Nella storiografia giapponese il indica gli ultimi anni del duecentenario shogunato Tokugawa e, in senso più lato, la fine dello stesso sistema feudale e stratocratico facente capo agli shōgun. Segnò dunque il passaggio dal periodo Edo (1603-1868) al periodo Meiji (1868-1912), il quale aprì una lunga fase d'incessante modernizzazione e, in parte, occidentalizzazione del Paese.

Si caratterizza per una brusca e turbolenta serie d'eventi accaduti tra il 1853, quando la centenaria politica isolazionista nazionale conosciuta come sakoku venne repentinamente e coattamente interrotta, ed il 1867, quando la corte imperiale - forte anche del sostegno occidentale - decise di restaurare la propria autorità regia sull'intero Paese (il cosiddetto Rinnovamento Meiji), portandovi di conseguenza alla guerra civile.

La maggior divisione e contrapposizione politica ed ideologica di questo periodo fu perciò quella tra i lealisti dell'Imperatore e nazionalisti , riuniti dietro il motto neoconfuciano del sonnō jōi (尊皇攘夷, "riverire il tennō, espellere i barbari"), e le forze dello shogunato, che includevano l'unità di polizia chiamata shinsengumi. Nel caos del Bakumatsu molte altre fazioni tentarono di guadagnare rilevanza.Hillsborough, Romulus. Shinsengumi: The Shōgun's Last Samurai Corps. North Clarendon, Vermont: Tuttle Publishing, 2005. Tra i fattori che sicuramente aggravarono lo scontro e portarono alla caduta dei Tokugawa vanno annoverati i risentimenti dei tozama daimyō, feudatari che avevano combattuto contro le forze dei Tokugawa nella Battaglia di Sekigahara del 1600 e che, con la vittoria dei Tokugawa, erano stati poi esclusi permanentemente da tutte le posizioni di potere in seno allo shogunato per oltre 250 anni.

Trattato di pace e amicizia (1854) Quando le navi nere del commodoro Matthew Perry apparvero nella Baia di Tokyo (allora chiamata Baia di Edo) nel luglio 1853, il bakufu (shogunato) entrò in crisi. Il capo dei consiglieri anziani, Abe Masahiro (1819–1857), fu incaricato di trattare con gli americani. Non essendoci precedenti per gestire questa minaccia alla sicurezza nazionale, Abe tentò di mediare fra il desiderio dei consiglieri di trattare con gli stranieri, quello dell'imperatore che li voleva tenere fuori dal paese, e quello dei signori feudali (daimyō) che volevano la guerra. Mancando il consenso, Abe scelse il compromesso accettando le richieste di Perry di aprire il Giappone al commercio con l'estero mentre nel frattempo faceva preparativi militari. Nel marzo 1854 fu firmata con gli statunitensi la Convenzione di Kanagawa / Trattato di Pace e Amicizia (o Trattato di Kanagawa), che mantenne la proibizione di commercio ma aprì tre porti (Nagasaki, Shimoda, Hakodate) alle baleniere americane in cerca di provviste, garantì un buon trattamento ai marinai americani naufragati, e permise l'apertura di un consolato degli Stati Uniti a Shimoda, porto marittimo nella Penisola di Izu, a sud-ovest di Edo.

Problemi politici e modernizzazione Il danno che ne risultò per il bakufu fu significativo. Discutere sulla politica del governo era inusuale, ma gli eventi avevano generato critiche pubbliche al bakufu. Nella speranza di avere il supporto di nuovi alleati, Abe, per la costernazione dei fudai, si era consultato con gli shinpan daimyo e i tozama daimyō, minando ulteriormente un bakufu già indebolito.

Con la Riforma Ansei (1854–1856), Abe tentò di rafforzare il regime ordinando navi da guerra ed armamenti dai Paesi Bassi e costruendo nuove opere di difesa portuali. Nel 1855, con l'assistenza olandese, lo Shogunato acquistò la sua prima nave da guerra a vapore, la Kankō Maru, che fu usata per l'addestramento dei soldati. Fu inaugurato il Centro navale di addestramento di Nagasaki, con istruttori olandesi, e a Edo fu costituita una scuola militare in stile occidentale. Nel 1857 fu acquistata la prima nave da guerra a vapore giapponese mossa ad elica, la corazzata Kanrin Maru. In questo periodo, le conoscenze scientifiche si espansero velocemente assimilando ulteriormente le tecnologie dagli olandesi (Rangaku), i quali dal XVII secolo erano i soli stranieri che diffondevano nel Paese i progressi scientifici occidentali.

