Il Codogno Calcio 1908, meglio noto come Codogno, è una società calcistica italiana con sede nella città di Codogno, in provincia di Lodi. Milita in Eccellenza, il quinto livello del campionato italiano di calcio.
Storia Nasce l'A.S. Codognese
Il Codogno venne fondato nel 1908 con la denominazione Associazione Sportiva Codognese. All'epoca le società calcistiche più vicine erano il , l'Associazione Studenti (poi diventato "Circolo Pallavicino") e il Lodi F.B.C., tutte di Lodi, mentre altre piccole società sportive come la S.G. Codognese si occupavano per lo più di ginnastica e atletica.
Anche a Codogno il calcio ha origini ginniche. La Società Ginnastica Codognese, nata il 26 luglio 1892, si era affiliata alla F.G.N.I. in data 14 gennaio 1893.Dall'elenco delle società affiliate alla F.G.N.I. del 1900 pubblicato da Marco Impiglia su "I pionieri del calcio romano", Roma - 2001 (conservato presso la Biblioteca del C.O.N.I. di Roma) documento ripreso e pubblicato da Roberto Avantaggiato e Rolando Mignini su "C.R. Lazio una storia lunga 95 anni" edito il 31 ottobre 2004 dal Comitato Regionale Lazio della F.I.G.C. Lega Nazionale Dilettanti.
A proporre ai ginnasti della S.G. Codognese i primi rudimenti del footballPrime partite in occasione della passeggiata del 6 maggio a Reghinera su "Il Popolo" di Codogno di sabato 12 maggio 1906 e manifestazioni ginnastiche a Piacenza il 9 giugno (definita come seconda passeggiata) sul "Il Popolo" di sabato 15 giugno 1907. fu il maestro Alberto Quaglia che, assunto dalla società nel 1906, cambiò radicalmente il modo di concepire lo sport ginnico dei codognesi con i suoi insegnamenti ispirati all'amore per lo sport e al rispetto verso i compagni, prima di essere licenziato all'inizio della stagione 1907.Sul giornale "Il Popolo" di Codogno di sabato 20 aprile 1907. Nell'articolo "ALLA SOCIETÀ GINNASTICA (Dimissioni e nomine)" fu pubblicato da un anonimo un elogio per la notevole attività di incoraggiamento e insegnamento svolta dal maestro che, per il completo distacco da politica e clero, fu osteggiato e licenziato dal Consiglio Direttivo.
In seguito al licenziamento la società, mancante di una figura di guida, perse diversi atleti che, intenzionati a seguire quanto imparato dal maestro Quaglia sviluppando soprattutto il football, andarono a costituire l'Associazione Sportiva Codognese all'inizio della primavera del 1908.In mancanza di una data certa, notevole è l'articolo anonimo apparso su "Il Popolo" di Codogno di sabato 16 maggio 1908 utile a far capire le ragioni per cui alcuni atleti si staccarono dalla Società Ginnastica. Questi, palesata l'intenzione della Società di partecipare al Concorso Ginnastico di Piacenza a settembre, scrisse: "Da un po' di tempo non si tengono più le periodiche istruzioni, gli istruttori mancano o non si fanno vivi, gli alunni stanchi defezionano, ed il Consiglio Direttivo sembra non sia capace di togliere il sodalizio da questo stato d'anarchia e dissolvimento". Riassunto il Maestro Alberto Quaglia a fine giugno 1908, la S.G. Codognese a Piacenza il 9 settembre fece bella figura ottenendo diversi premi con diversi ginnasti. Giornale conservato presso le Biblioteche "Braidense" di Milano e "Comunale" di Lodi.
La prima importante manifestazione sportiva ebbe luogo a Codogno nel Foro Boario domenica 18 settembre 1910 ospitando un torneo quadrangolare tra , A.S. Fanfulla, Forti e Liberi di Crema e la società codognese S.S. Fulgor. La coppa in palio fu vinta dal Crema che in finale superò il Fanfulla dopo aver battuto in mattinata la Codognese.Sul giornale "Il Po" di Codogno del 24 settembre 1910. Giornale conservato presso le Biblioteche "Braidense" di Milano e "Comunale" di Lodi.
Sospesa temporaneamente l'attività sportiva a causa della partenza di diversi giovani richiamati per la guerra turco-libica del 1911, la società cambiò denominazione in Unione Sportiva Codognese.
Il 31 maggio del 1912 la U.S. Codognese ufficializzò la propria affiliazione alla Federazione Ginnastica Nazionale Italiana così come riportato dalla rivista mensile "Il Ginnasta" organo ufficiale della F.G. N. I.Tratto dall'elenco delle società affiliate pubblicate dalla rivista mensile "Il Ginnasta" pubblicato nel 1912 e conservato presso la Biblioteca Comunale "Sormani" di Milano presso il deposito staccato dell'Emeroteca, in Via Quaranta a Milano.
All'inizio della stagione sportiva 1914 si affiliò alla F.I.S.A. (Federazione Italiana Sports Atletici) con la nuova denominazione Unione Sportiva Codogno.Dal giornale "La Lettura Sportiva" di Milano, conservato presso la Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, giornale che dal primo numero del Gennaio 1914 a pagina 3 di ogni numero ne ha pubblicato gratuitamente i "Comunicati Ufficiali" e l'"Elenco delle Società Affiliate".
Il risveglio sportivo del dopo prima guerra mondiale portò i codognesi a cimentarsi con nuove società calcistiche novizie del calibro della U.S. Sant'Angelina, del , dell'U.S. Casalpusterlengo e varie altre compagini minori, sorte in seguito al ritorno di numerosi giovani dal fronte.
I campionati di calcio
Dopo la fine della Grande Guerra la società fu ricostituita conservando la vecchia denominazione Unione Sportiva Codogno. Malgrado ciò, per un lungo periodo, tutti i giornali, sia di cronaca sia sportivi, continuarono a utilizzare il nome Codognese.
Dopo aver allestito il proprio terreno di gioco secondo quanto richiesto dalla F.I.G.C. (dimensioni minime 90x45 m) in modo da evitare la Terza Categoria, e averlo cintato in modo da poter far pagare il biglietto d'ingresso, l'U.S. Codogno venne ammessa dal Comitato Regionale Lombardo al campionato regionale di Promozione con un comunicato ufficiale datato 25 novembre 1919Gazzetta dello Sport di giovedì 27 novembre 1919 a pag. 3 - microfilm conservato presso le Biblioteche Nazionale "Braidense" e Comunale "Sormani" entrambe di Milano..
In Promozione il Codogno si dovette confrontare con squadre di superiore livello tecnico-agonistico, non riuscendo a emergere. In seguito si assistette al passaggio al Codogno di un elevato numero di giocatori del Fanfulla, tra cui quelli di maggiore esperienza, questo, oltreché la crescita di alcuni giovani del vivaio come Mariano Tansini e i fratelli Arcari, permise al Codogno di lottare per il passaggio alla categoria superiore.
La società rimase, però, senza un vero e proprio settore giovanile: per questo motivo, partiti alcuni giocatori della classe 1903, si trovò impossibilitata a completare la rosa della squadra per affrontare i campionati di Terza Divisione e perciò fu costretta alla forzata inattività.
La ripresa
Col rientro a fine ferma dei giocatori mancanti e risolta la battaglia legale con la F.I.G.C., che la voleva equiparata a una società neo-affiliata e quindi includerla nel livello più basso, ovvero la Quarta Divisione, incominciò un periodo di ripresa per il Codogno.
Nel 1924-1925 il Codogno vinse il proprio girone al secondo posto alle spalle del Crema, per, poi, vincere il girone di semifinale e affrontare proprio il Crema nella finale per la promozione. La partita di andata contro i cremaschi fu oggetto di scontri tra le tifoserie che costrinsero alla disputa della gara di ritorno, vinta dal Crema che conquistò, così, la promozione, in campo neutro. La stagione successiva il Codogno non riuscì a centrare la promozione, terminando al terzo posto il proprio girone di finali, tuttavia, a seguito dell'allargamento dei quadri della nuova Seconda Divisione da parte del Direttorio Federale F.I.G.C. la squadra ottenne la promozione in Seconda Divisione.
I campionati nazionali Al termine della stagione 1927-1928 il Codogno venne promossa in Prima Divisione. L'anno successivo, nell’ambito della riforma dei campionati che portò alla creazione della Serie A e della Serie B a girone unico la squadra fu inclusa nella terza serie del DDS.
