Biografia Di umili origini, condusse un'esistenza di stenti, che rievocò poeticamente con il nome rimasto famoso, di vie de bohème, finché Arsène Houssaye lo accolse all'Arriste; in seguito collaborò ad altri giornali e pubblicò in appendice su Le Corsaire-Satan la sua opera più famosa, Scene della vita di Bohème (1847-1849) da cui Giacomo Puccini e Ruggero Leoncavallo presero ispirazione per le loro rispettive opere liriche entrambe intitolate La bohème e che nel 1992 Aki Kaurismäki portò al cinema. Raggiunse il successo e un certo benessere grazie alla riduzione di questa sua opera per il teatro nel 1849. Si ritirò dalla vita letteraria nel 1855 e finì i suoi giorni in un ospizio. Era amico del fotografo Nadar e del gruppo di artisti bohémien del Quartiere latino chiamati "Buveurs d'Eau".
Il talento di Murger, fatto di fantasia e di lirismo, trovò il tema congeniale nella vita scapigliata e romantica. Nel 1849, in collaborazione con Thèodore Barrière, trasse dal suo primo romanzo un'opera teatrale, La vita scapigliata. Le sue poesie sono raccolte in Ballate e fantasie (1854) e Le notti d'inverno (1861).
Filmografia Dal suo Scene della vita di Bohème sono stati tratti alcuni film fin dal periodo del cinema muto: La vie de bohème (o La bohème) regia di Albert Capellani (1916); La Bohème (La Vie de bohème) di Marcel L'Herbier (1945); Vita da bohème (La Vie de bohème) di Aki Kaurismäki (1992).
Scritti
Scènes de la vie de bohème (1847-49) sul Progetto Gutenberg Scènes de la vie de jeunesse (1851) sul Progetto Gutenberg Il paese latino (Le Pays latin) (1851) Scènes de campagne (1854) Ballate e Fantasie (Ballades et Fantaisies) (1854) Le notti d'inverno (Les Nuits d'hiver) (1856) Le Sabot rouge (1860)
Edizioni italiane n.11-12, due volumetti tascabili Vita di Bohème (traduzione di Alfredo Panzini), Milano, Mondadori, 1971
Note
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