LUomo Ragno (Spider-Man), il cui vero nome è Peter Benjamin Parker, è un personaggio dei fumetti statunitensi creato da Stan Lee (testi) e Steve Ditko (disegni), pubblicato dalla Marvel Comics.

Nato durante la Silver Age dei fumetti, fece la sua prima apparizione in Amazing Fantasy (Vol. 1) n. 15 (agosto 1962). La breve storia riscosse un successo tale da convincere l'editore a dedicargli, l'anno successivo, una testata propria, intitolata The Amazing Spider-Man (vol. 1), ancora in corso di pubblicazione.

L'identità segreta dell'Uomo Ragno è Peter Parker, un orfano cresciuto dagli zii May e Ben a New York dopo la morte dei suoi genitori Richard e Mary Parker. Nella storia che narra le sue origini, Peter ottiene poteri sovrumani dal morso di un ragno radioattivo, che includono la capacità di aderire alle superfici, forza e agilità sovrumane e la capacità di percepire il pericolo attraverso il "senso di ragno". A ciò si aggiungono i dispositivi "lancia-ragnatele" da lui progettati per muoversi fra i grattacieli e combattere i suoi nemici. In seguito alla tragica morte dello zio Ben, Peter decide di usare i suoi poteri per combattere il crimine nei panni dell'Uomo Ragno. Le sue storie affrontano le lotte dell'adolescenza e i problemi finanziari, e vantano un vasto cast di comprimari come Flash Thompson, J. Jonah Jameson e Harry Osborn, interessi amorosi come Gwen Stacy, Mary Jane Watson e la Gatta Nera, e nemici storici come Goblin, il Dottor Octopus e Venom.

Quando l'Uomo Ragno è apparso per la prima volta nei primi anni '60, gli adolescenti nei fumetti di supereroi erano solitamente relegati al ruolo di spalla del protagonista. A differenza dei precedenti eroi adolescenti, come Bucky e Robin, l'Uomo Ragno non aveva un supereroe mentore come Capitan America e Batman: era infatti un semplice studente del Queens, costretto a imparare da solo che "da un grande potere derivano grandi responsabilità", una celebre frase inclusa nel pannello finale della sua prima storia e successivamente attribuita retroattivamente a suo zio Ben. La serie Amazing Spider-Man aprì così la strada a una nuova rappresentazione dell'adolescente supereroe, presentando un protagonista alle prese con i complessi legati al rifiuto, all'inadeguatezza e alla solitudine, temi a cui i giovani lettori potevano facilmente relazionarsi.Wright, Bradford W. (2001). Comic Book Nation. Johns Hopkins Press: Baltimore. ISBN 978-0-8018-7450-5.

L'Uomo Ragno è uno dei supereroi più popolari e di maggior successo di sempre. È stato ben accolto e spesso classificato come uno dei personaggi dei fumetti più famosi e iconici di tutti i tempi e uno tra i personaggi più popolari in tutta la narrativa. Gli sono stati dedicate serie di cartoni animati, videogiochi e numerosi film di successo. Il sito web IGN lo ha inserito alla terza posizione nella classifica dei cento maggiori eroi della storia dei fumetti, dopo Superman e Batman e prima di Wolverine, risultando quindi primo in classifica fra i personaggi editi dalla Marvel Comics. In una successiva ricerca del 2022 è risultato addirittura essere diventato il supereroe più popolare in assoluto, davanti a Batman e Superman.

Storia editoriale

Genesi del personaggio Nel 1962, dopo il successo della serie a fumetti dei Fantastici Quattro creata da Stan Lee e Jack Kirby, si cercavano idee per una nuova serie. Stan Lee propose un personaggio adolescente e ordinario la cui realizzazione grafica fu inizialmente affidata a Jack Kirby, che però propose un personaggio troppo muscoloso e ispirato a The Fly (La Mosca), un eroe da lui creato nel 1959 per la Archie Comics. Questo primo studio fu però giudicato inadatto alla visione di un adolescente ordinario pensata da Stan Lee.

