miniatura|verticale=1.4|Orazio legge davanti al circolo di Mecenate, di cui faceva parte anche Vario Rufo (dipinto di Fëdor Bronnikov, del 1863, conservato presso il Museo d'arte di Odessa).
Biografia
Amico di Virgilio, di cui era certamente più grande, Vario fu anch'egli epicureo, come attestato anche da Quintiliano, che lo definisce esplicitamente epicureusQuintiliano, VI 3, 78. e da Filodemo di Gadara, che gli dedicò un trattato Sulla morteMarcello Gigante, Ricerche filodemee, Napoli, Macchiaroli, 1969, pp. 63-122..
Avrebbe, comunque, introdotto Virgilio nel circolo di Mecenate e, con lui, presentato anche Orazio. Che Virgilio ne fosse amico e ammiratore traspare dal fatto che, negli anni Quaranta, Virgilio, sotto lo pseudonimo di Licida, rimpiangeva di non aver prodotto fino a quel momento nulla di paragonabile alla poesia di Vario o di Elvio CinnaBucoliche, IX, 35-36.. La gratitudine e la stima di Orazio, invece, è evidente dalla definizione di quest'ultimo di Vario come un maestro dell'epica e l'unico poeta in grado di celebrare le gesta di Marco Vipsanio AgrippaOrazio, Carmina, I 6..
Ancora la già citata testimonianza di Quintiliano lo pone in stretti rapporti con Augusto: una didascaliaConservata in un manoscritto a Parigi., infatti, informa che nel 29 a.C. lavorò per i giochi celebrativi in onore della vittoria di Augusto alla battaglia di Azio (31 a.C.) e che Vario ricevette un milione di sesterzi dal princeps. Dopo la morte di Virgilio, fu incaricato da Augusto, insieme a Plozio Tucca, di pubblicare lEneide. Dopo questa data non abbiamo altre notizie.
Opere Delle opere di Vario, come detto, celebrate in età augustea non ci restano che magri frammenti. Da Macrobio sappiamo che Vario compose un poema De morteFrr. 147-150 Hollis; la notizia è in Macrobio, Saturnalia, VI 1, 39 e 2, 19., ampiamente riecheggiato da Virgilio.
Orazio, invece, alluderebbe ad un altro poemaOrazio, Satire, I 10, 43.: secondo uno scoliasta, infatti, si tratterebbe di un panegirico di Augusto3 versi di dubbia autenticità (Fr. 152 Hollis)..
L'opera letteraria più famosa di Vario fu, comunque, la tragedia TiesteFrr. 154-156 Hollis., che Quintiliano riteneva non essere inferiore ad alcuna tragedia grecaQuintiliano, X 1, 98..
Note
Bibliografia
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