L'espressione fine del mondo viene genericamente usata per indicare un possibile evento (o serie di eventi) con conseguenze catastrofiche a livello globale, tali da causare la distruzione della specie umana, dell'intera biosfera o dello stesso pianeta Terra.
Il tema della fine del mondo è presente soprattutto a livello escatologico in molte mitologie e religioni, ma è discusso anche in campo scientifico e ricorre inoltre nella narrativa fantastica e fantascientifica.
Escatologie senza data Ebraismo
Nel giudaismo, il "Tempo della Fine" viene abitualmente chiamato anche la Fine dei Giorni (aharit ha-yamim, אחרית הימים), una frase che appare parecchie volte nella Tanakh. Anche se l'idea delle tribolazioni messianiche ha una posizione prominente nel pensiero giudaico, non è un processo immutabile isolato nella sua essenza, ma viene piuttosto associato ad un'immagine di redenzione senza sofferenza. Le due immagini sono a volte viste come la dicotomia di due diversi futuri possibili per Israele.
La "Fine dei Giorni" nella escatologia giudaica comprende una serie di temi interconnessi: Messianismo giudaico Il ritorno degli esiliati dalla diaspora ebraica La ricostruzione del Tempio di Gerusalemme (terzo tempio) Il Mondo a Venire ('Olam Ha-Ba), un termine ambiguo che può riferirsi all'aldilà, al regno messianico sul mondo, quindi anche alla vita dei resuscitati.
Eventi tumultuosi rovesceranno il vecchio ordine mondiale, creando un ordine nuovo nel quale Dio viene universalmente riconosciuto come il governante di ogni cosa e di ogni persona. Uno dei saggi del Talmud dice, "Lasciate la fine dei giorni venire, anche se io non vivrò per vederli [dal momento che il mondo sarà colmo di ogni possibile conflitto e sofferenza]".
Nel Talmud, nel trattato di Avodah Zarah, a pagina 9A, si afferma che il mondo come lo conosciamo esisterà soltanto per seimila anni o fino al sesto millennio (cfr Era messianica). Il calendario ebraico (luach) funziona completamente sull'assunto che quel tempo cominci con l'atto stesso della creazione di Adamo, l'uomo primigenio. Molte persone (specialmente Ebrei conservatori, gli Ebrei riformati oltre alla grande maggioranza dei cristiani) pensano che gli anni della Tōrāh, o Bibbia ebraica, siano soltanto simbolici. Secondo agli antichi insegnamenti giudaici, sostenuti anche dagli odierni ebrei ortodossi, gli anni sono da considerare letteralmente e consistentemente nel tempo, di 24 ore al giorno (cfr Zmanim) e per una media di 365 giorni all'anno (cfr Festività ebraiche). Calibrazioni accurate vengono eseguite con gli anni mancanti, per rendere conto della differenza tra il calendario lunare ed il calendario solare, dal momento che il calendario ebraico si basa su entrambi i sistemi. Dunque l'anno 2007 equivale a 5767 anni ebraici dalla creazione dell'uomo sul calendario ebraico attuale. In base a questo calcolo, la fine dei giorni avverrebbe poco prima o durante l'anno 2240 (Anno 6000 del calendario ebraico, che comunque corrisponderebbe al settimo millennio, così anche nella sintassi italiana cioè con il sesto millennio a partire dall’anno 5000 in poi: cfr Shekhinah-Bereshit).
Secondo la tradizione giudaica, quelli in vita durante i tempi della fine vedranno: La riunione degli ebrei dispersi nella realtà geografica d'Israele, La disfatta di tutti i nemici di Israele, La ricostruzione dell'edificio (oppure il miracoloso riposizionamento per intervento divino) del terzo tempio ebraico di Gerusalemme e la restaurazione delle offerte sacrificali e del sacerdozio nel tempio, Il ritorno in vita dei morti (in ebraico techiat hameitim), oppure la Risurrezione intesa in qualche modo. Ad un certo punto, il Messia degli ebrei dovrebbe comparire, ed essere unto dagli alti sacerdoti come il Re di Israele. Lui dividerà i giudei di Israele nello loro suddivisioni tribali ancestrali nella terra promessa. Durante questo tempo, Gog, re di Magog, attaccherà Israele nell'apocalisse. Quali siano le nazioni di Gog e Magog risulta molto vago, praticamente indefinito. Magog combatterà una grande battaglia, nella quale molti moriranno in entrambi gli schieramenti, ma Dio interverrà a salvare i Giudei. Questa battaglia viene definita l'Armageddon. Dopo aver annientato questo suo nemico finale una volta e per tutte, in pieno accordo alla costruzione di un mondo perfetto, Dio vieterà ed impedirà ogni forma di malvagità dall'esistenza umana. Dopo l'anno 6000 (nel calendario ebraico), il settimo millennio sarà un'era di santità, tranquillità, vita spirituale, e pace universale, era denominata dagli ebrei 'Olam Ha-Ba ("Mondo Futuro"), dove tutte le persone avranno una conoscenza diretta di Dio.