L'opposizione ad Abe aumentò negli ambienti fudai, che si opponevano all'apertura dei consigli del bakufu ai tozama daimyō, e nel 1855 venne rimpiazzato come capo dei consiglieri anziani da Hotta Masayoshi (1810–1864). A capo della fazione dissidente c'era Tokugawa Nariaki, che aveva da lungo tempo manifestato la propria lealtà verso l'imperatore nonché i propri sentimenti anti-stranieri, e che nel 1854 era stato posto a capo della difesa nazionale. La scuola di Mito, sorta 200 anni prima nella provincia di Hitachi e basata su una lettura della storia nazionale secondo principi neo-confuciani e shintoisti, si pose come obiettivo la restaurazione del potere imperiale e il rifiuto di aprirsi all'Occidente.

Trattati di amicizia e commercio (1858)

A seguito della nomina di Townsend Harris a console degli Stati Uniti nel 1856 e di due anni di negoziazioni, il "Trattato di amicizia e commercio nippo-americano" venne firmato nel 1858 ed entrò in vigore verso la metà del 1859. Harris aveva messo in guardia contro il colonialismo aggressivo di Francia e Gran Bretagna in Cina nella contemporanea Seconda Guerra dell'Oppio (1856–1860), sostenendo che quei Paesi non avrebbero esitato a far guerra anche al Giappone, e che gli Stati Uniti offrivano un'alternativa pacifica. I punti più importanti del trattato furono: scambio di diplomatici. L'apertura dei porti di Edo, Kōbe, Nagasaki, Niigata, e Yokohama al commercio straniero. la possibilità per i cittadini degli Stati Uniti di vivere e commerciare liberamente in quei porti (solo il commercio dell'oppio fu proibito). un sistema di extraterritorialità con il quale i residenti statunitensi in Giappone rispondevano alle leggi delle proprie corti consolari invece che al sistema di leggi giapponese. furono fissati bassi tassi di importazione ed esportazione, soggetti al controllo internazionale, privando il governo giapponese del controllo del commercio estero e della protezione dell'industria nazionale (il tasso si sarebbe abbassato fino al 5% negli anni sessanta dell'Ottocento) possibilità per il Giappone di acquistare navi ed armi americane (tre navi a vapore americane furono consegnate al Giappone nel 1862).

Il Giappone si impegnò inoltre ad applicare anche agli Stati Uniti eventuali migliori condizioni garantite in futuro con altri trattati ad altre nazioni straniere. Presto numerose nazioni straniere seguirono le orme degli Stati Uniti ed ottennero trattati con il Giappone. Con i Paesi Bassi fu firmato il Trattato di amicizia e commercio fra Paesi Bassi e Giappone il 18 agosto, con la Russia il Trattato di amicizia e commercio fra Russia e Giappone il 19 agosto, con il Regno Unito il Trattato anglo-giapponese di amicizia e commercio il 26 agosto, e con la Francia il Trattato di amicizia e commercio fra Francia e Giappone il 9 di ottobre.

Edifici destinati agli scambi commerciali vennero presto costruiti nei porti aperti al commercio con l'estero.

Crisi e conflitto Crisi politica

Hotta perse il supporto dei daimyo chiave, e quando Tokugawa Nariaki si oppose al nuovo trattato, Hotta cercò la sanzione imperiale. Gli ufficiali di corte, percependo la debolezza del bakufu, respinsero la richiesta di Hotta, cosa che ebbe come risultato le sue dimissioni e che improvvisamente coinvolse Kyoto e l'imperatore nella politica interna del Giappone, per la prima volta dopo molti secoli. Quando lo shogun morì senza un erede, Nariaki fece appello alla corte perché supportasse il proprio figlio, Tokugawa Yoshinobu (o Keiki), come shogun, un candidato favorito dagli shimpan daimyo e dai tozama daimyō. I fudai vinsero la lotta per il potere; tuttavia si installò Ii Naosuke, firmando i Trattati Ansei delle Cinque Potenze e ponendo così fine a duecento anni di chiusura verso l'esterno senza autorizzazione imperiale (autorizzazione concessa nel 1865) ed arrestando Nariaki e Yoshinobu, ordinando l'esecuzione di Yoshida Shōin (1830–1859, un intellettuale che guidava il sonnō-jōi, si era opposto al trattato con gli Americani e aveva tramato una rivoluzione contro il bakufu) conosciuto come la Purga Ansei.

