieci vetture avrebbero dovuto sostenere tale sessione, che avrebbe previsto l'eliminazione degli ultimi due tempi: le due Osella, le due ATS, le due Toleman, le due March, e le uniche Ensign e Theodore. L'assenza però di un'Osella, quella affidata all'infortunato Miguel Ángel Guerra ridusse il numero di iscritti a 31, solo un'unità in più di quanto ammesso alle qualifiche. Per tale ragione si decise di escludere la Theodore, unica scuderia né iscritta al Gran Premio da parte della FISA, né facente parte della FOCA, l'associazione dei costruttori. La scuderia di Hong Kong però aveva già marcato un punto iridato, per cui si decise di ammetterla alle prove, senza tenere prequalifiche.
Successivamente l'Osella decise di sostituire l'infortunato Guerra con Giorgio Francia, che aveva già tentato, senza successo, di qualificarsi nel Gran Premio d'Italia 1977 con la Brabham; la FISA però negò la Superlicenza al pilota milanese; la scuderia piemontese lo sostituì con l'esordiente Piercarlo Ghinzani, pilota con una certa esperienza nel Campionato del Mondo Sport Prototipi.
Ciò avrebbe riproposto 32 vetture pronte alle qualifiche, due oltre il tetto massimo previsto dal regolamento: all'ATS però Jan Lammers venne sostituito da Manfred Winkelhock, impegnato però, durante il weekend, in un'altra gara. Il numero 9 passò così a Slim Borgudd, l'altro conduttore dell'ATS. Con 31 vetture venne esclusa nuovamente la Theodore di Patrick Tambay, vista anche l'opposizione di Ferrari e Osella.
Qualifiche Resoconto Al venerdì, dopo un quarto d'ora dall'inizio delle prove, la Williams di Carlos Reutemann, mentre percorreva la corsia dei box, travolse il meccanico dell'Osella Giovanni Amadeo: nell'impatto egli venne lanciato in aria e ricadde malamente tra la gomma posteriore della monoposto e il gradino del muretto. Venne trasportato in gravi condizioni all'ospedale di Gand e successivamente a quello di Lovanio, ove perì domenica sera, a causa delle gravi ferite riportate.
Il più veloce della sessione fu l'altro pilota della Williams, Alan Jones: il suo tempo migliore venne però cancellato in quanto la distanza tra il fondo della monoposto e il suolo era inferiore al limite minimo di 6 cm previsto dal regolamento. Jones poté proseguire le prove con l'utilizzo del muletto, che era invece regolare. Il miglior tempo fu quindi accreditato a Reutemann, in 1'22"28, che precedette Nelson Piquet di ben nove decimi; il brasiliano fu anche protagonista di uno spettacolare incidente, uscendone però illeso. Terzo fu Didier Pironi, che nel corso della sessione subì la rottura del cambio, mentre in quarta piazza si collocò Riccardo Patrese.
Nel corso delle prove la GPDA, il sindacato dei piloti, emise un comunicato in cui criticava la presenza in pista per le qualifiche di ben trenta vetture (fatto che causava anche un considerevole assembramento di uomini nella pit-lane, che a Zolder era di per sé piuttosto angusta), e chiese che solo 26 di esse potessero partecipare alla sessione del sabato. Dal canto loro i meccanici minacciarono uno sciopero per il giorno del Gran Premio, per sensibilizzare l'ambiente della Formula 1 sulle scarse condizioni di sicurezza in cui si trovavano a operare. I commissari di gara non recepirono tuttavia alcuna istanza.
Al sabato l'arrivo della pioggia non consentì ai piloti di migliorare i tempi del giorno precedente: Carlos Reutemann conquistò così la sua quinta pole position iridata, davanti a Piquet. A questa sessione non parteciparono le Toleman di Brian Henton e Derek Warwick, riducendo a 29 il numero di vetture impegnate nelle prove. Ciò consentì alla Theodore di schierare un'ulteriore monoposto, affidata a Patrick Tambay.
I piloti poterono montare gomme slick solo nell'ultimo quarto d'ora; in questo frangente Tambay sfiorò la qualificazione, ma mentre era impegnato nel suo miglior giro si trovò davanti la Ferrari di Villeneuve, che procedeva ad andatura ridotta e l'obbligò a rallentare. Non si qualificò nemmeno René Arnoux, che al volante della nuova Renault RE30 non riuscì a migliorare il venticinquesimo tempo stabilito al venerdì.