"Tutto Israele ha una porzione nel mondo a venire" (Talmud Sanhedrin 10:1; cfr Zaddiq): Nel Ramban, lo scrittore Nahmanide interpreta il "mondo che verrà" come il bene ultimo e lo scopo della creazione, dunque Nahmanide sostiene che il concetto del "mondo che verrà" in realtà si riferisca alla risurrezione dei morti. Un evento che dovrebbe accadere dopo l'avvenuto inizio dell'Era messianica. Nel libro del Ramban si legge che tutto il popolo d'Israele, tutti gli ebrei di tutti i secoli, includendo i suoi peccatori, avrà una porzione in questo periodo di risurrezione. (dalla Tzemach Tzedek, Derech Mitzvosecha, Legge di Tzitzis).
Viene dato poi ampio spazio al termine del Mondo, cioè alla fine dell’universo che, poiché finito proprio perché la materia è finita per definizione mentre la spiritualità rientra nell’ambito del tempo eterno, potrebbe dissolversi nel nulla; a tal riguardo, poiché Dio ha creato il Mondo con misericordia e grazia, i saggi ebrei hanno dedotto che Dio potrebbe creare altri mondi dopo la fine di questo pur lasciando comunque il dubbio se questo possa perdurare eternamente: tra questi si ricorda Hasdai Crescas nel suo testo “Or Hashem” o Or Adonai inoltre anche il canto liturgico ebraico Adon Olam accenna alla fine del Mondo.
Cristianesimo Ortodossia orientale Le Scritture Greche Cristiane non menzionano una fine del mondo, ma la fine di una società empia. Gesù paragonò quel momento, che verrà in un'ora che nessuno sa, ai giorni del Diluvio Universale, e non si avvidero di nulla, finché venne il diluvio e li portò via tutti; così sarà pure alla venuta del Figlio dell'uomoMatteo (Edizione Nuova Diodati) (interpretabile come fine dell'umanità, non del pianeta Terra).
Nell'Apocalisse (famosa per la predizione della battaglia di Armageddon), si legge di come Dio ridurrà in rovina coloro che avvelenano la terra. La seconda lettera di Pietro tratta anche della distruzione degli uomini empi . Ben distinta e diversa è la fine dei giusti e dei malvagi, che comunque verranno distrutti tutti, ma per i giusti è annunciato che "non andranno incontro alla seconda morte" , e che "risiederanno sulla Terra per sempre" .
Cattolicesimo Anche i cattolici fanno riferimento al 25º capitolo del Vangelo di Matteo, nel versetto dove Gesù Cristo afferma che "nessuno conosce l'ora o il giorno, eccetto il Padre" (Matteo, cap. ). Mentre alcuni credono che la predizione delle date o dei tempi sia futile, altri credono che Gesù abbia anticipato i segni che indicherebbero che la "fine dei giorni" si avvicina. Alcuni di questi segni includono disastri naturali, carestie, rivolte civili, ecatombi belliche, e ogni genere di inconsueta catastrofe della massima entità. Del tempo preciso, comunque, Gesù accenna soltanto che verrà come un "ladro nella notte" (Apocalisse ). Secondo il Catechismo della Chiesa cattolica, le credenze cattoliche attorno al "tempo della fine" vengono espresse nella Professione di Fede, il Credo.Una spiegazione della dottrina cattolica può essere trovata nello archivio del sito internet della Santa Sede
Islam
Lescatologia islamica riguarda quegli aspetti (dogmatici e non) che nel sistema dei valori e delle credenze musulmane si preoccupano di indicare quale sia il destino del genere umano dopo la morte e la risurrezione voluta da Allah nel Giorno del Giudizio.
