Ricoprì importanti ruoli istituzionali sotto Enrico VI d'Inghilterra.
Al centro del suo pensiero sta la difesa, mediata attraverso l'aristotelismo e il tomismo, della differenza tra il dominium regale e quello regale et politicum.
Per Dominium intende il fatto che il re non può governare mediante leggi diverse da quelle a cui il popolo ha dato il proprio assenso.
Le sue opere più importanti sono De Laudibus legum angliae (1468-71) The Governance of England (1470) De natura legis naturae.
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