Neviano (Nianu in dialetto salentino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia.

È situato nel versante sud-occidentale del Salento, nel territorio delle serre salentine.

Geografia fisica Territorio Neviano sorge sulle propaggini settentrionali della serre salentine a 108 m s.l.m. Il moderno centro urbano si è sviluppato nel corso del XX secolo verso ovest, nell'area più pianeggiante, creando una separazione con il centro storico posizionato a una quota leggermente superiore. Il territorio si caratterizza per essere fortemente carsico ed è privo di corsi d'acqua di superficie; le acque pluviali filtrano nel terreno e alimentano la falda acquifera, particolarmente ricca.

Il comune, che si estende su una superficie di 16,06 km², è compreso tra gli 80 m s.l.m. (altezza minima) e i 180 m s.l.m. (altezza massima). L'agro nevianese è quasi del tutto coltivato; le colture principali sono l'olivo e la vite dal quale si producono l'olio Terra d'Otranto e pregiati vini che caratterizzano l'economia locale. Il territorio del comune confina a nord con i comuni di Galatone, Seclì e Aradeo, a est con il comune di Cutrofiano, a sud con i comuni di Collepasso e Parabita, a ovest con i comuni di Tuglie e Sannicola.

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003

Clima La stazione meteorologica di riferimento è quella di Lecce Galatina. Dal punto di vista meteorologico Neviano rientra nel territorio del basso Salento che presenta clima mediterraneo con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate e un picco in autunno-inverno. Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da sud-est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.

Classificazione climatica di Neviano: Zona climatica: C Gradi giorno: 1288

Storia Neviano, come tutta l'area della provincia, ha origini legate alla preistoria, perché l'intera Puglia presenta insediamenti umani sin dal periodo paleolitico. Secondo la tradizione, il paese è stato fondato da alcuni fuggiaschi (famiglia Simone) del casale di Fulcignano che, persa la battaglia con Galatone, si rifugiarono nelle campagne circostanti fondando nuovi centri. I primi documenti scritti testimoniano l'esistenza di Neviano già nel XII secolo quando Tancredi, re di Sicilia e conte di Lecce, unì il casale nevianese alla contea di Lecce. Si ipotizza anche che le origini risalgono ai Greci ai quali seguirono i romani e i bizantini. L'origine del nome potrebbe derivare dalla desinenza latina "Niveo" (rappresentativo del punto nevoso) da cui il volgo ne ha derivato "Niano", diventato poi Neviano. Tale ipotesi è avvalorata dalla presenza di numerose neviere, una sorta di moderni freezer per la conservazione della neve. Il toponimo potrebbe anche essere un prediale, dal nome di un valoroso militare chiamato "Nevius" che distinguendosi nella battaglia dei "Campi Latini" (Campi Latini è un toponimo locale derivante secondo la tradizione dal fatto che durante la guerra contro Pirro, truppe romane si accamparono in questa zona) gli fu fatto dono delle terre che per derivazione da "Nevius" e "anus" (terra di Nevio) furono conosciute con il nome di Neviano.

Fonti scritte più attendibili vengono riportate dai registri angioini in cui Neviano, nel 1269 essendo rimasto dalla parte di Carlo I d'Angiò anche in seguito all'arrivo di Corradino di Svevia, insieme con il Casale di Macugno venne dato ai fratelli Teobaldo e Rodolfo Bellerio. A partire dal XIV secolo i casali di Neviano e Macugno passarono agli Amendolia, ai Minutoli Capece, agli Orsini Del Balzo (1463), ai Di Capua (1525), ai Pirelli (1608) e ai Cicinelli (1696), i quali li cedettero in subfeudo ai Piccioli che assunsero il titolo di baroni fino al 1806, quando la feudalità fu abolita. Quanto alla popolazione i primi dati sono del 1532: Neviano fu tassata per 27 fuochi (nuclei familiari) che divennero 65 nel 1595. Con il censimento francese del 1804 Neviano risultò di 700 abitanti; 1.725 nel censimento italiano del 1881; 3.365 nel censimento del 1911.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono così descritti dall'art. 6 dello statuto comunale: Stemma

Gonfalone

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Chiesa madre di San Michele Arcangelo La chiesa madre di San Michele Arcangelo è una costruzione della seconda metà del XIX secolo. Ingloba l'originario edificio sacro cinquecentesco che attualmente costituisce il transetto. Presenta una sobria facciata neoclassica costituita da un unico portale d'accesso inquadrato da due coppie di colonne con capitelli ionici che sorreggono l'architrave e il timpano. Il prospetto laterale è caratterizzato da un bassorilievo di san Cristoforo. L'interno, a croce latina con presbiterio, possiede una copertura a botte; nell'incrocio tra i bracci del transetto e della navata si innalza una grande cupola. L'aula è scandita da cinque cappelle, due sul lato destro e tre sul lato sinistro, ospitanti altrettanti altari con relative tele ottocentesche, dedicati all'Immacolata Concezione, ai santi Medici, a san Giovanni Battista, a sant'Oronzo e a san Donato. Il transetto ospita gli altari di san Michele Arcangelo e della Madonna della Neve. L'abside accoglie l'altare maggiore e un altorilievo raffigurante la Crocifissione.

