I Brandolini (o, alla veneta, Brandolin, anticamente de Brandoli) furono una nobile famiglia di antiche origini forlivesi.

A Forlì i Brandolini ottennero il titolo di patrizi, mentre a Bagnacavallo (nel ravennate) raggiunsero la signoria; un ramo di essi, a partire da Brandolino Conte Brandolini, si distinse in Veneto come feudatario della Valmareno sotto la Serenissima.

Storia Il capostipite sarebbe stato Brando I (VI secolo), figura probabilmente leggendaria.

I Brandolini, cittadini forlivesi, si distinsero sin dall'XI secolo come uomini d'arme e capitani di ventura. Si ricordano Tiberto I, generale di Ottone III, Tiberto II, crociatoViene citato nel rogito di un notaio, Guido da Imola, databile all'anno 1101, il cui incipit recita "Armigeri forlivienses ad bellum sacrum"., Sigismondo, anch'egli crociatoP. Bonoli, Storia di Forlì, Vol. I, Atesa Editrice Bologna 1981, p. 137-138., Avardo II, primo conte di Bagnacavallo, Tiberto IV, Broglia I († 1400), Guido V (1350-1383), Brandolino III, il nipote Brandolino IV († 1456), Brandolino V, Tiberto IX († 1493), Giovanni II, Brandolino VI, Lionello II, Sigismondo II, per citarne solo alcuni. Il ramo veneto continuò a mantenere una propria compagnia sino al Settecento.

Altri esponenti appartennero, invece, al ceto ecclesiastico.

I rami Brandolino IV, tra i più noti condottieri di ventura dell'epoca, combatté al servizio della Repubblica di Venezia. Per le vittorie conseguite, la Serenissima volle offrirgli nel 1436 la signoria di Valmareno, con sede nel "Castello di Costa" di Cison, da condividere con il compagno d'armi Gattamelata. Quest'ultimo, in seguito, rinunciò ai diritti feudali, lasciando i domini al solo Brandolino e ai suoi discendenti.

Ramo romagnolo Il figlio di questi, Tiberto VIII, essendo passato agli Sforza di Milano, fu diseredato dal padre e il titolo di conte di Valmareno passò al fratello Cecco II. A Tiberto, comunque, rimasero i beni romagnoli e il feudo di Castellarquato, avuto dagli Sforza. Questo ramo si estinse nel 1782 con la morte di Broglia IV, che designò suoi eredi i Dall'Aste, famiglia nobiliare forlivese imparentata coi Brandolini, da allora indicata come famiglia Dall'Aste Brandolini.

Ramo veneto Discendente da Cecco II, il ramo veneto nel 1686 ottenne il patriziato veneto in quanto Guido VIII, non potendo né lui, infermo, né i figli, troppo giovani, partecipare alla guerra di Morea contro i Turchi, inviò all'esercito una lauta somma di denaro. Nel 1750 essi aggiunsero, per ragioni testamentarie, anche il cognome Rota, divenendo noti come Brandolini Rota. Villa Rota Brandolini D’Adda Pavan Zanussi, dal sito del Microturismo delle Venezie..

Nel 1914 i discendenti del senatore Annibale Brandolin e di Leopolda D'Adda, unica erede del padre Carlo D'Adda, ebbero l'autorizzazione a cambiare il proprio cognome in Brandolini D'Adda. Di questo periodo sono il vescovo Sigismondo e i politici Annibale, Girolamo e Brandolino.

Tra i Brandolini recenti, da ricordare Brando (1918-2005), marito di Cristiana Agnelli, sorella dei più noti Gianni e Umberto, e la nipote Bianca (1987), cugina di terzo grado di Lapo Elkann, a cui è stata legata sentimentalmente.

I Brandolini di Valmareno risiedettero per secoli nel castello di Cison sino agli anni cinquanta del Novecento, quando fu venduto ai padri salesiani. Nel 1997 Massimo Colomban acquisì la struttura, recuperandola e trasformandola in un albergo di lusso.

Ramo fiorentino Già nel Mille si formò un ramo fiorentino, estintosi nel 1732 con Maria Girolama.

Residenze Oltre al già citato Castelbrando, tra Cison di Valmarino e Valmareno, nella Vallata Trevigiana, furono residenze veneziane della famiglia il Palazzo Brandolin Rota, il Palazzo Morosini Brandolin e il Palazzo Giustinian Brandolin, tutti affacciati sul Canal Grande.

Stemma Durante la prima crociata, Sigismondo Brandolini da Forlì sconfisse in un celebre duello un "Arabo": a ricordo del glorioso fatto d'arme, decise di "rapirgli l'impresa degli scorpioni"P. Bonoli, Storia di Forlì, Vol. I, Atesa Editrice, Bologna 1981, p. 138., animali che infatti compariranno poi nello stemma di famiglia. I colori bianco e rosso dello sfondo, inoltre, richiamerebbero sia i colori dei simboli crociati sia quelli delle città di origine, Forlì e Bagnacavallo.

Genealogia (parziale)

Note

Bibliografia Circolo Vittoriese di Ricerche Storiche: 1396-1996, I Brandolini. Da Capitani di Ventura a Nobili Feudatari - 600º anniversario della norte di Brandolino Brandolini conte di Zumelle. - atti del Convegno 20 aprile 1996, editi da De Bastiani Editore, Vittorio Veneto, 1996.

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