Lee allora si rivolse a Steve Ditko che disegnò il celebre costume con il ragno al centro e la ragnatela sul petto oltre a contribuire a caratterizzare il personaggio e soprattutto il suo alter ego umano, lo studente Peter Parker. Ditko per realizzare il costume si ispirò a un catalogo del 1956 di travestimenti di carnevale per bambini nel quale è presente un vestito con la scritta cucita sulla testa dalla quale ha preso pure il nome di Spider-Man. Stan Lee invece racconta così la genesi del personaggio:«Osservando una mosca che camminava sul muro ho pensato: non sarebbe bello se un essere umano potesse fare la stessa cosa? L'ho immaginato adolescente e con un sacco di problemi personali. Quando l'ho portato, eccitatissimo, all'editore, mi ha rimproverato: “Stan, i supereroi non hanno problemi personali!”. Come sbagliava [...] ». In effetti Stan Lee stava in quegli anni rivoluzionando il mondo dei comics ideando supereroi imperfetti, diversi da quelli del passato. I suoi supereroi erano più umani, con superproblemi, con i loro difetti, i dubbi, gli affanni, le passioni e gli errori di tutti gli esseri umani e con loro era più facile identificarsi. Con l'Uomo Ragno portò questa idea all'estremo, pensò a un supereroe con i poteri del ragno ma il cui alter ego era un adolescente pieno di problemi.

Nonostante lo spunto iniziale e i testi fossero firmati da Stan Lee, l'Uomo Ragno è considerato in gran parte un personaggio nato del disegnatore Steve Ditko. Il processo creativo prevedeva infatti che Lee fornisse soggetti verbali generici, sui quali Ditko sviluppava la trama visiva e disegnava la storia. Solo in un secondo momento Lee aggiungeva i dialoghi, ispirandosi spesso agli appunti lasciati a matita dal disegnatore nei margini delle tavole. Sebbene l'apporto di Lee fosse limitato, come dimostrato dall'assenza di nuove creazioni di successo dopo la separazione da Kirby e Ditko, il suo contributo fu fondamentale per la caratterizzazione del protagonista, in particolare per le battute ironiche pronunciate durante i combattimenti, elemento che distingueva l'Uomo Ragno dagli altri supereroi dell'epoca.

Il rapporto di lavoro con Ditko non era comunque una eccezione. Durante gli anni '60, Lee era sceneggiatore, supervisore e direttore artistico per la maggior parte delle serie Marvel, curava la sezione della posta, scriveva gli editoriali mensili e numerosi articoli promozionali. Per mantenere il suo pressante carico di lavoro e rispettare le scadenze, adottò un sistema di creazione dei fumetti basato sulla collaborazione con gli artisti che sarebbe diventato noto come "Metodo Marvel" (Marvel method) o "Stile Marvel" (Marvel style). In questo sistema, Lee discuteva inizialmente la storia con l'artista e gli forniva una sintesi schematica invece di una sceneggiatura completa, poi il disegnatore sviluppava autonomamente la sequenza delle vignette e la composizione delle tavole. Una volta completati i disegni, Lee aggiungeva i testi delle didascalie, delle nuvolette e supervisionava il lettering e il colore. È proprio a causa di questa dinamica che l'esatta ripartizione dei meriti creativi di Lee rimane ancora oggi oggetto di dibattito, specialmente per quanto riguarda le testate storiche disegnate da Kirby e Ditko.Proposto nel 1962 sulle pagine del quindicesimo e ultimo numero di Amazing Fantasy, l'Uomo Ragno si presentava come un prodotto destinato principalmente agli adolescenti, che in quel periodo stavano diventando i principali fruitori del medium del fumetto. La realizzazione grafica fu affidata a Steve Ditko, il cui tratto essenziale e spigoloso si rifaceva allo stile di Chester Gould e Dick Sprang, mentre i testi furono scritti da Lee. Egli cercava di cavalcare il successo della DC Comics che, con il rilancio di Flash, aveva dato avvio alla rinascita dei fumetti di supereroi nota come Silver Age. A differenza di questi personaggi, tuttavia, l'Uomo Ragno fu concepito diversamente facendogli vivere le sue avventure conservando problemi quotidiani di un ragazzo adolescente. Il dover convivere con i problemi quotidiani lo rese simpatico al pubblico rendendone possibile l'identificazione nonostante i suoi superpoteri. Il suo successo di pubblico fu tale che la sua seconda avventura venne pubblicata su una rivista a lui direttamente dedicata: The Amazing Spider-Man.