Anche nell'Islam il tempo della fine ha una data ignota, che conosce soltanto Allah il misericordioso, e che non era nota neanche al Profeta Maometto. Nonostante questo, il Profeta indicò dei segni maggiori e altri minori che erano: "aumento dell'omosessualità", "segni nel cielo", "grande terremoto, apertura di una faglia che avrebbe allargato la Terra, allungando il giorno".Inter-Islam: Major Signs
L'assetto escatologico è, tutto sommato, abbastanza semplice e, nei suoi aspetti dogmatici elencano in successione il tormento della tomba, la Bilancia, il Ponte e il Bacino.
Fede Baha'i
Il fondatore della Fede bahai, Bahá'u'lláh, ha affermato d’essere il Ritorno di Cristo come pure d'avverare le aspettative di tutte le altre grandi Religioni mondiali.
Secondo indicazioni scritte nel Vangelo, in tempi noti a Dio, ci sarà nel mondo un gran tumulto, e “nuovi cieli e nuova terra”, con il Cristo (l'Unto da Dio) vigente nella Gloria del Padre, ed occorrerà saper distinguere i veri Profeti da quelli falsi. Gesù Stesso tramanda agli uomini il modo per riconoscerLo, dicendo di star accorti, in quanto, né Gesù né gli Angeli sanno quando ciò avverrà, ma solo il Padre. (Matteo 24, 36-44)
Ai Farisei che lo interrogavano sul Regno che verrà, Gesù rispose: <Il Regno di Dio non viene con sfarzo. Non si potrà dire: “Ecco, è qui”, oppure: “È là”: infatti, il regno di Dio è dentro di voi> ... <Ma prima è necessario che patisca molto e sia ripudiato da questa generazione. E come avvenne al tempo di Noè, così avverrà al tempo del Figlio dell’uomo: mangiavano e bevevano, si sposavano e si maritavano> (Luca 17, 20-27)
e ancora dice: <Ma il Figlio dell’uomo, alla sua venuta, troverà forse la fede sopra la terra?> (Luca 18, 8)
Avvertendo: <<Guardatevi dai falsi profeti; essi vengono a voi travestiti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si coglie forse uva dai pruni, o fichi sui rovi? Così ogni albero buono dà buoni frutti, ma ogni albero cattivo dà frutti cattivi … Dai loro frutti, dunque, li riconoscerete>>. (Matteo 7, 15-20)
<<Vegliate, adunque, perché non sapete in che giorno verrà il vostro Signore>>. (Matteo 24, 42)
Secondo i Credenti bahá’í il grande evento s’è avverato. La battaglia dell' Armageddon è accaduta e molti dei numerosi martirii attesi per la fine dei tempi sono successi nel contesto storico del sorgere della Fede bahai, anche se grandi crisi e pure vittorie non sono terminate:
<<Il ‘Promesso’ a tutti i popoli del mondo è apparso. Tutti i popoli e le comunità hanno atteso una Rivelazione, ed Egli, Bahá'u'lláh, è il più grande maestro ed educatore dell’umanità.>>‘Abdu’l-Bahá; premessa al cap. I, Bahá’u’lláh e la Nuova Era, 1998 p. 17 - John E. Esslemont - Roma, Casa Ed. Bahá’í ISBN 88-7214-049-8
Come più volte successo nell’antichità, col nascere d’una nuova e divina Rivelazione, i credenti e i negatori, manifestano pareri opposti. Faraone col suo popolo s’oppose a Mosè, e, i Sommi Sacerdoti ebraici, non accettarono Gesù di Nazaret come Messia; diversamente agirono i dodici Apostoli e i primi Cristiani. Per trecento anni, il Cristianesimo, fu trascurato dai potenti e fu misconosciuto alle masse e solo al tempo dell’Imperatore Costantino, grazie alla sua accettazione pian piano si diffuse e fiorì. Il ricercatore che desideri la verità ha da sempre trovato e incontrerà ancora varie sue difficoltà, perché nella religione, così come nella scienza, penetrare l’essenza della realtà mai è stato facile e serve l’impegno e la pazienza d’un ricercatore giustificato (reso giusto) per capire. Significativa è l'evangelica Parabola del cammello e della cruna dell'ago, che esprime come mai sarà una cosa semplice, per chi è ricco di sue vanità, e non solo, entrare nel Regno dei cieli, o Regno di Dio come in cielo così in terra.