La sua idea iniziale fu di raggiungere l'Asia orientale, le cosiddette "Indie", compreso il Catai (Cina) e il Cipango (Giappone), circumnavigando la Terra da occidente, ovvero dall'Oceano Atlantico. Arrivando invece in America centrale, il navigatore fu convinto, negli anni successivi, che quelle fossero sì delle nuove terre, ma sempre asiatiche, a tal punto che furono chiamate per molto tempo "Indie occidentali". Fu poi il navigatore Amerigo Vespucci che, nei primi anni del XVI secolo, scoprì che si trattava invece di un nuovo continente, inizialmente chiamato "Nuovo Mondo", quindi, in suo onore, fu rinominato dai cartografi "America".
Dapprima Colombo chiese i finanziamenti per le sue esplorazioni al re Giovanni II del Portogallo, ma i fondi gli furono negati e tentò allora con i re cattolici di Spagna (Castiglia e Aragona), i quali, dopo le trattative, e soprattutto grazie all'appoggio di Isabella di Castiglia, accettarono di finanziare l'impresa e di concedergli alcuni privilegi nel caso in cui l'esito fosse risultato positivo. Salpato da Palos de la Frontera (Spagna) il 3 agosto 1492, giunse su un'isola delle Bahamas, che battezzò San Salvador, il 12 ottobre dello stesso anno. A tale primo viaggio ne seguirono poi altri tre, di minor fortuna, portandolo gradualmente al discredito ed alla privazione di molti dei riconoscimenti e dei titoli che egli avrebbe sperato, per sé e per i suoi figli, da parte dei sovrani del Regno di Castiglia e León, dove morì nel 1506 nell'allora capitale, Valladolid. Nemmeno nelle nuove terre scoperte gli fu dedicato qualche importante toponimo; questo almeno fino al 1819, quando il politico venezuelano Francisco de Miranda propose il nome di "Colombia" per indicare il nuovo stato indipendente sudamericano e rendere finalmente omaggio all'importante navigatore.
Giovinezza
Cristoforo fu il primogenito di quattro figli (tre maschi e una femmina)Gli altri tre si chiamavano Giovanni-Pellergino, Bartolomeo e Giacomo (; secondo altre biografie, l'ultimo figlio si chiamava Diego), l'unica sorella si chiamava Bianchinetta (). di Domenico Colombo e Susanna Fontanarossa, gestori dapprima di una piccola azienda tessile e successivamente, in seguito al trasferimento a Savona, di un negozio di vini e formaggi; .
La casa genovese, sita in Vico Diritto di Ponticello angolo Via Dante nel quartiere Portoria, vicino a San Vincenzo di Genova, venne distrutta durante il bombardamento navale francese del 1684, e fu quindi ricostruita nei decenni successiviUna giornata nella città, a cura di Corinna Praga e Laura Monaco, Sagep Editrice, Genova, 1992, p. 14.Casa di Colombo, da Alfredo Preste, Alessandro Torti, Remo Viazzi, Sei itinerari in Portoria, Grafiche Frassicomo, Genova, 1997, riportato dal sito ortidicarignano.it.
Altre fonti lo danno nato a Cogoleto, presso Via Rati 28. Secondo questa versione, Cristoforo Colombo avrebbe lasciato molto presto Cogoleto per intraprendere la via del mare.Archivio Stato Genova. Atto di procura del 30 settembre 1452. Notai Antichi n. 1584, not. A. De Franchi. Assumono grande importanza anche le parole scritte da Cristoforo Colombo nel 1501, in una lettera indirizzata ai reali di Spagna, in cui egli così si esprime: "Muy altos Reyes: de muy pequena hedad entre en la mar navegando y lo he continuado fasta oy".BN. Ms: Res. 21 f. 7r. La lettera è pubblicata a pag. 444 sgg. nel volume Cristóbal Colón. Textos y documentos completos, Edición de Consuelo Varela, Nueva Cartas: Edición de Juan Gil, Alianza Universidad, 1997. Di fatto Colombo afferma di aver iniziato a navigare sin dalla giovanissima età e di non aver fatto altro. Quindi Cristoforo Colombo di Genova, poi trasferitosi a Savona, non potrebbe essere lo scopritore: infatti, come attestano i documenti conservati nella Sala Colombiana dell'Archivio di Stato di Genova, nel periodo 1470/1472 quest'ultimo è ancora sotto tutela paterna ed esercita l'arte di tessitore di panni.Archivio Stato Genova, Not. Nicola Raggio, filza 2, anno 1470, n. 905, atto del 31 ottobre 1470, nel quale Cristoforo Colombo, figlio di Domenico maggiore di diciannove anni, agisce con il consenso del padre per saldare una partita di vino.../ Archivio Stato Savona, Not. Tommaso Del Zocco, 1327-1 c. 358 v., nel quale Domenico, lanaiolo abitante a Savona, e suo figlio Cristoforo dichiarano di dovere a Giovanni Signorio centocinquanta lire di genovini per sette cantari di lane.
