Palazzo Ducale di Lucca si trova in piazza Napoleone. Fu chiamato anche Palazzo degli Illustrissimi Signori, Palazzo Principale della Serenissima Repubblica di Lucca, mentre oggi è conosciuto anche come della Provincia.
Storia Fino all'avvento della signoria di Castruccio Castracani la sede del governo della Repubblica si trovava in Piazza San Michele. Il Castracani fece costruire la vasta Fortezza Augusta, al cui interno collocò la propria residenza, alloggiamenti per i soldati, depositi di munizioni, ecc. Tradizionalmente il progetto dall'Augusta è attribuito a Giotto. L'enorme complesso, che copriva circa un quinto della città, venne distrutto a furor di popolo nel 1370, dopo che l'Imperatore Carlo IV di Boemia aveva reso alla Repubblica la propria libertà.
La demolizione dell'Augusta dovette riguardare le strutture militari e non il Palazzo, infatti il governo prese come sua sede proprio un edificio che si trovava nel perimetro dell'Augusta.
Con la nuova signoria di Paolo Guinigi venne nuovamente edificata attorno al Palazzo una fortezza, chiamata Cittadella di Lucca. Nel 1430, alla caduta di Paolo Guinigi, anche la Cittadella venne smantellata, ma anche in questo caso il restaurato governo repubblicano decise di continuare ad aver sede nel Palazzo che fu di Castruccio. Il Palazzo Pubblico, nei secoli XV e XVI, crebbe senza un disegno preciso con l'aggiunta progressiva di nuovi edifici al Palazzo già del Castracani e del Guinigi. Nella struttura si trovavano i locali del parlamento e del governo, gli alloggiamenti dei soldati, l'armeria, la polveriera, le prigioni e tutti gli immobili di servizio (il gonfaloniere e il collegio di governo vivevano nel Palazzo e quindi necessitavano di servitù, cucine, scuderie, ecc.). Nel 1586 la polveriera esplose facendo gravissimi danni al complesso. Questo evento indusse la Repubblica a chiedere l'intervento del famoso architetto fiorentino Bartolomeo Ammannati cui si deve il primo progetto organico che venne solo parzialmente realizzato. Successivi importanti interventi si ebbero nella prima metà del XVIII secolo, su progetto di Filippo Juvarra. Con la caduta della Repubblica e la successiva creazione del Principato di Lucca e Piombino il palazzo divenne la sede di un monarca e della sua corte. Per volere della principessa Elisa Baciocchi il palazzo venne isolato sul lato orientale mediante la creazione di una grande piazza. Notevoli cambiamenti vennero poi apportati dalla Duchessa Maria Luisa di Borbone, che si avvalse dell'architetto Lorenzo Nottolini. Le ultime modifiche vennero fatte dallo stesso Nottolini ai tempi del duca Carlo Lodovico con la costruzione della Palazzina Nuova. La decadenza dello stabile iniziò con l'annessione al Granducato di Toscana (avvenuta nel 1847). Dopo l'unità d'Italia il palazzo venne spogliato anche dei paramenti e divenne poi sede della Prefettura, della Corte d'Appello, Corte d'Assise e della provincia di Lucca. A parte la perdita degli arredi gli unici interventi significativi degli ultimi 150 anni consistettero, nella seconda metà del XIX secolo, nell'adattare due saloni della Palazzina nuova per ospitare le aule giudiziarie.
