Va' e vedi (russo: Иди и смотри, Idí i smotrí; bielorusso: Ідзі́ і глядзі́, Idzí i hljadzí) è un film sovietico del 1985. Diretto da Ėlem Klimov e presentato fuori concorso al Festival di Cannes, è stato premiato in Unione Sovietica per la colonna sonora scritta da Oleg Grigor'evič Jančenko. Il titolo è una citazione dellApocalisse [].Cf. Il Mereghetti. La frase è anche presente in inglese (come and see) come indizio chiave nel film di Jonas Åkerlund The Horsemen (2008).
Nel 2017, alla 74ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, il film ha vinto il premio Venezia Classici per il miglior film restaurato.
Trama
1943: nella Bielorussia occupata dalle truppe tedescheLa Bielorussia sarà liberata nell'estate del 1944, v. ., tra i villaggi circondati dalle foreste di betulle ai margini delle grandi paludi, Fljora è un adolescente che, a dispetto delle preoccupazioni della madre, intende entrare nelle fila dei partigiani. Scavando nella palude, in una trincea abbandonata ormai sepolta dalla sabbia, si procura finalmente un fucile e si unisce alle brigate nella foresta, dove però viene deriso e sfruttato per lavori di corvée. Incontra anche Glaša, una coetanea sfuggita alla deportazione ma fermamente decisa a vivere e ad assaporare le gioie dell'amore e della crescita.
Mentre i partigiani si avviano ad affrontare il nemico, Fljora viene lasciato al campo-base, a causa della sua inesperienza, ritrovandosi solo e sbandato nella foresta con Glaša: entrambi in lacrime, lui perché non è stato accettato come combattente, lei perché il ragazzo di cui è invaghita è appena partito con la compagnia partigiana. Sentendosi ridicoli per il pianto, iniziano a deridersi e rompono il ghiaccio. La ragazza tenta un approccio con lui, che la respinge, sentendosi imbarazzato. Vengono interrotti dall'inizio dei combattimenti: il passaggio di un ricognitore tedesco precede la discesa di un plotone di paracadutisti e contemporaneamente inizia un intenso fuoco di sbarramento da parte dell'artiglieria.
Traumatizzati dalle esplosioni, riescono a non farsi trovare dai paracadutisti appena atterrati e riparano in una capanna di fortuna dove, durante la notte, Fljora decide di ritornare a casa e invita Glaša a seguirlo. Le racconta delle sorelline che ha lasciato con la madre. Arrivati al villaggio, lo trovano vuoto e tragicamente scoprono che i tedeschi vi sono già passati, uccidendo quasi tutti e ammassando i corpi dietro a una casa. Fljora, sconvolto e delirante per il senso di colpa, si getta nella palude ripetendosi che sicuramente la madre e le piccole sorelle si sono salvate nascondendosi su un isolotto e vi si dirige arrancando nel fango fino al collo, mentre Glaša cerca vanamente di farlo riprendere. Raggiunti i sopravvissuti, rifugiatisi in mezzo alle paludi, Fljora scopre che i suoi familiari sono morti e viene abbandonato anche da Glaša, spaventata dalla sua reazione da matto quando lei gli ha urlato in faccia la realtà sulla madre e le sorelline.
Fljora, per redimersi, si avventura nelle campagne costantemente sorvolate dal ricognitore tedesco, alla ricerca di cibo per i rifugiati, insieme a tre sbandati muniti di un fucile ciascuno. Dopo che due di loro muoiono in un campo minato, i superstiti requisiscono una mucca, ma sono impossibilitati a muoversi a causa del fuoco martellante di una postazione tedesca: l'ultimo uomo e la mucca muoiono colpiti dai traccianti. All'alba Fljora, rimasto solo e sperduto nella nebbia, cerca di requisire cavallo e carretto a un vecchio contadino per caricarvi la mucca, ma il vecchio lo fa ragionare e lo invita a nascondere il fucile per seguirlo nella sua casa, mentre dalla nebbia emerge una colonna di camion tedeschi.
I soldati tedeschi, appoggiati da un reparto di SSNella versione in lingua originale si specifica essere un einsatzkommando: un "reparto di eliminazione" delle SS., rastrellano il villaggio, catturano gli uomini abili al lavoro, violentano le ragazze giovani, rinchiudono gli anziani, le donne ed i bambini in un fienile e vi danno fuoco. Fljora assiste terrorizzato ed impotente a questi eventi, udendo le grida degli abitanti del villaggio che vengono bruciati vivi, finché non sviene in preda al dolore. Nella confusione viene creduto morto e abbandonato lì dove si trova e così scampa al rastrellamento. Lo si ritrova a vagabondare confuso mentre quel reparto tedesco viene attaccato lungo la strada dai partigiani che hanno la meglio sul nemico e fanno anche alcuni prigionieri. Fljora recupera il suo fucile e tra i feriti vede Glaša, ancora sotto shock dopo essere stata violentata barbaramente dai soldati. Fljora prende una tanica di benzina e raggiunge i prigionieri nazisti, circondati dai partigiani che devono decidere cosa fare di loro. Chi ha avuto i parenti bruciati vivi nei villaggi vorrebbe riservare lo stesso destino ai carnefici, i quali vengono cosparsi di benzina mentre urlano; ma a un certo punto alcuni partigiani sparano ai prigionieri prima che vengano dati alle fiamme, disgustati da una azione così disumana. I partigiani ripartono, mentre Fljora, in un impeto di rabbia, riesce finalmente a sparare e lo fa con odio e accanimento assoluto contro un ritratto di Hitler. A ogni colpo di fucile, vengono mostrate le atrocità e le conquiste del dittatore nella guerra, che si riavvolgono all'indietro. L'ultima immagine mostra un Hitler neonato in braccio alla madre. Fljora in un primo momento sembra sul punto di sparare, ma poi abbassa lentamente il fucile e la sua espressione da feroce diventa triste e commiserevole. Uccidere Hitler bambino lo avrebbe reso uguale a chi ha ucciso le sue sorelline. Liberatosi dallo shock dell'orrore cui ha assistito e recuperato il discernimento, Fljora corre ad unirsi alla colonna di partigiani.
Distribuzione Il film è stato presentato in anteprima il 9 luglio 1985 al Festival cinematografico internazionale di Mosca 1985, per poi subire una distribuzione regolare nei cinema sovietici il 17 ottobre 1985. L'edizione italiana ebbe una distribuzione limitata nei cinema italiani nel giugno 1987 per conto della CIDIF con il doppiaggio eseguito dalla S.A.S. Nel 2017 il film è stato restaurato sotto la supervisione di Karen Georgievič Šachnazarov e successivamente presentato alla 74ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Riconoscimenti 1985 - Festival di Mosca Gran Premio Premio FIPRESCI 2017 - Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia Premio Venezia Classici per il miglior film restaurato
Note
Bibliografia
Voci correlate Film sull'Olocausto Bambini dell'Olocausto Operazione Barbarossa Consiglio Centrale Bielorusso Einsatzgruppen Resistenza bielorussa Apocalisse di Giovanni#Filmografia sull'argomento
Collegamenti esterni
Categoria:Film drammatici sovietici Categoria:Film diretti da Elem Germanovič Klimov Categoria:Film sull'Olocausto Categoria:Bambini dell'Olocausto Categoria:Film ambientati in Bielorussia