Fu l'ultimo capitano veneziano di Perasto (oggi in Montenegro), ultimo territorio rimasto fedele alla Serenissima.

Il Giuramento di Perasto Il 23 agosto del 1797, dopo più di tre mesi dalla caduta della repubblica di Venezia per mano francese, i cittadini di Perasto si radunarono davanti al palazzo del Capitano della città per seppellire il gonfalone della serenissima. Davanti alla folla inginocchiata, il Capitano Giuseppe Viscovich tenne un discorso in lingua slava serbo-croata: il Giuramento di Perasto, altrimenti conosciuto come Ti co nu, nu co ti (nella traduzione in veneto). La cerimonia consistette nel saluto dei vecchi vessilli e dei nuovi, e fu fatta in due lingue. In Italiano:

In veneto:

Dopo aver letto questo proclama, il conte Viscovich si sarebbe rivolto a un suo pronipote presente alla scena, sempre in lingua slava:

Il conte Viscovich fu, inoltre, il primo a baciare il gonfalone repubblicano e a bagnarlo delle proprie lacrime. Quando tutti i cittadini le ebbero reso omaggio, la bandiera raffigurante il leone marciano fu raccolta in un bacile d'argento e fu trasportata dal Luogotenente e da due Giudici della comunità nella chiesa parrocchiale dove, chiusa in una cassetta, fu seppellita sotto l'altar maggiore della chiesa cittadina. Dopo che furono tutti usciti dalla chiesa, fu issata la nuova insegna salutata da colpi di cannone, allo stesso modo in cui si era salutata l'insegna della Repubblica veneziana. La gente presente tornò quindi dentro la chiesa, fu cantato l'oremus pro Imperatore e si celebrò la messa. Così si concluse la storia veneziana del luogo dopo quattro secoli.

La lingua utilizzata da Viscovich Il celebre discorso tramandato come Ti co nu, nu co Ti (Ti s nami, a mi s Tobom) fu pronunciato in serbo-croato. Di esso sono state fatte varie traduzioni in modo da dar maggior risonanza sia all'evento che al suo sincero e sentito messaggio, affinché tale commiato non rimanesse un evento locale ma venisse trasmesso alle genti d'Europa. Ciò è riferito sia dai documenti conservati nell'archivio della chiesa parrocchiale di San Nicola di Perasto che riflesso anche nella Storia di Perasto scritta da Francesco Viscovich, nipote del conte Giuseppe Viscovich, autore del discorso in oggetto.

L'opera venne pubblicata a Trieste nel 1898 e Francesco Viscovich trascrive nella sua opera il testo originale e la traduzione italiana anteponendovi le seguenti parole:

La versione italiana del giuramento venne precedentemente riportata anche dalla scrittrice Giustina Renier Michiel nella sua opera Origine delle Feste Veneziane (stampata nel 1817 in francese e 1829 in italiano). Il già citato Francesco Viscovich affermò che il testo riportato in italiano della scrittrice veneziana fu tradotto probabilmente dallo stesso conte Viscovich.

Tra le varie traduzioni una delle più celebri è quella in lingua veneta di Cesare Cantù inclusa nella sua Della letteratura italiana (stampata nel 1865). Questa probabilmente attinse dall'opera del canonico originario di Perasto Vincenzo Ballovich intitolata Notizie intorno alla miracolosa immagine di Maria Vergine Santissima detta dello Scarpello e del suo celebre Santuario (1823), il quale riportava il giuramento in lingua italiana.

Gabriele D'Annunzio L'espressione Ti con nu, nu con ti verrà ripresa nel 1919 dal poeta Gabriele D'Annunzio nella Lettera ai Dalmati pubblicata a Venezia, in cui esortava i veneziani e i dalmati all'insurrezione per l'annessione al Regno d'Italia degli ex territori della Serenissima, e sarà il motto della "Squadra [aerea] di San Marco" o "la Serenissima" da lui comandata.

Note

Bibliografia

Voci correlate Perasto Gonfalone di Venezia Caduta della Repubblica di Venezia Storia della Repubblica di Venezia Stato da Mar

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