La guerra di Kurukṣetra è un conflitto descritto nel poema epico in sanscrito Mahābhārata, databile tra il IV secolo a.C. e il IV secolo d.C.
Nel racconto, le due fazioni belligeranti erano i Pandava e i Kaurava, due famiglie discendenti dal mitico re Kuru, che aspiravano al trono del regno omonimo. I Kaurava ingannarono i loro cugini Pandava attraverso un gioco ai dadi truccato, umiliandoli e costringendoli a tredici anni di esilio, di cui dodici da trascorrere nella foresta, ed uno in incognito; se i Pandava fossero stati catturati durante l'anno di esilio in incognito, avrebbero dovuto tornare in esilio per altri dodici anni più uno in incognito. I Pandava riuscirono nella difficile impresa, ciononostante il maggiore dei fratelli Kaurava, Duryodhana, si rifiutò di consegnare il regno che spettava loro di diritto. Dopo svariati ma vani tentativi di fare ragionare i malvagi cugini, tra cui la visita di Krishna come ambasciatore dei Pandava nella capitale Hastinapur, non rimanendo possibili alternative, si arrivò a combattere la guerra.
Kurukshetra (lett. campo dei Kuru, noto anche come Dharmakshetra, cioè campo della giustizia) è il nome della piana che costituì il campo di battaglia su cui fu combattuta la guerra.
La storicità dell'episodio è dibattuta, con alcuni studiosi che hanno tentato di datarlo intorno al 1000 a.C., e con altri che lo ritengono essenzialmente di carattere mitologico.
Introduzione L'esercito Pandava I fratelli Pandava: Principe Yudhisthira, figlio maggiore di Pandu Principe Bhima, secondo figlio di Pandu Principe Arjuna, terzo figlio di Pandu Principi gemelli Nakula e Sahadeva, i figli più giovani di Pandu Regno di Panchala: Re Drupada, suocero dei Pandava Principessa Shikhandini, figlia maggiore di Drupada che dopo severe austerità e sacrifici offerti a Shiva ottenne un corpo maschile di nome Shikandi Principe Dhrshtadhyumna, figlio più giovane di Drupada Regno di Matsya: Re Virata, amico dei Pandava Principessa Uttara, figlia del Re Virata Regno di Dwaraka: Principe Satyaki Principe Krishna (solo come auriga di Arjuna, poiché ha fatto il voto di non impugnare armi durante la guerra) Altri: Demone Ghatotkacha, figlio di Bhima e della rakshasi Hidimbi Principe Abhimanyu, figlio di Arjuna e della principessa Subhadra di Dwaraka (cugina di Krishna) Principe Yuyutsu, l'unico Kaurava che decise di combattere al fianco dei Pandava
L'esercito Kaurava I fratelli Kaurava: Il Re Dhritarashtra con Ghandari ebbero 101 figli + 1 con la servitrice Principe Duryodhana, figlio maggiore del Re Dhritarashtra Principe Dushasana, secondo figlio del Re Dhritarashtra Principessa Dushala figlia del Dhritarashtra Gli altri 98 principi Kaurava figli del Re Dhritarashtra Principe Yuyutsu, il Re lo ebbe con una donna della servitù di nome Sugadha Regno di Hastinapura: Bhishma, pro-zio sia dei Pandava che dei Kaurava, costretto a combattere dalla parte di questi ultimi per via della fedeltà a Re Dhritarashtra Drona, maestro sia dei Pandava che dei Kaurava, costretto a combattere dalla parte di questi ultimi per via della fedeltà a Re Dhritarashtra Ashwattaman, figlio di Drona acharya Shakuni, zio materno dei Kaurava e principale istigatore alla guerra di Kurukshetra Kripa, saggio di famiglia e consigliere della dinastia Kuru, costretto a combattere dalla parte di questi ultimi per via della fedeltà a Re Dhritarashtra Regno di Anga: Karna, Figlio di Surya (dio Sole) fratello maggiore dei Pandava, abbandonato alla nascita dalla madre Kunti, ritenuto dai più il figlio di un suta (auriga) Regno di Madra: Re Shalya, zio materno dei Pandava, ingannato da Duryodhana e Shakuni per strappargli la promessa di combattere per i Kaurava Tribù dei Trigartha: Capo Susharma Regno di Dwaraka: Kritavarma, generale dell'esercito di Dwaraka Regno di Sindh: Re Jarasandha, cognato dei Kaurava Altri
Le armi
Durante la guerra di Kurukshetra vennero usati molti tipi di armi, tra le quali: (a fianco, i nomi degli utilizzatori più famosi) Arco e frecce: Arjuna, Bhishma, Drona, Karna, Abhimanyu Mazza: Bhima, Duryodhana Lancia: Yudhisthira Spada: Nakula, Sahadeva
