Un mobile (collettivo mobilia) è un oggetto che costituisce l'arredamento di una casa o di locali adibiti ad altra attività umana (come gli uffici). Sono mobili le sedie, i divani, ecc. nonché i contenitori per suppellettili, abiti, documenti, biancheria o altri oggetti.

Il termine mobile evidenzia la possibilità di spostare, trasferire e ricollocare tali oggetti in altre parti degli edifici o in altre abitazioni (trasloco).

Le primitive funzioni erano volte a proteggere e conservare i cibi dall'attacco degli insetti e dagli animali (anche domestici), a contenere gli abiti non indossati con particolare riferimento a quelli tessili, a svolgere più agevolmente le operazioni familiari o artigianali divenute più frequenti con il progredire delle tecniche.

Storia Il mobile collegato al concetto di "arredamento" inizia ad apparire stabilmente nell'uso comune soltanto al termine della vita nomade, con la costruzione di abitazioni solide in legno, mattoni o pietra. Non è da escludere peraltro l'uso di mobili nelle popolazioni nomadi, ma si tratta di mobili leggeri, piccoli o smontabili, adatti per il trasporto e l'uso in un accampamento.

Alcuni tipi di mobili (tavoli, letti, cassoni, sedie, troni, sgabelli) erano già conosciuti al tempo degli egiziani. La storia del mobile la si può definire in modo preciso a partire solo dal XV secolo quando si affermano alcune uniformità di orientamenti stilistici che assumono di volta in volta connotati estetici riferibili al periodo o al potente del momento.

Nell'antichità L'uso di mobili è documentato già presso le antiche civiltà, tra gli Assiri, nell'antico Egitto, nell'antica civiltà cinese.

Le raffigurazioni dei vasi greci ci mostrano vari tipi di mobili: troni, sedie, tavolini. Presso gli Etruschi e gli antichi romani troviamo l'uso di tavoli, sedili, letti ed anche armadi. Nelle case più ricche esistevano tavoli e arredi di materiali pregiati quali bronzo, ferro, marmo e avorio, come dimostrano i reperti di Pompei ed Ercolano. In generale, però, la mobilia presente in casa è molto essenziale.

Il Medioevo Nel Medioevo il mobilio resta sempre ridotto all'essenziale e l'elemento più comune rimane il mobile in legno, spesso realizzato in forme semplici e rustiche. Presso le case più ricche dei nobili, per le chiese ed i monasteri, si producono mobili più elaborati sia di uso civile (troni, panche, sedili, tavoli, cassapanche) o di uso religioso (altari, banchi, reliquari, cofani, cubicoli, armadi da sagrestia, scaffali per libri) anche in serie protratte nel tempo o con materiali pregiati, quali avorio, metalli preziosi, marmi.

Tavoli e bauli sono spesso costruiti in modo da essere trasportati facilmente (smontabili).

Il Rinascimento Durante il Rinascimento alcuni mobili nelle case nobili e ricche, assumono maggiore importanza come i letti, con l'aggiunta di rialzi, scomparti e baldacchini chiusi con teli e stoffe.

Negli edifici pubblici e religiosi i banchi, le librerie, gli scanni e i cori lignei sono più imponenti, intarsiati e decorati.

Questo stile si sviluppa inizialmente in Italia, dove gli artisti si ispirano alle fonti classiche, a Roma e alle sue vestigia; solo in seguito la nuova cultura si espanderà in Europa attraverso le guerre condotte da Luigi XII e Francesco I.

Successivamente tale tendenza sarà presente nel Regno di Napoli e Sicilia, nella Spagna, nelle Fiandre, nella Germania ed Inghilterra.

Il Barocco Nell'epoca del Barocco si affermano parti a colonna tornita, si diffonde la tecnica delle tarsie e si inizia a far uso delle impiallacciature.

Il Settecento Durante il secolo dei lumi, il Settecento, viene introdotto l'uso di nuovi tipi di mobili; ciò è dovuto al mutare dello stile di vita delle famiglie e all'allargamento delle possibilità economiche.

Queste nuove esigenze emergono per prime in Francia e si diffondono dalle corti reali agli strati emergenti della borghesia. consoles, cassettiere, mobili d'angolo e scrivanie non sono solo mobili innovativi, ma anche più leggeri ed eleganti.