Nella stagione successiva il Codogno arrivando penultimo nel suo girone retrocedette in Seconda Divisione, venendo, poi, ripescato. L'anno dopo i codognesi arrivarono ancora penultimi nel loro girone: così come l'anno precedente, la squadra non retrocedette poiché il D.D.S. annullò la retrocessione riammettendola al posto di altre squadre rinunciatarie.
Crisi e rinascita Nella stagione successiva il Codogno, per evitare la retrocessione, si rinforzò notevolmente terminando il campionato al quinto posto nel girone B. Nella stagione 1932-33 il Codogno arrivò ultimo nel girone A e retrocedette in Seconda Divisione Regionale a cui non si iscrisse per gravi problemi finanziari.
In Serie C
Il Codogno fu promosso in Serie C dalla Prima Divisione Lombarda al termine della stagione 1938-1939: la permanenza in C durò una sola stagione: il Codogno chiuse il girone B al terzultimo posto, ritornando in Prima Divisione Regionale. Ritornò di nuovo in Serie C al termine della stagione 1941-1942 e vi rimase fino alla stagione 1947-1948 sfiorando l'ammissione alla fase finale Nord nel 1946-1947 (secondo posto nel girone F della Lega Interregionale Nord).
Nella stagione 1947-1948 a causa di una riforma dei campionati, il Codogno, nonostante il terzo posto nel girone D della Lega Interregionale Nord, venne retrocesso nella nuova Promozione (per salvarsi sarebbe dovuto arrivare tra le prime due). Nella prima stagione in Promozione la squadra disputò un campionato mediocre arrivando decima. Nelle stagioni successive non riuscì mai a lottare per la promozione e, al termine della stagione 1951-1952 venne retrocessa, a causa di una riforma dei campionati, nella nuova Promozione Regionale.
La Serie D e i 100 anni di storia Nel 1997 il Codogno si fonde con l'U.S. Frassati di Castiglione d'Adda, dando origine alla società Frassati Codogno. Nella stagione 1999-2000, al termine di un campionato di Eccellenza guidato per quasi tutta la sua interezza, il Frassati Codogno ottiene la promozione in Serie D, tornando a militare in un campionato nazionale dopo quasi cinquant'anni. L'esperienza in quinta serie dura un'unica stagione, con i lodigiani che chiudono il campionato al quart'ultimo posto, con 39 punti, retrocedendo all'ultima giornata coun un punto di distacco dalla salvezza. La stagione seguente in Eccellenza vede il Codogno ottenere la salvezza alla penultima giornata; lo stesso obiettivo viene raggiunto anche nel 2002-2003,, sotto la guida del piacentino Luigi Rocca con un piazzamento di metà classifica.
L'epilogo dell'annata 2003-2004 è invece differente dalle due precedenti, con il Codogno costretto a disputare i play-out nei quali la formazione allenata da Natalino Gottardo retrocede a seguito di un doppio 0-0 contro la Bedizzolese. Da neoretrocessa il Codogno del confermato Gottardo disputa un stagione al vertice conquistando il quarto posto nel campionato di Promozione e l'accesso alla finale regionale di Coppa Italia; dopo le dimissioni del tecnico piacentino i codognesi vengono eliminati in seminifnale play-off nel derby lodigiano con il Brembio e perdendo ai tiri di rigore la finale di Coppa, la cui vittoria avrebbe significato promozione, contro il Corsico. Anche nel campionato 2005-2006 i lodigiani, allenati dal codognese Roberto Labadini, raggiungono l'obiettivo play-off, conquistati durante l'ultima giornata di regular season, venendo poi superati in finale dal Sant'Alessio unicamente in virtù del peggior piazzamento ottenuto in campionato.
Il campionato 2006-2007 vede il Codogno cominciare in maniaera piuttosto stentata, con la squadra che a fine ottobre è posizionata in fondo alla classifica, con l'arrivo sulla panchina di Sandro Mutti, a seguito delle dimissioni di Oreste Fossati, tuttavia comincia una rimonta che culmina con l'ottenimento della salvezza dopo aver vinto lo spareggio per evitare i play-out con il Brugherio.