Situazione attuale I dati relativi alla penetrazione di Internet in Africa, misurata secondo diversi parametri (numero di abbonamenti a ISP, numero di host, traffico di rete, larghezza di banda disponibile e via dicendo) forniscono un quadro sostanzialmente omogeneo. Il Sudafrica è di gran lunga il paese più vicino ai livelli di penetrazione europei e nordamericani. Dati percentuali paragonabili si trovano solo in nazioni molto piccole e fortemente turistiche, come Seychelles e Mauritius. Un secondo blocco di paesi relativamente avanzati si trova in Nordafrica, dove spiccano Marocco ed Egitto. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, per la maggior parte degli altri paesi dell'area del Mediterraneo la situazione non è molto diversa da quella che si registra nell'Africa subsahariana, dove la penetrazione di Internet è ai livelli minimi del pianeta. Fanno eccezione solo un piccolo gruppo di paesi particolarmente sviluppati sul piano industriale o turistico, come Nigeria e Kenya.
Contesto generale I tre ostacoli principali alla penetrazione di Internet in Africa sono la scarsa alfabetizzazione informatica, la mancanza di infrastrutture adeguate, e gli elevati costi dei servizi Internet. La stragrande maggioranza della popolazione africana non è in grado di usare un computer e ha difficoltà a leggere o scrivere inglese o altre lingue europee. La stessa fornitura di energia elettrica è aleatoria o assente in molte regioni dell'Africa, e anche grandi città come Dar es Salaam soffrono di ricorrenti black out.ITU (2007)
L'Africa è in generale fortemente arretrata per quanto riguarda la diffusione delle reti fisse, anche telefoniche; nel 2000, in tutta l'Africa subsahariana si contavano meno linee telefoniche fisse che nella sola Manhattan, e nel 2006 contribuiva solo per il 2% al numero di linee telefoniche totali nel mondo. La scarsa interconnettività fa sì che una quantità di traffico di rete stimata fra il 70% e l'85% sia instradato attraverso server collocati in altri continenti (soprattutto Europa).
La larghezza di banda è complessivamente scarsa in Africa, e la sua distribuzione irregolare rivela chiaramente il divario digitale interno al continente. Nel 2007, 16 paesi in Africa disponevano di una sola connessione Internet internazionale, a 10 Mbps o inferiore, mentre il solo Sudafrica disponeva di oltre 800 Mbps. Le principali dorsali che collegano l'Africa al resto del mondo attraverso cavi sottomarini, SAT-2 e SAT-3, forniscono una larghezza di banda molto limitata. Complessivamente, nel 2007 l'Africa aveva a disposizione circa 28.000 Mbit/s contro gli oltre 800.000 Mbit/s dell'Asia e gli oltre 3.000.000 dell'Europa. La larghezza di banda disponibile nell'intera Africa risultava inferiore, per esempio, a quella della sola Norvegia (dotata di 49.000 Mbit/s di banda, 1 volta e mezza l'Africa).
Un mezzo molto utilizzato per far fronte alla scarsa banda disponibile è la comunicazione attraverso costosi collegamenti satellitari. Tutti questi elementi fanno sì che l'uso di Internet sia economicamente proibitivo per la maggioranza della popolazione; questo a maggior ragione se ci si riferisce all'accesso a banda larga. Agli elevati costi contribuisce probabilmente anche la mancanza di una regolamentazione internazionale adeguata degli aspetti economici della gestione della rete; mentre le direttive ITU garantiscono che il costo delle connessioni telefoniche fra l'Africa e l'Europa sia ripartito al 50% fra gli operatori coinvolti, l'associazione degli ISP del Kenya ha denunciato nel 2002 il fatto che il costo del traffico Internet in ingresso e in uscita dall'Africa fosse totalmente a carico dei provider africani.BBC News (2002)
Accesso a Internet La penetrazione di Internet presso la popolazione registra in Africa i minimi mondiali. Secondo le stime del 2007 e 2008, gli africani che hanno accesso a Internet sono il 4%.Waters (2007) Pur ospitando il 14,3% della popolazione mondiale, l'Africa contribuisce solo per il 3,6% al numero totale di accessi Internet.Internet World Stats (2008) Si stima che gli africani che dispongono di connessioni a banda larga siano l'1% o meno.Pingdom (2008) Al settembre 2007 risultavano in Africa solo 1.097.200 abbonamenti a linee broadband, da ricondursi principalmente a grandi aziende e istituzioni.