In quello che viene definito, per la metà del XVIII secolo, il tempo del Rococò (che si sviluppa nell'ambito dello stile Luigi XV dal nome del Re francese), emergono in Italia centri di produzione con vivaci e affermate botteghe di maestri artigiani: gli ebanisti genovesi eredi dei Maragliano, Pietro Piffetti a Torino, i seguaci di Andrea Brustolon a Venezia, e tanti altri nomi di maestri artigiani, più o meno noti, chiamati ad abbellire e dar lustro alle varie Corti italiane.

Neoclassicismo Sicuramente in Italia il principale mobiliere ed ebanista del periodo, fu Giuseppe Maggiolini, operante a cavallo tra i secoli XVIII e XIX, prima per la corte milanese degli Asburgo, poi per Napoleone e altre corti europee, come ad esempio la Polonia. Egli viene considerato "Maestro ebanista e d'intarsio", ma è più corretto parlare di lui, solo per la prima disciplina, poiché in ebanisteria si utilizzano soltanto legni pregiati, mentre nell'intarsio vi si affiancano altri materiali, come avorio o osso. Maggiolini utilizzava svariati tipi di legno per realizzare decorazioni, trame e disegni, ad ornare i suoi mobili; pare inoltre che sia stato proprio lui ad inventare il tavolo da letto in seguito ad un periodo d'influenza dell'Arciduchessa Maria Beatrice d'Asburgo.

Unitamente alle botteghe lombarde influenzate dalla fama acquisita dal Maggiolini, nell'ultimo quarto del XVIII secolo e durante l'Impero di Napoleone I prosperarono altri centri e maggior fama acquisirono quelli ove aveva collocato alcuni membri della sua famiglia: la corte fiorentina con gli ebanisti Francesco Spighi e Giovanni Socci, Siena con il mobilio realizzato sui disegni di Agostino Fantastici, Lucca dove oltre alla fiorente bottega di Pietro Massagli, Paolina Bonaparte aveva fatto venire dalla corte del fratello ebanisti francesi e la corte napoletana di Gioacchino Murat. Unica eccezione di rilievo (libera dall'influenza della committenza napoleonica) fu senz'altro la bottega torinese di Giuseppe Maria Bonzanigo, grande ebanista alla corte dei Savoia.

L'Ottocento

Con la caduta di Napoleone anche gli stili si susseguono ad ondate successive: dalla Restaurazione al Carlo X, al Biedermeier austriaco, al Luigi Filippo, alla riscoperta del gotico e del rinascimento. Da ultimo, lo stile Eclettico cercò di recuperare e citare vecchi stili combinandoli insieme.

Lo scorrere di tanti stili viene, nell'Ottocento, accompagnato da una vera e propria rivoluzione tecnica e produttiva. La grande richiesta di mobili causa il parziale superamento della bottega artigiana verso una vera e propria industria del mobile e una suddivisione dei compiti tra chi disegna, costruisce e propone i mobili. È il caso di Herny Thomas Peters, che trasferitosi dall'Inghilterra nel 1817 a Genova vi aprirà una bottega semi industriale: introdurrà le macchine nella lavorazione del legno, riuscendo a mantenere un'ottima qualità esecutivaHenry Thomas Peters fu un eccezionale ebanista. Venne a stabilirsi nel 1817 a Genova dall'Inghilterra e fu il primo in Italia ad applicare le macchine alla lavorazione artigianale del legno con cui realizzava mobili di notevole importanza (suoi sono gli arredi di Palazzo Reale, in via Balbi a Genova e quelli della Reggia di Racconigi). La sua massima raffinatezza è apprezzabile nell'esecuzione delle tarsie con legni di colore diverso, talmente precisa da poter realizzare contemporaneamente due pezzi, uno positivo e l'altro negativo. . Il suo successo, seguito a ruota da altri casi simili sparsi in tutta Italia, segnò il declino inarrestabile della bottega artigiana tradizionale.

Il Novecento

Tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento si affermano gli stili Floreale e dell'Art Déco; quest'ultima si protrae per buona parte della prima metà del secolo combinando vari stili.

Dal 1960 inizia a diffondersi lo stile lineare e razionale dei mobili cosiddetti svedesi, progettati e prodotti da architetti per lo più dei paesi nordici dell'Europa: danesi, norvegesi, svedesi.

Si diffonde sempre più anche l'impiego dei materiali più svariati quali: acciaio, plastica, vinile.

Gli stili dei mobili italiani

In Italia gli stili si possono catalogare come dalla tabella seguente:

Tabella cronologica approssimativa in Italia periodo stileda 1400 a 1450Gotico internazionaleda 1450 a 1490Primo Stile Rinascimentoda 1490 a 1530Pieno Rinascimentoda 1530 a 1600Manierismo e transizione al Baroccoda 1600 a 1700Baroccoda 1700 a 1740Barocchettoda 1740 a 1775Rococòda 1775 a 1795Inizio del Neoclassicismoda 1795 a 1805Stile Direttorioda 1805 a 1815Stile Imperoda 1815 a 1830 caStile Restaurazione e Stile Carlo X Fine del Neoclassicismoda 1830 a 1850Stile Luigi Filippoda 1850 a 1880Stile secondo Impero o Pieno Ottocento e Neogoticoda 1880 a 1900Stile Neorinascimentale

allo stile Floreale e Liberty Italianoda 1900 a 1925Libertyda 1925 a -tendenze varie ispirate all'Art Déco

Gli stili dei mobili in Francia

In Francia gli stili si possono catalogare:

Tabella cronologica Francia periodo stileda 1400 a 1450Gotico internazionaleda 1450 a 1515Gotico internazionaleda 1515 a 1547Transizione e Francesco Ida 1547 a 1610Renaissanceda 1610 a 1643Luigi XIIIda 1643 a 1715Luigi XIVda 1715 a 1722Reggenzada 1722 a 1774Luigi XVda 1774 a 1792Luigi XVIda 1792 a 1804Convenzione, Direttorio, Consolatoda 1804 a 1815Napoleone I o Primo Imperoda 1815 a 1824Restaurazioneda 1824 a 1830Carlo Xda 1830 a 1852Luigi Filippoda 1852 a 1870Napoleone III o Secondo Imperoda 1870 a 1910 caEcletticoda 1890 a 1915Art Nouveauda 1919 a 1930Art déco Lo stile Shakers dei mobili negli Stati Uniti Credenze particolari del puritanesimo degli Shakers hanno sviluppato anche un proprio stile a tema puritano non solo nell'abbigliamento ma anche nell'arredamento, in questo ultimo caso spogliato di qualsiasi tipo di aggiunte decorative. A lungo considerati puramente utilitaristi, i mobili degli Shakers negli ultimi anni hanno attirato l'attenzione di molti designer negli Stati Uniti che vedono in anteprima del minimalismo attuale. Negli Stati Uniti, gli Shakers sono principalmente conosciuti per questo motivo, molto più che per le loro opinioni religiose, e i loro mobili d'epoca sono venduti a prezzi molto elevati e ricercati soprattutto da esperti del mondo del design e dell'antiquariato.

Materiali utilizzati

I primi materiali utilizzati furono dei vegetali (rami degli alberi, giunco, steli) per produrre contenitori o tavoli, oppure, pietra per sedili e tavoli.

In seguito, il miglioramento delle tecniche di lavorazione del legno, vide l'utilizzo di tale materiale come principale componente per la costruzione dei mobili.

Si conoscono mobili costruiti nei materiali più disparati quali:

Legno/legni Pietra, marmi e graniti Ferro e metalli Minerali quali gesso, calce, cemento Vetro Ceramica Cuoio, ossa e pelli di animali, avorio Materie naturali quali giunco o rattan, midollino, vimini, bambo Materie plastiche (dalla loro invenzione nei tempi moderni)

o la combinazioni di alcuni di essi.

Tecniche di lavorazione Scultura - Intaglio La scultura del legno sottostava alle stesse regole di quella della pietra; gli strumenti utilizzati erano scalpelli, sgorbie, punteruoli, puntoni, mazzuoli e poteva essere:

intaglio piatto o champlevé: consiste nello scavare il fondo e lasciare in rilievo il disegno piatto che veniva rifinito con punzonatura, stucco e ferro rovente

intaglio basso, mezzo, alto rilievo: definito in relazione della differenza dei vari piani del disegno; le figure erano successivamente modellate sui contorni assumendo tridimensionalità

a tutto tondo: la figura viene totalmente scolpita in modo che risulti leggibile da tutte le direzioni.

Intarsio La tecnica dell'intarsio (dall'arabo "tarsi" che significa "connettere" ovvero mettere insieme tessere di materiale diverso in modo da ottenere decorazioni geometriche o naturalistiche) sono numerose: