Biografia

Primi anni Vita privata e famiglia Nacque nel 384 a.C., tra la novantottesima e la novantanovesima olimpiade. e ricevette il nome del padre, un ricco armaiolo., che apparteneva al demo di Peania.. Quanto alla madre, Cleobule, Eschine sosteneva che fosse di origine scita. ma ciò è oggetto di forti controversie tra gli studiosi: Edward Cohen, professore di Lettere classiche presso l'Università della Pennsylvania, vuole Cleobule figlia di una donna scita e di un padre ateniese, Gilone; altri studiosi, invece, insistono sulla purezza genealogica di Demostene; è comunemente attestato che Cleobule, comunque, provenisse dalla Crimea.."Demosthenes", Encyclopaedia The Helios, 1952. In effetti, Gilone, nonno materno di Demostene, aveva sofferto l'esilio alla fine della guerra del Peloponneso con l'accusa di aver tradito la colonia di Ninfeo in Crimea. e che poi, secondo Eschine, avesse ricevuto in dono dai regnanti Bosforo un appezzamento chiamato "i giardini" nella colonia di Kepoi (attualmente in territorio russo, a 3 km da Phanagori). In ogni caso, bisogna riconoscere che l'accuratezza del racconto di Eschine è contestata poiché gli eventi erano accaduti oltre 70 anni prima e difficilmente il pubblico sarebbe stato a conoscenza di eventuali plagi o infondatezze.

All'età di sette anni, Demostene perse il padre e fu posto sotto la tutela di Afobo, Demofonte e Terippide la cui gestione del patrimonio di Demostene padre fu disastrosa.. Non appena raggiunse la maggiore età, nel 366 a.C., Demostene chiese conto della gestione dei tutori affermando che, del patrimonio accumulato dal padre e che consisteva in 40 talenti (equivalenti a circa 220 anni di reddito di un lavoratore a salari standard o 11 milioni di dollari in termini di mediana redditi annuali degli Stati Uniti).., non era rimasto nulla, salvo la casa, 14 schiavi e trenta mine d'argento, pari a mezzo talento.. Pertanto, all'età di vent'anni, Demostene citò in giudizio i suoi amministratori al fine di recuperare il suo patrimonio e per l'occasione preparò cinque orazioni: tre contro Afobo, tra il 363 e il 362 a.C. e due contro Onetore, parente di Afobo, tra il 362 e il 361 a.C. Conclusi i dibattimenti, il tribunale condannò i convenuti al pagamento di una somma pari a dieci talenti in favore di Demostene,. che ottenne, quindi, un risarcimento parziale..

Secondo lo Pseudo-Plutarco, Demostene si sposò una volta sola con la figlia di Eliodoro, eminente cittadino ateniese., da cui ebbe una figlia, la sola che non lo chiamasse mai padre., come scrisse in una nota tagliente Eschine. La figlia, ancor nubile, morì giovane pochi giorni prima della morte di Filippo II. Giudicato "poco uomo" e impudico, anche a causa della ricercatezza nel vestire e nella cura del corpo, fu attaccato da Eschine a causa delle sue relazioni pederastiche che descrisse come «scandalosa e impropria» la relazione con Aristione, giovane da Platea che era vissuto per lungo tempo in casa di Demostene. mentre in altri discorsi portò in primo piano il rapporto pederastico del suo avversario con un ragazzo di nome Cnosione riportando quanto fosse contemporaneo al matrimonio.... Sempre Eschine aggiunge quanto il rivale fosse solito ingannare i giovani dei ceti elevati e cita come esempio Aristarco, figlio di Mosco, ucciso in circostanze sospette da un certo Nicodemo di Afidna proprio mentre Demostene esercitava l'incarico di tutore legale che aveva avuto alla morte di Mosco. Infine, Eschine accusa Demostene non solo di aver tratto benefici dalla morte del protetto, ma anche di complicità nell'assassinio e di aver messo le mani sulla sua eredità. Gli storici odierni, tuttavia, tendono a non prendere in considerazione l'accusa, così come le altre in merito ai tradimenti che avrebbe compiuto nei confronti dei suoi eromenoi...