Coerentemente con gli altri parametri, l'accesso a Internet è distribuito in modo molto disomogeneo nel continente. I 2/3 dell'attività online dell'Africa sono generati dal Sudafrica, che per contro contribuisce solo per il 5% alla popolazione del continente. Il rimanente 1/3 è fortemente concentrato in alcuni paesi del Nordafrica come Marocco ed Egitto. I massimi tassi percentuali di penetrazione di Internet si rilevano comunque nelle piccole economie fortemente turistiche, come le Seychelles, dove il 37% della popolazione dispone di una connessione Internet (contro l'11% del Sudafrica e l'8% dell'Egitto).
Questi dati statistici sono basati essenzialmente sul numero di abbonamenti a ISP, che è solo un dato parziale. Il numero reale di utenti Internet in Africa, e l'impatto che Internet ha sulla vita degli africani, sono elementi di più difficile valutazione.Cornu (2005)Oyelaran-Oyeyinka e Nyaki Adeya (2002) In molti paesi i cybercafe e gli Internet point sono estremamente diffusi e frequentati. Inoltre, ci sono accessi indiretti a Internet che avvengono con mezzi informali, come corrieri che stampano le email e le consegnano a mano nelle zone non raggiunte dalla rete, o emittenti radio che trasmettono informazioni ottenute attraverso Internet (per esempio meteo) dopo averle tradotte nelle lingue locali.
Numero di host Anche la distribuzione degli host Internet in Africa riproduce la situazione generalmente arretrata e disomogenea della diffusione degli accessi. Alla fine del 2007, il numero di host in Africa era attestato intorno a 1.800.000, contro i 120 milioni dell'Europa, i 67 milioni dell'Asia e i 27 milioni del Sudamerica. L'intera Africa dispone di un numero di host inferiore a quello della sola Finlandia; la Nigeria, con 140 milioni di abitanti, ha un terzo degli host del Liechtenstein ( abitanti). All'hostcount contribuiscono per l'80% 3 paesi (Sudafrica, Marocco ed Egitto), la cui popolazione complessiva ammonta appena al 9% di quella del continente.Livraghi (2008)
La seguente tabella riporta il numero di host dei paesi africani in cui tale numero supera il valore 1000. Tutti insieme, questi paesi contribuiscono per il 99,6% all'hostcount complessivo per il continente. I dati sono aggiornati al dicembre 2007. I valori percentuali sono arrotondati all'intero più vicino.Fonte Livraghi (2007) L'ultima colonna riporta la densità di host, misurata come numero di host per abitanti; per paragone, si consideri che la densità media mondiale è 43.Giancarlo Livraghi, Dati sull'Internet nel mondo Nazione Numero di host(migliaia) % rispetto al totale Africa Densità(numero di host per abitanti) Sudafrica 1197 65 25 Marocco 273 15 9 Egitto 175 8 2 Ghana 24 1 1 Kenya 23 1 1 Mozambico 23 1 1 Tanzania 21 1 1 Zimbabwe 17 1 1 Madagascar 10 1 1 Mauritius 10 1 1 Zambia 8 1 1 Namibia 7 1 3 Costa d'Avorio 6 1 1 Botswana 6 1 3 Angola 6 1 1 Swaziland 2 1 2 Nigeria 2 1 2 Congo (RDC) 2 1 1 Ruanda 2 1 1 Uganda 1 1 1 Eritrea 1 1 1 São Tomé e Príncipe 1 1 8 Totale Africa 1830 100 2
Traffico IXP Un parametro che viene talvolta utilizzato come misura indiretta della penetrazione di Internet in un'area geografica è il volume del traffico dati sugli IXP (Internet Exchange Point). Anche questo dato conferma la posizione arretrata dell'Africa: sugli IXP africani il volume di traffico rilevato è nell'ordine dei kbps (kilobit al secondo) o in Mbps (megabit al secondo), mentre nel resto del mondo si misura tipicamente in centinaia di Gbps (gigabit al secondo). JINX, il più importante IXP di Johannesburg e uno dei principali del continente, smista circa 450 Mbit/s (dato del 2008).
