Già direttore del Teatro Argentina di Roma e sovrintendente del Massimo di Palermo, per 25 anni è stato il direttore artistico del Teatro Biondo Stabile di Palermo.

Biografia È stato docente per alcuni anni presso la Facoltà di Architettura e la Facoltà di Magistero dell'Università di Palermo. Dopo essere stato dirigente del Teatro Massimo di Palermo, nell'ottobre del 1978 ebbe la nomina a direttore del Teatro Biondo, che nel dicembre del 1986 ha trasformato nell'Ente Teatro Stabile, grazie al suo lavoro di riqualificazione artistica e organizzativa. Per due anni ha lavorato gratuitamente al Biondo rimanendo in aspettativa come dirigente dell'Ente Autonomo Teatro Massimo. Lasciato il Biondo nel 1991, è stato direttore del Teatro Stabile di Roma, fino al 1994, salvandolo da un grave dissesto economico. Nel 1998 è tornato a dirigere lo Stabile palermitano e, nel biennio 2003-2004, è stato anche sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo, rinunciando per questo incarico a tutte le indennità previste dal ruolo.

.Tra gli altri incarichi ha ricoperto anche quello di Assessore alla cultura del Comune di Erice e ne ha promosso il riconoscimento come patrimonio dell'umanità. Inoltre, ha fatto parte di commissioni e consigli di amministrazione di strutture ed enti artistici e culturali.

Nel giugno 2013 ha presentato le dimissioni dalla direzione del Biondo, accettate nel settembre successivo.

Teatro Il suo modello di teatro è incentrato sulla rilettura critica dei classici, sulla rivisitazione degli statuti della scenografia contemporanea e sulla valorizzazione del teatro di poesia. Al Teatro Biondo ha sviluppato un progetto intorno a tre grandi poetiche: il teatro di poesia, la drammaturgia shakespeariana, il teatro del Novecento. A lui si deve la valorizzazione del teatro di Franco Scaldati, del quale ha messo in scena le opere più importanti. Le sue regie e scenografie, più volte insignite di prestigiosi premi, hanno suscitato una vasta eco. Tra le altre, Il mercante di Venezia, La tempesta, Racconto d'inverno e Amleto di William Shakespeare, "La vita è sogno" di Pedro Calderón de la Barca, Finale di partita di Samuel Beckett, Rappresentazione della Croce di Giovanni Raboni, Il fiore del dolore di Mario Luzi, Assassinio nella cattedrale di Th. S. Eliot, L'opera da tre soldi di Brecht-Weill, Girotondo di Arthur Schnitzler, Il povero Piero di Achille Campanile, "La lezione", "Delirio a due", Il re muore e Le sedie di Eugène Ionesco, Il malinteso di Albert Camus, La locandiera di Carlo Goldoni.

Nel 2008 ha diretto l’Orestiade di Eschilo nella traduzione di Pier Paolo Pasolini per il XLIV Ciclo di Rappresentazioni Classiche al Teatro Greco di Siracusa. Si ricorda anche la sua attività di regista lirico; tra gli altri allestimenti Il castello del principe Barbablù di Bartok, Die glückliche Hand di Schönberg, Arlecchino o le finestre di Busoni.

Attività letteraria Ha animato negli anni diverse iniziative legate alla letteratura e alla poesia. Ha fondato e diretto alcune riviste come Lettere dal Sud e Idòla, che raccoglievano contributi di artisti, scrittori e uomini di cultura, con i quali ha avuto una consuetudine di rapporti fin dagli anni della sua formazione, tra gli altri: Giuseppe Bonaviri, Nino Borsellino, Luca Canali, Bruno Caruso, Maurizio Cucchi, Raffaele La Capria, Carlo Levi, Mario Luzi, Dacia Maraini, Walter Pedullà, Giovanni Raboni, Edoardo Sanguineti, Alessandro Serpieri, Vittorio Sgarbi. Con Giorgio Strehler ha curato il volume Teatro Italiano per l'editore Laterza. Andrea Bisicchia ha dedicato al teatro di Carriglio il volume Cielo e Inferno (Flaccovio Editore).

Sul suo lavoro sono stati scritti diversi saggi, molti dei quali sono raccolti nel volume XeniaR. Tomasino, U. Cantone, R. Giambrone (a cura di), Xenia - Xenia 2, Flaccovio Editore, Palermo 2007 (testi di Andrea Bisicchia, Giuseppe Bonaviri, Nino Borsellino, Antonino Buttitta, Umberto Cantone, Paolo Chiarini, Claudio Collovà, Michele Cometa, Salvatore Costanza, Maurizio Cucchi, Masolino D’Amico, Matteo D’Amico, Eva di Stefano, Enrico Fiore, Roberto Giambrone, Enrico Groppali, Osvaldo Guerrieri, Raffaele La Capria, Piero Longo, Mario Luzi, Dacia Maraini, Gregorio Napoli, Walter Pedullà, Carlo Maria Pensa, Aurelio Pes, Giovanni Raboni, Davide Rondoni, Edoardo Sanguineti, Giovanni Santangelo, Franco Scaldati, Alessandro Serpieri, Renato Tomasino, Guido Valdini, Patrizia Valduga)., che comprende anche alcuni degli elzeviri che Carriglio ha scritto per riviste e quotidiani. Sulla sua attività sono stati pubblicati, tra gli altri: Carriglio/Orestiade, a cura di Anna Banfi, che documenta lo spettacolo realizzato a Siracusa; Scenari del Novecento/Vision du Vingtième siècle, edizione bilingue italiana/francese con saggi critici di Enrico Groppali e Myriam Tanant sulle messe in scena de Il re muore e Il malinteso

Pietro Carriglio. Il pensiero e la scena e Pietro Carriglio. Un teatro di immagini, sono due monografie di Vittorio Sgarbi sul suo lavoro di regista e scenografo.

Come pittore ha realizzato, tra l'altro, un polittico su Amleto di Shakespeare, delle dimensioni di 4 metri per 7, come fondale dell'aula magna della Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Palermo.

Riconoscimenti Diploma Honoris Causa in Scenografia dell’Accademia Albertina di Torino.

Ha ricevuto il premio Eschilo d'Oro 2008 dall'INDA e, tra gli altri, il Premio Vallecorsi 2004 per il migliore spettacolo dell'anno.

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Palermo