Risultati Nella sessione di qualifica si è avuta questa situazione: Pos Nº Pilota Costruttore Tempo Griglia12 Carlos Reutemann Williams-Ford Cosworth1'22"28125 Nelson Piquet Brabham-Ford Cosworth1'23"132328 Didier Pironi Ferrari1'23"473429 Riccardo Patrese Arrows-Ford Cosworth1'23"67457 John Watson McLaren-Ford Cosworth1'23"73561 Alan Jones Williams-Ford Cosworth1'23"82Alan Jones ottenne in prova un tempo migliore di quello di Carlos Reutemann, che però venne cancellato in quanto la sua Williams non venne trovata conforme al regolamento.6727 Gilles Villeneuve Ferrari1'23"94783 Eddie Cheever Tyrrell-Ford Cosworth1'24"388926 Jacques Laffite Ligier-Matra1'24"4191012 Nigel Mansell Lotus-Ford Cosworth1'24"44101120 Keke Rosberg Fittipaldi-Ford Cosworth1'24"46111215 Alain Prost Renault1'24"63121330 Siegfried Stohr Arrows-Ford Cosworth1'24"66131411 Elio De Angelis Lotus-Ford Cosworth1'24"96141514 Marc Surer Ensign-Ford Cosworth1'25"19151625 Jean-Pierre Jabouille Ligier-Matra1'25"28161723 Bruno Giacomelli Alfa Romeo1'25"31171822 Mario Andretti Alfa Romeo1'25"5618194 Michele Alboreto Tyrrell-Ford Cosworth1'25"91192021 Chico Serra Fittipaldi-Ford Cosworth1'25"9320216 Héctor Rebaque Brabham-Ford Cosworth1'26"52212232 Beppe Gabbiani Osella-Ford Cosworth1'26"6922238 Andrea De Cesaris McLaren-Ford Cosworth1'26"95232431 Piercarlo Ghinzani Osella-Ford Cosworth1'27"4822 Vetture non qualificateNQ16 René Arnoux Renault1'27"93NQNQ18 Eliseo Salazar March-Ford Cosworth1'28"38NQNQ9 Slim Borgudd ATS-Ford Cosworth1'29"98NQNQ33 Patrick Tambay Theodore-Ford Cosworth1'32"47Patrick Tambay non poté partecipare alla prima giornata di prove ufficiali per l'eccessivo numero di vetture iscritte. A seguito del ritiro della Toleman di Derek Warwick prese parte alla sessione del sabato.NQNQ35 Derek Warwick Toleman-Hart1'35"97Derek Warwick partecipò solo alla sessione di prove ufficiali del venerdì.NQNQ36 Brian Henton Toleman-Hart1'36"37NQNQ17 Derek Daly March-Ford Cosworthsenza tempoNQ
Gara Resoconto A seguito della tragedia del venerdì, un comitato di meccanici decise di effettuare una protesta simbolica prima del via, al fine di sensibilizzare il pubblico sulla scarsa sicurezza del loro ambiente di lavoro: essi si sistemarono in piedi lungo la linea del traguardo, imitati anche da una nutrita schiera di piloti.
Dopo circa cinque minuti i piloti iniziarono ad abbandonare il presidio per rientrare sulle monoposto, viste anche le minacce di squalifica giunte dalla FISA e le pressioni esercitate dai team manager.
La risalita sulle vetture avvenne però alla spicciolata, dopodiché ogni pilota iniziò per conto proprio a effettuare il giro di ricognizione (all'epoca non era previsto che il gruppo delle monoposto rimanesse compatto in questa circostanza): molti iniziarono la loro tornata ben prima degli altri e Nelson Piquet, giunto al termine della propria ricognizione, vide che la griglia non era ancora composta e decise di effettuare un secondo giro di allineamento. Tornato sul traguardo, il brasiliano dovette procedere a zig-zag tra le altre vetture e infine, per via dello spazio angusto, sbagliò la casella di partenza, rendendo necessario l'intervento dei meccanici per riposizionarlo nella posizione corretta. Lo stesso accadde anche ad altri piloti, che furono costretti a complesse manovre per raggiungere la propria piazzola: similmente a Piquet, anche la Arrows di Siegfried Stohr non riuscì ad allinearsi e dovette essere rimessa a posto a forza di braccia.
Il caos in griglia fece tardare il momento della partenza e diverse vetture, rimaste lungamente ferme col motore acceso, iniziarono a surriscaldarsi: il poleman Carlos Reutemann iniziò a sbracciarsi, costringendo Frank Williams ad intervenire sulla griglia di partenza per tranquillizzarlo.
A quaranta secondi dal "via" un problema analogo colpì l'altra Arrows di Riccardo Patrese, già allineato in seconda fila, che spense il motore e iniziò a sua volta ad agitare le braccia. Il capo dei meccanici della squadra inglese, Dave Luckett, che aveva appena aiutato il compagno Stohr a prendere posizione, se ne avvide e corse verso di lui per rimettere in moto il propulsore. Alan Jones, fermo alle sue spalle, tentò a sua volta di segnalare il problema alzando un braccio.
Non si avvide della situazione lo starter Derek Ongaro, che accese il semaforo: dopo dieci secondi di luce rossa scattò il verde, proprio mentre Luckett rientrava in griglia con in mano il motorino d'avviamento e si accovacciava dietro il retrotreno della macchina di Patrese. Molte vetture riuscirono a scartare di lato evitando la Arrows, ma non ci riuscì Stohr, che tentando di superare un gruppetto di macchine rallentate dalla Ferrari di Gilles Villeneuve (partita male) si trovò la vettura del compagno davanti all'ultimo momento, la tamponò e travolse il meccanico.