Biografia Di famiglia vicentina, nacque a Locara, piccola frazione campestre di San Bonifacio, da Eleonoro Marcello e Marianna Bertani. Seguì la carriera militare e si fece notare già nel 1848 a Vicenza, arruolando a proprie spese un gruppo di volontari contro l'Austria.
Caduta Vicenza nelle vicende belliche, dovette emigrare in Piemonte e subì la confisca dei beni. Era stato nominato luogotenente d'ordinanza del 3º reggimento FanteriaNomina su decreto dell'8 giugno 1848. e nel 1849 passò al Corpo dei Bersaglieri,4 febbraio 1849. nel quale ottenne una medaglia d'argento al valor militare nella battaglia di Novara del 1849, dove fu ferito.Il ferimento ebbe luogo il 23 marzo e il decreto di conferimento della medaglia è del 5 novembre del 1849.
Nel 1852 fu promosso a capitano30 marzo 1852. e nel 1855 prese parte al corpo di spedizione in Crimea.Partito il 24 aprile del 1855, fece ritorno in Italia il 5 maggio 1856. Ottenne il riconoscimento di eseguita campagna militare, dagli Inglesi e dagli Ottomani.
Nella campagna del 1859 ottenne una seconda medaglia d'argento al valor militare per un assalto alla baionetta a cui condusse la propria compagnia a Confienza30 maggio 1859. e il suo battaglione ottenne una menzione onorevole nella battaglia di San Martino24 giugno 1859. e lui stesso la croce di cavaliere dell'ordine militare di Savoia.Decreto del 12 luglio 1859. Venne quindi promosso al grado di maggiore del 15º reggimento di fanteria,7 ottobre 1859. da cui passò quindi al 1º corpo d'armata dei bersaglieri.
Nel 1860 partecipò alla campagna in Ancona nel corso della quale ottenne due menzioni onorevoli.La prima fu assegnata l'11 settembre 1860 per la condotta nella presa di Pesaro. Il 29 ottobre del 1860 ottenne la medaglia d'oro al valor militare, che gli fu assegnata come maggiore comandante del 7º battaglione di bersaglieri nella battaglia del Garigliano. Il 1º giugno del 1861 fu promosso a luogotenente colonnello per meriti di guerra e ottenne il 20 ottobre la nomina a cavaliere dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Condusse nella regione di Benevento le operazioni di lotta al brigantaggio postunitario, e in particolare intervenne a Pontelandolfo il 14 agosto del 1861 dopo l'attacco al contingente militare ivi stanziato da parte di una banda di briganti.
La dura reazione del reparto inviato dopo il massacro dei 41 soldati e 4 carabinieri italiani fu causata dalla ferocia con cui furono trattati i loro commilitoni, considerando che i militari, sebbene si fossero arresi, furono comunque trucidati. Riportiamo una testimonianza:
Una forte revisione al ribasso del numero degli uccisi, ridotti a 13 morti (più 2 nel paese di Casalduni), viene sostenuta dal ricercatore Davide Fernando Panella sulla base della lettura dei registri parrocchiali della chiesa della Santissima Annunziata ove furono annotati dal canonico Pietro Biondi e dal canonico Michelangelo Caterini (firmatario degli atti di morte) i nomi dei morti, le modalità della loro morte e il luogo del seppellimento: 12 persone (dieci uomini e due donne) sarebbero morte durante il giorno stesso della strage (dieci direttamente uccisi e due nel rogo delle case) e una tredicesima il giorno seguente.Giancristano Desiderio, L'altra verità su Pontelandolfo -I morti furono solo tredici - Lo studio di un ricercatore sannita fa luce sulla strage, Corriere del Mezzogiorno, 11 marzo 2014
Nella terza guerra di indipendenza del 1866 ottenne per le azioni di guerra tra Tezze e Primolano la commenda dell'ordine militare di Savoia e fu creato aiutante di campo onorario del re Vittorio Emanuele II,Decreto del 12 dicembre 1866. più tardi confermato come aiutante di campo effettivo. Fu poi ancora promosso Maggior generale nel 186915 marzo 1869. Tenente generale nel 187717 maggio 1877. e fu comandante militare territoriale di Ancona, da dove venne trasferito a Piacenza nel 187920 novembre 1879. Chiese e ottenne il congedo nel 1881 e gli fu conferita la Gran croce dell'ordine della corona d'Italia.8 maggio 1881.
Nel 1882 gli fu inoltre concesso il titolo di conte, in passato conferito ad un altro ramo della famiglia9 febbraio 1882. e in seguito i titoli onorifici di "aiutante di campo generale onorario" e di Grande ufficiale nell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Morì a Firenze nel villino fuori porta San Gallo il 17 dicembre 1887 e fu tumulato con onoranze solenni nella tomba di famiglia a Vicenza.
Onorificenze
Note
Bibliografia Sebastiano Rumor, Note biografiche, Tipografia S. Giuseppe, Vicenza, 1926.
Categoria:Generali italiani del XIX secolo Categoria:Medaglie d'oro al valor militare Categoria:Medaglie d'argento al valor militare Categoria:Commendatori dell'Ordine militare di Savoia Categoria:Personalità del Risorgimento Categoria:Militari italiani nella battaglia di Solferino e San Martino Categoria:Cavalieri di gran croce dell'Ordine della Corona d'Italia Categoria:Grandi ufficiali dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro