La ferrovia Montebelluna-Susegana era una linea ferroviaria italiana a doppio binario non elettrificata. Fu costruita ex novo per la sola sezione tra Montebelluna e il Bivio Piave posto sulla Mestre-Udine, in quanto la tratta tra questa località ferroviaria e la stazione di Susegana, avente lo scopo di attraversare il Piave, era in comune con quest'ultima linea.

I servizi ferroviari locali erano invece svolti tra Montebelluna e Conegliano.

Storia Prodromi La Montebelluna-Susegana fu concepita nei primi anni 10 del XX secolo in un contesto più strategico che economico, in cui la politica tendeva a privilegiare le infrastrutture che potevano rendersi necessarie nel caso di un conflitto con l'Impero Austroungarico finalizzato alla liberazione delle cosiddette "terre irredente" di Trento e Trieste..

In questo quadro strategico la ferrovia Montebelluna-Susegana avrebbe permesso l'inoltro verso il fronte dei convogli provenienti dalle zone più industrializzate del nord-ovest che, giunti dalle direzioni di Torino, Genova, Milano e Verona, avrebbero proseguito verso le zone di operazione attraverso Vicenza, Castelfranco Veneto, Susegana, Conegliano e Udine su una linea interamente a doppio binario, evitando l'inversione di marcia a Montebelluna grazie a un raccordo, anch'esso a doppio binario, tra la linea proveniente da Castelfranco Veneto e la Montebelluna-Susegana stessa..

La Montebelluna-Susegana avrebbe permesso inoltre l'invio verso il fronte dei treni provenienti dal sud che, giunti dalla direzione di Bologna, avrebbero proseguito lungo il raccordo Padova Campo di Marte-Vigodarzere (che sovrappassa la Milano-Venezia), Camposampiero, Castelfranco Veneto e quindi sull'itinerario descritto, sfruttando anch'essi il raccordo che evitava di invertire il senso di marcia a Montebelluna.

Nello stesso contesto strategico furono prese in considerazione altre linee al fine di creare un efficace sistema di trasporto in Veneto e Friuli ma, nonostante la necessità bellica di collegamenti ferroviari la Montebelluna-Susegana, che con il quasi coevo raddoppio della Castelfranco-Montebelluna permetteva di sgravare totalmente dal traffico militare il nodo di Treviso e in parte quello di Mestre, fu l'unica linea statale a essere attivata in quel periodo nel Nordest..

In particolare con regio decreto 1º novembre 1914, n. 1244 venne autorizzata la costruzione a cura diretta dello Stato delle ferrovie Montebelluna-Susegana e Udine-Maiano, nonché del tronco ferroviario Sacile-Aviano, ma la costruzione della Udine-Majano, iniziata nel 1914, non fu mai completata, mentre il tronco Sacile-Aviano, prolungato a Pinzano, fu aperto al traffico soltanto nel 1930..

La progettazione della ferrovia ostacolò, di fatto, i progetti di espansione della tranviaria che la Società Veneta stava sviluppando nella zona con l'apertura, avvenuta nel 1913, delle tranvie Montebelluna-Valdobbiadene e Montebelluna-Asolo, la seconda delle quali avrebbe dovuto rappresentare il tronco intermedio di un auspicato collegamento fra Bassano del Grappa e Ponte della Priula, rispetto al quale la nuova arteria si poneva in diretta concorrenza.

Apertura ed esercizio durante la prima guerra mondiale Il progetto della Montebelluna-Susegana fu elaborato dalle Ferrovie dello Stato e presentato il 12 settembre 1914 al Ministero dei Lavori Pubblici che lo approvò il 28 novembre successivo..

La linea fu attivata urgentemente nella notte del 15 maggio 1916 (il 25 maggio 1916 secondo altre fonti Vedi ) con l'Ordine di Servizio n. 96 pubblicato sul Bollettino Ufficiale delle Ferrovie dello Stato dello stesso mese, nell'infuriare della Strafexpedition, con i primi fabbricati di servizio realizzati provvisoriamente in legno, e grazie al precedente raddoppio delle tratte Padova-Castelfranco, Vicenza-Castelfranco e Castelfranco-Montebelluna, quest'ultima attivata il 10 aprile 1916, cominciò a essere sfruttata in modo proficuo ai fini militari, cioè per il motivo sostanziale per il quale era stata costruita..