Istruzione

Dopo aver raggiunto la maggiore età, nel 366 a.C., Demostene tentò per due anni di trovare un negoziato con i suoi tutori senza alcun esito poiché nessuna delle parti era disposta a fare alcuna concessione.D. M. MacDowell, Demosthenes the Orator, ch. 3 (passim), Encyclopaedia The Helios, 1952. Nello stesso tempo, persuaso che avrebbe potuto riottenere il patrimonio solo per via giudiziaria, cercò di migliorare le sue capacità oratorie, e pare che in questo periodo sia stato notato, data la sua viva curiosità, dall'oratore Callistrato di Afidne, che al tempo era al culmine della fama.. Non è certo chi sia stato il suo mentore: secondo Friedrich Nietzsche, filologo e filosofo tedesco, e Konstandinos Paparrigopulos, uno tra i più noti storici greci, Demostene era uno studente di Isocrate.., per Cicerone, Quintiliano e il biografo romano Ermippo, era discepolo di Platone. e, infine, Luciano, un retore romano-siriano, elenca i filosofi Aristotele, Teofrasto e Senocrate.. Secondo Plutarco, invece, Demostene scelse Iseo come maestro di retorica sia perché riteneva il suo stile meglio adatto a un oratore vigoroso e abile sia perché non poteva pagare la tariffa che pretendeva Isocrate; tale affermazione è confermata dall'archeologo tedesco Ernst Curtius che paragonò la relazione tra Iseo e Demostene a «un'alleanza armata intellettuale». Tali informazioni sono, peraltro, non sicure dato che la Suda ricorda i nomi di Eubulide di Mileto e Platone, Kōnstantinos Tsatsos, professore e insigne accademico greco, e il filologo Henry Weil, al contrario, affermano che non vi siano prove che suoi maestri fossero Platone o Isocrate, mentre Jebb ricorda che non è noto alcun discepolo di Iseo. In ogni caso, secondo l'opinione maggiormente accolta, è da preferirsi Iseo al quale, è stato scritto, Demostene avrebbe pagato dracme (poco più di 1,5 talenti), a condizione che Iseo rinunciasse alla propria scuola e che si dedicasse esclusivamente a lui mentre, secondo la Suda, il rapporto era gratuito. Inoltre, quanto al rapporto tra Demostene e Iseo, nell'opinione dello studioso britannico, Richard C. Jebb «difficilmente può essere stato o molto intimo o di durata molto lunga» mentre Tsatsos afferma che Iseo aiutò Demostene a modificare le sue orazioni contro i suoi tutori.. Infine, è noto che Demostene fosse un sincero ammiratore dello storiografo Tucidide come è attestato da Luciano..

Abilità retorica Secondo Plutarco, Demostene, al suo primo discorso pubblico, fu deriso dal popolo per il suo stile strano e rozzo, impacciato da frasi lunghe, spezzato con argomenti formali fino a un aspro e sgradevole eccesso. Alcuni cittadini, tuttavia, ne riconobbero il talento e, quando l'oratore lasciò, sfiduciato, l'ecclesia, un vecchio di nome Eunomo lo incoraggiò affermando che la sua dizione fosse simile a quella di Pericle.. In un'altra occasione, invece, quando l'assemblea si rifiutò di ascoltarlo e lo indusse ad andarsene, un attore di nome Satiro lo seguì per parlargli amichevolmente.

Da ragazzo Demostene soffriva di un difetto di pronuncia: «un'espressione perplessa e indistinta e una mancanza di respiro, che, rompendo e disarticolando le sue frasi, rendeva oscuro il senso e il significato di ciò che diceva». È probabile che Demostene soffrisse di rotacismo, pronunciando la ρ (r) come λ (l).; Eschine lo scherniva e si riferiva a lui nei suoi discorsi con il soprannome di "Batalo", inventato dai tutori di Demostene o dai ragazzini con cui giocava da bambino... Secondo Plutarco, Demostene intraprese un programma di allenamento per superare le debolezze e migliorare la sua dizione, espressione e gesti.. Secondo la tradizione, quando gli fu chiesto di nominare i tre elementi più importanti di un'orazione, rispose «dizione, dizione e dizione!».. ma non è noto fino a che punto tali aneddoti fossero veri o inventati per dare lustro alla sua perseveranza e determinazione..