Architettura
Il Palazzo medievale
Nulla di preciso si sa dell'Augusta e del palazzo di Castruccio Castracani; la fortezza aveva ben 29 torri e quattro porte, mentre il palazzo non dovette avere una forma unitaria essendo il risultato di vari immobili acquistati dal Castracani, la cui prematura morte impedì di effettuarne una completa ristrutturazione. Certamente il palazzo venne abitato dall'imperatore Carlo IV di Boemia e quando egli, nel 1370 lasciò Lucca divenne la sede del governo repubblicano. Dopo il 1370 fu deliberato l'abbattimento della fortezza che circondava il palazzo e vennero fatti molti lavori per rendere l'immobile adeguato ad ospitare le sedute del Consiglio Generale e le altre magistrature. Nelle vicinanze dell'edificio esisteva una grande ed alta torre, che venne restaurata. Nel 1400 la Repubblica venne sostituita dalla signoria di Paolo Guinigi. Il Guinigi si installò nel palazzo e lo arredò in modo molto ricco ed elegante; Di particolare importanza fu lo studiolo realizzato da Alduino e Alberto da Bologna con legnami intagliati ed intarsiati. Il Guinigi fece costruire una fortezza in prossimità del palazzo, ma quando la Repubblica venne ristabilita essa venne demolita. Gli arredi e i mobili di Paolo vennero venduti, mentre l'edificio ritornò definitivamente ad esser la sede di un governo e di un parlamento repubblicani.
Il Palazzo nel Rinascimento
Agli inizi del secolo XVI l'edificio era il risultato di una serie di aggiunte che tendevano ad accentrare in un'unica sede tutti gli uffici amministrativi e politici del governo, oltre ad alcune strutture strategiche come il deposito delle armi e delle polveri da sparo. L'antico palazzo medievale era collegato ad una nuova ala che si allungava verso Nord al cui interno si trovava la sala del Consiglio Generale e la Gabella Maggiore, ovvero gli uffici della dogana. L'ala Nord, mediante un cavalcavia si collegava a sua volta con la Torre, mentre un altro passaggio collegava gli edifici nuovi con quelli più antichi. Nella struttura trovarono posto vari offizi, tra cui quello delle Entrate e i Magazzini del Sale. Successivamente vennero fatti grandi lavori nell'ala che oggi prospetta sul Cortile degli Svizzeri, la quale ospitò la Cappella di Palazzo e al piano terreno l'armeria. Nell'agosto del 1576 un fulmine colpisce il magazzino delle polveri e determina una forte esplosione ed un incendio. La devastazione è totale e subito il governo considera l'ipotesi di costruire un nuovo grande e funzionale palazzo. La scelta dell'architetto cadde su Bartolomeo Ammannati, all'epoca già anziano e molto famoso a Roma e a Firenze. L'architetto, prima di accettare, dovette chiedere il permesso del Granduca di Toscana Francesco I de' Medici e si deve qui ricordare come La Repubblica di Lucca ed il Granducato avessero relazioni difficili, se non conflittuali. L'Ammannati fornì un progetto che prevedeva una realizzazione di enormi dimensioni. Il nuovo palazzo avrebbe dovuto articolarsi su tre grandi cortili. Dal 1579 al 1586 si svolsero i lavori, con grande dispendio di risorse. Venne costruita l'elegante loggia con serliane e due lati del grande cortile oggi detto "degli svizzeri". La facciata orientale (oggi la facciata principale) venne completata su un lato fino alla porta che si trovava di fronte alla chiesa di San Pietro Maggiore. Quando i lavori, diretti dall'architetto Samminiati, si arrestarono solo una parte del progetto dell'Ammannati risultò realizzata. La facciata orientale era realizzata per metà, il cortile settentrionale era incompleto, mentre quello centrale aveva grandiose arcate sui lati orientale e settentrionale. Un maestoso scalone collegava il piano terreno con il primo dove avevano sede gli appartamenti del Gonfaloniere e degli Anziani, oltre che la sala del parlamento (Consiglio Generale). Due cavalcavia collegavano il palazzo con altri immobili; il primo cavalcavia raggiungeva infatti la torre e l'edificio della zecca, mentre il secondo collegava il palazzo con la chiesa domenicana di San Romano. In particolare al piano più alto del palazzo c'erano le prigioni e i malcapitati prigionieri potevano esser condotti nella torre in cui si trovava la sala delle torture. Dalla chiesa di San Romano invece entravano a palazzo i padri che dicevano messa nella Cappella degli Anziani.
Il Palazzo nell'età barocca