Benché concepita per fini bellici, le intenzioni di rendere pubblico l'esercizio della Montebelluna-Susegana si manifestarono, meno di un anno dopo la sua frettolosa attivazione a conflitto in corso, con il Decreto-Legge Luogotenenziale 15 febbraio 1917, n. 342, convertito in legge il 18 marzo dello stesso anno, che stanziava ulteriori fondi per renderla atta al completo servizio pubblico, intento che però non fu possibile realizzare se non a guerra conclusa..

Con lo sfondamento austro-tedesco di Caporetto fu presto coinvolta dagli eventi bellici e danneggiata gravemente. Gli estesi rilevati delle curve di Nervesa, così come il corrispondente sulla Mestre-Udine tra Spresiano e il Piave, furono proficuamente utilizzati dal Regio Esercito impegnato a sottrarsi dal tiro nemico. Lungo la Pontebbana, che costeggia la ferrovia, sono ancora pressoché intatti e visitabili molti dei bunker costruiti in quel tempo. Dopo la Battaglia di Caporetto, la linea funse da confine tra la terra rimasta italiana e la terra occupata dalle forze degli Imperi centrali le quali erano riuscite a superare il Piave in più punti, senza però mai riuscire ad attestarsi stabilmente oltre la ferrovia..

Da doppio a semplice binario A seguito dei pesanti danni subiti nel conflitto la Montebelluna-Susegana fu riattivata soltanto il 1º aprile 1920 provvisoriamente a semplice binario, ma con l'importante novità che la linea, fino allora esercita per conto esclusivo dell'Autorità militare, sarebbe stata aperta al pubblico servizio a partire dalla stessa data, mentre il raccordo a doppio binario fra la linea stessa e la Montebelluna-Castelfranco Veneto avrebbe continuato a essere esercitato come "binario sussidiario di servizio", cioè da utilizzarsi solo in particolari contingenzeOrdine di servizio n. 29, Bollettino Ufficiale delle Ferrovie dello Stato del 25 marzo 1920, citato da ..

L'esercizio a doppio binario riprese il 1º marzo 1925, ma non vennero contestualmente ripristinati i bivi San Gaetano e Feltrina ai capi del raccordo a doppio binario rimasto inutilizzatoOrdine di servizio n. 25, Bollettino Ufficiale delle Ferrovie dello stato del 5 marzo 1925, citato da .. Quest'ultimo, venuto meno l'interesse strategico per la linea, venne formalmente dismesso nel 1930Circolare Compartimentale n. 10 del 1930, citata da ..

La riduzione da doppio a semplice binario che voci ed elementi contrastanti collocano nell'arco temporale 1939-1945 non è documentata dagli ordini di servizio FS; secondo le voci più insistenti raccolte da Baldanello, Mozzoni e Voltan nel loro studio sulla linea, il binario dispari fu asportato entro il 1940 per armare la tratta terminale Grisignano di Zocco-Treviso Porta Santi Quaranta della ferrovia Ostiglia-Treviso, considerata allora di elevato valore strategico, aperta al traffico il 28 ottobre 1941...

Declino e chiusura Dopo il secondo conflitto il traffico decadde e presto la linea venne privata in gran parte del traffico merci che ne aveva favorito la costruzione. Divenuta una ferrovia secondaria fu coinvolta nella crisi del sistema dei trasporti ferroviari degli anni sessanta. Nel 1964 ad esempio si contavano solo due coppie di treni locali tra Montebelluna e Conegliano e infatti nel 1966Vedi la linea fu soppressa insieme a molte altre ferrovie. Nonostante la chiusura della linea ferroviaria, negli anni settanta le ferrovie dello Stato organizzavano ancora, tra Montebelluna e Conegliano, dei servizi di trasporto sostitutivi.