Periodo di Steve Ditko La prima fase editoriale del personaggio fu affidata a Steve Ditko che realizzò trentotto numeri oltre a quello iniziale apparso su Amazing Fantasy e ad alcuni numeri speciali annuali. Graficamente Ditko trasse il proprio approccio concettuale da Dick Tracy più che da Batman: Peter doveva vivere in un ambiente il più reale possibile per poterne guidare in maniera coerente e logica il passaggio verso l'età adulta. Per questo motivo, i suoi primi grandi avversari come il Camaleonte o l'Avvoltoio, erano abili ingegneri privi di poteri fantastici. Dopo una breve parentesi fantascientifica con il Riparatore, la serie tornè a focalizzarsi su tecnologia e alla scienza con il Dottor Octopus, geniale scienziato il cui esoscheletro a quattro braccia si fuse con il suo corpo a seguito di un incidente, scatenandone la follia e dando vita a uno dei supercriminali più celebri. Successivamente, la coppia Ditko-Lee introdusse molti altri avversari come Lizard, Cervello Vivente, Electro, i Duri, l'Uomo Sabbia, Kraven, Mysterio e Goblin. Oltre alla componente supereroistica, Ditko curò anche lo sviluppo dei personaggi di contorno dando sempre più spazio a figure come la zia May, J. Jonah Jameson, direttore del Daily Bugle (quotidiano per il quale Peter lavora come fotografo freelance vendendo le foto dei suoi combattimenti), e Betty Brant, segretaria di Jameson e prima fidanzata di Peter. Un'altra differenza importante rispetto agli altri supereroi dei fumetti emergeva quando il personaggio tornava alla sua vita di tutti i giorni, come quando Peter rincasava tardi nella sua modesta abitazione nel Queens da zia May, sempre in ansia per lui.

Nonostante la creazione di questo universo narrativo coeso e verosimile, i rapporti tra Stan Lee e Steve Ditko si deteriorarono progressivamente nel corso dei mesi. Le tensioni erano alimentate da divergenze creative, con Lee che accusava Ditko di modificare i soggetti originali, e dalle richieste degli autori di ottenere un maggiore riconoscimento formale e introiti economici più adeguati. Intorno al decimo numero della serie, la divisione del lavoro cambiò radicalmente: Ditko iniziò a ideare autonomamente le trame e a occuparsi integralmente dei disegni, mentre Lee si limitava ad aggiungere i dialoghi a posteriori, una volta che le tavole erano già state completate. Questo metodo portò il disegnatore a concentrarsi maggiormente sui problemi quotidiani del protagonista piuttosto che sulle classiche sequenze d'azione, discostandosi nettamente dagli standard del genere supereroistico dell'epoca. Un esempio emblematico fu il numero 18, in cui l'Uomo Ragno in costume non compariva quasi mai. Questa scelta autoriale non convinse del tutto Lee, al punto che in una rubrica promozionale della Marvel scrisse: «Parecchi lettori odieranno di sicuro [il nº 18], e quindi se volete sapere di che cosa parlano tutte quelle critiche, assicuratevi di comprarne una copia».

Nonostante le perplessità editoriali, le vendite continuavano a crescere costantemente. Nel frattempo, Ditko aveva cercato senza successo di convincere Jack Kirby a lasciare la Marvel insieme a lui per costringere Lee a riconoscere pubblicamente il loro reale contributo alla creazione e alla sceneggiatura dei personaggi; Kirby, inizialmente d'accordo, si tirò indietro, e ad andarsene nell'estate del 1966 fu soltanto Ditko, che lasciò definitivamente la testata con il numero 38. Le storie disegnate per l'Uomo Ragno rimarranno fra i migliori lavori di Ditko e, come ha scritto il New York Times «non assomigliavano a nessun fumetto prima di loro».

Periodo di John Romita Sr.