Modernizzazione, crisi economica e sollevazioni

L'apertura del Giappone al commercio estero incontrollato portò ad una grande instabilità economica. Mentre alcuni imprenditori prosperarono, molti altri fecero bancarotta. La disoccupazione crebbe, così come l'inflazione. Per coincidenza molte carestie avevano fatto alzare drasticamente il prezzo del cibo. Avvennero incidenti fra alcuni stranieri, chiamati "feccia della terra" da un diplomatico dell'epoca, e giapponesi.

Anche il sistema monetario del Giappone andò in rovina. Tradizionalmente, il tasso di scambio del Giappone fra argento e oro era di 1:5, mentre i tassi internazionali erano dell'ordine di 1:15. Questo portò ad un massiccio acquisto di oro da parte degli stranieri, e infine costrinse le autorità giapponesi a svalutare la loro moneta.Dower, "Chaos"

Gli stranieri portarono in Giappone anche il colera (probabilmente dall'India), causando centinaia di migliaia di morti.

Durante gli anni sessanta dell'Ottocento, rivolte di contadini (hyakushō ikki) e disordini urbani (uchikowashi) si moltiplicarono. Apparve il movimento "Rinnovamento del mondo" (yonaoshi ikki), così come febbrili movimenti di isteria collettiva come l'Ee ja nai ka (traducibile in Perché no oppure Non va forse bene così?).

Il bakufu inviò all'estero numerose missioni diplomatiche, per acquisire conoscenze a proposito della civiltà occidentale, rivedere i trattati iniqui e rimandare l'apertura di città e porti al commercio straniero; tali sforzi per la revisione si rivelarono però in buona parte infruttuosi.

Nel 1860 venne inviata un'ambasciata giapponese agli Stati Uniti, sulla nave da guerra Kanrin Maru e la nave americana Powhattan. Nel 1862 venne inviata una prima ambasciata giapponese in Europa.

Assassinii di stranieri e conflitto aperto

In questo periodo aumentò la violenza contro gli stranieri e coloro che avevano a che fare con loro. Ii Naosuke, che aveva firmato il Trattato di Harris e aveva tentato di eliminare l'opposizione all'Occidentalizzazione con la Purga Ansei, fu assassinato a Sakuradamon nel marzo 1860. Henry Heusken, il traduttore olandese di Harris venne ucciso da alcuni spadaccini nel gennaio del 1861. Sempre nel 1861, venne attaccata la delegazione britannica a Edo, e vi furono due morti. Durante quel periodo, venne ucciso circa uno straniero al mese. Nel settembre del 1862 avvenne l'Affare Richardson, che avrebbe costretto le nazioni straniere a intraprendere azioni decisive per proteggere gli stranieri e garantire l'esecuzione delle provvisioni dei Trattati. Nel maggio 1863, la delegazione statunitense a Edo venne data alle fiamme.

L'opposizione belligerante all'influenza occidentale si trasformò in conflitto aperto quando l'Imperatore Kōmei, rompendo con secoli di tradizione imperiale, iniziò a prendere un ruolo attivo negli affari di Stato e promulgò, l'11 marzo e l'11 aprile 1863, un "Ordine di espellere i barbari" (攘夷実行の勅命).

Il clan Chōshū con base a Shimonoseki, sotto il Lord Mori Takachika, eseguì l'Ordine, e iniziò a intraprendere azioni per espellere tutti gli stranieri a partire dalla data fissata come ultimatum (10 maggio, calendario lunare). Sfidando apertamente lo shogunato, Takachika ordinò alle sue forze di sparare senza avvertimento su tutte le navi straniere che attraversassero lo Stretto di Shimonoseki.

Sotto le pressioni dell'Imperatore, lo Shōgun fu inoltre costretto a promulgare una dichiarazione di fine delle relazioni con gli stranieri. L'ordine fu comunicato alle legazioni straniere da Ogasawara Zusho no Kami il 24 giugno 1863: