Il Gran Teatre del Liceu, conosciuto anche come El Liceu, è il teatro d'opera principale di Barcellona nonché quello più antico ancora attivo. Si trova nella rambla dels Caputxins.

Storia Le origini e il Teatro di Montsió Fin dal 1750, le rappresentazioni di opera lirica a Barcellona erano monopolio esclusivo del Teatre Principal in virtù di un privilegio reale che fu abrogato nel 1833 con la rivoluzione liberale.

Il 24 febbraio 1837 un battaglione della Milicia Nacional, al comando di Manuel Gibert i Sans, fondò la Sociedad Dramática de Aficionados, nota anche come Liceo Filodramático de Montesión con sede presso il convento di Montsió nel Portal de l'Àngel. La società si proponeva da un lato di promuovere l'insegnamento della musica (da cui il nome di "liceo") e dall'altro di organizzare spettacoli teatrali con protagonisti gli alunni stessi. Nel convento venne allestito un teatro, il Teatro di Montsió o Teatro del Liceu de Montsió, che tra il 1838 e il 1844 ospitò varie rappresentazioni.

Il primo spettacolo, tenutosi il 21 agosto 1837, fu la commedia El marido de mi mujer di Ventura de la Vega mentre la prima opera lirica messa in scena fu la Norma di Vincenzo Bellini, il 3 febbraio 1838, eseguita da artisti locali. Secondo la moda dell'epoca, il repertorio era essenzialmente italiano: gli autori più rappresentati erano Donizetti e Mercadante oltre allo stesso Bellini e a Rossini.

Il 25 giugno 1838 la società assunse il nome di "Liceo Filarmónico Dramático de S.M. la Reina Isabel II". Già nel 1840 i dirigenti della società espressero l'intenzione di dotarsi di una sala più grande e il 22 giugno 1844 con un Ordine reale venne ceduto alla società del Liceo lo spazio lungo la Rambla che ospitava la chiesa e il convento dei Trinitari Scalzi. Nello stesso anno, le suore di Montsió reclamarono il pieno possesso del convento, il che portò alla chiusura definitiva del teatro annesso.

Nel settembre 1844 iniziarono i lavori di demolizione del complesso dei Trinitari Scalzi per la realizzazione del nuovo edificio. Per trovare i fondi necessari furono costituite due società private, la Sociedad de Construcción e la Sociedad Auxiliar de Construcción; in cambio dell'impegno economico, agli azionisti della prima società fu concesso l'uso perpetuo di alcuni palchi e poltrone del futuro teatro mentre a quelli della seconda fu concessa la proprietà di parte del pianterreno per attività commerciali e per la sede del Circolo del Liceu, un club privato. Il costo complessivo fu di duros, cifra non molto elevata per l'epoca. In questo modo, a differenza di altre città europee in cui la costruzione e la manutenzione dei teatri erano a carico del governo o della monarchia, la realizzazione del "Gran Teatre del Liceu" fu opera dell'iniziativa privata secondo uno schema di società mercantile. Inoltre la regina Isabella II non rispose alla richiesta di concedere un sostegno economico. Tutto questo ebbe delle ripercussioni anche sulla struttura stessa del teatro, con l'eliminazione del palco reale, e sul nome della società che tolse il riferimento alla regina diventando semplicemente "Liceo Filarmónico Dramático": questo caratterizzò fin da subito il nuovo teatro come teatro della borghesia.

L'inaugurazione, i primi anni e l'incendio del 1861

Il 23 aprile 1845 avvenne la posa della prima pietra; venne scelto il progetto dell'architetto Miquel Garriga i Roca, ispirato alla forma canonica dei teatri all'italiana e in particolare a quella del Teatro alla Scala di Milano (opera di Giuseppe Piermarini del 1778), con struttura della sala a ferro di cavallo, platea e cinque livelli di loggioni, di cui tre destinati a ospitare i palchi, separati tra loro solo da balaustre basse, senza colonne o muri intermedi.

L'opera venne portata a termine da Josep Oriol Mestres e l'inaugurazione avvenne il 4 aprile 1847. Con una capienza di spettatori, era il teatro più grande d'Europa.

All'epoca il periodo di pausa dagli spettacoli non era l'estate ma la quaresima e l'apertura solenne si svolse quindi la domenica di Pasqua. Per l'inaugurazione fu scelto un programma misto che comprendeva musica, teatro, canto e danza a indicare i tipi di spettacolo ospitati dal teatro. Furono eseguiti in prima assoluta una ouverture del compositore Josep Melcior Gomis; il dramma storico in tre atti Don Fernando de Antequera di Ventura de la Vega, con attori di grido come Carlos Latorre e Bárbara Lamadrid; il balletto La rondeña di Josep Jurch su coreografia di Joan Camprubí, e la cantata Il regio imene con testo in italiano di Joan Cortada e musica di Marià Obiols, direttore d'orchestra del teatro, dedicata alle nozze tra Isabella II e Francesco d'Assisi di Borbone-Spagna.

L'evento riempì completamente il teatro, con oltre spettatori molti dei quali senza il posto, mentre lungo la Rambla una banda suonava per avvisare l'inizio degli spettacoli. Alcune bambine offrivano fiori e poesie al pubblico che poteva vedere per la prima volta l'interno del Liceu.

Pochi giorni dopo l'inaugurazione, il 17 aprile 1847 fu messa in scena la prima opera lirica, Anna Bolena di Gaetano Donizetti diretta da Marià Obiols ed eseguita da un cast composto da Giovanna Rossi-Caccia, Carlotta Maironi da Ponte, Manuel Renou e Andrea Castellan. Durante il suo primo anno di attività furono rappresentate poi le seguenti opere: I due Foscari (Verdi), Il bravo (Mercadante), Parisina d'Este (Donizetti), Giovanna d'Arco (Verdi), Leonora (Mercadante), Ernani (Verdi), Norma (Bellini), Linda di Chamounix (Donizetti), Il barbiere di Siviglia (Rossini), Don Pasquale (Donizetti) e L'elisir d'amore (Donizetti). La predominanza di Donizetti e Mercadante era legata sia alla moda del momento che alla storia professionale di Marià Obiols, appassionato di belcanto e allievo diretto dello stesso Mercadante.

La seconda stagione iniziò a maggio del 1848 con I Lombardi alla prima crociata di Verdi, con protagonista Alberto Bocceti. In questo stagione furono messe in scena 15 opere, tra cui Lucrezia Borgia di Donizetti interpretata ancora da Giovanna Rossi-Caccia. La quantità di spettacoli era resa possibile dal fatto che all'epoca non c'era la pausa estiva e dalla semplicità delle scenografie, costituite essenzialmente da tele dipinte che venivano spesso riutilizzate per opere differenti.

In questi anni, alle opere si alternavano commedie e drammi teatrali, generalmente recitati in castigliano ma occasionalmente anche in italiano, francese e catalano, nonché spettacoli di zarzuela, danza classica, concerti e recital oltre a una serie di altri generi allora tipici nei grandi teatri come numeri di magia, funambolismo, esibizioni ginniche, circo e varietà spesso accompagnati da brani musicali (ouverture, sinfonie eccetera) annunciati senza indicarne gli autori.

Il 4 agosto 1849 debuttò la prima opera in lingua tedesca, Il franco cacciatore di Carl Maria von Weber. Questo debutto fu molto importante perché fu l'inizio dell'apprezzamento del canto corale in Catalogna, in particolare il coro dei cacciatori fu il modello a cui si sarebbe ispirato in seguito Josep Anselm Clavé, fondatore del movimento corale catalano. Il primo coro interamente al femminile (sempre di genere cacciatore) fu eseguito al Liceu il 5 marzo 1861 con l'opera Martha di Friedrich von Flotow.

Nel 1854 la sezione del teatro fu separata da quella del conservatorio; la prima fu presa in carico dalla Società del Gran Teatre del Liceu come entità indipendente dal Conservatorio del Teatre del Liceu, dedicato all'insegnamento.

Nel 1859 venne messa in scena in versione italiana l'opera francese La Juive di Jacques Fromental Halévy, che sarebbe diventata molto popolare in quegli anni.

Fin dalla sua apertura, il Liceu divenne subito il concorrente più importante del Teatre Principal, fino allora detentore del monopolio dell'opera a Barcellona. Sorsero così le fazioni rivali dei "liceisti" e dei "principalisti"; i "liceisti" erano considerati progressisti e i "principalisti" conservatori ma in realtà la programmazione dei due teatri era sostanzialmente identica così come gli artisti scritturati erano gli stessi. Il Liceu tuttavia era un teatro di grandi dimensioni in grado di attrarre un pubblico maggiore, in particolare i giovani, grazie anche alla qualità degli spettacoli. Fu così che a partire dagli anni cinquanta del XIX secolo il Liceu prese definitivamente il sopravvento che divenne indiscusso quando vent'anni più tardi il Principal entrò in crisi e divenne un teatro secondario per quanto riguardava la programmazione operistica.

Il 9 aprile 1861 le fiamme distrussero il teatro per la prima volta. L'incendio si sviluppò il giorno successivo alla messa in scena della commedia teatrale María la cieguita di Enrique Gil y Zárate; il giorno precedente era stato eseguito il Rigoletto di Verdi e per il giorno 9 era previsto un altro lavoro teatrale, Fortuna contra fortuna di Tomàs Rodríguez Rubí. Il fuoco si sviluppò al quarto piano dove si trovava il laboratorio di sartoria a causa di una lampada ad olio spenta male; le fiamme si propagarono molto rapidamente e non vi fu il tempo di azionare gli idranti. Essendo la struttura quasi tutta in legno, alla fine dell'incendio rimase solo la struttura in pietra. La disgrazia fu notevole data la popolarità del teatro. Si salvarono dalla distruzione anche le strutture dei foyer, le scale dell'ingresso, parte dei corridoi e le dipendenze del Circolo del Liceu. Il teatro fu ricostruito nella sua forma primitiva ma con una decorazione molto più ricca rispetto a quella originaria. Dalle immagini di questo primo incendio si nota che lo scheletro superstite è esattamente lo stesso che si è osservato dopo il secondo incendio del 1994, a conferma che la ricostruzione si era basata sullo stesso schema strutturale del 1847 partendo da quanto era rimasto intatto.

I proprietari e gli enti locali direttamente collegati al teatro collaborarono generosamente e senza esitazione al finanziamento dei lavori di ricostruzione. Solo la regina Isabella II non si dimostrò all'altezza delle circostanze, rifiutandosi ancora una volta di prestare l'aiuto economico che le era stato richiesto.

Il feudo dell'opera italiana

Il teatro divenne un feudo dell'opera italiana in cui venivano rappresentati poco dopo la prima assoluta i lavori dei compositori più importanti del momento: Donizetti, Mercadante, Verdi a cui si aggiunse il franco-tedesco Giacomo Meyerbeer. Sul palco del Liceu si esibivano cantanti di prestigio come Fanny Salvini-Donatelli, che aveva interpretato Violetta nella prima assoluta de La traviata a Venezia. Venivano rappresentate anche opere di alcuni autori francesi come Ferdinand Hérold o Daniel Auber ma cantate in lingua italiana secondo l'uso del tempo.

Dopo la catastrofe del 1861, il Liceu ripartì con nuovo slancio; nel momento di spicco dell'opera italiana si affiancò il repertorio francese con i debutti de Il profeta e de L'africana di Meyerbeer, che diedero vita al "meyerberismo" tra gli appassionati, e con le opere principali di Gounod, Thomas, Halévy e Auber tra gli altri.

Il 20 aprile 1862, appena un anno dopo l'incendio, il teatro riaprì le porte al pubblico con I puritani di Bellini, protagonista il tenore Pietro Mongini. La ricostruzione fu diretta dall'architetto Josep Oriol Mestres; la sala era completamente nuova, ad eccezione di quello che si era salvato dalle fiamme: le facciate e il lato dell'edificio verso la Rambla, con la Sala degli Specchi, l'atrio, i locali del Circolo del Liceu e il Conservatorio. Poco dopo, il 30 maggio, per la prima volta si provò l'impiego della luce elettrica per la scena.