La linea rimase in attività, come raccordo, fino a Giavera al servizio di un deposito militare e fu pertanto percorsa da sporadiche tradotte. Perso anche questo traffico, la linea fu successivamente riattivata per i primi chilometri da Bivio Piave (rinominato nel frattempo raccordo Giavera) verso Nervesa, al servizio di una industria locale confinante con essa che la utilizzava come raccordo per il trasporto dei propri materiali. Va tuttavia ricordato che per servire questo raccordo venne riarmato l'ex binario dispari della linea, mentre quello propriamente appartenente alla Montebelluna-Susegana (ex pari) rimase armato con l'armamento originale e interrotto presso l'ex bivio Piave. Divenne successivamente a suo malgrado famosa perché venne minata in alcuni punti per eseguire delle perizie ordinate dalla magistratura.

La ferrovia è stata ufficialmente soppressa con il decreto del presidente della Repubblica 18 aprile 1984, n. 140.

Nel 2020 il tratto della da Montebelluna a Nervesa della Battaglia è stato convertito e riaperto come percorso ciclo-pedonale "La Tradotta".

Caratteristiche La Montebelluna-Susegana, nota ai cittadini montebellunesi come "linea della Fonda"., era una ferrovia a doppio binario lunga 19,040 km, di cui 1,030 kmIl libro di , per il tratto tra il Bivio Piave e Susegana riporta la lunghezza di 0,980 km. Si tratta però di una piccola svista degli Autori nella lettura del profilo longitudinale riportato a pagina 30, dove, invece della progressiva chilometrica del Bivio Piave 18+010,43, hanno preso come riferimento quella del ponte sul Piave 18+060,58, riportata per ragioni di scala sulla stessa riga, ma che si trova circa 50 m più avanti verso l'asse del fabbricato viaggiatori di Susegana (19+040,58). La lunghezza esatta della tratta comune alle due linee, desunta dal profilo longitudinale, è dunque 19.040,58-18.043,43=1.030,15 m. in comune con la linea per Udine tra il Bivio Piave e Susegana. (secondo un'altra fonte era lunga 20,439 km di cui 1,969 km tra la stazione di Susegana e il Bivio Piave e 18,470 km tra quest'ultima località ferroviaria e la stazione di Montebelluna).

Lo scartamento adottato era quello ordinario di 1.435 mm, misura standard dell'epoca di costruzione.

La velocità massima in entrambi i sensi di marcia era di 60 km/h, che con l'avvento dei mezzi leggeri negli anni 30 del XX secolo salì a 80 km/h per i soli treni composti da automotrici..

Il massimo carico assiale ammesso era di 16 tonnellate/asse..

Escluso il ponte sul Piave, appartenente alla preesistente Mestre-Udine, l'unica opera di rilievo era il ponte in calcestruzzo con luce obliqua di 10 m sulla Pontebbana.

Con la Montebelluna-Susegana fu realizzato il raccordo ii trincea (da cui deriva il soprannome di "linea della Fonda") tra le linee Castelfranco-Montebelluna e Montebelluna-Susegana, che con un percorso a doppio binario della lunghezza di circa 2,117 km che sottopassava la Montebelluna-Treviso, congiungeva le due ferrovie tra il Bivio San Gaetano, sulla prima, e il Bivio Feltrina, sull'altra, evitando l'inversione del senso di marcia a Montebelluna..

Per evitare il cambio di numero a Susegana, la numerazione dei treni fu stabilita considerando prioritaria quella della più importante Venezia-Udine, con i treni dispari nel senso nord-sud e quelli pari da sud a nord; di conseguenza venne definito pari il binario da ovest a est (Montebelluna-Susegana) e dispari quello da est a ovest (Susegana-Montebelluna), applicando al contrario la regola normalmente usata..

La linea fu realizzata adottando i fabbricati in stile unificato delle Ferrovie dello Stato

Percorso

La linea a doppio binario si staccava dalla radice sud-est della stazione di Montebelluna e con una grande curva si portava in direzione est, affiancandosi al raccordo, pure a doppio binario, proveniente dal Bivio San Gaetano sulla linea di Castelfranco Veneto e confluente nel Bivio Feltrina, quindi correva alle falde del Montello a sud della strada statale 248..