Biografia Collaboratore prima del Corriere della Sera e poi della Gazzetta dello Sport, di cui diverrà direttore nei primi anni del dopoguerra, De Martino è ricordato come uno tra i più prolifici autori di letteratura sportiva d'Italia. Volontario nei due grandi conflitti mondiali, tenente e maggiore del Genio, due volte ferito sul Carso e sul Don, tre croci di guerra, Emilio De Martino scompare a 63 anni per le conseguenze di un'infezione contratta sul fronte russo.

Nel 1920 si sposa con Gisla Boero, unione allietata dalla nascita di due figli, Luciana e Aldo. Due le passioni alle quali resterà fedele: lo sport, calcio in particolare (dapprima come giocatore nella Juventus Italia dal 1913 al 1915, ), e il giornalismo. Riceve il testimone di primo responsabile della rubrica sportiva dal direttore del Corriere della Sera Luigi Albertini il 1º marzo 1923 quando lo sport era confinato in due, tre notizie nelle sei colonne delle poche pagine del giornale, anche se la sua militanza nella testata milanese di via Solferino era iniziata tre anni prima. E al Corriere della Sera resterà fedele più di vent'anni, passando poi alla responsabilità dello sport nel quotidiano milanese del pomeriggio Milano-sera e del settimanale Football Italiano. Nel 1947 viene chiamato a dirigere il più importante foglio sportivo italiano, la Gazzetta dello Sport, che lascerà alla fine del 1949 per ragioni di salute. Ma la passione, appena recuperate le forze, gli impone di tornare in pista: nuovo passaggio a Milano-sera e fondazione del rotocalco settimanale Lo Sport, confluito poi ne Lo Sport Illustrato, al quale continuerà a dare il suo prezioso apporto sino agli ultimi giorni di vita.

Emilio De Martino è stato uno dei più popolari giornalisti sportivi italiani, vibrante interprete del gesto agonistico e fantasioso evocatore di immagini per un pubblico legato, sino a quel momento, ai grandi avvenimenti solo attraverso giornali e radio. La nascita della televisione in Italia è datata infatti 1954, ed alla TV De Martino poté offrire solo un marginale apporto: una rubrica di posta riscosse comunque ampi consensi.

Opere Emilio De Martino è stato un romanziere prolifico, per adulti e ragazzi. Un elenco di alcune delle sue pubblicazioni comprende: Il cuore in pugno, che anticipava di tre anni l'avventura americana di Primo Carnera, il solo pugile italiano a conquistare il titolo mondiale dei massimi; La squadra di stoppa, che ebbe uno straordinario successo, di fatto costringendo l'autore ad elaborare nuovi e, per la verità, meno fortunati episodi; il regista Alberto Casella ne curò una versione per la radio (maggio-giugno 1950)Radiocorriere TV, 1950, n. 19, p. 11Radiocorriere TV, 1950, n. 20, p. 15 e una per la televisione (novembre-dicembre 1964)Radiocorriere TV, 1964, n. 47, p. 60 La danza delle lancette dedicata all'epopea della Mille Miglia. Fornì lo spunto per una elaborazione cinematografica,

De Martino fu anche applaudito commediografo: l'ultimo testo lo scrisse per Wanda Osiris: La donna e il diavolo, rivista presentata al Teatro Lirico di Milano (la più famosa soubrette dell'epoca si esibiva cantando una canzone araba in groppa a un cammello).

Dissero di lui Il ricordo di Emilio De Martino rivive nella testimonianza del collega, amico e compagno di tanti servizi, Orio Vergani, apparsa sul Corriere d'Informazione: “Per molti anni ho lavorato vicino a Emilio De Martino. Ci separava solamente un corridoio, due porte a vetri; quella del suo ufficio e quella del mio. Più che vederlo, lo udivo. De Martino non concepiva di poter lavorare in silenzio. Dal suo tavolo, comandava come un ‘nostromo' la sua ‘ciurma' a gran voce e con grandi grida. Perché gridava. Gridava perché era convinto di avere vissuto una eccezionale giornata di sport, anche se la domenica sportiva era stata, alla prova dei fatti, assolutamente incolore. Ma Emilio non credeva alle giornate ‘incolori'. Ogni sabato si preparavano ‘grandi cose'. Ogni lunedì il bilancio era elettrizzante, e se non lo era, ed era stato, anzi, addirittura deficitario, quel deficit, c'era da giurarlo, preparava una riscossa per la domenica prossima”.

Gian Maria Dossena ha scritto: “La grande lezione che Emilio De Martino ci ha lasciato è una lezione di gioia e di ottimismo: lui non affrontava la vita, l'abbracciava”. Il pubblico ha ricambiato la grande lezione di ottimismo e di gioia che ha improntato il suo lavoro con corali manifestazioni di simpatia: sulle strade del Giro d'Italia non era infrequente che gli venissero tributate calorose scritte d'affetto.

Romanzi Storie di calciatori, Milano, 1925 Due anni di passione, Milano, 1927 Vita al sole, Libreria d'Italia, Milano, 1929 Il cuore in pugno, Casa Editrice Agnelli, Milano, 1930; Limina, 2006 Storie d'audaci, 1931 La danza delle lancette, Baldini & Castoldi, Milano, 1933, da cui è stato tratto un film nel 1936 La freccia nel piede, L. Cappelli, Bologna, 1934 Sei milioni per un cuore, 1937 Uno dei centomila, Ceschina, Milano, 1938 Mille Miglia, Ceschina, Milano, 1940 La squadra di stoppa, Mondadori, 1941; Editrice ADM, 1964 La rivincita della squadra di stoppa, Mondadori, 1942 Il giro della squadra di stoppa, Mondadori, 1943 Pufi, storia di un cane sportivo, Baldini & Castoldi, Milano, 1948 Bartali e il Giro di Francia 1948, prefazione di Gino Bartali, Baldini & Castoldi, Milano, 1948 Ragazzi... gol!, Genio, Milano, 1952

Testi teatrali Fuori giuoco, 1928 La signorina senza motore, 1933 Un vecchio campione, 1937 La donna e il diavolo, 1943

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