Altre versioni ancora lo danno nato sempre in altre località della Riviera di Ponente ligure, ma i documenti storici sono scarsi. Fonti più certe confermano comunque i primi anni d'infanzia sicuramente a Vico Diritto di Ponticello di Genova, e le informazioni storiche diventano ancor più attendibili a partire dal 1470, quando la famiglia si trasferì a Savona, dove rimase almeno fino al 1484, prima presso Contrada San Giuliano (Via dei Cassari), in una casa oggi inesistente, poi nel quartiere Legino, in un podere situato in Via Belvedere di Valcada"Gli antenati di Colombo vivevano sulle alture di Sori", di Edoardo Meoli, articolo giornalistico pubblicato su Il Secolo XIX, 5 dicembre 2008, p. 11.
Pare che il giovane Colombo non frequentasse la scuola, ma tutte le nozioni gli furono impartite dal padre, che voleva avviarlo al proseguimento dell'attività commerciale. Cristoforo però, insieme al fratello Bartolomeo, si interessò principalmente di geografia e cartografia; inoltre, soprattutto durante il periodo savonese, si dedicò ad esercitarsi alla navigazione marittima. Egli stesso affermò, in una sua lettera, di aver già cominciato a navigare a Genova, all'età di quattordici anniLa lettera venne citata dal figlio Ferdinando. In un suo scritto del 1492, lo stesso Cristoforo affermò di navigare da 23 anni, mentre nel 1501 parlava di oltre quarant'anni di navigazione. Si veda ; .
L'occasione per le sue imprese navali arrivò nel 1472 quando, contro il parere del padre, accettò di entrare nelle flotte al soldo del Re Reynel Renato d'Angiò per contrastare le navi aragonesi nel Mediterraneo occidentale, quindi di lavorare come mercante marittimo al servizio delle famiglie genovesi Centurione, Di Negro, Imperiali e SpinolaIl figlio Fernando raccolse nelle sue Historie, datate 1564, alcuni racconti che riguardavano la vita del padre, soggetti a molte critiche, come quella contro il racconto secondo cui Cristoforo, comandante di vascello, esegue l'incarico, affidatogli da Renato d'Angiò, di recarsi a Tunisi per recuperare la galeazza aragonese Ferrandina (si veda per dettagli e il dettaglio dell'operazione in ) e contro l'affermazione che avesse frequentato l'Università di Pavia. Si osservi a tal proposito , critiche in . In questo periodo, per le sue ottime qualità, ottenne il grado di Comandante di Vascello, imparando velocemente il castigliano e il portoghese. Nel 1473 partì alla volta dell'isola di Chio in Grecia, navigando con la Roxana, e lì vi abitò per circa un annoCristoforo annotò i dettagli del viaggio su un margine di un libro. , alternando dei periodi di navigazione nell'Egeo, nel Mediterraneo, le coste del Portogallo e brevi ritorni in Liguria. Durante i suoi viaggi latinizzò il suo nome (com'era usanza del tempo) nelle firme che poneva su lettere e documenti; in seguito utilizzò come firma anche il nome in lingua castigliana, ovvero Cristóbal Colón... Il 31 maggio 1476 partì da Noli (SV) sulla Bechalla della repubblica marinara di Genova, comandata da Cristoforo Salvago, insieme a tre galeazze di Squarciafico, Di Negro e Goffredo Spinola, più la baleniera del fratello Nicolò Spinola, tutte dirette nelle Fiandre (nell'attuale Belgio), e poi a Bristol, in Inghilterra. Lungo la rotta però, la flotta fu attaccata da corsari francesi al largo di Capo Vincenzo (Portogallo), dove Colombo riuscì a rifugiarsi a Lagos, nel Portogallo meridionaleColombo era su una delle cinque navi attaccate dal corsaro Guglielmo Casenove detto Coullon de Vieux. Il nome Coullon in gallico si traduce con Colombo dando origine a diversi fraintendimenti nella loro identificazione. Nella battaglia che seguì il corsaro perse alcune imbarcazioni, tre i Genovesi. La nave su cui viaggiava Cristoforo subì molte perdite, mentre egli si salvò nuotando sino a raggiungere le rive del Portogallo, giungendo vicino a Lagos. ; . Da lì, qualche mese dopo riuscì a ripartire alla volta di Galway (Irlanda), raggiungendo anche l'Islanda, probabilmente nella primavera del 1477Lord Dufferin nelle Lettere dalle latitudine nordiche (Lettres from high latitudes) affermava che nel febbraio 1477 era giunto a Reykjavík un marinaio genovese proveniente da Bristol. Si veda anche .