Santuario della Madonna delle Nevi Il santuario della Madonna delle Nevi, un tempo chiamato Santa Maria dei Casili, risale alla prima metà del XVII secolo e la sua costruzione è legata ad una leggenda che ancora si tramanda oralmente. Secondo la tradizione due mercanti gallipolini, sorpresi da un temporale, si rifugiarono in una grotta e vi passarono la notte. Il mattino seguente ripresero il loro cammino ma il quadro della Madonna delle Nevi che portavano con loro rimase incastrato nella roccia. Quel segno fu interpretato come un volere della Vergine di restare a Neviano e venne dunque edificato un tempio. L'edificio presenta un prospetto diviso in due ordini da una cornice ed è sormontato da un timpano. Inquadrato da due alte paraste, è caratterizzato da un portale architravato posto in asse con un rosone finemente decorato da una cornice. L'interno, a navata unica, ospita due altari laterali, dedicati al Cuore di Gesù e a , e l'altare maggiore sormontato da una grande tela della Madonna delle Nevi, opera del pittore Raffaello Salines del 1837 e da un mosaico che ricorda la storia della fondazione del santuario.

Chiesa di San Giuseppe Patriarca La chiesa di San Giuseppe Patriarca fu edificata nel XVIII secolo su una cappella preesistente, sede dell’antica confraternita del santo che nel paese esisteva già nella seconda metà del settecento. Originariamente, l’attuale chiesa, costituiva un unico blocco con l’adiacente palazzo Maruccio. Le prime notizie sulla Confraternita si hanno con un documento del 1762 che portava il timbro di Ferdinando II, re delle II Sicilie. Pare infatti, che a quel tempo, l'attività delle congregazioni fosse controllata dello Stato. La facciata, rifatta nel 1930, è inquadrata da due coppie di paraste e da un'aggettante trabeazione al di sopra della quale si innalza un fastigio curvilineo contenente un bassorilievo in maiolica raffigurante san Giuseppe. L'interno presenta un'unica navata con altare maggiore e un altare laterale dedicato al Santissimo Sacramento.

Abbazia di San Nicola di Macugno L'abbazia di San Nicola di Macugno sorge a circa 2,5 km in direzione sud-est dell'abitato di Neviano e rappresenta una testimonianza dell'esistenza dell'antico casale di Macugno. L'abbazia viene censita nel 1378 quale pertinenza di Neviano. Del complesso rimangono due grotte scavate nella roccia, una integra e l'altra semi crollata, una torre fortificata con a lato un ampio locale con volta a botte, due silo, due forni di cui uno realizzato con pietre a secco, una grande cisterna a forma di campana ed una strada carraia che presenta dei solchi molto profondi a testimonianza dell'alta frequentazione del sito sin da tempi remoti. Sulla facciata della torre vi sono due piccole nicchie affrescate poste ai lati della porta d'ingresso, a sinistra san Nicola e a destra santa Lucia.

Ad ovest dell'antico casale è ancora presente un tratto delle mura medievali (denominate “paretone”) che oltre a delimitare e proteggere l'insediamento, svolgevano probabilmente, anche una funzione di terrazzamento a tutela delle grotte. Il territorio è segnato da numerosi muri a secco (circa 140 chilometri) e dalla presenza di moltissime costruzioni in pietra, come i furnieddhi (sono stati censiti in numero di 436), che caratterizzano la zona come "Paesaggio della pietra". Tutta l'area dell'insediamento, recentemente recuperata e resa fruibile anche con la realizzazione di una pista ciclabile, è sede del Laboratorio eco-museale del Paesaggio delle Serre della città di Neviano finanziato dal Consorzio Universitario Interprovinciale Salentino.

Chiesa della Madonna della Croce La chiesa rupestre della Madonna della Croce è una costruzione rurale realizzata con pietre a secco nel XVII secolo. Presenta una volta a botte e sulla parete di fondo è affrescata l'immagine della Deposizione dalla Croce.

Architetture civili Palazzo Romano-Tafuri-Moschettini o Palazzo Tafuri È una delle più importanti dimore signorili di Neviano, riconosciuto di particolare pregio storico-nazionale con D.M. del 30/10/1990 dal Ministro per i Beni Culturali ed Ambientali. È ubicata in Piazza Vittorio Emanuele, risale al XVI secolo. Il portone di ingresso al Palazzo è sormontato dallo stemma dell'originario proprietario, il Marchese Dott. Antonio Romano, che si distinse per cultura e umanitàsecondo quanto narrato a pag.204 del libro intitolato "Neviano" -Edizioni Nuova Prhomos-2015, dall'autore Don Giovanni Cartanì di Neviano. Morì nel 1819 e fu seppellito nella Chiesa di San Michele Arcangelo, in Neviano, come riportato nella dichiarazione di morte dal Curato d'epoca Arciprete Achille Perillo, che scrive testualmente: "Corpus eius sepultum fuit in hac Parochiali Ecclesia". La baronessa Antonietta Romano, figlia del March. Antonio Romano, sposa il nobile Bar. Pasquale Tafuri che in seguito al matrimonio si trasferì nel piccolo paese. Dal matrimonio Tafuri - Romano nacquero due figli: Arturo Tafuri, avvocato e annoverato tra i più grandi poeti del Salento di fine Ottocento e Carmelo Tafuri, musicista e letterato.