Logografo e synegoros Non avendo riottenuto l'intero patrimonio paterno, Demostene, per guadagnarsi da vivere, scelse di intraprendere la carriera giuridica sia come logografo, scrittore, a pagamento, di orazioni giudiziarie, sia come coadiuvante processuale ("synegoros"). Non è, inoltre, improbabile che, una volta ottenuto un discreto successo, aprisse una scuola di retorica e che portasse i propri discepoli insieme a lui. In ogni caso, non smise più di scrivere discorsi anche se cessò l'attività di "synegoros" una volta entrato nell'agone politico. Egli sembra essere stato in grado di gestire qualsiasi tipo di caso, adattando le sue abilità a quasi qualsiasi cliente, compresi gli uomini ricchi e potenti. Non è improbabile che egli divenisse insegnante di retorica e che portasse gli alunni in tribunale con lui, anche se probabilmente continuò a scrivere discorsi tutta la sua carriera... Infatti, bisogna ricordare che l'oratoria giudiziaria era divenuta un genere significativo nella seconda metà del V secolo a.C. come dimostrano le opere di Lisia, Antifonte e Andocide.

I logografi erano un aspetto peculiare, se non unico, del sistema giudiziario ateniese. In assenza di istruttoria d'ufficio, spettava alle parti l'allegazione dei fatti mentre il giudice istruttore poteva raccogliere ulteriori prove in un'apposita udienza antecedente al dibattimento vero e proprio; durante il procedimento le parti potevano presentare, anche mediante discorsi, testimoni o documenti che però non godevano di particolare favore. Non vi era né un esame incrociato delle prove né istruzioni alla giuria popolare, estremamente numerosa e quindi la soluzione dei casi dipendeva particolarmente dalle orazioni pronunciate dalle parti le quali, però, preferivano rivolgersi a tecnici esperti della parola, i logografi, appunto... La carriera di logografo, inoltre, apriva assai spesso alla carriera politica dal momento che mancava una chiara distinzione tra vita pubblica e privata. anche se aveva lo svantaggio di esporre la persona alle accuse delle altre parti e, sebbene fosse possibile scrivere anonimamente, quasi nessun logografo lo faceva per non ridurre il prestigio della propria parte. Così, ad esempio, Eschine accusò Demostene di rivelare gli argomenti dei propri clienti all'avversario, per denaro, e cita in particolare il caso di Formione, ricco banchiere, al quale, nel 350, Demostene aveva scritto un discorso che poi aveva provveduto a rivelare alla controparte, Apollodoro, che, in tale modo, ottenne la condanna a morte dell'avversario... Anche Plutarco,. in seguito, avvalorò l'accusa affermando che Demostene spesso scriveva discorsi per entrambe le parti e che, infine, avesse agevolato Apollodoro al solo scopo di ottenere il consenso politico per le impopolari riforme che intendeva proporre all'assemblea, sacrificando il suo buon nome di oratore al vantaggio politico..

Inizio della carriera politica Demostene fu probabilmente ammesso al suo demo in qualità di cittadino con pieni diritti nel 366 a.C. dimostrando subito uno spiccato interesse per la politica. Nel 363 e nel 359 a.C. assunse la onerosa liturgia della trierarchia divenendo quindi responsabile per l'allestimento e la manutenzione di una trireme., due anni dopo assunse volontariamente la trierarchia condividendo le spese di una nave, chiamata "Alba", di cui è ancor oggi conservata l'iscrizione pubblica.Packard Humanities Institute,. Nel 348 a.C., divenne corego, pagando le spese di una produzione teatrale.. Tra il 355 e il 351 a.C., pur continuando a praticare la professione forense, si dedicò sempre più intensamente agli affari pubblici: in questi anni scrisse due orazioni, la Contro Androzione e la Contro Leptine, contro due individui che avevano cercato di abrogare alcune esenzioni fiscali. mentre, nella Contro Timocrate e nella Contro Aristocrate, sostenne misure per contrastare la corruzione.. Tutti questi discorsi, pronunciati nel corso di procedimenti penali nei confronti di persone accusate di proporre illegalmente testi legislativi., in realtà offrono i primi scorci del programma politico di Demostene, basato sull'importanza della marina e sulla costituzione di forti alleanze nazionali..