Divisioni e formazioni Ogni esercito consisteva di più divisioni: i Kaurava ne avevano undici, mentre i Pandava ne controllavano sette. Una singola divisione includeva 21.870 carri (con relativi conduttori), 21.870 elefanti (con relativi conduttori) 65.610 cavalli (con relativi conduttori) e 109.350 soldati a piedi. In vari momenti durante la battaglia, il Comandante Supremo poteva ordinare formazioni speciali (vyuha). Ogni formazione aveva uno scopo preciso, infatti alcune erano di tipo difensivo, mentre altre di tipo offensivo; in ogni caso, ogni formazione aveva i propri punti di forza e di debolezza. Le varie formazioni portavano il nome dell'animale o dell'oggetto a cui somigliavano, ovvero: Krauncha Vyuha: formazione dell'Airone Makara Vyuha: formazione del Coccodrillo (o Alligatore) Kurma Vyuha: formazione della Tartaruga Trishula Vyuha: formazione del Tridente Chakra Vyuha: formazione della Ruota o del Disco Padma Vyuha: formazione del Fiore di Loto
Le regole I due Comandanti Supremi si incontrarono e stipularono le regole di guerra. Alcune di esse: La battaglia deve iniziare non prima dell'alba e concludersi esattamente al tramonto. Più guerrieri non possono attaccare un singolo combattente. Due guerrieri possono cimentarsi in "duello", ovvero indugiare in prolungati combattimenti personali, solo se entrambi utilizzano le stesse armi e lo stesso mezzo di trasporto (un cavallo, un elefante, un carro, o nessuno di essi). Nessun guerriero può uccidere o ferire un nemico che si sia arreso. Chi si arrende diviene un prigioniero di guerra ed uno schiavo. Nessun guerriero può uccidere o ferire un combattente disarmato. Nessun guerriero può uccidere o ferire un combattente che abbia perso i sensi. Nessun guerriero può uccidere o ferire una persona o un animale che non prenda parte alla guerra. Nessun guerriero può uccidere o ferire un combattente che sia posizionato di spalle. Vanno seguite le regole specifiche di ciascuna arma; ad esempio, nei combattimenti con la mazza è proibito colpire sotto la cintola. I guerrieri non possono cimentarsi in qualsiasi tipo di combattimento ingiusto o sleale.
La guerra Prima della battaglia I Pandava nominano Dhrishtadhyumna comandante supremo del loro esercito, mentre i Kaurava conferiscono questo onore a Bhishma. Bhishma dà ordine che finché rimarrà in carica, Karna non dovrà prender parte allo scontro; questo perché egli segretamente conosce la vera identità di Karna, ma ufficialmente fornisce soltanto una serie di ragioni formali.
Primo giorno I due immensi eserciti sono schierati l'uno di fronte all'altro. Le manovre di allineamento si sono concluse, i guerrieri sono pronti e attendono il segnale per iniziare la battaglia. Un silenzio carico di tensione permea la sconfinata pianura, si sente soffiare una brezza, si ode il cinguettio degli uccelli. Inaspettatamente, il principe Yudhisthira scende dal suo carro e si toglie le armi, lo stesso fanno i suoi quattro fratelli; osservati con perplessità, i cinque Pandava attraversano il campo a piedi in direzione dell'esercito nemico e si fermano davanti ai loro maestri d'armi. Yudhisthira si rivolge al più importante fra loro, il saggio Bhishma: gli chiede il permesso di combattere contro di lui, poi fa lo stesso con gli altri due maestri, Drona e Kripa. Ottenuto il consenso, i Pandava ritornano ai loro carri. È a questo punto che il principe Arjuna prova un momento di sconforto e vorrebbe rinunciare alla lotta - è l'episodio che dà vita al dialogo tra lui e Krishna, descritto nella Bhagavad Gita. Krishna lo esorta a risollevarsi e a fare il suo dovere. Al suono dei corni e delle conchiglie, viene dato il segnale. Le armate si scontrano, in pochi minuti il sangue scorre copiosamente. Arjuna impugna l'arco Gandiva, i soldati che abbatte non si rendono conto da chi o da cosa sono stati colpiti. Dalla parte opposta, letalmente efficace è l'intervento di Bhishma, che annienta gli uomini dei Pandava "come il fuoco fa con il burro" . È verso la fine del pomeriggio che Abhimanyu, il figlio di Arjuna, affronta Bhishma e riesce a ferirlo facendogli cadere la bandiera. Abhimanyu ferisce anche altri due capi dei Kaurava, Shalya e Kritavarma, il che contribuisce a risollevare il morale delle truppe dei Pandava. Ma il sole già sta tramontando e Bhishma fa suonare la ritirata.