La via per le Indie
Nel 1478 Colombo tornò in Portogallo, vivendo temporaneamente a Lisbona, dove suo fratello Bartolomeo già lavorava come cartografo, per curare i commerci della famiglia Centurione. Basandosi sulle mappe, sui racconti dei marinai e sui reperti (canne, legni e altro) trovati al largo delle coste delle isole del "Mare Oceano" (antico nome dell'Oceano Atlantico), cominciò a convincersi che al di là delle Azzorre dovesse esserci una terra continentale e che questa non potesse essere altro che quella delle "Indie", ovvero l'Asia, che comprendeva quindi anche il Catai (Cina) e il Cipango (Giappone) descritti da Marco Polo, rendendosi essa raggiungibile da Occidente attraverso la rotta di circumnavigazione marittima della Terra. Si documentò quindi su testi geografici come lHistoria rerum ubique gestarum di Papa Pio II del 1477, quindi l'opera Imago mundi di Pierre d'Ailly (1480) e infine il più noto Il Milione di Marco Polo.
Una notevole influenza sulla sua decisione in favore del progetto del lungo viaggio marittimo di "buscar el Oriente por el Occidente" (così fu poi riassunto dalla storia), fu una lettera che nel 1474 Paolo Toscanelli indirizzò al canonico di Lisbona Martins De Reriz, in risposta al quesito postogli da Alfonso V del Portogallo attraverso lo stesso canonicoLa lettera era in latino e datata 25 giugno 1474. Martins era parente acquisito di Colombo e in ogni caso la stessa mappa presente nei documenti portati da Toscanelli viene poi riportata anche da Cristoforo tempo dopo, grazie allHistoria Rerum di Pio II; alcuni biografi infine sostennero uno scambio epistolare fra i due. Si vedano fra i tanti e . Nella missiva, il fisico fiorentino riteneva anch'egli percorribile una rotta marittima verso ovest per raggiungere le cosiddette "Indie", tuttavia in errore sui calcoli matematici delle distanze geografiche calcolate.
Nel 1479 inoltre, il navigatore conobbe e sposò a Lisbona Filipa Moniz PerestrelloSi erano conosciuti frequentando la chiesa di Ognissanti. Si veda il riferimento in . L'anno, secondo le fonti, è il 1478 o il 1479. si veda anche ., figlia di Bartolomeo Perestrello il Vecchio (navigatore portoghese di origini piacentine e, dal 1419, governatore di Porto SantoPerestrèllo, Bartolomeo, voce dal sito web dell'Enciclopedia Treccani). La coppia, a partire dal 1480 circa, si trasferì nell'arcipelago portoghese di Madera, al largo del Marocco, prima sull'isola di Porto Santo, dove nacque il loro unico figlio, Diego, poi sulla stessa Madera.. In quell'anno, Colombo si dedicò anche al commercio in proprio., tuttavia senza successo. Il fallimento, insieme alla convinzione sempre più forte sul viaggio atlantico e il decisivo incontro con un naufrago il quale, in punto di morte, tracciò addirittura una mappa delle lontane terre a occidenteIl racconto venne poi adattato in versi dal poeta Garcilaso de la Vega, lo fece ritornare a Lisbona, dove continuò a studiare le mappe.
Realizzazione del progetto