La ferrovia Modena-Sassuolo è una linea ferroviaria gestita dalle Ferrovie Emilia Romagna.

Storia Fu attivata il 1º aprile 1883 dalla Società Anonima Ferrovia Sassuolo Modena Mirandola Finale (FSMMF), che aveva ottenuto in concessione anche la Modena-Mirandola e in seguito gestì la tranvia Modena-Maranello. Inizialmente era a scartamento ridotto (950 mm) con trazione a vapore, e fu pertanto la prima ferrovia in Italia a essere costruita a scartamento ridotto.

Questa linea era anche conosciuta come “al trenèin dal còcc”: in dialetto modenese il “cuccio” era la spinta iniziale che veniva impressa ai treni in partenza da Sassuolo che, sfruttando la lieve e regolare pendenza fino a Modena, congiungevano i due centri senza altro tipo di propulsione, raggiungendo velocità comprese fra i 20 e i 30 km/h. Erano anche detti “treni a gravità”, e permettevano un notevole risparmio energetico, in termini di carbone non consumato. Pare che in testa venisse sistemato un carico pesante, un vagone di sabbia o maiali, per aumentarne la trazione verso valle. Ne era previsto solo uno al giorno, senza fermate intermedie, portati a due durante la prima guerra mondiale.

Nel 1917, l'esercizio passò alla SEFTA, nata dalla fusione della FSMMF con la FMV. La società procedette al passaggio dello scartamento a quello normale e alla costruzione della nuova stazione sita in Piazza Manzoni tra il 1929 e il 1932. Durante il periodo dei lavori i binari erano a doppio scartamento, in modo che il servizio non fosse interrotto. Nello stesso tempo, avvenne l'elettrificazione della linea.

Nel 1970, la linea rimase l'unica sopravvissuta di tutta la rete delle ferrovie provinciali. Tra il 1976 e il 1978 la linea venne sottoposta a importanti lavori di ammodernamento comprendendo il rinnovo dell'armamento (con rotaie leggere da 36 kg/m in luogo delle precedenti da 27 kg/m), sostituzione della linea aerea di alimentazione, automatizzazione di tutti i passaggi a livello, compresi quelli sul raccordo tra le due stazioni, e altri interventi minori. Dal Settembre 1987 poi si decise di investire in modo significativo sul trasporto passeggeri, aumentando le corse giornaliere (da 11 a 20 coppie) e istituendo il servizio Treno+Bus (TB), che prevedeva dei bus integrativi che collegavano la stazione di Piazza Manzoni con vari punti della città. Per contro, alla fine del 1988 venne definitivamente soppresso il servizio merci, già in crisi da qualche anno.

Il treno che la percorre è soprannominato "Gigetto": tale nomignolo fu coniato a fine anni 1980 dall'allora sindaco di Modena Alfonsina Rinaldi in occasione della presentazione di un progetto di ristrutturazione della linea che, come punto principale, prevedeva il prolungamento della stessa dalla Stazione di Piazza Manzoni fino alla Stazione di Modena FSStefano Luppi, Modena-Sassuolo l'unico treno italiano del tutto gratuito, in Gazzetta di Modena, 10 giugno 2014.

Nel maggio del 1998 venne chiuso al traffico il raccordo fra la stazione di Modena piazza Manzoni e la stazione FS, e iniziarono i lavori di interramento e ricostruzioneFantini, op. cit., p. 15. L'inaugurazione della tratta ricostruita, che evita il regresso necessario in precedenza, si tenne il 14 dicembre 2003, mentre l'esercizio regolare iniziò il 26 gennaio dell'anno successivo..

In particolare, da piazza Manzoni la linea è stata interrata, sottopassando la via Vignolese e la via Emilia, quindi torna in superficie a circa un chilometro dalla Stazione Centrale, sovrappassa via Divisione Acqui e con una curva raggiunge la Stazione Centrale presso Piazza Dante.

Dal 1º gennaio 2008 la linea è gestita da Ferrovie Emilia Romagna, che ha acquisito il ramo ferroviario della modenese ATCM.

Dal 1º gennaio 2020 i treni della linea sono svolti da Trenitalia Tper.

Dal 13 giugno 2022 al 9 dicembre 2023 la tratta Formigine-Sassuolo è stata chiusa per via dei lavori di costruzione di un sovrappasso ferroviario che ha sostituito un passaggio a livello sull'ex strada statale 467 di Scandiano con la conseguente sostituzione con bus, mentre tra Modena e Formigine il servizio ferroviario era rimasto in funzione. Dal 10 dicembre 2023 è stata riaperta l'intera linea.

Percorso Stazioni e fermate

Note

Bibliografia

Cerioli, Della Bona, Fantini, Le ferrovie provinciali modenesi. Storia di uomini e di treni, Bologna, CEST, 1994.

Ulteriori approfondimenti (non usati nella stesura della voce): Gabriele Savi. Sui binari SEFTA con gli storici azzurri in "RF - Rivista della Ferrovia", 2010, 11, p. 9.

Voci correlate Ferrovie modenesi Firema E 126

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