Dal secondo al settimo giorno I Pandava mettono a più riprese in difficoltà le armate dei Kaurava. Bhima, il secondo dei cinque fratelli, annienta l'armata del re di Kalinga. Al secondo giorno, suo figlio Ghatotkacha fa scempio del battaglione di Duryodhana e potrebbe uccidere quest'ultimo, ma si astiene dal farlo per non rompere il giuramento fatto dal padre. Duryodhana, ferito, viene tratto in salvo dai suoi maestri e si indigna con Bhishma, accusandolo di amare talmente i Pandava da consentire loro di dominare la battaglia. Irritato, Bhishma ritorna in campo e rovescia la situazione, si ritrova di fronte Arjuna e tra i due ha inizio uno spettacolare duello. Arjuna dà prova di destrezza, guadagnandosi le lodi dello stesso Bhishma, ma non ha intenzione di ucciderlo; pertanto, il suo auriga Krishna, spazientito, impugna il letale disco Sudarshana. A quella vista, Bhishma lascia cadere le armi e s'inginocchia, pronto a ricevere una morte liberatoria per mano del Signore Supremo Sri Krishna. Arjuna interviene, ricordando a Krishna che questi ha giurato che non avrebbe preso parte attiva alla battaglia e gli garantisce che d'ora in avanti affronterà Bhishma con maggiore impegno. Placato, Krishna riprende il suo posto sul carro del Pandava, che sino al tramonto si batte con Bhishma con rinnovato vigore. Al quarto giorno, Bhima affronta diversi fratelli di Duryodhana e ne uccide otto. Bhishma invia in loro soccorso il re Bhagadatta, che dall'alto del suo elefante colpisce Bhima al petto con un giavellotto, tramortendolo. Ghatotkacha accorre in aiuto del padre e riesce a mettere in fuga Bhagadatta. È il quinto giorno quando Bhishma incontra per la prima volta il guerriero Shikandi, precedentemente Shikandini, figlia di Drupada che però nella vita precedente era stata una donna da lui offesa e che ora si è reincarnata esclusivamente per vendicarsi di lui. Bhisma si lascia colpire, viene ferito da diverse frecce, i Pandava approfittano dell'occasione per lanciarsi all'assalto infliggendo ai Kaurava ingenti perdite. Nei giorni seguenti, nel susseguirsi degli scontri, Duryodhana realizza con amarezza che le sue truppe stanno perdendo.
Ottavo giorno Al mattino, Bhishma organizza l'armata Kaurava nello schieramento della urmi (l'Oceano), adatto per consentire dilagamenti offensivi in ogni direzione, come le onde del mare. Dalla parte avversa, Yudhisthira ordina di rispondere con la formazione della shringataka, una disposizione "a corni" atta a permettere la penetrazione in campo nemico. La battaglia inizia. Bhima affronta Bhishma, gli uccide l'auriga e seguita a combatterlo finché, scorgendo otto figli di Dhritarashtra nelle vicinanze, si scosta da lui per affrontarli. Con gioia feroce, Bhima li uccide tutti e otto; Duryodhana assiste alla fine di questi altri suoi fratelli senza poter intervenire, mentre come in un incubo gli risuona alla mente il voto fatto da Bhima: "Ucciderò te e tutti i tuoi fratelli. Che io possa perdere i miei meriti spirituali se non terrò fede alla mia promessa".