Il presepe o presepio è una rappresentazione tridimensionale, realizzata con statue e oggetti, che raffigura la Natività di Gesù. Viene solitamente allestito durante il periodo natalizio, nelle case delle famiglie cattoliche e nelle chiese. Il termine deriva dal latino praesepe, che indicava originariamente la mangiatoia del bestiame e, per estensione, il luogo dove fu deposto Gesù alla nascita. Molti presepi combinano immagini dell'Avvento e dell'Epifania.
Le rappresentazioni della Natività hanno radici nelle prime iconografie cristiane; scene della nascita di Gesù compaiono in opere d’arte paleocristiane fin dal IV secolo e in seguito sono diventate sempre più diffuse nel Medioevo.
Secondo la tradizione cattolica, San Francesco d’Assisi nel 1223 a Greccio allestì una rappresentazione vivente della Natività, con animali e una mangiatoia, durante una celebrazione liturgica. Questa iniziativa è considerata un momento centrale nella diffusione della pratica del presepe nel mondo cristiano.
Il presepe tradizionale comprende solitamente statue della Sacra Famiglia, dei Magi, dei pastori, degli animali come il bue e l’asino, e altri personaggi collocati in un contesto che evoca la grotta o la capanna di Betlemme. Secondo alcune tradizioni, la statuina di Gesù Bambino viene inserita nella mangiatoia alla vigilia di Natale e le figure dei Magi vengono posizionate progressivamente fino al giorno dell’Epifania.
Etimologia Il termine presepe deriva dal latino praesaepe, che indicava una mangiatoia o greppia e, in senso più ampio, un luogo recintato destinato al ricovero degli animali. Il vocabolo è generalmente ricondotto alla composizione di prae («davanti») e saepes («recinto»), con riferimento a uno spazio delimitato posto davanti o attorno alla mangiatoia.
È stata talvolta proposta anche una derivazione dal verbo latino praesepire («cingere, recintare»), ipotesi segnalata dalla lessicografia ma considerata secondaria rispetto all’etimologia da praesaepe.
Nel latino tardo e nella tradizione biblica latina il termine praesaepe convive con cripia o crippa, forma attestata nella Vulgata e da cui derivano vari termini nelle lingue europee. Da questa radice provengono, con differenti evoluzioni fonetiche e semantiche, greppia in italiano, Krippe in tedesco, crib in inglese, krubba in svedese e crèche in francese.
Il termine presepe è utilizzato principalmente in Italia e in alcune aree dell’Europa meridionale di tradizione romanza, mentre in altri contesti linguistici prevalgono denominazioni derivate dalla radice latina cripia.
Storia e diffusione La tradizione del presepe trae origine dal racconto evangelico della nascita di Gesù, in particolare dal riferimento alla mangiatoia presente nel Vangelo secondo Luca. Su questa base testuale si è sviluppata, nel corso dei secoli, una progressiva elaborazione liturgica, devozionale e artistica della Natività:
Arte paleocristiana
Le più antiche raffigurazioni della Vergine con il Gesù Bambino appartengono all’arte paleocristiana. Un esempio significativo è la pittura delle Catacombe di Priscilla sulla Via Salaria a Roma, datata tra il 230 e il 240 d.C. (III sec.), che mostra Maria con il Bambino in un contesto funerario cristiano.
Tradizione bizantina Nella tradizione iconografica bizantina la Natività di Gesù è ambientata in una grotta, con la Vergine raffigurata distesa, il Bambino deposto nella mangiatoia e San Giuseppe rappresentato in posizione marginale. Questo schema iconografico, diffuso nel mondo orientale, influenzò la produzione artistica medievale in Occidente.
L’iniziativa di San Francesco a Greccio La tradizione del presepe come rappresentazione tridimensionale della Natività ebbe origine in Italia con San Francesco d'Assisi, che nel 1223 realizzò a Greccio la prima scena vivente, con l’autorizzazione di papa Onorio III.Francesco Cuteri, La vera storia del Natale, Rubbettino Editore, 2005, p.21 Tommaso da Celano descrive l’evento nella sua prima Vita di San Francesco e Bonaventura nella Legenda maior.Tommaso da Celano, Vita di san Francesco, X, p.85Bonaventura, Legenda maior, XX
Il presepe di Greccio rappresenta il passaggio dalla Natività pittorica e simbolica all’allestimento tridimensionale della scena della nascita di Gesù, che sarà seguito poi dall’arte del Rinascimento e dalle tradizioni locali.
Scultura e pittura medievale e rinascimentale Il primo presepe scultoreo documentato è generalmente identificato con il gruppo realizzato da Arnolfo di Cambio alla fine del XIII secolo per la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, considerato un passaggio fondamentale nella resa tridimensionale della Natività. Gli altorilievi con alcune figure a tutto tondo furono completati successivamente. Il presepio si richiama all'intenzione di papa Sisto III, che sin dal 432 creò nella primitiva basilica una "grotta della Natività" simile a quella di Betlemme; la basilica stessa prese allora la denominazione di Santa Maria ad praesepemElsa Bragaglia, Quaderne di religione, Edizioni Dehoniane, 2005. ISBN 88-10-61229-9
Con Giotto la rappresentazione della Natività conobbe un’evoluzione verso il naturalismo: negli affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova lo spazio e le figure sono organizzati secondo criteri più realistici, pur mantenendo elementi della tradizione iconografica precedente.
Invece il primo esempio noto di presepe in legno con figure tridimensionali a tutto tondo di cui si ha notizia è conservato nella Basilica di Santo Stefano di Bologna. L'opera fu scolpita in legno di tiglio e olmo da un artista anonimo tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo. Le statue rimasero prive di colore sino al 1370, quando il pittore bolognese Simone dei Crocefissi applicò una ricca policromia in stile gotico. Questa opera rappresenta un passaggio fondamentale nella tradizione del presepe in Italia, mostrando la transizione dalla rappresentazione pittorica e simbolica della Natività all'allestimento tridimensionale della scena, che diventerà poi una pratica diffusa nelle chiese e, successivamente, nelle abitazioni private.
Nel corso del Quattrocento e del primo Cinquecento la Natività divenne un soggetto centrale della pittura italiana. Tra le opere più note figurano l’Adorazione dei Magi di Botticelli (conservata agli Uffizi di Firenze), la Natività di Piero della Francesca alla National Gallery di Londra e la Natività del Correggio alla Pinacoteca di Brera a Milano.
Parallelamente si sviluppò una tradizione "plastica" della Natività, in particolare attraverso le terracotte invetriate di Luca della Robbia e Andrea della Robbia, destinate a chiese e santuari. Tra gli esempi più rilevanti si annoverano le opere conservate nel convento della Verna e nel duomo di Volterra.
Al 1555 risale un presepe di Federico Brandani, opera in stucco, tufo e pietra pomice conservato ad Urbino, nell'Oratorio di San Giuseppe, con figure a grandezza naturale. Il soffitto e le pareti della cappella del presepio è interamente rivestita di tufo e stucco, in modo da creare un ambiente simile a quello di una grotta.Guida rossa del Touring, volume Marche, T.C.I. editore, 1979 (pagina 262)
Diffusione popolare e regionale L'iconografia del presepe, ispirata all'iniziativa di San Francesco a Greccio, passò ben presto dall'ambito artistico a quello popolare, soprattutto all'interno delle chiese, dove la rappresentazione della Natività con statuine ed elementi tratti dall'ambiente naturale divenne un rito ricorrente. Nelle regioni dell'Italia centrale e in Emilia-RomagnaDizionario enciclopedico UTET, seconda edizione, voce presepe o presepio., già nel XV secolo era diffusa l'usanza di collocare nelle chiese statue dei protagonisti della Natività.
