Baran (باران) è un film del 2001 diretto da Majid Majidi.

Pellicola che offre uno spaccato della vita dei tantissimi immigrati afgani presenti in Iran, in fuga dalle varie vicissitudini occorse nel loro paese.

Trama Lateef lavora come operaio in un cantiere edile a Teheran, insieme ad altri operai curdi e afgani.

Quando Najaf, un profugo afgano, lavoratore non in regola, ha un incidente di lavoro e deve smettere di lavorare, chiede di farsi sostituire dal figlio Rahmat. Il ragazzo, però, da subito appare di costruzione un po' debole, commette vari errori i primi giorni di lavoro a tal punto da rischiare di essere allontanato. Grazie all'intervento di Soltan, un altro lavoratore afgano, Rahmat non viene cacciato ma viene assegnato alla cucina e alla cura della casa del capo cantiere, prendendo il posto di Lateef.

Di conseguenza, a Lateef vengono affidati incarichi molto più pesanti in cantiere e lui, molto arrabbiato, inizia a a trattare male Rahmat, che però non risponde mai. Dopo qualche giorno però Lateef scopre che Rahmat non è un ragazzo ma una ragazza, Baran. Egli decide di mantenere segreta la vera identità della ragazza, altrimenti il padre di lei perderebbe la sua sola fonte di sostentamento, e da quel momento fa di tutto per renderle più leggero il lavoro. Quando un ispettore del cantiere impone il licenziamento di tutti i lavoratori afgani irregolari, Baran è costretta a fuggire e cambiare lavoro, scomparendo dall'ambiente del cantiere. Lateef, che segretamente si sente innamorato di lei, inizia una angosciosa ricerca di notizie su di lei, finché non riesce a scoprire dove abita. Non avendo però il coraggio di vederla o parlarle, cerca soltanto di far pervenire aiuti a suo padre Najaf.

Alla fine, a causa delle mutate condizioni politico-sociali della città, molti profughi afgani, compresi Najaf e Baran, decidono di tornare in Afghanistan.

L'ultima sequenza del film ci mostra per la prima e unica volta l'incontro fra Baran vestita da donna e Lateef: mentre la famiglia afgana si prepara a partire, i due ragazzi si danno l'addio senza dire una parola.

Produzione Regia Il regista e sceneggiatore Majidi predilige una narrazione per immagini limitando i dialoghi all'essenziale. In particolare la protagonista, Baran, interpretata da Zahra Bahrami, non pronuncia una sola parola in tutto il film.

Riconoscimenti

Festival internazionale del cinema di Fajr 2001 Miglior film Miglior regista Festival Internazionale del Cinema di Gijón 2001 Miglior regista Migliore sceneggiatura Montreal World Film Festival 2001 Grand Prix des Amériques Premio della Giuria Ecumenica National Board of Review 2001 Freedom of Expression Award

Collegamenti esterni

Categoria:Film drammatici