Costa San Giorgio è una strada collinare di Firenze (le "coste" sono infatti le strade del centro in ripida pendenza), che si trova in Oltrarno, tra via San Leonardo, nel punto in cui questa è segnata dalla porta San Giorgio, e piazza dei Rossi, a lato della chiesa di Santa Felicita. Lungo il tracciato confluiscono nell'arteria via del Forte di San Giorgio, il vicolo della Cava, la costa Scarpuccia, la costa dei Magnoli, la rampa delle Coste, la rampa dei Canigiani e la rampa di Sotto.

Storia La denominazione riferisce dell'antica chiesa parrocchiale di San Giorgio e Spirito Santo alla Costa (ugualmente nel tempo detta, da un vicino oratorio, di San Giorgio e San Mamiano). La strada, che si inerpicava dal centralissimo ponte Vecchio verso le fertili colline di San Miniato, di San Leonardo, di Arcetri e del Poggio Imperiale, nacque come popoloso borgo, che venne inglobato nelle mura al tempo della prima cerchia comunale (1172-1175), e faceva parte del borgo "Pidiglioso", o "Petecchioso", con cui si designavano le miserevoli abitazioni di via de' Bardi e delle strade limitrofe, caratterizzate dalla povertà e dalla sporcizia dei propri abitanti. Inizialmente la strada terminava di fatto alla biforcazione della costa Scarpuccia, e solo con la realizzazione della cerchia di Arnolfo, verso il 1324, fu lastricata e prolungata fino a una vera e propria porta, che venne chiamata appunto porta San GiorgioRicciolini, cit., pp. 86-87..

La Domenica delle Palme dell'anno 1284 una sciagura che si abbatté sulla strada, quando in seguito alle copiose piogge una vasta frana si staccò rovinando fino alla chiesa di Santa Lucia de' Magnoli, trascinando con sé cinquanta case e uccidendo una ventina di cittadini. Dal 1343 la strada faceva parte della suddivisione del Gonfalone Scala del quartiere di Santo Spirito. A quei tempi sulla strada si allineavano già gli importanti complessi monastici di San Giorgio e di San Girolamo, intervallati da case residenziali per il popolo e laboratori. Qui più che in altre zone si è mantenuta la tipologia della casa con orti retrostanti, abitata da una o più famiglieRicciolini, cit., pp. 88.

Un'attività in auge fino al 1550 circa era quella dei cavatori di pietraforte, che permetteva alla città di avere un'ottima pietra da costruzione disponibile direttamente dentro le proprie mura. La cava fu chiusa quando venne realizzato il giardino di Boboli, ma è testimoniata dall'ancora esistente vicolo della CavaRicciolini, cit., pp. 87.. Pochi decenni dopo la via guadagnava tuttavia importanza come accesso al nuovo forte di Belvedere.

Nella pianta delineata da Ferdinando Ruggieri nel 1731 il tracciato è segnato - forse per errore - come costa de' Magnoli.

Descrizione Si tratta di una via priva di emergenze architettoniche rilevanti, ad esclusione della porta urbica e di alcuni complessi religiosi, e comunque ricca di storia non fosse per la presenza della casa e di altri edifici legati alla memoria di Galileo Galilei; tuttavia è di grande suggestione per il suo rapido salire che nel volgere di breve tempo conduce dalla città alla campagna e viceversa.

Edifici