Durante il XVI secolo la tradizione del presepe si diffuse anche nel Regno di Napoli. In questa città alcuni autori attribuiscono la nascita del presepe "moderno" a San Gaetano Thiene. Si trattava di una rappresentazione plastica della Natività, realizzata con materiali poveri e piccole statue, in cui la scena sacra era spesso accostata a episodi di vita quotidiana, ambientati nelle vie napoletane con personaggi in abiti contemporanei.
Dal XVII secolo il presepe iniziò a diffondersi anche nelle case dei nobili, sotto forma di piccoli allestimenti o "cappelle" in miniatura, anche grazie all'invito del papa durante il Concilio di Trento, che ne apprezzava la capacità di trasmettere la fede in modo semplice e vicino alla sensibilità popolare.
Sempre nel XVII secolo, si registrò in Spagna la prima esposizione privata di un presepe a San Cristóbal de La Laguna, a Tenerife. Nelle Americhe, il francescano Pedro de San José de Bethencourt, fondatore dell'Ordine dei fratelli di Betlemme, contribuì alla diffusione dei presepi tra le comunità cristiane locali, guadagnandosi il titolo di "San Francesco d'Assisi delle Americhe".
Tradizioni settecentesche Il grande sviluppo dei presepi scolpiti si ebbe nel Settecento, quando si formarono le grandi tradizioni presepistiche del presepe napoletano, genovese, bolognese, ma anche di altre zone. A Roma, infatti, in questo secolo i pupazzari iniziarono la produzione di statuine in terracotta atte all'uopo, e da Roma poi l'usanza si diffuse anche in Umbria e nelle Marche, all'epoca regioni pontificie, dove si rafforzò la tradizione presepistica già presentePietro Gargano, Il presepio: otto secoli di storia, arte, tradizione, Fenice 2000, 1995 (pagina 46). In questo secolo si diffusero i presepi nelle case. Nel XVIII secolo, addirittura, a Napoli si scatenò una vera e propria competizione fra famiglie su chi possedeva il presepe più bello e sfarzoso: i nobili impegnavano per la loro realizzazione intere camere dei loro appartamenti ricoprendo le statue di capi finissimi di tessuti pregiati e scintillanti gioielli autentici. Nello stesso secolo a Bologna, altra città italiana che vanta un'antica tradizione presepistica, venne istituita la Fiera di Santa Lucia quale mercato annuale delle statuine prodotte dagli artigiani locali, che viene ripetuta ogni anno, ancora oggi, dopo oltre due secoli. Infine si diffuse capillarmente l'usanza di allestire il presepio nelle chiese. Alcuni di essi sono sopravvissuti, nonostante i molti furti subiti, e vengono tuttora esposti nel periodo natalizio.
Diffusione moderna e contemporanea Fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento il presepe arrivò anche negli appartamenti dei borghesi e del popolo, dove divenne il centro simbolico attorno al quale ruotano le festività natalizie. La diffusione dell'albero di Natale non ha cancellato la tradizione del presepe, ma si è ad essa affiancata.
La diffusione progressiva del presepe viene spiegata anche dal successo che esso incontra presso i più piccoli: se Dio è anch'Egli un bambino, se una mamma e dei doni ce lo fanno tanto somigliante, la fede, il soprannaturale possono germogliare in noi nel modo più soave a familiare, e la chiesa del fanciullo sarà il presepioSantucci, La letteratura infantile (pagine 45/46), in Antonio Acerbi, La Chiesa e l'Italia: per una storia dei loro rapporti negli ultimi due secoli Vita e Pensiero, 2003 (da pagina 91). Consultabile su Google Libri a . La tradizione è viva ancor oggi, e i presepi sono allestiti a volte in modo tradizionale e a volte in modo più tecnologico, con figure dotate di movimenti meccanici, impianti elettrici per riprodurre l'alternarsi del giorno e della notte, o anche con ruscelletti che scorrono grazie a piccole pompe elettriche. Le statuine sono oggi disponibili in materiale plastico, ma spesso si usano anche quelle in materiali tradizionali, come la terracotta, il gesso o la cartapesta, acquistati appositamente o accuratamente conservate durante i vari passaggi di generazione.
Il presepe vivente