La Necropoli di Giza, nota anche come complesso piramidale di Giza o semplicemente Piramidi di Giza, è un complesso funerario dell'Antico Egitto situato sull'Altopiano di Giza, al margine del deserto a ovest dell'area di Giza, in Egitto, alla periferia occidentale del Cairo. Il nucleo monumentale del sito è formato dai tre complessi piramidali reali della IV dinastia, associati ai faraoni Cheope, Chefren e Micerino, sepolti nelle tre grandi piramidi dell'altopiano.
Il complesso comprende la Piramide di Cheope, la Piramide di Chefren, la Piramide di Micerino, la Grande Sfinge, piramidi minori, mastabe, tombe di membri della famiglia reale, sepolture di funzionari e strutture cultuali connesse ai complessi funerari dei sovrani. I complessi reali comprendevano in origine la piramide, il tempio funerario, un recinto, una rampa processionale e un tempio a valle.
La necropoli di Giza fa parte del patrimonio UNESCO "Menfi e la sua Necropoli - I campi delle Piramidi da Giza a Dahshur", iscritto nella lista dei patrimoni dell'umanità nel 1979 secondo i criteri culturali (i), (iii) e (vi). È il sito archeologico più visitato dell'Egitto, con circa 14,7 milioni di presenze annue. A circa due chilometri di distanza sorge il Grande museo egizio (GEM).
Sito archeologico
Localizzazione e contesto topografico
La necropoli occupa un altopiano isolato di calcare nummulitico sul margine del deserto, a ovest dell'abitato di Giza. Il sito fa parte della necropoli di Menfi, estesa da Giza verso Dahshur. Le ricerche paleoambientali hanno ricostruito la presenza di un ramo oggi scomparso del Nilo, il ramo di Cheope, che durante il III millennio a.C. consentiva la navigazione fino al settore portuale collegato al complesso di Giza.
Complessi piramidali reali
I tre complessi funerari reali di Cheope, Chefren e Micerino costituiscono il nucleo monumentale della necropoli; i tre sovrani vi furono sepolti nelle grandi piramidi che dominano l'altopiano. I complessi funerari regali delle dinastie IV e V comprendevano la piramide, il tempio funerario, il muro di cinta, la rampa processionale e il tempio a valle. Intorno ai complessi reali furono costruite piramidi minori, mastabe di membri della famiglia reale e della corte, e tombe di funzionari sacerdotali collegati ai culti funerari.
Complesso di Cheope
Il complesso di Cheope è il primo nucleo funerario attestato sull'altopiano di Giza. La piramide principale era affiancata da un tempio funerario sul lato orientale, da un muro di cinta, da una rampa processionale e da un tempio a valle posto sul margine del deserto. A est della piramide si trovavano tre piramidi minori, destinate alle principali donne della famiglia reale; lungo i lati est, sud e ovest furono inoltre costruiti campi di mastabe per i membri della famiglia reale, i cortigiani e i funzionari collegati al culto funerario.
Complesso di Chefren
A sud del complesso di Cheope si sviluppò quello di Chefren, comprendente la piramide del sovrano, piramidi minori, mastabe reali e tombe di funzionari sacerdotali.
Complesso di Micerino
Il complesso di Micerino, il più meridionale dei tre, comprendeva il tempio funerario addossato al lato orientale della piramide, la rampa processionale, il tempio a valle, le cappelle delle tre piramidi minori e un campo di mastabe appartenenti a sacerdoti e funzionari del culto funerario del sovrano.
Grande Sfinge e templi orientali
La Grande Sfinge sorge presso l'estremità orientale della rampa processionale di Chefren, a nord del tempio a valle, ricavata dal banco roccioso rimasto isolato dopo l'asportazione del calcare circostante; fu concepita come figura guardiana del complesso funerario.
Necropoli secondarie e tombe private
I cimiteri secondari si svilupparono attorno ai tre complessi reali, seguendone la progressione sull'altopiano. I servizi nei templi regali e nelle cappelle delle mastabe reali erano mantenuti da fondazioni affidate a funzionari sacerdotali e ai loro eredi. Tra le tombe esterne ai tre complessi piramidali principali figurano, nel cimitero orientale, la tomba G 7530-7540 della regina Meresankh III e, nel cimitero occidentale, la mastaba G 4000 del visir Hemiunu. Nello stesso cimitero occidentale si trova anche la mastaba G 4630 di Medunefer, un dignitario attestato da una cappella in mattoni crudi con due false porte in calcare, una appartenente a Medunefer e l'altra al figlio Ankhires.
La datazione delle tombe private di Giza richiede la combinazione di elementi decorativi, paleografici, prosopografici, onomastici, topografici, architettonici e materiali. Un'analisi di dodici tombe dell'Antico Regno a Giza ha riconosciuto due momenti principali nella loro distribuzione cronologica, il regno di Chefren e la seconda parte della V dinastia, con particolare rilievo per i regni di Nyuserra e Djedkara.
Insediamento dei costruttori
A sud-est dell'altopiano, circa 300 metri a sud della Sfinge, si trova il sito di Heit el-Ghurab. Il settore comprende un insediamento dell'Antico Regno collegato alle attività svolte sul margine sud-orientale dell'altopiano, il tempio a valle di Micerino e la città di Khentkawes; a est di quest'ultima è stato individuato il cosiddetto Silo Building Complex, formato da silos, panetterie e una residenza, forse in uso fino alla V dinastia.
Le ricerche condotte nell'area di Heit el-Ghurab e presso il tempio a valle di Micerino nell'ambito del Giza Plateau Mapping Project hanno documentato strutture residenziali, amministrative e produttive collegate alla gestione di questo settore dell'altopiano.