La valutazione del traffico IXP, comunque, è indicativa solo del traffico esclusivamente locale (principalmente email), mentre la maggior parte del traffico riferibile all'Africa è instradato attraverso altri continenti, e la maggior parte dei contenuti Web creati e gestiti in Africa si trova su server remoti. Inoltre, i dati rilevabili non tengono conto del peering diretto fra ISP (private peering), ovvero dello scambio di traffico fra ISP che non utilizza IXP. La principale rete accademica sudafricana TENET, per esempio, è in peering con l'ISP Internet Solutions per 10 Gbit/s sia a Città del Capo che a Johannesburg.
Regolamentazione La liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni e la regolamentazione della concorrenza, in Africa, sono a uno stadio molto arretrato rispetto all'Occidente. L'Africa è il continente con la percentuale più bassa di incumbent privati nel settore della telefonia fissa e delle reti fisse (dato del 2007). La tendenza alla privatizzazione è comunque in corso: per esempio il Kenya e il Botswana si stanno orientando a privatizzare Telekom Kenya e Botswana Telecommunications Corporation (BTC), rispettivamente.
Tuttavia, il mercato della telefonia mobile, che nella maggior parte dei casi è stato aperto da compagnie private e non da incumbent statali, è generalmente più competitivo, e quello di Internet lo è ancora di più.
Questa tabella mostra le percentuali di paesi africani dove esiste concorrenza totale, parziale o monopolio (de iure o de facto) per le tre tecnologie (telefonia fissa, telefonia mobile, Internet).Fonte ITU (2007)
Internet Mobile Fisso Monopolio 10 9 55 Concorrenza parziale 12 41 23 Concorrenza totale 69 43 25
L'importanza di una regolamentazione di settore e della creazione di istituzioni di controllo (authority) che garantiscano la competizione è ampiamente riconosciuta dalle autorità africane. Un modello importante è quello del Marocco, che dopo l'istituzione di un'authority (1998) e l'ingresso sul mercato di un forte competitor del principale incumbent (Meditel, entrata sul mercato nel 1999 e principale rivale di Morocco Telecom), ha visto un rapidissimo sviluppo del settore. Sulla base di questa e altre esperienze simili, nonché delle indicazioni dell'ITU, la maggior parte dei paesi africani si sono dotati di authority e stanno raffinando la regolamentazione di settore. Nel 2007, l'83% dei paesi africani aveva un'authority sui servizi Internet e il traffico dati.
Applicazioni di Internet in Africa La penetrazione di Internet nella società è caldeggiata per molti motivi in tutto il mondo, ed è stata inclusa negli Obiettivi di Sviluppo del Millennio dalle Nazioni Unite. Il World Summit on the Information Society (WSIS) delle Nazioni Unite è una chiara rappresentazione dell'impegno esplicito a livello globale per l'abbattimento del divario digitale che separa i paesi poveri da quelli ricchi.
Per l'Africa, la disponibilità di Internet rappresenta un'opportunità più importante che altrove, perché potrebbe contribuire a mitigare alcuni dei problemi più gravi e diffusi nel continente. Alcune delle applicazioni specifiche che Internet potrebbe avere in Africa sono rese evidenti da iniziative già in corso. Organizzazioni come RANET (RAdio and interNET for The communication of Hydro-Meteorological and Climate-Related Information) e ACMAD (African Centre of Meteorological Applications for Development), per esempio, usano Internet per lo sviluppo di modelli climatici attendibili per il Sahel e altre aree dell'Africa, con notevoli benefici per l'agricoltura nella regione. La Worldspace Foundation diffonde via satellite programmi sulla salute, l'agricoltura e l'ambiente, e dati meteorologici forniti da RANET.