Patrimonio UNESCO La necropoli di Giza fa parte del bene "Menfi e la sua Necropoli - I campi delle Piramidi da Giza a Dahshur", iscritto nella Lista del patrimonio mondiale nel 1979. Il bene si trova nel Governatorato di Giza ed è stato iscritto secondo i criteri culturali I, III e VI.
Per il sito è stato elaborato un piano di gestione integrato, comprensivo di valutazioni di incidenza sul patrimonio per gli interventi in corso e futuri. Nel 2022 sono stati indicati interventi relativi all'accessibilità, ai percorsi di visita, al centro visitatori, ai mezzi elettrici e alla segnaletica; nello stesso quadro rientrano le attività di scavo e restauro svolte nel 2021-2022 e il programma di formazione per i funzionari egiziani incaricati dei siti del patrimonio mondiale.
Turismo
La necropoli di Giza è il sito archeologico più visitato dell'Egitto: nel 2023 ha accolto oltre cinque milioni di visitatori internazionali, una cifra superiore a quella del tempio di Karnak (circa 3,2 milioni) e della Valle dei Re a Luxor (circa 2,8 milioni); computando i visitatori egiziani, le stime indicano complessivamente circa 14,7 milioni di presenze annue. A circa due chilometri dal complesso sorge il Grande museo egizio (GEM), inaugurato il 1º novembre 2025: il più grande museo del mondo dedicato a una singola civiltà, con oltre centomila reperti tra cui l'intera collezione di Tutankhamon.
Storia Necropoli dell'Antico Regno
La necropoli di Giza divenne un centro funerario reale durante la IV dinastia, quando furono costruiti i complessi piramidali di Cheope, Chefren e Micerino. Il nucleo iniziale del cimitero reale sull'altopiano fu il complesso di Cheope, attorno al quale furono disposte piramidi minori, mastabe e tombe di membri della famiglia reale e della corte. Durante le prime sei dinastie era consuetudine collocare le tombe dei membri della famiglia reale e dei maggiori cortigiani presso la tomba del sovrano del loro tempo. Anche i complessi di Chefren e Micerino ebbero piramidi minori, mastabe reali e tombe di funzionari sacerdotali connessi ai loro culti funerari. Dopo Cheope, solo due sovrani della IV dinastia, Radjedef e Shepseskaf, evitarono l'altopiano di Giza, scegliendo rispettivamente Abu Rawash e Saqqara Sud per le proprie sepolture.
Con la fine dell'Antico Regno il sito perse il ruolo di necropoli reale principale, ma continuò ad avere una storia cultuale e monumentale legata soprattutto alla Sfinge. Nel Nuovo Regno, la Sfinge fu reinterpretata nel culto di Haurun-Harmakhis e divenne oggetto di devozione e interventi regali. Nel primo millennio a.C. sono attestati a Giza oggetti votivi e restauri connessi al culto della Sfinge e di Harmakhis, in particolare in età saitica.
Tecnica di costruzione delle piramidi
Le tecniche di costruzione delle piramidi di Giza, e in particolare della Grande Piramide, sono state oggetto di un ampio dibattito: le ipotesi convergono sull'estrazione dei blocchi da cave vicine e sul loro trasporto mediante rampe o dispositivi di sollevamento, divergendo però sulla forma e il percorso delle rampe stesse, con proposte di rampa rettilinea, a spirale o di sistemi combinati. Durante gli scavi a sud della Grande Piramide furono individuati resti interpretati come parte di una rampa usata per trasportare le pietre dalla cava alla base della piramide; formata da muri di pietrame mescolato a tafla con riempimento di sabbia e gesso, la struttura conduceva dalla cava verso l'angolo sud-occidentale. L'approvvigionamento dei materiali è stato messo in relazione anche con il paesaggio fluviale antico: un'analisi paleoambientale del 2022 ha ricostruito il ramo di Cheope come via d'acqua collegata al porto delle piramidi durante il III millennio a.C.
L'immagine tradizionale dei costruttori delle piramidi come schiavi è stata ridimensionata dagli studi archeologici sul villaggio e sulle necropoli dei lavoratori di Giza. Gli scavi hanno individuato un'area istituzionale, un insediamento, un cimitero inferiore e un cimitero superiore collegati alla comunità dei costruttori. Il cimitero inferiore, posto nel basso deserto a sud della Sfinge, comprende tombe costruite in mattoni crudi con elementi di calcare, granito e basalto; quello superiore ospita sepolture più elaborate, attribuite a individui di rango superiore nella comunità dei lavoratori e degli artigiani. L'organizzazione del lavoro è stata interpretata come una forza lavoro a rotazione, organizzata per squadre, piuttosto che come lavoro servile nel senso moderno del termine.
Oblio delle piramidi di Giza nel Medioevo
Nel Medioevo si diffuse la credenza che le piramidi di Giza fossero i "granai di Giuseppe". Come è narrato nella Genesi, Giuseppe, divenuto visir d'Egitto dopo avere interpretato il sogno del faraone, fece raccogliere e immagazzinare il grano durante gli anni di abbondanza, così da fronteggiare i successivi anni di carestia. Questa tradizione identificò erroneamente tali riserve con la struttura più nota e in vista, le piramidi; anche Gregorio di Tours, nel VI secolo, diede credito a questa interpretazione. Il nesso tra le piramidi e i granai di Giuseppe è attestato già tra la fine dell'Età antica e l'inizio del Medioevo, in un passo dellItinerarium Egeriae conservato da Pietro Diacono e nella Cosmographia di Giulio Onorio.
Primi viaggiatori europei in Egitto
Dopo la perdita della conoscenza dei geroglifici, la civiltà faraonica rimase a lungo nota in Occidente soprattutto attraverso gli autori classici e alcuni episodi biblici; con il Rinascimento si riaccese invece un più vivo interesse per l'Egitto antico.